La chiesa di Sant'Antonio è una chiesa che si trova in località Badia a Tega, a Ortignano Raggiolo.
Storia e descrizione La chiesetta, in stile romanico rurale, dipendeva in antico dall'abbazia camaldolese di Selvamonda e conserva alcune opere provenienti, secondo una tradizione orale, oltre che dall'abbazia camaldolese, anche dalla scomparsa Abbazia di Santa Trinita in Alpe.
Una pala d'altare centinata, tardocinquecentesca, raffigura la Madonna con il Bambino tra san Giovannino e san Gualberto, ed è attribuibile ad un artista operante nell'ambito di Raffaellino del Colle che riprende la Pala Fugger di Giulio Romano. Lo stesso artista anonimo è autore anche della tela con la Madonna col Bambino e un beato camaldolese vescovo, in cui sono presenti somiglianze con l'opera di Siciolante da Sermoneta.Francesco Traversi, Prima, durante e dopo Vasari, in Quiete e Rinascita. Giorgio Vasari a Camaldoli e in Casentino, catalogo di mostra a cura di Michel Scipioni e Claudio Ubaldo Cortoni, Città di Castello 2024, pag. 57 e n. 222 a pag. 87.
Una tela raffigurante Gli Angeli del Giudizio pendant di un'altra di uguali dimensioni e medesimo soggetto oggi all'Eremo di CamaldoliLucilla Conigliello, Venanzio l'Eremita, gli Angeli del Giudizio, in Il Seicento in Casentino. Dalla Controriforma al tardo barocco, catalogo di Mostra, Poppi, 2001, pagg. 284-285. e un'altra con l'Anima dannata,Lucilla Conigliello, Venanzio l'Eremita, I santi Pietro e Paolo, in Il Seicento in Casentino. Dalla Controriforma al tardo barocco, catalogo di Mostra, Poppi, 2001, pagg. 286-287. già ritenuti di scuola fiorentina degli inizi del XVII secolo, sono invece opere legate a stimoli caravaggeschi di Venanzio l'Eremita.
Note
Bibliografia
Il Casentino e il Valdarno superiore. La storia, l'architettura, l'arte delle città e del territorio. Itinerari nel patrimonio storico-religioso, a cura di Laura Speranza, Firenze, 2000. Il Casentino, a cura di Giovanni Cherubini, Firenze, 2000.
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