Figlio del comandante Amilcare Barca e fratello maggiore di Asdrubale e Magone Barca, Annibale, sin da piccolo profondamente nemico di Roma e deciso a combatterla, concepì ed eseguì un audace piano di guerra per invadere l'Italia. Marciando dalla Spagna, attraverso i Pirenei e le Alpi, scese nella penisola, dove sconfisse le legioni romane in quattro battaglie principali: battaglia del Ticino (218 a.C.), battaglia della Trebbia (218 a.C.),; ; . battaglia del lago Trasimeno (217 a.C.), battaglia di Canne (216 a.C.) e in altri scontri minori.

Dopo la battaglia di Canne i Romani evitarono altri scontri diretti e gradualmente riconquistarono i territori del Sud Italia di cui avevano perso il controllo. La seconda guerra punica terminò con l'attacco romano a Cartagine, che costrinse Annibale al ritorno in Africa nel 203 a.C., dove fu definitivamente sconfitto nella battaglia di Zama, nel 202 a.C. Dopo la fine della guerra Annibale guidò Cartagine per alcuni anni, ma fu costretto all'esilio dai Romani e nel 195 a.C. trovò rifugio dal re seleucide Antioco III in Siria, dove continuò a propugnare la guerra contro Roma. Dopo la sconfitta di Antioco III si trasferì presso il re Prusia I, in Bitinia. Quando i Romani chiesero a Prusia la sua consegna, Annibale preferì suicidarsi: era il 183 a.C.

Dotato di grandi capacità tattiche e strategiche, avveduto e sagace, Annibale, dopo le impressionanti vittorie iniziali, continuò a battersi tenacemente in Italia per oltre quindici anni con il suo piccolo esercito di veterani isolato in territorio nemico, cercando fino all'ultimo di contrastare il predominio di RomaG. Granzotto, Annibale, pp. 265-266.. Per le straordinarie qualità dimostrate durante la sua carriera militare, Annibale è considerato uno dei più grandi generali e strateghi della storiaM.Bocchiola/M.Sartori, Canne. Descrizione di una battaglia, p. 58.. Polibio, suo contemporaneo, lo paragonava al suo grande rivale Publio Cornelio Scipione AfricanoPolibio, Storie, pp. 650 e 655.; altri lo hanno accostato ad Alessandro Magno, Giulio Cesare e Napoleone.B.H. Liddell Hart, Scipione Africano, pp. 217-240. Lo storico militare britannico analizza in dettaglio le qualità di questi quattro condottieri e definisce Annibale "il massimo tattico della storia", mentre considera Napoleone il più grande "stratega logistico" di tutti i tempi. Nel complesso però afferma che Scipione Africano era fornito di qualità pari, se non superiori, agli altri massimi condottieri.I. Montanelli, Storia di Roma, p. 121. L'autore definisce Annibale "il più brillante condottiero dell'antichità" e afferma che "molti lo pongono sullo stesso piano di Napoleone".

Fonti e storiografia

Le principali fonti per la vita e il ruolo di Annibale sono rappresentate dalla biografia di Cornelio Nepote (De viris illustribus), oltre a Polibio (Storie), Tito Livio (Ab Urbe condita libri), Appiano di Alessandria (Historia romana), Cassio Dione Cocceiano (Historia romana), Velleio Patercolo (Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo), e le biografie di Plutarco su Fabio Massimo e Claudio Marcello.

Biografia

Origini Annibale Barca (dal fenicio Hanniba'al חניבעל, Dono [o Grazia] di Baal) era il figlio maggiore del condottiero cartaginese protagonista della prima guerra punica Amilcare, nella quale s'era guadagnato l'appellativo di "Barca" (dal fenicio Barak, "fulmine"). Nacque nel 247 a.C. e i suoi fratelli minori erano Asdrubale Barca e Magone Barca. Barca non è un nome di famiglia, ma il soprannome dato ad Amilcare e trasmesso ai figli, mentre il termine Barcidi è stato introdotto dagli storici a posteriori per evitare confusione di nomi. L'educazione di Annibale fu di stampo ellenistico, e fu seguita da pedagoghi greci, tra i quali Sosilo, che avrebbe narrato le imprese annibaliche in libri andati perduti. Modelli di Annibale, sin dai primi anni, furono Alessandro Magno, Lisandro (per l'arte militare) ed Ercole.. Passò i primi anni a Cartagine, dove, oltre ai valori greci, fu forse istruito in materia di economia e di agronomia (presumibilmente tale competenza derivò dalla lettura dell'opera di Magone)..

