Lera della ricostruzione è il periodo della storia degli Stati Uniti d'America compreso tra il 1865 e il 1877. Nel contesto globale della storia statunitense il termine ha due accezioni: la prima riferita al lasso di tempo vissuto dall'intera nazione tra il 1865 e il 1877 in seguito alla guerra civile americana (1861-1865); la seconda riguarda il tentativo di trasformazione socio-economica e politica degli Stati Uniti meridionali dal 1863 al 1877 così come fu stabilito dalle disposizioni adottate dal CongressoDavid W. Blight, Race and Reunion: The Civil War in American Memory (2001)..
La Ricostruzione pose fine ai resti del nazionalismo confederato e allo schiavismo, dando ai cittadini afroamericani i diritti civili apparentemente garantiti dai tre nuovi emendamenti costituzionali (inseriti nel più ampio alveo degli Atti di Ricostruzione).
La presidenza di Abraham Lincoln prima e la presidenza di Andrew Johnson poi assunsero ufficialmente un atteggiamento moderato, volto a ricondurre il profondo Sud nell'Unione il più rapidamente possibile, mentre i parlamentari Repubblicani Radicali premevano per misure più forti per migliorare la situazione dei liberti, compreso il XIV emendamento, con una contemporanea riduzione dei diritti degli ex confederati, ad esempio con le disposizioni prescritte dalla proposta di legge Wade-Davis Bill.
Andrew Johnson, ex senatore del Partito Democratico e governatore del Tennessee, nonché proprietario di schiavi, tenne una politica decisamente indulgente nei confronti di quelli che erano stati i "ribelli secessionisti"; gli ultimi discorsi di Abraham Lincoln dimostrano che questi si stava preparando a sostenere la concessione di diritti civili paritari a tutti gli schiavi liberati, mentre Johnson vi fu fermamente contrario.
La direzione data da Johnson alle politiche di Lincoln prevalse almeno fino alle elezioni di metà mandato del 1866, a cui seguirono subito esplosioni di violenza contro i neri in molti tra gli ex Stati Confederati d'America, come i disordini razziali di Memphis e il massacro di New Orleans. Nel frattempo la tornata elettorale diede al Partito Repubblicano la maggioranza congressuale, permettendo in tal modo alle frange più radical di assumere il completo controllo della politica di Ricostruzione e la conseguente rimozione dei sudisti dal potere e la loro sostituzione con i liberti.
Coalizioni repubblicane bi-razziali conquistarono il governo in quasi tutti gli Stati del Sud, proponendosi di trasformare la sconfitta società agricola delle grandi piantagioni in un sistema economico fondato sul lavoro libero, usando il Freedmen's Bureau (un ente governativo dedicato al sostegno degli schiavi liberati) e facendo un largo impiego dell'esercito statunitense per mantenere l'ordine pubblico. Si cercò di proteggere i diritti legali dei liberti, negoziando contratti di lavoro e fondando sia scuole sia chiese appositamente destinate a loro. Migliaia di settentrionali giunsero al Sud come missionari, insegnanti, uomini d'affari e politici. I bianchi ostili iniziarono a riferirsi a loro con il nomignolo di carpetbagger, cioè viaggiatori con valigie di basso costo ricavate da tappeti (carpet bag). All'inizio del 1866 il Congresso federale approvò due leggi sui diritti civili: il primo disegno di legge estendeva l'operatività del Freedmen's Bureau, originariamente costituito come organizzazione temporanea incaricata di assistere i rifugiati e gli schiavi liberati, mentre il secondo definiva tutte le persone nate sul suolo nazionale come naturalmente cittadini con totale parità di fronte alla legge. Il presidente Johnson pose però il veto, e a quel punto il parlamento glielo annullò, facendo della legge sui diritti civili del 1866 il primo importante atto legislativo della storia degli Stati Uniti entrato in vigore attraverso il superamento di un veto presidenziale. I radical, sempre più frustrati dall'opposizione pregiudiziale attuata da Johnson, presentarono un'accusa formale contro di lui: l'impeachment di Andrew Johnson, ma l'azione fallì per un solo voto al Senato.
