Tempi difficili (Hard Times - For These Times) è un romanzo di Charles Dickens, pubblicato per la prima volta nel 1854. Il libro è uno dei romanzi di critica sociale pubblicati nello stesso periodo, come Nord e Sud di Elizabeth Gaskell, e gli altri scritti dallo stesso Dickens. Il romanzo è ambientato a Coketown (letteralmente "Città del carbone"), un'immaginaria città industriale. Il romanzo ebbe una grande eco e ricevette commenti positivi e negativi da molti critici tra cui F.R. Leavis, George Bernard Shaw, e Thomas Babington Macaulay, che sottolinearono soprattutto le posizioni di Dickens nei confronti dei sindacati e il pessimismo della sua analisi sociale.

Le circostanze della scrittura Dickens pubblicò Tempi difficili (Hard Times) a puntate sul suo periodico Household Words. Da un punto di vista ideologico Dickens indirizzò la sua satira agli utilitaristi, i cui sostenitori Dickens descrive in una lettera a Charles Knight come persone che "vedono solo cifre e medie, e nient'altro". L'intento principale dello scrittore fu quello di sostenere la campagna in favore della riforma delle condizioni di lavoro: ispirandosi alle esperienze vissute nella propria infanzia, Dickens era deciso a "dare il più duro colpo di cui sono capace" in nome di quelli che lavorano in condizioni così orribili.

Ambientazione Per maggiori informazioni su Coketown vedi www.pbmstoria.it/unita/05494x-01bim/documenti/doc43.doc.

Il libro è ambientato a Coketown, poiché all'autore non era stato permesso di menzionare il nome reale della città in cui si svolgono i fatti narrati, Preston, vicino a Manchester, la quale era stata visitata da Dickens il 28 gennaio del 1854 e i cui scioperi lo avevano interessato; egli aveva già visitato di persona alcune fabbriche a Manchester all'inizio del 1839 ed era rimasto atterrito e allibito dalle dure condizioni di lavoro degli operai.

Prevalenza dell'utilitarismo

Gli utilitaristi sono uno dei bersagli del sarcasmo di Dickens. L'utilitarismo era una delle scuole di pensiero prevalenti nell'Inghilterra vittoriana e Jeremy Bentham fu il padre di questa filosofia che si basava sui "fatti" ed escludeva l'importanza dei valori morali e spirituali, nonché delle emozioni, e abbraccia il principio secondo cui la promozione del benessere sociale dev'essere l'obiettivo finale per l'individuo e la società in generale, una posizione che è meglio sintetizzata dalla frase: "la più grande quantità di felicità per il più grande numero di persone". Dickens era allibito dall'egoismo nella sua interpretazione della filosofia, combinato col materialista laissez-faire del capitalismo nell'educazione dei molti bambini del tempo e nel costume industriale: nell'interpretazione di Dickens, la prevalenza dei valori utilitaristi nelle istituzioni educative promuoveva il disprezzo tra i proprietari di industrie e i lavoratori, creando giovani adulti disabituati all'immaginazione dando troppa importanza ai fatti a spese di passatempi creativi.

Statistiche L'uso strumentale delle statistiche era un argomento su cui Dickens espresse grande rabbia. Vale la pena di dire che Dickens non sminuì l'uso così massiccio delle statistiche per scopi riformativi e sanitari, ma dimostrò come queste informazioni potessero essere soggette a falsificazioni ed abusi col proposito di soggiogare e creare statistiche basate su una precisa classe sociale. Nicholas Coles precisa nel suo libro The Politics of Hard Times: Dickens the Novelist versus Dickens the Reformer, che Dickens era

Dickens era anche contro l'uso potenzialmente ingiusto delle statistiche per giustificare l'ineguale distribuzione della ricchezza. Uno dei molti casi in cui nel romanzo un personaggio legato all'utilitarismo tenta di indottrinare qualcuno che continua ad avere una "tenera immaginazione" appare nel nono capitolo: alla domanda su quale fosse il primo principio dell'economia politica, Sissy, una giovane studentessa, risponde "Fare agli altri quello che vorresti gli altri facessero a te"; il signor Gradgrind vede questo innocente fraintendimento della Regola d'Oro per la regola dell'egoismo come assurdo e osserva, scuotendo la testa, che "la faccenda si è messa male": così la critica che Dickens muove all'economia estende la critica alla statistica come un'altra forma di conoscenza mirata al potere, piuttosto che conoscenza compassionevole.

