Il salto con gli sci è uno sport in cui gli atleti muniti di sci ai piedi scendono lungo la rampa di un apposito trampolino al termine del quale spiccano un balzo, cercando di atterrare il più lontano possibile. Il risultato finale dipende non solo dalla lunghezza del salto, ma anche dai punti di stile, assegnati da una giuria, che vanno da 1 a 20 (punteggio massimo).

Nel caso di trampolini molto lunghi la specialità prende il nome di volo con gli sci. Oltre ad essere una disciplina a sé, il salto con gli sci, assieme allo sci di fondo, è una delle due prove che compongono la combinata nordica. Pur essendo generalmente classificato come sport invernale, il salto con gli sci può essere praticato in qualsiasi stagione, anche in assenza di neve.

Storia

Come molti altri sport invernali, il salto con gli sci nacque in Norvegia. I primi salti avvennero attorno alla metà dell'Ottocento a Morgedal, un piccolo villaggio della regione del Telemark noto come "la culla dello sci". La prima gara si svolse a Trysil, nel sud della Norvegia, nel 1862. La prima competizione di un certo richiamo si tenne nel 1879 a Husebybakken, nei pressi di Oslo. Husebybakken ospitò l'evento con cadenza annuale fino al 1891; l'anno successivo la gara venne spostata al trampolino di Holmenkollen, la collina che sovrasta la capitale norvegese, diventato da allora uno dei luoghi sacri del salto con gli sci. La gara di Holmenkollen si svolge ancora oggi ogni anno in febbraio o marzo e attira decine di migliaia di spettatori dalla Norvegia e dall'estero.

Al di fuori della Norvegia il salto con gli sci si è diffuso principalmente in Austria, Finlandia, Germania, Giappone, Slovenia e Polonia. Tradizionalmente i saltatori di questi paesi dominano le competizioni internazionali.

È uno sport olimpico fin dai I Giochi olimpici invernali del 1924. Contemporaneamente vennero istituiti i Mondiali di sci nordico, nel cui programma figurano gare di salto con gli sci, sci di fondo e combinata nordica. Attualmente i campionati del mondo vengono disputati ogni due anni, negli anni dispari. Sia alle Olimpiadi che ai Mondiali vengono assegnati tre titoli: individuale dal trampolino corto, individuale dal trampolino lungo, a squadre dal trampolino lungo.

Nel 1952 prese il via la Tournée dei quattro trampolini, ritenuta la più prestigiosa competizione della specialità dopo i Giochi olimpici e la Coppa del Mondo. Sono quattro gare che si disputano annualmente tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio prima in Germania, sui trampolini di Oberstdorf e Garmisch-Partenkirchen, poi in Austria, a Innsbruck e a Bischofshofen. Il saltatore con il punteggio complessivo più alto vince la tournée.

Dal 1972 esiste il Mondiale di volo con gli sci, che si disputa in una singola gara ogni due anni, negli anni pari. Nel 1991 fu istituita la Coppa Continentale di salto con gli sci, circuito di gare di secondo livello alle spalle della Coppa del Mondo. Dal 1994 si organizza anche il Grand Prix, un circuito estivo di gare, rese possibili dai materiali sintetici che consentono lo scivolamento come sulla neve. Le competizioni si svolgono sugli stessi trampolini utilizzati nelle gare della Coppa del Mondo invernale.

Nel 1997 fu istituito il Nordic Tournament, l'equivalente nordico della Tournée dei quattro trampolini. È composto dalle quattro gare di Coppa del Mondo che si disputano a fine stagione in Finlandia e Norvegia.

A livello agonistico il salto con gli sci era stato riservato agli uomini fino al 1998, anno in cui si è svolta la prima gara femminile riconosciuta dalla Federazione Internazionale Sci (FIS). Nel 2004 è stato organizzato il primo circuito internazionale di gare femminili con l'apertura alle atlete della Coppa Continentale, che è rimasta la competizione di massimo livello fino al 2012, quando nacque la Coppa del Mondo femminile.

La prima competizione olimpica femminile si è svolta nel 2014 ai XXII Giochi olimpici invernali di Soči.

