LEtà del bronzo indica, per una data società preistorica o protostorica, il periodo in cui si diffuse in modo sistematico e ampio la metallurgia del bronzo. In Europa, questa fase è generalmente collocata tra il 2300 a.C. e il 1100 a.C. circa. Tuttavia, studi recenti hanno identificato oggetti in bronzo allo stagno risalenti al periodo compreso tra il 4650 e il 4000 a.C. nei Balcani. Nonostante questa precoce scoperta, sembra che la tecnologia si sia arrestata alla fine del V millennio a.C., per poi essere riscoperta intorno al 2300 a.C., data tradizionalmente considerata l'inizio dell'Età del Bronzo in Europa centrale.
Tale utilizzo potrebbe essere basato sulla fusione locale di rame e stagno estratti dai minerali oppure, come nel caso della Scandinavia, dal commercio del bronzo dalle aree di estrazione e/o produzione verso altre zone. La denominazione è stata introdotta dal religioso francese Nicolas MahudelLa teoria fu esposta per la prima volta il 12 settembre 1734 davanti all'Académie des inscriptions et belles-lettres e poi pubblicata nel 1740 con il titolo "Les Monumens les plus anciens de l'industrie des hommes, des Arts et reconnus dans les pierres de Foudres" cfr. Hamy, M.E.T. "Matériaux pour servir à l'histoire de l'archéologie préhistorique" in Revue archéologique, 1906, 4ª serie, N°7 (marzo–aprile), pp. 239–259. e poi accolta dall'archeologo Christian Jürgensen Thomsen nel suo "sistema delle tre età" del 1816, utilizzato per la sua opera di classificazione delle antichità nazionali. In seguito il concetto diventò comune in tutta la letteratura archeologica.
Mahudel propose il concetto di Età del Bronzo dopo aver osservato che le sepolture dove si trovavano urne più rovinate generalmente contenevano oggetti di bronzo, mentre i manufatti di ferro erano presenti nelle tombe più recenti.
Descrizione Generalità sulla prima metallurgia
Riguardo alla metallurgia, i minerali allo stato naturale contengono tipicamente arsenico come comune impurità (lega di bronzo allo stato naturale). I minerali di rame/stagno sono rari e ciò è confermato dal fatto che non c'erano bronzi di stagno nell'Asia prima del 3000 a.C. L'Età del bronzo viene considerata come la seconda parte di un sistema definito "delle tre età", in riferimento alle società pre- e proto-storiche, sebbene ci siano alcune culture che hanno ampia documentazione scritta durante la loro età del bronzo. In questo sistema, in alcune aree del mondo, l'età del bronzo seguiva quella neolitica. D'altra parte, in molte parti dell'Africa subsahariana, il Neolitico è seguito direttamente dall'Età del ferro. In alcune parti del mondo l'Età del rame segue quella neolitica e precede l'Età del bronzo.
Oggi è generalmente ammesso che questo periodo succeda al calcolitico e preceda l'Età del ferro. Dunque, come per gli altri periodi della preistoria, i suoi limiti cronologici variano notevolmente secondo l'ambiente geografico e culturale considerato. Nella civiltà latina, ad esempio, la distinzione tra rame e bronzo non era prevista neanche nell'ambito linguistico, e veniva usato lo stesso termine (aes, per il rame, e successivamente anche aes cuprum o solo cuprum, termine derivato dal fatto che importanti miniere erano state trovate nell'isola di Cipro) per indicare i due metalli. Nei forni di fusione la lega rame-stagno, cioè il bronzo, nacque probabilmente per l'aggiunta casuale di minerali misti contenenti tale elemento e solo in un secondo tempo ci si rese conto delle migliorate proprietà di resistenza meccanica e di aspetto. L'Età del bronzo viene generalmente suddivisa in Bronzo antico, Bronzo medio, Bronzo recente e Bronzo finale e questi periodi, che servono come riferimento alla maggior parte delle cronologie, sono ulteriormente suddivisi in modo diverso regione per regione.
