La civiltà micenea è una civiltà di origine indoeuropea fiorita nella Grecia continentale durante gli ultimi secoli dell'Età del bronzo (c. 1750–1050 a.C.) e contraddistinta dalla lingua micenea, la più antica varietà di lingua greca attestata. Nota anche con il nome di Grecia micenea, rappresenta la prima civiltà avanzata nella storia della Grecia (e dell'Europa) continentale e la più antica ad esibire una cultura distintamente greca.

Le zone più centrali per la civiltà micenea erano il Peloponneso (Micene, Pilo, Tirinto, Midea), la Beozia (Tebe, Orcomeno) e l'Attica (Atene), ma la presenza micenea è attestata anche in Tessaglia (Iolco), a Creta (Cnosso), nelle Isole egee (specialmente Rodi), nella Ionia (Mileto) e a Cipro. L'influenza della civiltà micenea si espanse oltre questi confini, con ritrovamenti micenei attestati a nord (Epiro, Macedonia), a ovest (Italia meridionale, penisola iberica) e a est (Levante, Antico Egitto, Caucaso) della loro regione.

Il nome della civiltà deriva da quello della città di Micene e fu coniato da Heinrich Schliemann nel 1878.. È probabile che corrispondano agli Achei (in greco Ἀχαιϝοί, da leggere Achaiwòi), un termine ampiamente attestato nell'Iliade per definire gli abitanti del Peloponneso e delle isole adiacenti. Un altro etnonimo spesso associato ai Greci di Omero è "Danai", da Danao, fratello di Egitto, che regnò su Argo e fu antenato dei fondatori di Micene..

Storia degli studi

Cronologia

Cronologia relativa La cronologia relativa dell'Egeo dell'Età del bronzo si basa su una distinzione in tre macroregioni: l'isola di Creta, la Grecia continentale e le isole Cicladi. Nella sua pubblicazione sul palazzo di Cnosso (1921-1935) Arthur Evans creò la cronologia minoica, basata sulla tripartizione in Antico Minoico (AM, ovvero il Bronzo antico), Medio Minoico (MM, ovvero il Bronzo medio) e Tardo Minoico (TM, ovvero il Bronzo recente). Queste suddivisioni erano definite in base alle sequenze ceramiche, e ciascuna era a sua volta tripartita (ad esempio AM I, AM II, AM III). Su tale modello furono poi create la cronologia elladica (AE, ME, TE) per la Grecia continentale e quella cicladica (AC, MC, TE) per le isole egee.

La civiltà micenea ha inizio nel periodo Medio Elladico (ME) II/III, ma rientra per la maggior parte nel Tardo Elladico (TE). Il periodo TE è diviso sulla base della datazione dei reperti ceramici in I, II (a sua volta suddiviso in IIA e IIB) e III (a sua volta suddiviso in IIIA:1, IIIA:2, IIIB:1, IIIB:2, IIIC iniziale, IIIC medio e IIIC tardo).. + Cronologia della civiltà micenea.Cronologia alta ("scientifica")Cronologia elladicaPeriodizzazione miceneaCronologia bassa ("tradizionale")1900–1750 a.C.ME II1900–1700 a.C.1750–1690 a.C.ME IIIPeriodo Prepalaziale o Periodo delle Tombe a Fossa1700–1580 a.C.1690–1620 a.C.TE I1580–1500 a.C.1620–1475 a.C.TE IIA1500–1430 a.C.1475–1415 a.C.TE IIBPeriodo Protopalaziale1430–1390 a.C.1415–1390 a.C.TE IIIA:11390–1360 a.C.1390–1320 a.C.TE IIIA:2Periodo Palaziale1360–1300 a.C.1320–1195 a.C.TE IIIB1300–1195 a.C.1195–1050 a.C.TE IIICPeriodo Post-Palaziale1195–1050 a.C. Cronologie assolute Essenziale per la datazione assoluta delle civiltà egee è l'eruzione minoica, la quale seppellì l'insediamento di Akrotiri negli ultimi anni del periodo TM IA/TE I. Questa datazione relativa è dedotta dalla presenza di ceramica e altre importazioni cretesi solo di fase TM IA o precedente ed è universalmente accettata ancora oggi dalla comunità scientifica. Fino agli anni Ottanta del Novecento la cronologia in uso datava la fine del TM IA al 1500 a.C., e la data concordata per l'eruzione era dunque attorno al 1510 a.C. Questa cronologia, ad oggi nota come cronologia bassa o tradizionale, era basata principalmente su sincronismi con l'antico Egitto, la cui cronologia assoluta era nota da tempo grazie all'abbondanza di fonti scritte. Ad esempio, l'inizio del TE IIB (periodo della probabile conquista micenea di Creta) era datato al regno di Thutmose III in Egitto..

