Considerata come una delle principali figure della letteratura del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i sessi, fu, assieme al marito, militante del fabianesimo.Sebbene, come affermò nel suo saggio Le tre ghinee, non si fosse mai considerata «femminista» in quanto tale termine da lei definito superato già dagli anni trenta. Nel periodo fra le due guerre fu componente del Bloomsbury Group e figura di rilievo nell'ambiente letterario londinese. Le sue opere più famose comprendono i romanzi La signora Dalloway (1925), Al faro (1927) e Orlando (1928). Tra le opere di saggistica emergono Il lettore comune (1925) e Una stanza tutta per sé (1929); in quest'ultima opera compare la celebre citazione: «Una donna deve avere denaro, cibo adeguato e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi». I suoi lavori sono stati tradotti in oltre cinquanta lingue. Ricordiamo le traduzioni di Jorge Luis Borges, Marguerite Yourcenar, Giulia Niccolai, Cristina Campo e Nadia Fusini.
Biografia Adeline Virginia Woolf nacque a Londra nel 1882, dalle seconde nozze dei suoi genitori entrambi precedentemente vedovi. Suo padre, sir Leslie Stephen, fu autore, storico, critico letterario e alpinista. Sua madre, Julia Prinsep Jackson (1846-1895), nacque in India dal dottor John Jackson e dalla moglie Maria Theodosia "Mia" Pattle e in seguito si trasferì con la madre in Inghilterra dove iniziò una carriera come modella per pittori come Edward Burne-Jones. Oltre ai rispettivi figli di primo letto e Virginia, gli Stephen ebbero anche un'altra figlia e due figli: Vanessa, Julian Thoby e Adrian. Julia aveva già avuto tre figli dal suo primo marito, Herbert Duckworth: George Herbert Duckworth, Stella Duckworth e Gerald de l'Etang Duckworth. Leslie aveva avuto una figlia dalla sua prima moglie, Marian Harriett "Minny" Thackeray: Laura Makepeace Stephen, successivamente dichiarata mentalmente instabile.
Leslie Stephen, quale letterato di fama nell'ambiente inglese e per la sua parentela con William Makepeace Thackeray, padre della prima moglie Minny, fece sì che la sua prole fosse allevata in un ambiente riccamente influenzato dalla società letteraria vittoriana. Henry James, Thomas Stearns Eliot, George Henry Lewes, Julia Margaret Cameron – zia di Julia Prinsep Jackson – e James Russell Lowell, padrino della stessa Virginia, furono tra i più frequenti visitatori di casa Stephen. Anche la madre della giovane scrittrice aveva rapporti ed affinità con personaggi di rilievo; un trisavolo di Virginia, Ambrose Pierre Antoine de l'Etang (1757-1840) era servitore di Maria Antonietta e proveniva da una famiglia che aveva lasciato vive impronte nella società britannica del tempo, modelli per artisti e fotografi successivi. A Virginia, come prescriveva la regola educativa vittoriana, non fu concesso di frequentare alcun istituto scolastico. La madre si premurò di darle direttamente o indirettamente lezioni di latino e francese, e il padre le consentì sempre di leggere i libri che teneva nella biblioteca del suo studio.
Virginia e il fratello Thoby manifestarono subito la loro inclinazione letteraria e diedero vita a un giornale domestico, Hyde Park Gate News, in cui scrivevano storie inventate dando vita a una sorta di diario familiare. Secondo le memorie di Woolf, i ricordi più vivi e sereni della sua infanzia non erano quelli di Londra ma quelli di Saint Ives in Cornovaglia, dove la famiglia passò ogni estate fino al 1895 e dove fece importanti conoscenze per esempio con George Meredith e Henry James. La residenza estiva degli Stephen, Talland House, guardava sulla Baia di Porthminster. Le memorie e le impressioni di queste vacanze in famiglia confluirono e influenzarono successivamente uno dei suoi scritti di maggior successo, Gita al faro. Tuttavia il periodo di felicità non durò molto. Nel 1895, a soli tredici anni Virginia venne colpita da un primo grave lutto: la morte della madre. Il padre, anche lui duramente colpito dalla perdita, vendette l'amata casa al mare. Dal 1897 al 1901, Virginia studiò storia e lettere classiche al prestigioso King's College London. L’anno in cui fu ammessa agli studi universitari, morì anche la sorellastra, Stella, e nel 1904 il padre. Questi eventi portano al primo serio crollo nervoso di Virginia.
