Figlia di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona (figlia di Isabella e Ferdinando di Spagna), Maria, quarta e penultima monarca della dinastia Tudor, è ricordata soprattutto per il suo estremo tentativo di restaurare il cattolicesimo in Inghilterra dopo lo scisma del padre. Il suo tentativo di controriforma, fortemente osteggiato dal popolo, fu interrotto dalla sua prematura morte e dall'ascesa al trono della sorellastra minore, Elisabetta I, la quale portò definitivamente l'Inghilterra nell'era anglicana.Dhanys, p. 56.

I primi anni Figlia del re Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, fu battezzata presso la chiesa dei frati osservanti di Greenwich ed ebbe come padrini Thomas Wolsey, Caterina di York e Agnes Tylney. Subito dopo venne celebrata la cresima e a farle da madrina fu Margaret Pole, che fu sua governante dal 1520 fino al 1521, quando fu sostituita da Amy Boleyn, zia della futura matrigna di Maria, Anna Bolena.Hickey, p. 82. Piccola, bionda, pallida, Maria trascorse un'infanzia felice, circondata dall'affetto dei genitori e dalle attenzioni della corte. Bambina precoce, ebbe come precettore il filosofo spagnolo Juan Luis Vives e all'età di nove anni era in grado di leggere e scrivere in latino. Studiò anche greco, francese, spagnolo, musica e danza. A nove anni, nel 1525, le venne riassegnata Margaret Pole come governante e si trasferì con una propria corte nel castello di Ludlow in Galles, dove risiedette per tre anni.Hickey, p. 87. Fu inoltre fidanzata prima a Francesco di Valois, delfino di Francia e duca d'Angoulême, e poi al cugino e imperatore Carlo V d'Asburgo.

La sua sorte subì una brusca svolta con l'ingresso di Anna Bolena nella vita di Enrico VIII: il desiderio del re di divorziare dalla moglie portò a un progressivo disinteresse nei confronti di quest'ultima e della stessa Maria, che culminò, dopo il matrimonio con la Bolena, nell'astio dovuto al rifiuto della ragazza di riconoscere la nuova regina. Maria, che era ormai una giovane donna, fu allontanata dalla madre Caterina d'Aragona e non la rivide mai più. Entrambe rimasero ferme sui loro princìpi e non si piegarono mai a compromessi. All'ex principessa, retrocessa al titolo di lady Maria dopo la nascita della sorellastra Elisabetta e dichiarata illegittima, fu imposto di far parte del seguito dei servitori della nuova infante reale.

Le umiliazioni per Maria non erano finite qui: il padre non volle più vederla e ordinò che fosse chiusa nelle sue stanze quando si recava a Hatfield a far visita a Elisabetta. Maria conobbe un breve periodo di pace con l'esecuzione di Anna Bolena e l'ascesa al trono di Jane Seymour, la quale fu benevola nei suoi confronti, come pure la quarta consorte di Enrico VIII, Anna di Clèves, da un cui parente, Filippo duca del Palatinato-Neuburg, era stata corteggiata già nel dicembre del 1539.

Le terribili esperienze della prima adolescenza lasciarono un segno indelebile nella personalità della futura regina, segnata soprattutto dall'odio per Anna Bolena. Nonostante l'odio per Anna, finché Maria non divenne regina lei ed Elisabetta ebbero un buon rapporto, così come anche con Edoardo, figlio della terza moglie di Enrico, Jane Seymour, ed Henry FitzRoy, figlio illegittimo di Enrico avuto con l'amante Elizabeth Blount. Il rapporto con Elisabetta sfumò in conflittuale solo quando Maria divenne regina e tentò di riportare il cattolicesimo in Inghilterra, mentre Elisabetta era protestante.