L'Età del bronzo è ben conosciuta nell'Europa continentale, nelle regioni dell'Egeo, nel Vicino Oriente e in Cina, nella quale coincide con la dinastia Shang. È notevole il fatto che in America Latina le civiltà andine conobbero, nella loro fase di massimo sviluppo, una metallurgia basata sull'oro e sul rame fino alla conquista spagnola, mentre le civiltà mesoamericane come i Maya e gli Aztechi non erano andate oltre il neolitico. All'arrivo di Hernán Cortés i guerrieri aztechi affrontarono i fucili dei conquistadores spagnoli con lance a punta di ossidiana.
Origini temporali del bronzo Il luogo e il tempo dell'invenzione del bronzo sono controversi. È possibile che la metallurgia del bronzo fosse stata inventata indipendentemente nella cultura Majkop del Caucaso settentrionale, risalente alla metà del IV millennio a.C., cosa che ne farebbe i fabbricanti del bronzo più antico mai conosciuto; ma altri datano gli stessi reperti della cultura Majkop alla metà del III millennio a.C. Tuttavia, questa cultura aveva soltanto il bronzo d'arsenico, una lega che si trova già allo stato naturale. Il bronzo di stagno, che si sviluppò più tardi, richiede tecniche più sofisticate di produzione: lo stagno deve essere estratto dalla miniera (principalmente come cassiterite, minerale dello stagno) e fuso separatamente, aggiunto dunque poi al rame liquefatto per formare la lega del bronzo. Ad ogni modo, se le ultime scoperte fossero confermate, il primo bronzo allo stagno al mondo sarebbe datato al 4650 a.C. nei Balcani.
Navigazione Nel giugno 2024, a 90 km dalla costa israeliana e a 1800 metri di profondità è stato rinvenuto il carico di un'antica nave mercantile piena di anfore, risalente a 3400 anni fa. Il relitto impone di riscrivere la storia fino ad oggi nota che induceva gli studiosi a ipotizzare una navigazione soltanto costiera in assenza delle strumentazioni di cui disponevano nelle epoche successive; per la prima volta viene dimostrato l'esistenza di un vivace commercio nel Mediterraneo anche al largo della costa nella tarda Età del bronzo.
Europa
Europa centrale
Nell'Europa centrale l'antica cultura di Unetice (1800–1600 a.C.) dell'Età del bronzo comprende numerosi gruppi più piccoli come le culture di Straubing, Adlerberg e Hatvan. Alcune sepolture molto ricche, come una localizzata a Leubingen, con doni mortuari lavorati in oro, indica un incremento della stratificazione sociale sempre presente nella cultura di Unetice. Dappertutto i cimiteri di questo periodo sono rari e di piccola dimensione. La cultura di Unetice viene seguita dalla cultura dei tumuli nella media Età del bronzo (1600–1200 a.C.), caratterizzata da sepolture in tumuli con inumazione. Negli affluenti ungheresi del Körös, l'antica Età del bronzo vide per prima l'introduzione della cultura di Mako, seguita dalla culture di Ottomany e Gyulavarsand.
La cultura dei campi di urne (1300–700 a.C.), della tarda Età del bronzo, è caratterizzata da sepolture con cremazione. Essa comprende la cultura lusaziana nella Germania orientale e Polonia (1300–500 a.C.) che continua nell'Età del ferro. L'Età del bronzo del Centro Europa è seguita dalla cultura di Hallstatt (700–450 a.C.) dell'Età del ferro.
I siti importanti comprendono: Biskupin (Polonia) Nebra (Germania) Vráble (Slovacchia) Zug-Sumpf, Zug, Svizzera
L'Età del bronzo nel Centro Europa è stata descritta nello schema cronologico dal tedesco, esperto in preistoria, Paul Reinecke. Egli descrive il periodo del Bronze A1 (Bz A1) (2300-2000 a.C.: pugnali triangolari, asce piatte, protezioni da polso in pietra (wrist-guards), punte di frecce in selce) e il periodo del Bronze A2 (Bz A2) (1950-1700 a.C.: pugnali con impugnatura metallica, asce bordate, alabarde, spilli con teste sferiche perforate, solidi braccialetti) e le fasi Hallstatt A e B (Ha A e B).
