La nazionale di rugby neozelandese nel 1905 eseguì un lungo tour in Nuova Zelanda, Australia, Europa e Canada.
È il tour che creò il mito degli All Blacks, nome con cui da allora si identificano i giocatori della nazionale neozelandese.
Inizialmente, essi chiamarono il proprio team "The Originals" e furono il primo team neozelandese ufficiale a recarsi in tour in Europa, dopo una serie di partite preparatorie in madrepatria ed in Australia. Visitarono le Isole britanniche, la Francia e gli Stati Uniti d'America tra il 1905 e il 1906.
In ogni caso questo tour entrò nella leggenda del rugby mondiale poiché gli All Blacks persero un solo match contro il Galles, con una meta non concessa che a sua volta entrò anch'essa nella leggenda.
La nascita del nome All Blacks
Secondo una leggenda, il soprannome All Blacks (lett. "Tutti neri") non deriverebbe dal colore tipico della loro uniforme, il nero, ma trae la sua origine da un refuso giornalistico. Secondo il giocatore neozelandese Billy Wallace, il Daily Mail riportò che i neozelandesi giocarono come se fossero stati all backs (ovvero, nella denominazione italiana, tutti trequarti), modo di porre enfasi sulla qualità del gioco veloce d'attacco a tutto campo mostrato da tutti i giocatori, indipendentemente dal ruolo. La parte della squadra costituente il pacchetto di mischia è costituita infatti dai "forwards", giocatori ai quali è demandato un gioco che, richiedendo peso e grande forza fisica, è solitamente più statico. Il che, con loro, non avvenne. Wallace affermò che, in seguito a un errore tipografico, il termine venne trascritto come All Blacks (Tutti Neri).
Però probabilmente questo è un mito, considerando che il termine in questione descrive anche la loro uniforme di gioco, costituita da maglietta, pantaloncini e calzini neri. Resta il fatto che la capacità degli All Blacks di sviluppare un gioco d'attacco di squadra, veloce e a tutto campo, è una loro straordinaria caratteristica.
Premessa
Dopo la fondazione della New Zealand Rugby Football Union dal 1894, le rappresentative della Nuova Zelanda iniziarono a giocare sotto le insegne di questa federazione, a cominciare dal tour del 1894 nel Nuovo Galles del Sud (anche se alcune rappresentative ufficiose avevano viaggiato in precedenza). Il primo test ufficiale risale al 1903 con l' a Sydney e il primo match casalingo ufficiale fu l'anno successivo contro la selezione delle Isole Britanniche all'Athletic Park di Wellington.
Il successo ottenuto ebbe un notevole risalto in Gran Bretagna, poiché lo stesso anno la selezione delle Isole Britanniche aveva battuto tre volte la e, nello stesso tour, aveva vinto solo due match su 5 in terra neozelandese.
Il capitano britannico David Bedell-Sivright disse dopo il test contro i neozelandesi che in Gran Bretagna i neozelandesi non avrebbero potuto vincere test ufficiali, ma certamente avrebbero vinto molti incontri contro le selezioni delle contee o i club.Christopher Tobin, The Original All Blacks 1905-06, Auckland, New Zealand, Hodder Moa Beckett, p. 16.
I selezionatori scelsero 53 giocatori tra i quali a fine 1904 sarebbero stati selezionati i partecipanti al tour. Il 25 febbraio, 16 giocatori vennero scelti come "sicuramente convocati" (certainties).Tobin (2005) op. cit., p. 18. Infine i giocatori rimasti vennero scelti dopo il tradizionale match tra la selezione dell'Isola del Nord e dell'Isola del Sud (Inter-island match) del 3 giugno 1905,Tobin op. cit. 2005, p. 19. dopo il quale il totale venne portato a 27 giocatori.
La prima parte del Tour Prima della partenza per l'Europa, 18 giocatori furono inviati per 3 match in terra australiana (due vittorie ed un pareggio) e quattro match in terra neozelandese (due vittorie, un pareggio e una sconfitta).
Il match con l'Australia
Un'altra selezione All Black vinse 14-3 contro l'Australia (in tour in Nuova Zelanda) nonostante l'assenza dei migliori giocatori neozelandesi, che erano ormai al termine del lungo viaggio verso l'Inghilterra.
Il Tour vero e proprio La squadra salpò per l'Inghilterra a bordo della nave Rimutaka il 30 luglio. Dopo due scali a Montevideo e Tenerife, essi arrivarono a Plymouth l'8 settembre. Il giorno dopo si trasferirono a piedi a Newton Abbot (24 km da Plymouth) per ritrovare la forma atletica dopo il lungo viaggio in naveTobin op. cit., pg 30..
L'esordio avvenne contro il Devon con un sonante successo per 55-4. Il risultato fu così clamoroso che alcuni giornali scrissero che era stato il Devon a vincere per 55-4.
L'unica sconfitta del tour fu a Cardiff contro il (0-3). Al neozelandese Bob Deans non fu concessa una meta che avrebbe portato il punteggio sul 3-3, più la possibilità che la trasformazione portasse al successo.