Il padre Amilcare, dopo la sconfitta di Cartagine nella prima guerra punica e dopo avere domato la rivolta dei mercenari e dei sudditi libici,. era determinato, in contrasto con i propositi conservatori del partito aristocratico di Cartagine, a sviluppare un importante programma di espansione e rafforzamento della città in funzione anti-romana. Secondo la tradizione storiografica antica egli avrebbe contato in prospettiva, per la lotta contro Roma, sul supporto dei suoi tre figli maschi, "i tre leoncini" allevati "per la rovina di Roma".. Amilcare riuscì a convincere il "Senato" cartaginese a dargli un esercito per conquistare l'Iberia che alcune fonti indicano come un dominio cartaginese perduto.

Cartagine fornì solo una forza relativamente ristretta e Amilcare accompagnato dal figlio Annibale, che allora aveva nove anni, intraprese nel 237 la marcia lungo le costa del Nord Africa fino alle Colonne d'Ercole. Gli altri due figli, Asdrubale e Magone, restarono a Cartagine. Negli anni della sua permanenza in Spagna, Annibale, pur essendo giovanissimo, si trasformò in un soldato. Acquisì quella straordinaria tempra fisica che avrebbe conservato fino a oltre cinquant'anni: a cinquantadue fu infatti in grado di percorrere a cavallo, in sole quattordici ore, i duecento chilometri che separavano Cartagine dal punto di imbarco da cui sarebbe partito, esule, per l'Oriente.. In questo momento si colloca il celebre episodio del giuramento di Annibale bambino. Secondo la tradizione storiografica iniziata da Polibio e perpetuata da altri storici antichi, prima della partenza per la Spagna, Amilcare avrebbe fatto giurare solennemente al figlio che egli non sarebbe mai stato amico di Roma; l'evento, messo in dubbio dagli storici moderni, è divenuto esemplare per rappresentare simbolicamente il sentimento di odio eterno di Annibale verso Roma che rimase effettivamente l'elemento dominante della vita del condottiero cartaginese..

La campagna di Amilcare in Spagna ebbe successo: pur con poche truppe e pochi finanziamenti, egli sottomise le città iberiche scegliendo come base operativa la vecchia colonia punica di Gades, l'odierna Cadice. Egli riaprì le miniere per autofinanziarsi, riorganizzò l'esercito e iniziò la conquista. Fornendo alla madrepatria convogli di navi cariche di metalli preziosi che aiutarono Cartagine nel pagamento dell'ingente debito di guerra con Roma, Amilcare ottenne grande popolarità in patria. Sfortunatamente rimase ucciso durante l'attraversamento di un fiume. Annibale, giovinetto, assistette inerme al tragico evento. Venne scelto come suo successore il marito di sua figlia, Asdrubale.. Per otto anni Asdrubale comandò le forze cartaginesi consolidando la presenza punica, edificando una nuova città (Carthago Nova – oggi Cartagena). Asdrubale, impegnato nel consolidamento delle conquiste cartaginesi in Iberia, approfittò delle relativa debolezza di Roma che doveva fronteggiare i Galli in Italia e in Provenza per strappare il riconoscimento della sovranità cartaginese a sud del fiume Ebro.. In quegli anni, seguendo la tradizione ellenistica che incoraggiava matrimoni misti tra dominatori e vinti, Annibale sposò Imilce, una nobile di Castulo, probabilmente punicizzata. Pare che ella gli abbia dato un figlio, il cui nome ci è ignoto, anche se è possibile che si chiamasse come il nonno, cioè Amilcare..

Ascesa militare (221 - 219 a.C.)

Asdrubale morì nel 221 a.C. pugnalato in circostanze mai veramente chiarite.. I soldati, a questo punto, acclamarono loro comandante all'unanimità il giovane Annibale.. Aveva ventisei anni e ne aveva passati diciassette lontano da Cartagine. Il governo cartaginese confermò questa scelta..