La cronologia bassa non era universalmente accettata: alcuni studiosi, come ad esempio Robert Merrillees a partire dagli anni Sessanta e Barry Kemp nel 1980, sollevarono dubbi circa i sincronismi e proposero una cronologia alternativa, chiamata cronologia alta, basandosi esclusivamente sull'evidenza materiale. Mentre la rettifica cronologica di Merrillees per l'Età del bronzo cipriota venne gradualmente accettata, quella proposta dai due studiosi per la Creta minoica fu molto criticata.

A mettere effettivamente in crisi la cronologia bassa in favore di quella alta fu la progressiva adozione di tecniche scientifiche per la datazione assoluta dei reperti, come ad esempio il metodo del carbonio-14 e la dendrocronologia, a partire dagli anni Settanta. Le prime datazioni al radiocarbonio, infatti, si allineavano più indietro nel tempo rispetto alla cronologia tradizionale, e si avvicinavano a quella alta. Mentre all'inizio questi risultati, frutto di tecnologie appena sviluppate e non ben rodate, furono poco considerati, nel corso degli anni Ottanta divenne evidente che varie tecniche scientifiche indipendenti fornivano risultati molto simili. A partire da due studi indipendenti di Philip Betancourt (1987) e Sturt W. Manning (1988), la cronologia alta (o scientifica) rivista sulla base delle nuove scoperte divenne via via più diffusa, culminando nel 1999 con la pubblicazione di A Test of Time da parte dello stesso Manning, in cui la data dell'eruzione minoica (e dunque la fine del periodo TM IA) veniva datata attorno al 1600 a.C.

Da allora la maggioranza degli studi scientifici ha riconfermato la cronologia alta (ponendo la data dell'eruzione attorno al 1600 a.C.), mentre molti studi archeologici hanno confermato i sincronismi alla base della cronologia bassa (dunque datando l'eruzione attorno al 1510 a.C.): questa impasse, riassunta da Manfred Bietak (sostenitore della cronologia tradizionale) come "scienza vs. archeologia", è ancora oggi in corso, e potrà essere risolta solo con una rianalisi delle fonti esterne (ad esempio le liste reali egizie) o con un influsso di nuovi dati scientifici a favore della cronologia bassa. Le due cronologie alternative vengono spesso usate insieme, ma le pubblicazioni manualistiche e di sintesi tendono a prediligere quella alta. Storia

Origini e precursori (c. 2000-1750 a.C.) Prima della nascita della civiltà micenea la Grecia continentale non presenta istituzioni statali né civiltà avanzate.. Ciò non significa che non esistano tracce di amministrazione e di stratificazione sociale, come ad esempio le Corridor Houses della cultura di Korakou (Antico Elladico II).. Questo periodo di relativa prosperità si chiuse con una serie di distruzioni a lungo ritenute prova di invasioni o migrazioni su larga scala, ma forse dovute a cambiamenti climatici improvvisi..

I Micenei parlavano una lingua indoeuropea ed è dunque impossibile che fossero interamente autoctoni. Correlare le tracce archeologiche alla lingua e all'etnia di una popolazione, però, è estremamente difficile, per cui non si è ancora certi circa la data di arrivo delle prime popolazioni parlanti proto-greco in Grecia. La prima, diffusissima teoria a tal proposito faceva coincidere l'arrivo di tali popolazioni con l'inizio della civiltà micenea (datandolo dunque al ME III-TE I), ma nel tempo è stata progressivamente abbandonata con la scoperta di significativi elementi di continuità tra il ME e il TE. Ad oggi la tesi più condivisa posiziona l'arrivo dei primi indoeuropei nell'AE III (vedendoli come la causa delle distruzioni in quel periodo),. ma anche questa è stata messa in dubbio da analisi approfondite dei supposti elementi "nuovi" introdotti in questa transizione.

