Caivano (Caívanë in napoletanoAntonio Altamura, Dizionario dialettale napoletano, 1968, 2ª ediz., Fausto Fiorentino (Napoli)) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.
Geografia fisica Caivano è situato nella vasta pianura campana. Fa parte della Zona Nord della città metropolitana di Napoli, in posizione quasi centrica tra Napoli centro e Caserta, distante 12km dal centro di Napoli (7km da San Pietro a Patierno) e 13km dalla Reggia di Caserta.
Storia Il nome Caivano ha origine gentilizia e proviene dal latino Calvius. Ritrovamenti archeologici fanno risalire ad epoca osca i primi insediamenti abitativi, mentre gli Etruschi, nel VI secolo a.C., bonificarono il territorio paludoso rendendolo abitabile. Nel IV secolo a.C. si insediarono i Sanniti.
L’attuale territorio di Caivano era parte di quello facente capo all’antica città di Atella, distante circa 8 km dall’attuale centro. Con la dominazione romana, il territorio venne suddiviso in grandi latifondi patrizi: secondo l’etimologia più accreditata, il toponimo deriverebbe infatti da fundus Calvanium, proprietà della famiglia Calvanium.
Il territorio fu oggetto di centuriazione sia all’epoca dei Gracchi che in età augustea. La centuriazione più antica sembra aver influenzato la collocazione delle chiese e della torre del castello, mentre della seconda non vi sono tracce evidenti. Con l’invasione longobarda la zona entrò a far parte del Principato di Benevento. In epoca normanna (X-XI secolo) Caivano divenne un casale del Ducato di Napoli, mentre la sua importanza strategica crebbe in età angioina e aragonese grazie al castello medievale, menzionato già nel 1432 come presidio militare. Durante il regno di Alfonso d’Aragona, la fortezza venne assediata per tre mesi prima della resa. Nel corso dei secoli il feudo passò sotto diverse famiglie nobili, tra cui i Capece e i Caracciolo.
Sotto la dominazione spagnola Caivano conobbe un periodo di sviluppo agricolo, soprattutto legato a grano e canapa. Nel 1732 un terremoto danneggiò gravemente il castello e alcune chiese. Nel 1799, durante la Repubblica Napoletana, la popolazione fu coinvolta negli scontri tra giacobini e sanfedisti.
Nel 1806, con l’abolizione della feudalità, Caivano divenne comune autonomo e furono aggregati i casali di Pascarola, Casolla Valenzano e il territorio di Sant’Arcangelo. Successivamente fu incluso nel circondario di Napoli, prima nel Regno di Napoli e delle Due Sicilie e poi nel Regno d’Italia.
Nel corso del Novecento, l’espansione urbana portò alla nascita di nuovi quartieri: negli anni ’70 il Rione IACP (Bronx), realizzato nell’ambito dell’edilizia popolare, e negli anni ’80 il Rione Parco Verde, costruito con fondi statali dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 per accogliere gli sfollati. Quest’ultimo, concepito come simbolo di rinascita, divenne però ben presto territorio di speculazione edilizia e di insediamento della criminalità organizzata, tanto da essere definito per un periodo la più grande piazza di spaccio d’Europa.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 24 maggio 2005.
Il gonfalone è un drappo di giallo con la bordatura di verde.