Annibale cominciò ad attaccare la popolazione degli Olcadi, che si trovavano a sud dell'Ebro, sottomettendo poco dopo la loro capitale Cartala (l'odierna Orgaz) e costringendoli a pagare un tributo (221 a.C.).. L'anno successivo (220 a.C.), dopo avere trascorso l'inverno a Nova Carthago carico di bottino, fu la volta dei Vaccei, che sottomise anch'essi riuscendo a occupare le loro città di Hermantica e poi Arbocala (identificabile forse con la moderna Zamora), dopo un lungo assedio.. Gli abitanti di Hermantica, in seguito, dopo essersi ricongiunti con il popolo degli Olcadi, riuscirono a convincere i Carpetani a tendere al generale cartaginese una trappola sulla via del ritorno, nei pressi del fiume Tago.. Annibale riuscì però a battere i loro eserciti congiunti, composti da ben armati (principalmente Carpetani). Egli infatti riuscì in un primo momento a evitare l'imboscata che gli avevano teso presso il fiume Tago, e quando le forze nemiche, a loro volta, cercarono di attraversarlo cariche di armi e bagagli per disporsi a muovere battaglia contro i Cartaginesi, furono irrimediabilmente sconfitte e sottomesse.. Annibale, dopo due anni trascorsi a completare la conquista dell'Iberia a sud dell'Ebro, si sentì pronto alla guerra contro Roma.

Assedio di Sagunto (219 a.C.)

Decise così di muovere guerra a Sagunto. – città alleata a Roma – con la motivazione che si trovava a sud dell'Ebro e quindi rientrava nei territori di competenza dei Cartaginesi e non dei Romani, anche se le era stato imposto dai Romani, con la violenza e l'inganno, un governo fantoccio filo-romano che ora attaccava gli alleati dei Cartaginesi (vedi Polibio e lo storico Massimo Bontempelli). L'assedio durò otto mesi e terminò nel 219 a.C. con la conquista della città. Conquista agevolata da Roma che, impegnata su altri fronti, credeva di avere tempo a disposizione: "Ma, facendo ciò, i Romani sbagliarono. Li prevenne Annibale, occupando Sagunto." (Polibio). Per questo la guerra non si svolse in Spagna, nonostante i Romani avessero come base Sagunto, ma in Italia. "I Romani, avendo notizia della disgrazia occorsa a Sagunto, non stettero affatto a discutere se fare o non fare guerra, come assurdamente riferiscono alcuni scrittori" (Polibio). Invece, appena saputo dell'attacco a Sagunto, essi inviarono un'ambasceria a Cartagine per lamentare queste violazioni. e in cui comandavano di consegnare Annibale e tutti i suoi generali o di aspettarsi un tremendo attacco.

Il Senato cartaginese, ricevuta alla fine di marzo 218 a.C. un'ambasceria romana, capeggiata dal princeps senatus Marco Fabio Buteone e tra i quali vi era anche Quinto Fabio Massimo, non accettò le condizioni dei Romani (restituzione di Sagunto e consegna di Annibale).. La guerra divenne inevitabile..

Seconda guerra punica (218-201 a.C.)

Preparativi per la guerra (inverno 219-218 a.C.)

Annibale, dopo la presa di Sagunto, si era recato a Nova Carthago per trascorrervi l'inverno (fine del 219 a.C.). Qui apprese quanto era stato deliberato a Roma e a Cartagine..

Prima di partire per l'Italia congedò gli eserciti, ben sapendo che la guerra non sarebbe stata breve e che i suoi soldati avrebbero avuto piacere di rivedere le proprie famiglie prima di iniziare la lunga campagna militare. Comandò poi a tutti loro di presentarsi all'inizio della primavera pronti alla grande impresa..

All'inizio della primavera del 218 a.C. i soldati si radunarono e le truppe di ciascuna popolazione furono passate in rassegna da Annibale. Poi quest'ultimo partì per Gades, dove sciolse i voti fatti a Eracle (Hercules Gaditanus) e si impegnò a farne di nuovi nel caso le imprese fossero state a lui favorevoli. Poi si apprestò a organizzare non solo l'armata che doveva compiere l'invasione dell'Italia, ma anche quelle che dovevano rimanere in Spagna e Africa a difendere i territori cartaginesi. Fu così che stabilì di inviare soldati ispani in Africa e africani in Spagna..