Egeo
L'Età del bronzo nell'Egeo inizia intorno al 3000 a.C., quando le civiltà per prime stabilirono una rete commerciale a lungo raggio. Questa rete importava stagno e carbone a Cipro, dove veniva estratto il rame, che insieme allo stagno formavano il bronzo. Gli oggetti in bronzo venivano esportati in lungo e in largo, agevolando i rapporti commerciali. Le analisi isotopiche dello stagno in alcuni oggetti in bronzo del bacino del Mediterraneo indicano come esso provenisse dalla lontana Gran Bretagna.
La conoscenza della navigazione era ben sviluppata in questo tempo e raggiungeva un culmine di abilità insuperata fino al 1750 dell'era volgare, quando venne scoperto (o forse riscoperto) un metodo per determinare la longitudine. La civiltà minoica basata su Cnosso sembra avesse coordinato e difeso il suo commercio nell'Età del bronzo.
Una mancanza cruciale in questo periodo era che i metodi moderni di contabilità non erano disponibili. Numerose autorità credono che gli antichi imperi fossero propensi a sottovalutare gli alimenti base a favore di quelli voluttuari e a causa di ciò fossero periti, per le carestie create da un commercio non economico.
Collasso nell'Egeo
Come l'Età del bronzo finì in questa regione è ancora in fase di studio. C'è l'evidenza che l'amministrazione micenea dell'impero commerciale regionale seguisse il declino della supremazia minoica. Esistono anche attestazioni che avvalorano l'ipotesi che molti stati clienti minoici persero gran parte delle loro rispettive popolazioni a causa di carestie estreme e/o pestilenza e di conseguenza ciò starebbe ad indicare che la rete commerciale possa avere fallito in un qualche punto, ostacolando così il commercio che avrebbe precedentemente alleviato tali carestie, impedendo alcune forme di malattie da denutrizione. È noto inoltre che il granaio dell'impero minoico, l'area nord del Mar Nero, in modo consequenziale perse improvvisamente porzioni significative della sua popolazione e probabilmente anche la capacità di una coltivazione che soddisfacesse le richieste della rete commerciale.
Una recente ricerca ha screditato la teoria riguardo al fatto che l'esaurimento delle foreste cipriote possa aver causato la fine del commercio del bronzo, avendo esse fama di essere esistite fino a tempi posteriori, ma le prove hanno mostrato che la produzione di carbone sulla scala necessaria per la produzione del bronzo (nella tarda Età del bronzo) le avrebbe esaurite in meno di cinquant'anni.
Una teoria ipotizza che quando gli strumenti in ferro divennero di uso molto comune, la principale giustificazione del commercio dello stagno finì e che la rete commerciale abbia cessato di funzionare come prima. Le singole colonie dell'impero minoico allora soffrirono siccità, carestia, guerra, o in qualche modo una combinazione di questi fattori e perciò non ebbero più nessuno accesso alle ampie risorse di un impero da cui avrebbero potuto facilmente essere ottenute.
Un altro gruppo di teorie considera la stessa Cnosso. L'eruzione di Thera avvenne in questo periodo, 110 chilometri a nord di Creta. Alcuni specialisti congetturano che uno tsunami, originato a Thera, abbia distrutto le città cretesi. Altri dicono che forse il maremoto distrusse la flotta cretese nei suoi ricoveri portuali, facendo sì che da allora in poi essa abbia perduto battaglie navali cruciali; in questo modo, con l'evento del TMIB/TMII (1450 a.C. circa), le città di Creta bruciarono, dando così modo alla civiltà micenea di impossessarsi facilmente di Cnosso. Se l'eruzione ebbe luogo nel tardo XVII secolo a.C. (come pensano oggi molti cronologisti), allora i suoi effetti immediati appartengono alla media Età del bronzo fino alla transizione della tarda Età del bronzo, e non in modo circoscritto alla fine della tarda Età del bronzo; ma potrebbero avere comunque scatenato l'instabilità che condusse al collasso, prima di Cnosso e dunque di tutta la società dell'Età del bronzo. Una tale teoria mette in conto il ruolo dell'abilità cretese nell'amministrazione dell'impero, dopo Thera. Se questa abilità era concentrata a Creta, allora i micenei, quando vennero ad amministrarne il suo impero, potrebbero aver fatto una politica decisamente errata dal punto di vista commerciale.