Monumenti e luoghi d'interesse Caivano conserva testimonianze storiche del suo passato, come il Castello medievale, il centro antico con palazzi nobiliari e chiese e le proprie tradizioni religiose, celebra come santa patrona Maria Santissima di Campiglione, la cui festa cade la seconda domenica di maggio e rappresenta il principale evento religioso annuale. Architetture religiose Santuario di Maria Santissima di Campiglione Chiesa di Sant'Antonio ai cappuccini Chiesa di San Pietro Apostolo Chiesa di Santa Barbara (nei pressi dell'Annunziata) Chiesa Maria Madre (nei pressi del Corso Umberto I) Chiesa Annunziata Chiesa di San Paolo Apostolo (Parco Verde) Chiesa di Santa Maria (Casolla Valenzano) Chiesa San Giorgio Martire (Pascarola) Cappella San Giorgio Martire (Pascarola)
Architetture civili Castello di Caivano, è il principale monumento del comune. Dal 1981 è sede della biblioteca comunale che dispone di 6000 monografie Torre dell'orologio Villa Comunale Falcone e Borsellino Palazzo Capece, palazzo della famiglia Capece Palazzo marchesale Cimino, edificato alla fine del XVIII secolo (in frazione Casolla Valenzano) Villa Comunale di Pascarola Torre dell’orologio in Via Semonella, Quartiere Pascarola
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2018 i cittadini stranieri residenti a Caivano erano 800 corrispondenti al 2,1% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:
Ucraina 162 0,4% Marocco 122 0,3% Albania 82 0,2% Ghana 72 0,1% Montenegro 71 0,1% Algeria 53 0,1% Romania 50 0,1% Burkina Faso 49 0,1%
Religione Quasi tutta la popolazione professa la fede cattolica. L'altra confessione cristiana presente è quella evangelica, con due chiese, di cui una è valdese e l'altra è pentecostale. È presente una sala dei Testimoni di Geova.
Tradizioni e folclore
La festa patronale cade la seconda domenica di maggio in cui si festeggia la Madonna di Campiglione, raffigurata in un affresco bizantino in cui si nota la Madonna con le mani alzate attorniata dai dodici apostoli. Tale immagine è venerata da secoli nel santuario a Lei dedicato retto dai padri carmelitani dal 1902. Dopo il miracolo del 1483 l'affresco è meta di pellegrinaggi.
Festa di Sant'Antonio (in Quart. Pascarola)
Il giorno della festa capita ogni anno la seconda domenica di luglio. Il programma liturgico è molto vasto; va dal triduo alla processione, celebrazioni eucaristiche solenni e preghiere al santo. Il programma civile invece è anch'esso molto vasto e vario, si parte dalla vigilia della festa con spari di fuochi. Non mancano gli spettacoli musicali, la banda per il quartiere e le "bancarelle" di dolciumi e giocattoli. Insieme a Sant'Antonio si festeggia anche la Beata Vergine Maria del Buon Consiglio che viene anch'essa portata in processione intronizzata sull'altare insieme al santo.
Geografia antropica
Suddivisioni storiche Caivano è suddivisa in diverse frazioni, quartieri, rioni e località.
Centro storico suddiviso in 4 rioni: San Giovanni, San Pietro, Annunziata e Cappuccini.
San Giovanni: è il sito più antico di Caivano ed è lì che nascono le prime abitazioni rurali, il rione acquista notorietà e bellezza nel periodo degli Angioini; infatti per dare luce e spazio al castello, a nord di esso vennero abbattute le vecchie abitazioni e creata una strada ampia e diritta, l'attuale via Imbriani che insieme a via Rosano (San Giuann piccirillo) e via Atellana, componevano il vecchio rione. Nella piazzetta Francesco Russo in origine largo San Giovanni, è situata la centenaria cappella votiva dedicata a San Giovanni Battista. A fine '800 il luogo diede i natali alla nutrice Maria Consiglia Zampella in Del Gaudio, mamma di latte di Peppino De Filippo. Le nutrici venivano cercate dai benestanti che le prendevano in casa quando il latte scarseggiava prima degli omogenizzati e del latte in polvere; tuttavia con lei si invertirono i ruoli, poiché non fu lei che si spostò, ma fu Luisa De Filippo che per un certo periodo affidò il bambino alla nutrice caivanese (dal 1903 al 1907) ed era lei che a cadenza veniva a trovarlo insieme ai suoi fratellini Eduardo e Titina, figli concepiti fuori del matrimonio insieme al grande Eduardo Scarpetta. Peppino non si dimenticò mai di questa seconda mamma, ricordandola spesso nei suoi monologhi.