Pubblicazione Il romanzo fu pubblicato a puntate nella rivista settimanale Household Words, di proprietà dello stesso Dickens. Le vendite erano incoraggianti per Dickens che disse di essere "per tre parti pazzo e la quarta delirante, perpetuamente di fretta per Tempi difficili". Il romanzo fu pubblicato settimanalmente tra il 1º aprile e il 12 agosto 1854. Vendette bene e fu pubblicato in volume in agosto. Un romanzo che affronta le stesse tematiche, Nord e Sud di Elizabeth Gaskell, fu pubblicato nella stessa rivista.

Estremamente popolare fin dal primo capitolo - raddoppiò la tiratura di Household Words - il romanzo fu considerato per qualche tempo al di sotto dei canoni di Dickens. Era considerato forse un po' troppo polemico. Più recentemente è stato acclamato dalla critica come uno dei lavori più importanti di Dickens, per la vividezza del linguaggio, il potere allegorico e la battaglia tra immaginazione, utilitarismo e conoscenza della vita domestica. Tempi difficili è il primo grande romanzo di Dickens ad apparire prima a puntate e poi in volume.

Trama Tempi difficili è strutturato in tre parti, il titolo di ciascuna è legato al versetto "ciascuno di noi raccoglie quello che ha seminato" (Galati, 6:7), ovvero: quello che viene fatto nel presente ha degli effetti diretti su quello che succederà nel futuro. Il libro primo è intitolato La semina, il secondo La mietitura e il terzo Il raccolto. Dickens scelse volutamente questi titoli e sono fondamentali per la comprensione e l'analisi del testo.

Libro primo: La semina Il romanzo si apre in un'aula scolastica di Coketown. Thomas Gradgrind, un "uomo di fatti e calcoli", sta interrogando Sissy Jupe, la figlia di un domatore di cavalli e veterinario del circo equestre Sleary. L'ambiente in cui è cresciuta Sissy, così ricco di bizzarrie, in cui la fantasia e l'immaginazione non sono difetti, è in netta contrapposizione con i "fatti e calcoli" di Gradgrind, il quale le chiede la definizione esatta di cavallo che lei, mortificata, non riesce a dare, a differenza del suo compagno Bitzer.

Dopo la scuola Gradgrind vede, dietro al capannone del circo equestre Sleary, Louisa e Tom, due dei suoi cinque figli, che spiano all'interno del tendone assieme ad altri ragazzi. Arrabbiato, trascina via i suoi figli che, abbattuti, cercano di spiegargli che era solo curiosità, ma Gradgrind non ammette scuse.

Dopo aver riportato a casa Tom e Louisa, spinto dal loro comportamento Gradgrind esce di casa con Josiah Bounderby, il suo più caro amico che lo stava aspettando a casa, per andare alla locanda in cui vive Sissy, l'arme di Pegaso, per incontrare il padre di quest'ultima e dirgli che sua figlia non può più frequentare la scuola per il rischio che le sue idee si diffondano nella classe. Imbattutisi in Sissy per strada, si fanno accompagnare da lei alla locanda.

Il padre di Sissy però non è in casa e quest'ultima va a cercarlo al circo. Nel frattempo si presentano due artisti del circo che informano Gradgrind e Bounderby che il padre di Sissy l'ha abbandonata convinto che la vita della figlia sarebbe stata migliore senza di lui. Quando Sissy rientra capisce che suo padre l'ha abbandonata e Gradgrind le impone una scelta: rimanere nel circo e rinunciare all'educazione oppure frequentare la scuola ma abbandonare il circo; Sissy sceglierà di lasciare quest'ultimo posto e dà l'addio ai suoi più cari amici.