Il regno (1553-1558) L'ascesa al trono (1553)

Alla morte del fratellastro Edoardo VI d'Inghilterra, salì al trono Jane Grey sostenuta dal marito assetato di potere Guilford Dudley. Fu regina d'Inghilterra per soli nove giorni: infatti Edoardo VI, fragile ragazzo manipolato dagli uomini della sua corte, era stato convinto ad apportare delle modifiche alla legge di successione del padre Enrico VIII e con il proprio testamento ne aveva promulgato una nuova che escludeva Maria dalla successione per evitare il ritorno del regno al cattolicesimo. Con la nuova legge furono quindi da considerarsi pretendenti al trono unicamente la cugina Jane Grey e la sua discendenza, e, in caso di una sua mancata discendenza, la zia Margherita sorella del padre Enrico VIII.

Maria, appoggiata dal popolo che la considerava la legittima erede al trono e da gran parte degli uomini politici del paese (specie dagli esponenti della gentry del NorfolkO'Morgan, p. 228.), rivendicò i suoi diritti alla successione venendo acclamata e incoronata regina d'Inghilterra il 19 luglio 1553. Maria, quando salì al trono all'età di 37 anni, era priva di qualsiasi formazione politica e strategica ma puntava a non fidarsi di nessuno; perdonò tutti i suoi oppositori tranne il duca di Northumberland, che mandò al patibolo nella sera del 21 agosto.Ibidem

Anche i consiglieri che erano fedeli a lei vennero riammessi nel Consiglio, in quanto la nuova sovrana assoluta per diritto divinoRafael Termes, Antropología del capitalismo: un debate abierto, 2001, p. 139.Larry S. Champion, Perspective in Shakespeare's English Histories, pp. 201-202.Joy A. Schroeder, Deborah's Daughters: Gender Politics and Biblical Interpretation, p. 86. aveva bisogno della loro esperienza, affiancando loro quei nobili che l'avevano aiutata a conquistare il trono.Prescott, p. 48.Dhanys, p. 52. L'insediamento della nuova regina determinò dei mutamenti nella prassi e nelle consuetudini, come l'accesso alle stanze reali consentito solo alle donne, alcune delle quali avevano un enorme ascendente su di lei. Maria per le questioni più rilevanti, come anche in passato, faceva affidamento sui consigli del cugino, l'imperatore Carlo V.Dhanis, p. 54.

Stephen Gardiner e Reginald Pole: la restaurazione del cattolicesimo Il suo primo obiettivo era la restaurazione della religione cattolica e il ripristino della supremazia papale in Inghilterra. A tal fine il papa Giulio III inviò, a novembre del 1554O'Morgan, p. 229., il cardinale Reginald Pole, cugino della regina, la cui madre venne condannata a una controversa decapitazione da Enrico VIII durante le controversie con il papato seguite allo scisma anglicano, con il compito di assolvere il Regno dal peccato e procedere alla restaurazione del cattolicesimo. Pole fu nominato pertanto arcivescovo di Canterbury (l'ultimo arcivescovo cattolico prima del ritorno dell'anglicanesimo sotto Elisabetta) e cercò di ricostruire la gerarchia romana nello spirito di quel movimento controriformistico che avrebbe trovato piena legittimazione dal Concilio di Trento. Maria, in campo secolare, fu affiancata dall'arcivescovo Stephen Gardiner, nominato Lord Cancelliere, con il compito di instaurare una politica repressiva contro gli oppositori interni.Ibidem, p. 228.

Gardiner era caduto in disgrazia nell'ultimo periodo di regno di Enrico VIII e fu imprigionato nella Torre di Londra sotto il regno del successore Edoardo VI. Il suo governo durò però appena due anni: il 12 novembre del 1555 morì infatti a Whitehall. I due ecclesiastici non potevano essere più diversi l'uno dall'altro: mentre Pole era un seguace dell'erasmismo, allineandosi alle linee guida tracciate dal grande umanista Erasmo da Rotterdam (difesa della pace, rifiuto di ogni estremismo religioso, sviluppo di una fede interiore, atteggiamento di dialogo verso i non cattolici), Gardiner era invece legato a quei circoli intransigenti che trovavano a Roma espressione nella rigidissima figura del cardinale Gian Pietro Carafa, futuro papa Paolo IV.