San Pietro: chiamato così per la presenza della chiesa San Pietro, si ignora la data di costruzione. Essa è costituita da tre navate, costruite in stile rinascimentale con decorazione barocca, mentre la cappella di forma rotonda, dedicata all'Immacolata, arieggia lo stile bizantino e il tratto della porta piccola della Sagrestia è, invece, in stile gotico. Essendo la prima chiesa di Caivano viene chiamata anche Parrocchia Maggiore. L’ingresso alla chiesa è permesso da due porte, la prima delle quali è rivolta verso Ovest, con un atrio davanti, separato dalla strada da un cancello di ferro, sovrapposto ad un piccolo muro di oltre un metro. La seconda porta, la minore, è rivolta verso sud ed ha davanti un cancello di ferro. Il campanile è di stile medioevale, alto circa 20 metri, per quattro piani. Esso si trova alle spalle della chiesa, il che conferma l'ipotesi che il primitivo campanile fosse ubicato altrove. Nel rione è presente il castello feudale di Caivano sorto dal rimaneggiamento di un edificio romano ubicato nel collegamento viario tra Atella e Acerra.
Annunziata: adesso è via Gramsci, in origine era denominata Corso Regina Margherita. Fu realizzata dopo l’abbattimento del muro perimetrale sullo sbocco a via Roma e a via Braucci. All'altezza di via Roma, già dal 600 D.C, esisteva una cappella rurale dedicata all'Annunziata posta all'entrata di quella attuale, mentre solo nel 1780 venne costruita l'attuale struttura e solo nel 1948 diventò parrocchia. Ai lati di essa era ubicata la fabbrica vetriera della famiglia Libertini. Rimase funzionante fino al 1925 ma ancora adesso il luogo viene apostrofato dint a’ vetriera. Ad animare il quartiere dell’Annunziata ricordiamo vari personaggi, all'angolo della vetrata.
Cappuccini: nel 1200 una ricca famiglia caivanese donò ai frati cappuccini buona parte dei terreni di loro proprietà, dove i monaci costruirono il convento e una piccola chiesetta dedicata allo Spirito Santo. È rimasta tale fino al 1867 e solo dopo questa data al suo posto venne costruita l’attuale struttura che diventa parrocchia nel 1944 e dedicata a Sant'Antonio ai Cappuccini, dando il nome al quartiere.
Corso Umberto I: oggi comunemente chiamato Corso di Caivano e originariamente noto come Corso Principe Umberto, è una delle principali vie del centro urbano di Caivano, e costituisce un tratto urbano della storica Strada statale 87 Sannitica, che collegava Napoli alla Reggia di Caserta. Le sue origini risalgono a un percorso sterrato in uso già nel VI secolo, successivamente sistemato in epoca borbonica con pavimentazione basolata per migliorare la viabilità verso la Reggia, e per lungo tempo la strada fu conosciuta anche con il nome popolare di Ncopp a via Nova. Lo sviluppo urbanistico lungo il corso si intensificò nel corso del Novecento, come testimoniano le mappe dell'Istituto Geografico Militare tra il 1934 e il 1957, che mostrano l’espansione edilizia tra via Diaz e i confini con Cardito. Lungo la via si affacciano diversi edifici e spazi di rilievo, tra cui Palazzo Capece, un tempo stazione di posta ottocentesca trasformata in residenza nobiliare nel 1897 e oggi utilizzata anche come spazio culturale, ed edifici storici come la villa di Corso Umberto 45, con corte interna e giardino retrostante, esempio architettonico databile tra XVIII e XX secolo tutelato dalla Soprintendenza. Sul corso trovano posto anche la Villa comunale Falcone e Borsellino, una delle principali aree verdi pubbliche della città, e Piazza I Maggio, nota come Ncopp e giardinette, che rappresenta uno dei luoghi di aggregazione più frequentati e sede di manifestazioni ed eventi collettivi. Attualmente il corso rappresenta un asse vitale per la vita cittadina, ospitando attività commerciali, eventi e iniziative pubbliche come l'isola pedonale domenicale, ed è stato oggetto di interventi di manutenzione in occasione del passaggio del Giro d’Italia 2025.