La richiesta di nuove leggi nazionali per la Ricostruzione, innanzitutto il diritto di voto per i liberti, scatenò l'ira dei razzisti bianchi del Sud dando così origine al Ku Klux Klan: tra il 1867 e il 1869 i Klansmen assassinarono repubblicani dichiarati e liberti in tutto il Sud, compreso il deputato dell'Arkansas James M. Hinds.
La presidenza di Ulysses S. Grant sostenne fortemente la Ricostruzione portata avanti dai radical e impose la protezione degli afroamericani del Sud attraverso le leggi dette Enforcement Acts, usate efficacemente per combattere il Klan che venne presto sostanzialmente spazzato via; anche se una sua reincarnazione sarebbe tornata alla ribalta nazionale negli anni 1920.
Il presidente tuttavia non fu in grado di risolvere le crescenti tensioni interne ai Repubblicani, tra i nordisti da una parte e quelli del Sud dall'altra (quest'ultimo gruppo sarebbe stato etichettato come scalawag da parte degli avversari della Ricostruzione). Nel frattempo i redeemers, sedicenti conservatori e in stretta collaborazione con una corrente del Partito Democratico, si distinsero per la loro fiera opposizione alla Ricostruzione.
Si cominciò a denunziare il diffuso clientelismo dei carpetbagger, l'eccessiva spesa statale e l'opprimente tassazione; intanto il sostegno pubblico alle politiche di Ricostruzione, che richiedevano una continua supervisione del Sud, svanì nel Nord dopo che i Democratici riguadagnarono il controllo della Camera dei rappresentanti a partire dal 1874.
Nel 1877, come parte di un accordo bilaterale per eleggere il repubblicano Rutherford B. Hayes alla carica di presidente a seguito delle combattute elezioni presidenziali del 1876, le truppe militari federali si ritirarono e non poterono più sostenere i governi statali repubblicani nel Sud.
La Ricostruzione fu un capitolo significativo nella storia del movimento per i diritti civili degli afroamericani.
Datazione Nei diversi Stati la Ricostruzione ebbe inizio e fine in tempi diversi; la Ricostruzione federale si concluse con il compromesso del 1877. Negli ultimi decenni la maggior parte degli storici concorda con Eric Foner nel datarla a partire dal 1863 (con l'emancipazione e l'esperimento Port Royal) piuttosto che dal 1865Eric Foner, Reconstruction: America's Unfinished Revolution, 1863–1877 (1988) p xxv..
La sua conclusione è invece sempre stata considerata il 1877. Le prime politiche di Ricostruzione furono discusse nel Nord già quando cominciò la guerra di secessione americana, ma iniziarono seriamente subito dopo che venne emesso il "Proclama di emancipazione" di Abraham Lincoln, entrato in vigore il 1º gennaio del 1863.
Tre visioni memorialistiche della guerra civile apparvero nel corso della Ricostruzione: la visione riconciliatrice, radicata nel proposito di far fronte il più presto possibile alle morti e alle devastazioni causate dal conflitto; la visione suprematista del potere bianco, che incluse il terrore e la violenza sia civile che politica (vedi Storia del Ku Klux Klan); infine la visione emancipazionista che ricercò la libertà, la cittadinanza e la piena uguaglianza sociale e costituzionale per tutti gli ex schiavi.
Lo storico Eric Foner sostiene: "ciò che rimane certo è che la Ricostruzione fallì e che per i neri il suo fallimento fu un disastro le cui conseguenze non possono venire bilanciate dai reali successi che inizialmente pervennero a conseguire"Eric Foner, Reconstruction: America's unfinished revolution, 1863–1877 (1988) p 604 ristampato in .
Panoramica
Mentre parti sempre più ampie di territorio degli Stati Confederati d'America tornavano sotto il controllo effettivo dell'Union Army, la presidenza di Abraham Lincoln prese a costituire governi "ricostruiti" in Tennessee, nell'Arkansas e nella Louisiana già durante il conflitto. Si cominciarono inoltre a sperimentare nuove soluzioni concedendo il possesso delle terre agli afroamericani nella Carolina del Sud.