A casa Tom e Louisa discutono dei loro sentimenti, per quanto repressi siano. Il primo trova in sé stesso uno stato di insoddisfazione e anche la sorella esprime il suo malcontento per la sua infanzia mentre guarda fisso nel fuoco. L'abilità di stupirsi di Louisa, comunque, non è interamente estinta dalla rigida educazione basata sui Fatti.

Il decimo capitolo introduce gli operai delle fabbriche, chiamati spregiativamente "le mani", in particolare Stephen Blackpool, "un uomo di assoluta integrità" che conduce una vita faticosa, sposato con una alcolista che è scappata di casa. È appena uscito dal lavoro e sta aspettando Rachael, una sua cara amica, anch'essa operaia, con la quale è solito fare la strada di casa, ma non la vede e decide di incamminarsi. La incontra più tardi, e camminano insieme verso casa parlando di loro e della loro giornata.

Rientrato a casa, nell'accingersi ad appoggiare una candela sul camino inciampa sul corpo di sua moglie, che è distesa sul pavimento ubriaca, la quale ha appena fatto uno sgradito ritorno a Coketown. Lei si sveglia, borbotta alcune insane minacce a Stephen e poi si butta sul letto mentre lui, turbato dalle parole della moglie, passa la notte su una sedia.

Il giorno successivo Stephen fa visita a Bounderby per chiedergli un consiglio su come metter fine al suo disgraziato matrimonio ed essere libero di sposare Rachael. La signora Sparsit, una vecchia vedova dalle importanti parentele che faceva i lavori in casa di Bounderby, è "scandalizzata dall'immoralità" di Stephen e Bounderby gli dice che non può permettersi di annullare il matrimonio perché la procedura burocratica è lunga e troppo costosa per le tasche di un operaio. Stephen prende commiato da Bounderby e abbattuto e disorientato dal suo responso va al lavoro.

Qualche tempo dopo Gradgrind si fa portavoce di Bounderby nel proporre il matrimonio a Louisa, la quale si trova in uno stato di malinconica apatia non solo per l'aridità della vita che ha vissuto fino ad allora, ma anche perché Tom ha iniziato a lavorare nella banca di Bounderby e lei è costretta a passare da sola le sue giornate. Gradgrind comunque non capisce lo stato in cui si trova sua figlia ed è entusiasta quando lei accetta apaticamente l'offerta di Bounderby. Anche Bounderby stesso e la madre di Louisa sono entusiasti; Sissy è l'unica a comprendere i veri sentimenti di Louisa.

Libro secondo: La Falciatura Il secondo libro si svolge due anni dopo il matrimonio di Bounderby e Louisa.

Dopo essersi procurato l'indirizzo di Bounderby dalla signora Sparsit, il signor James Harthouse, un gentiluomo elegante e dal bell'aspetto che non avendo trovato la propria vocazione nella vita passa pigramente da un lavoro all'altro, gli spedisce una lettera di presentazione scrittagli da Thomas Gradgrind, che è diventato deputato parlamentare.

Dopo aver ricevuto la lettera il signor Bounderby si reca all'albergo in cui alloggia Harthouse e i due fanno conoscenza; Bounderby ne ha una buona impressione, lo invita a cena a casa sua e gli fa conoscere alcune personalità della cittadina, potenziali elettori. Durante la cena Harthouse, stanco della aggressiva spavalderia dell'industriale, concentra la sua attenzione su Louisa, notandone la natura malinconica. Poco dopo arriva Tom, il quale non nasconde il suo disprezzo per Bounderby che gli rimprovera il ritardo. Tom è diventato scontroso ed arrogante a dispetto della sua retta educazione. Anche Tom prende in simpatia Harthouse (una simpatia non ricambiata, dato che Harthouse lo considera un "marmocchio").