Tecnica e principi

Il salto con gli sci è uno sport complesso, che richiede all'atleta forza fisica, coordinazione nei movimenti, equilibrio e leggerezza. Il "terreno di gara" è il trampolino, che ha un'altezza e un'inclinazione variabili e che può essere innevato o rivestito di ceramica sulla rampa e di fibre plastiche nella zona di atterraggio per garantire lo scivolamento e ad attutire il contatto col suolo.

Abbigliamento ed attrezzatura L'attrezzatura e l'abbigliamento di gara devono rispettare alcuni parametri atti a impedire abusi finalizzati al miglioramento dell'aerodinamica e ad evitare disfunzioni che possono condurre a incidenti. Le regole in vigore nel 2016 prevedono: Sci: il modello in uso per il salto ha una notevole larghezza e lunghezza. Quest'ultima dipende dall'altezza dell'atleta e non può eccedere il 145% di essa. Viene decurtata se l'indice di massa corporea della persona è troppo basso (-0.5% per ogni 0,125 punti di indice). Gli attacchi lasciano il tallone dello scarpone parzialmente libero di staccarsi dallo sci e sono posizionati in modo tale che la parte anteriore dello sci risulti più lunga di quella posteriore (con un rapporto generalmente pari a 57%-43% della lunghezza della tavola). Scarponi: dotati di una sezione frontale flessibile che consente di protendere il corpo in avanti in fase di volo, devono avere una suola non più spessa di 45 mm. Casco: la distanza tra la calotta esterna e la testa dell'atleta non deve superare 7 cm; la superficie esterna deve essere liscia, e sono vietate le protezioni frontali e le lenti incorporate. Occhiali protettivi. Guanti: realizzati in materiale sintetico, devono coprire tutta la mano e rispettarne le dimensioni. Lo spessore del tessuto non deve eccedere 5 mm. Tuta: realizzata con cinque strati di materiali sintetici, deve avere uno spessore compreso tra i 4 e i 5 mm, una permeabilità all'aria di 40 litri per m² al secondo; non può essere più larga di 2 cm della circonferenza corporea, né essere troppo aderente. In fase di salto deve essere completamente chiusa e fissata ai piedi con appositi lacci. Sottotuta: non può essere più spesso di 3 mm e deve avere una permeabilità all'aria superiore a 60 litri per m² al secondo. Pettorale: riporta il numero di gara, ha una permeabilità all'aria di 40 litri per m² al secondo. Durante una gara un atleta non può saltare - nemmeno in allenamento - senza indossare il pettorale.

Fasi di un salto

Un salto dal trampolino si suddivide essenzialmente in quattro fasi: Fase di slancio: il saltatore parte da fermo, seduto su una barra trasversale che sovrasta la rampa di lancio. La rettilineità del moto è garantita da due binari paralleli in cui scorrono gli sci; in corsa l'atleta assume una posizione accosciata, con il torso proteso in avanti e le braccia dritte lungo i fianchi. Scopo di questa fase è raggiungere la massima velocità possibile per effettuare il decollo. Fase di stacco: giunto al termine della rampa, lo sciatore distende gambe e torso in avanti, dandosi una spinta verso l'alto. Fondamentale in questa fase è la perfetta scelta dei tempi e delle forze: non essendoci alcuno "scalino" a fine rampa per propiziare il decollo, uno stacco troppo anticipato o ritardato, con un'eccessiva o carente impressione di forza può compromettere l'intero esercizio. Fase di volo: il saltatore, staccatosi dalla rampa, assume la posizione di volo protendendo il corpo in avanti in posizione centrale. Fase di atterraggio: avvicinandosi al suolo, l'atleta passa ad una posizione eretta e tocca il suolo assumendo la posizione nota come telemark. Quindi continua a scivolare fino alla fine della pista e frena intraversando gli sci.

Tecniche di volo

La tecnica di volo nel salto con gli sci si è molto evoluta negli anni. La prima fu messa a punto in Norvegia: denominata tecnica Kongsberg, divenne popolare a seguito dei successi di Jacob Tullin Thams e Sigmund Ruud, campioni del mondo negli anni 1920. L'atleta teneva il torso e le braccia protese in avanti e gli sci paralleli. Tale tecnica permise di realizzare salti di oltre 100 m.