Nell'autunno del 1865 la nuova presidenza di Andrew Johnson dichiarò infine raggiunti gli obiettivi di guerra: la preservazione dell'unità nazionale, la messa al bando definitiva della schiavitù negli Stati Uniti d'America e finanche la Ricostruzione completata. I leader del Partito Repubblicano al Congresso, rifiutando di accettare i termini assai clementi adottati da Andrew Johnson, respinsero i nuovi membri sudisti dell'Assemblea, alcuni dei quali erano stati degli alti funzionari confederati solo pochi mesi prima.
Il presidente ruppe con i Repubblicani dopo aver posto il proprio diritto di veto su due disegni di legge chiave che avrebbero dovuto supportare attivamente il Freedmen's Bureau e estendere i diritti civili federali ai liberti. Le elezioni di metà mandato del 1866 misero in primo piano nelle discussioni politiche la questione della Ricostruzione, producendo un'ampia vittoria repubblicana in tutto il Nord e fornendo agli esponenti più radicali una sufficiente maggioranza al Congresso da scavalcare i veti di Johnson ed iniziare la loro "Ricostruzione radicale" nel 1867.
In quello stesso anno il Congresso rimosse i governi civili nel Sud e mise l'ex Confederazione sotto il dominio militare. Gli apparati dell'esercito degli Stati Uniti fecero tenere nuove elezioni, in cui gli schiavi liberati potevano votare (tranne che nel Tennessee, dove i Repubblicani anti-Johnson erano già al potere), mentre i bianchi che avevano ricoperto posizioni di primo piano sotto la presidenza di Jefferson Davis vennero temporaneamente esclusi dal diritto di voto e non ebbero il permesso di candidarsi.
In molti degli Stati Uniti meridionali coalizioni composte da liberti, nuovi arrivati bianchi e neri dal Nord (carpetbagger) e sudisti bianchi sostenitori della Ricostruzione (scalawag) cooperarono per creare governi statali bi-razziali repubblicani. Essi iniziarono vari programmi di Ricostruzione, tra cui il finanziamento di scuole pubbliche statali per gli afroamericani, la creazione di istituzioni caritatevoli per i più bisognosi, l'aumento delle tasse nei confronti dei possidenti e il miglioramento delle infrastrutture pubbliche come il trasporto ferroviario e la navigazione interna.
Gli oppositori conservatori definirono i regimi repubblicani corrotti e cominciarono a istigare alla violenza nei confronti dei liberti e di tutti quei bianchi che li appoggiavano; la maggior parte degli atti violenti di questo periodo venne condotta da membri del Ku Klux Klan, una società segreta finalizzata al terrorismo strettamente alleata con il Partito Democratico meridionale.
Gli affiliati al Klan aggredirono ed intimidirono i neri che cercavano di esercitare i loro nuovi diritti civili, così come i politici Repubblicani del Sud che favorivano l'estensione di quegli stessi diritti. Una delle vittime del Klan assassinate alla vigilia delle elezioni presidenziali del 1868 fu il deputato repubblicano dell'Arkansas James M. Hinds.
La violenza diffusa in tutto il profondo Sud portò ad un deciso intervento federale nel 1871 durante la presidenza di Ulysses S. Grant che riuscì a sopprimere il Klan. Ciononostante i Democratici bianchi, che si auto-definirono redeemers (redentori) riuscirono a riacquistare il pieno controllo delle istituzioni di tutto il Sud, uno Stato dopo l'altro, facendo un largo uso di brogli elettorali e azioni di aggressione fisica per assicurarsi la vittoria alle tornate elettorali statali.
Una profonda recessione economica nazionale seguita al panico del 1873 (chiamata ai tempi la Grande depressione) condusse ad importanti guadagni di consensi Democratici anche nel Nord, alla rovina di molti progetti ferroviari nel Sud e ad un sempre più crescente senso di frustrazione in tutto il Nord.