Nel racconto autobiografico Momenti di essere e altri racconti riportò che lei e la sorella Vanessa Bell subirono abusi sessuali da parte dei fratellastri George e Gerald Duckworth. Molti biografi e studiosi concordano nel ritenere che questo abbia profondamente influito sui frequenti esaurimenti nervosi, sulle crisi maniaco-depressive e sui forti sbalzi d'umore che hanno caratterizzato la vita della scrittrice e che la portarono, dopo diversi tentativi, al suicidio.È la tesi sostenuta da Louise Desalvo, in Le moderne tecniche diagnostiche hanno portato a una postuma diagnosi di disturbo bipolare unito, probabilmente, negli ultimi anni, a una psicosi.Dalle ricostruzioni epistolari, la teoria delle violenze sessuali risulterebbe essere infondata, in L'instabilità psicologica di Woolf non rimase confinata alla sfera privata, ma divenne parte integrante della sua produzione letteraria. Attraverso la tecnica del flusso di coscienza, la scrittrice rielaborò il proprio disagio psichico, esplorando il confine tra sanità e follia. Nei diari, nelle lettere e negli scritti autobiografici, come A Sketch of the Past, la critica ha rintracciato ricorrenti manifestazioni di ansie profonde: dal tormentato rapporto con la propria immagine riflessa e con il corpo, a una marcata ritrosia sociale, fino al costante timore del giudizio dei critici. Infine, il tema della morte come dissoluzione dell'io e interruzione della coscienza smette di essere un'angoscia puramente personale per farsi profonda meditazione filosofica in opere come Le onde e Al faro.
Dopo la morte del padre, dunque, si trasferì con la sorella a Bloomsbury, dove con lei diede vita al primo nucleo del circolo intellettuale noto come Bloomsbury Group. Cominciò a scrivere nel 1905, inizialmente, per il supplemento letterario del Times. Fece conoscenza con importanti intellettuali, tra cui Bertrand Russell, Edward Morgan Forster, Ludwig Wittgenstein e colui che successivamente diventò suo marito. Il gruppo si fece chiamare Gli apostoli. Nel 1912 sposò Leonard Woolf, un teorico della politica.Mario Praz, La Letteratura inglese, vol. II, Sansoni-Accademia, Milano, 1967, pag. 269. Il suo primo libro The Voyage Out (La crociera), fu pubblicato nel 1915. Ebbe relazioni con alcune donne come Violet Dickinson, Vita Sackville-West, Ethel Smyth, che influenzarono profondamente la sua vita e le sue opere letterarie.
Assieme ai fratelli Thoby e Vanessa si trasferì da Hyde Park Gate nel quartiere londinese di Bloomsbury, in Gordon Square, dove prese vita il Bloomsbury set, formato da coloro che ormai sono gli ex Apostoli. Esso venne destinato a dominare per oltre un trentennio la cultura e la letteratura inglesi. Nacquero così le "serate del giovedì"; riunioni alle quali parteciparono personaggi intellettuali di alta posizione per discutere di politica, lettere e arte. Alimentata da questo clima di fervore intellettuale Virginia iniziò a dare ripetizioni serali alle operaie in un collegio della periferia. Intanto si era avvicinata ai gruppi delle suffragette, pubblicando le prime critiche letterarie (per il Times Literary Supplement, il Guardian, il Cornbill e la National Review) e proseguendo la scrittura dei suoi futuri successi. Nel 1913 però, dopo aver scritto il primo libro, cadde in una seconda depressione e tentò il suicidio. Per farle trovare fiducia ed equilibrio, il marito le propose di fondare un'impresa editoriale e nel 1917 nacque la Hogarth Press per la quale pubblicarono fra gli altri Katherine Mansfield, Italo Svevo, Sigmund Freud, Thomas Stearns Eliot, James Joyce e la stessa Virginia.