Negli anni 1950 si affermarono la tecnica Däscher e la tecnica Windisch, dal nome del saltatore svizzero Andreas Däscher e del tedesco Erich Windisch, che introdussero la posizione delle braccia rivolte all'indietroSki saut - Règlement et historique - jobavie.info.

La vera rivoluzione si ebbe a partire dal 1960, quando il polacco Mirosław Graf Mirosław Graf - polski prekursor stylu V - skijumping.pl creò la tecnica a V, divaricando le punte degli sci e ravvicinando le code. Tale tecnica, inizialmente osteggiata dai giudici di gara, fu consacrata nel 1980 dai successi di Jan Boklöv e Jiří Malec. Dagli anni 1990 la posizione a V, che aumenta la portanza generata dagli sci del 28% e incrementa la lunghezza del balzo del 10% rispetto agli sci paralleli, è divenuta lo standard del salto con gli sci Why Ski Jumpers Hold Their Skis In A V Shape - 7 feb 2014, Business Insider.

Fattori esterni che influenzano il volo La direzione e la velocità del vento influisce molto sulla lunghezza e la qualità dei salti. La barra di partenza, sulla quale gli atleti si siedono prima di partire, può essere posizionata ad altezze variabili, stabilite dai vari allenatori. In genere, più la barra è in alto, più si acquisirà velocità in fase di lancio; non necessariamente però una grande velocità di rincorsa genererà un salto di valore. Un saltatore dotato di grande potenza in fase di stacco potrà partire più in basso, non avendo bisogno di una grande velocità di rincorsa, che sarà invece più importante per un atleta più debole.

Valutazione di un salto Le competizioni si articolano su due manche, in ciascuna delle quali l'atleta ha a disposizione un salto. La giuria assegna i punteggi e stila le classifiche basandosi su: lunghezza del salto accuratezza stilistica

Conteggio dei punti per la lunghezza del salto La linea che demarca il limite della zona di atterraggio è detta "punto K" (K-point in inglese). Le competizioni assumono il nome a seconda della distanza tra il punto di stacco e il punto K: una gara K-90 prevede un punto K a 90 m dal "dente" del trampolino, una gara K-120 a 120 m e così via. Lo sciatore guadagna 60 punti se atterra in corrispondenza del punto K, che vengono incrementati o decrementati se il contatto col suolo avviene più avanti o più indietro (nello specifico di 3,6 punti al metro per il K-35, 2 punti per il K-90 e 1,8 per il K-120Regolamento del salto con gli sci , paragrafo 433.2).

Conteggio dei punti per lo stile del salto Cinque giudici piazzati a bordo pista valutano i salti in una scala che va da 0 a 20 punti. Il giudizio migliore e quello peggiore sono scorporati dal totale, che viene sommato ai punti che spettano per la lunghezza del balzo.

Vengono comminate deduzioni al punteggio in caso di: posizione di volo incerta, movimenti errati (-1 punto) atterraggio troppo duro, telemark mal eseguito o assente (-3) cadute o barcollamenti in fase di frenata (fino a -7)

Peso corporeo Per evitare che gli atleti cerchino di perdere molto peso per essere più aerodinamici, è stato imposto un limite minimo di indice di massa corporea. Coloro che lo sforano devono usare sci più corti.For Ski Jumpers, a Sliding Scale of Weight, Distance and Health

Tecnica di allenamento Negli allenamenti, oltre alle prove di salto, si svolgono esercizi fuori dal trampolino, finalizzati per lo più allo sviluppo dell'equilibrio e della forza esplosiva (vale a dire da sprigionare in pochi attimi), con particolare riguardo al potenziamento di busto e gambe.

Tra gli esercizi vi sono anche simulazioni "a scala ridotta" delle varie fasi di un salto, eseguite al di fuori del trampolino. Si riporta a titolo di esempio una sequenza fotografica, ritraente l'italiana Simona Senoner mentre esegue tale esercizio.

Record del mondo