Un vero consenso non è ancora stato raggiunto e molti studiosi hanno formulato ipotesi alternative. Cosmopoulos posiziona l'"arrivo dei Greci" tra la fine del Neolitico e l'inizio dell'Età del bronzo, mentre Coleman ipotizza un primo "sostrato linguistico pre-greco" (ma sempre indoeuropeo) giunto in Grecia nel Neolitico Finale e data l'arrivo dei parlanti del proto-greco vero e proprio all'inizio dell'Età del bronzo (c. 3100 a.C.). Altri studi recenti posizionano l'arrivo degli indoeuropei in Grecia all'inizio del Neolitico sulla base di studi genetici e nuove teorie circa la diffusione dell'agricoltura.

Quel che è certo è che a partire dal ME II si verifica una progressiva crescita nella stratificazione sociale, sintomo di una maggiore organizzazione politica e dell'ascesa di nuove élite.. Gli esempi più chiari sono le ricche tombe nobiliari, come quelle rinvenute a Kolonna (Egina) e in Beozia, dove ha particolare peso la presentazione del defunto come cacciatore valoroso. Mentre alcuni di questi insediamenti in crescita erano in contatto con la Creta minoica, ciò non vale per tutti: la civiltà micenea emerse in maniera indipendente e diffusa su gran parte del Peloponneso e della Grecia centrale.

Paleogenetica dei Micenei Uno studio archeogenetico del 2017 dell'Università di Harvard sul DNA autosomico di resti ossei di individui micenei e minoici pubblicato sulla rivista Nature ha concluso che i Micenei e i Minoici erano geneticamente correlati, e che entrambi sono strettamente correlati, ma non identici, alle moderne popolazioni greche. Lo stesso studio ha anche affermato che almeno tre quarti del genoma (~62-86%) sia dei Micenei che dei Minoici proveniva dai primi agricoltori del Neolitico (ENF) che vivevano in Anatolia occidentale e nel Mar Egeo, mentre la maggior parte del resto del DNA (~9-32%) proveniva da antiche popolazioni legate a quelle del Caucaso e Iran (CHG). I Micenei sono risultati differenti dai Minoici solo in una porzione minore di DNA (~4-16%) riconducibile ai cacciatori-raccoglitori dell'Europa orientale (EHG) e della Siberia, assente nei Minoici, e introdotta attraverso la migrazione di una popolazione della steppa pontico-caspica o dell'Armenia e che, si presume, parlasse la lingua proto-greca.

Altri studi da allora hanno dato risultati simili, confermando che il genoma tipico dei Micenei sembra derivare dalla mescolanza di una popolazione indoeuropee delle steppe con una simile ai Minoici. Mentre in Grecia continentale ci sono significative variazioni nella consistenza di questa componente esogena, a Creta il genoma delle steppe è interamente assente fino al XV secolo a.C., quando sembra essere stato introdotto con la conquista micenea dell'isola.

Periodo Prepalaziale o delle Tombe a Fossa (c. 1750-1475 a.C.) Tra ME III e TE I nel Peloponneso e nella Grecia centrale si verificano significativi cambiamenti, il più significativo dei quali è un marcato aumento demografico. La conseguente moltiplicazione e ridisposizione degli insediamenti vede affermarsi i centri di potere che daranno origine ai regni micenei. In Argolide, ad esempio, la città di Micene fiorisce con un nuovo gruppo dirigente mentre Lerna viene abbandonata e Argo subisce un netto ridimensionamento. Queste nuove élite sembrano essere più ricettive dell'influenza minoica, adottando gradualmente elementi della cultura materiale cretese tanto che la ceramica micenea TE I è sostanzialmente una variante continentale della ceramica minoica contemporanea..