Nel 1919 pubblicò il racconto Kew Gardens e il romanzo Notte e giorno. Nelle opere successive apparve chiaro e definitivo l'utilizzo dello stile del "flusso di coscienza" (La signora Dalloway e Gita al faro). Virginia fu attivista all'interno dei movimenti femministi per il suffragio delle donne e rifletté più volte, nelle sue opere, sulla condizione femminile. In Una stanza tutta per sé, del 1929, trattò il tema della discriminazione del ruolo della donna mentre in Le tre ghinee, del 1938, approfondì quello della figura dominante dell'uomo nella storia contemporanea. Il rapporto con la donna venne visto anche sul piano sentimentale dalla stessa Woolf con la sua storia d'amore con Vita Sackville-West che si rifletté nel romanzo Orlando.
Nell'estate del 1940 pubblicò l'ultima opera; Tra un atto e l'altro, mentre la Gran Bretagna era in guerra. Intanto le sue crisi depressive si fecero sempre più violente e incalzanti. La scrittrice amava circondarsi di persone, ma quando era sola ricadeva nello stato d'ansia e negli sbalzi d'umore tipici della malattia. Il procedere della guerra contribuì ad aumentare le sue fobie finché, il 28 marzo del 1941, all'età di 59 anni, Virginia si riempì le tasche di sassi e si gettò nel fiume Ouse nei pressi di Rodmell, nel Sussex, non lontano da Monk's House, la casa dove abitava, annegandovi. Al marito Leonard lasciò una toccante lettera:
Leonard fece cremare il suo corpo e seppellì le ceneri sotto un olmo nel giardino di Monk's House. Anni dopo anche le ceneri del consorte furono poste nello stesso luogo.
Attività letteraria
Woolf iniziò a scrivere professionalmente già dal 1905, inizialmente solo per il supplemento letterario della rivista Times, poi come autrice di romanzi. La sua prima opera, La crociera fu pubblicata nel 1915 dalla casa editrice fondata da Gerald Duckworth. Questo romanzo era stato originariamente intitolato Melymbrosia, ma Woolf cambiò più volte il suo progetto. Una recente versione è stata ricostruita da una studiosa moderna di Woolf, Louise DeSalvo, ed è ora a disposizione del pubblico. DeSalvo sostiene che molti dei cambiamenti operati dalla scrittrice nel testo sono adattati per rispondere ai cambiamenti nella propria vita.
Woolf pubblicò romanzi e saggi per un pubblico intellettuale, e sia da questi ultimi che dalla critica ottenne un immenso successo. Molto del suo lavoro fu auto-pubblicato attraverso la Hogarth Press, fondata da lei e dal marito Leonard. Già in vita fu salutata come una delle più grandi romanziere del XX secolo e uno dei principali personaggi modernisti. Fu considerata una profonda innovatrice dello stile e della lingua inglesi. Nella sua opera complessiva sperimentò la tecnica del flusso di coscienza e dotò i suoi personaggi di uno straordinario potere psichico ed emotivo. La sua reputazione ebbe un forte calo dopo la seconda guerra mondiale, ma la sua fama aumentò nuovamente con l'aumento della critica femminista negli anni settanta.
Il suo lavoro venne criticato per le frequenti frecciate rivolte all'intelligentia della classe media britannica. Alcuni critici ritennero che fosse privo di universalità e profondità, senza il potere di comunicare nulla di emotivo o di rilevante eticamente alle comuni lettrici e lettori stanchi degli esteti degli anni venti del novecento. Fu anche etichettata da alcuni come una antisemita, nonostante il suo matrimonio con un uomo ebreo. Scrisse nel suo diario: «Non mi piace la voce del popolo ebraico; non mi piace il ridere del popolo ebraico».
Le peculiarità individuate nel lavoro di Virginia Woolf come scrittrice di narrativa hanno oscurato la forza centrale della sua qualità stilistica: la grande liricità della sua prosa. I suoi romanzi sono altamente sperimentali: un racconto, spesso banale, è rifrangente e, talvolta, quasi disciolto in caratteri di squisitamente ricettiva coscienza. Intenso liricismo e virtuosismo stilistico sono fusi per creare un mondo sovrabbondante di impressioni visive e uditive.