Il matrimonio con Filippo II: la rivolta di Thomas Wyatt il Giovane (1554)

La regina, però, sapeva bene quanto fosse fragile la sua politica di restaurazione. Giunta all'età di 38 anni, necessitava di un erede per continuare la sua battaglia e quindi cercò disperatamente un marito. Venne fatto il nome dell'inglese Edward Courtenay, I conte di Devon, uno dei nemici di Enrico VIII, ma fu ritenuto di personalità instabile. Carlo V le consigliò suo figlio, Filippo (che divenne re di Spagna con il nome di Filippo II), ma questo significava in pratica cedere la corona dell'Inghilterra in mano agli Asburgo subito dopo le nozze. I consiglieri erano in disaccordo su questa scelta (e lo sarebbe stato anche il popolo)Storia moderna, p. 138., in quanto si temeva che l'Inghilterra avrebbe finito per essere assoggettata alla corona spagnola.

Le intenzioni di sposare il figlio del cattolicissimo Carlo V suscitarono le ire dei protestanti del Regno (che mal tolleravano un sovrano straniero e per di più cattolico) e la reazione francese, la quale temeva che la rinnovata alleanza anglo-spagnola potesse svilire il suo piano di predominio. Diffusa dai francesi la voce che Filippo intendesse portare un esercito spagnolo per controllare direttamente l'InghilterraIbidem, p. 138., i protestanti elaborarono piani insurrezionali che provenivano dai membri della gentry esclusi dai favori reali. Il primo focolaio di rivolta si accese nel Kent, all'inizio del 1554: 3.000 uomini guidati da Thomas Wyatt il Giovane marciarono verso Londra, che venne assediata. Maria si rifugiò con i cittadini nel municipio e fece sbarrare le porte della città. Benché Wyatt avesse proclamato di non volere "fare del male alla regina, ma solo migliorare Consiglio e consiglieri"O'Morgan, p. 230., la regina non fu assolutamente clemente, dopo che le truppe ribelli furono battute a Kingston dalle truppe reali.

Distrutta l'opposizione protestante, Maria poté procedere con il matrimonio. Ottenuta facilmente la dispensa (i due sposi erano cugini di secondo grado), il 25 luglio 1554, a Winchester, il vescovo Gardiner celebrò il matrimonio fra i due. La regina Maria aveva 38 anni, mentre il principe Filippo aveva 27 anni. I rapporti tra i due sposi (che si esprimevano in latino, visto che entrambi non conoscevano le rispettive lingue materne), furono diseguali: se Maria amava sinceramente Filippo, questi invece la trattava sempre freddamente, cercando soltanto di consumare il matrimonio per ottenere un erede da porre poi sul trono inglese. Inoltre, Filippo (che diventerà re di Spagna nel 1556, in seguito all'abdicazione del padre Carlo V) si assentava spesso dall'Inghilterra e la lasciava governare tranquillamente (anche perché Filippo, secondo i patti prematrimoniali, aveva sì il titolo di re d'Inghilterra, ma privo di qualsiasi potere politico).

Verso settembre si diffuse la voce che Maria potesse essere incinta del sospirato erede. A novembre riferì lei stessa che sentiva il feto muoversi nella sua pancia. La nascita dell'erede venne stimata a maggio 1555 e vennero preparate le camere e gli arredi necessari a ospitarlo ad Hampton Court, dove Filippo e Maria si spostarono. Le voci popolari si diffusero (ci fu addirittura chi sostenne di aver visto il neonato) e del resto dal punto di vista medico ai tempi era molto difficile discernere una falsa gravidanza. I mesi passavano e il parto non avveniva: alla fine di luglio fu chiaro che non si trattava di una vera gravidanza (anche se fiorirono le voci più fantasiose al riguardo).

La legge per la punizione degli eretici (1555): la leggenda di "Bloody Mary"