Gli All Blacks tennero a battesimo, durante il tour, la neonata Nazionale francese che, a Parigi, il 1º gennaio 1906, proprio contro di loro disputò il primo incontro della sua storia.
I primi match Il primo match si svolse il 16 settembre contro la selezione della contea di Devon (oggi Exeter Chiefs), vice-campione inglese, che schierava dieci giocatori del club del Devonport Albion, allora considerato il più forte tra i club inglesi.Tobin op.cit., pag.31.. I favoriti erano dunque i padroni di casa, ma la folla di 6.000 spettatori venne sorpresa dai neozelandesi, che realizzarono ben 12 mete e vinsero 55-4.
Billy Wallace realizzò 28 punti con tre mete, stabilendo un record per la squadra che fu battuto solo 51 anni dopo. Il risultato fece una grande sensazione. Era così incredibile che alcuni giornali pensarono ad un errore e riportarono il successo del Devon per 55-4.Tobin, op. cit., p. 34.
Cinque giorni dopo i neozelandesi affrontarono Cornwall al Recreation Ground in Camborne, con una vittoria per 41 a 0 con 11 mete segnate. Il 23 settembre l'avversario fu Bristol, affrontato di fronte a 6.500 spettatori, con un'altra vittoria per 41 a 0.. Dopo una sosta a Londra, la squadra arrivò a Northampton, dove ottenne un'altra netta vittoria per 31 a 0. Il bilancio era dunque di 4 partite, 4 vittorie, 169 punti fatti e solo 4 subiti.
Il match successivo fu contro il Leicester al Welford Road il 30 settembre.. Contro una squadra in cui giocavano 4 giocatori della nazionale inglese,Tobin op. cit. pag. 40., gli All Blacks vinsero per 28-0, malgrado nei primi venticinque minuti fossero rimasti senza segnature.Tobin op.cit., pag. 41.
Dopo il match contro Middlesex, vinto 41-0, il The Daily Chronicle scrisse: "Questi neozelandesi trasformano la difesa in attacco con una straordinaria rapidità come per dimostrare che il gioco di mischia sia un semplice dettaglio. Non c'è nulla nel gioco nel quale non eccellano. "Tobin op.cit., pag. 44.
Il match più duro fu contro i campioni inglesi di Durham County, il 7 ottobre,. Durham fu la prima squadra a realizzare una meta contro gli All Blacks. Il primo tempo si chiuse per 6-3 per i neozelandesi, che dominarono poi il match nel secondo tempo con 10 punti, per il 16-3 finale.
La vittoria più sofferta fu seguita dalla vittoria più larga contro Hartlepool Clubs, uno dei più forti club del nord dell'Inghilterra, sconfitto per 63-0.
Seguirono tre match contro Northumberland, Gloucester e Somerset. Nessuno degli avversari riuscì a fare punti, con vittorie neozelandesi per 31-0, 41-0 e 23-0 rispettivamente.
Quattro giorni dopo il match contro Somerset, gli All Blacks affrontarono Devonport Albion, il campione inglese per club e il secondo club della Gran BretagnaTobin, op.cit.. Ventimila spettatori videro un'altra vittoria degli All Blacks, questa volta per 21–3.
Per il match contro Midland Counties at Leicester, ben 17.000 spettatori assieparono Welford Road. Tra essi i dirigenti della federazione gallese.. Nonostante una meta trasformata dagli avversari, gli All Blacks mantennero l'imbattibilità, vincendo per 21–5. Seguì una vittoria per 11–0 su Surrey ed un'altra per 32–0 su Blackheath.. Questo match fu considerato dagli stessi All Blacks l'apice in quanto a gioco della squadra, prima che gli infortuni cominciassero a pesareTobin op.cit.pag. cit. pag.72–73.
Contro Oxford University, gli All Blacks segnarono 13 mete, di cui 5 ad opera di Jimmy Hunter, per un 47-0 finale.
Due giorni dopo, fu Cambridge University ad essere superata nonostante il gioco indisponente di Cambridge (molti calci a liberare) e il fatto che gli All Blacks lasciassero a riposo ben sette titolari in vista del test con la Scozia, tra cui Hunter, Billy Stead, Selling and George Gillet
Seguì una vittoria per 17-0 a Richmond, con cinque mete. L'ultimo match prima del test con la Scozia fu contro un Bedford XV a Richmond.. Con dieci mete, il risultato finale fu di 41-0
Gli incontri in Scozia
Al tempo, il rugby in Scozia era il gioco delle classi agiate e la Scottish Rugby Union (SRU) era assai conservatriceTobin op. cit. pag.84.Ryan (2005), pag. 120.: I dirigenti ritenevano che il gioco dovesse rimanere strettamente amatoriale e che il gioco fosse per i giocatori non per gli spettatori. Dunque non assecondarono l'intesse crescente del pubblico e trattarono con freddezza i neozelandesi.. Essi non invitarono gli All Blacks per il tradizionale “terzo tempo”Tobin op. cit. pag.89. ed in più non riconobbero il “cap” ossia la presenza ufficiale in nazionale ai suoi giocatori.
L'incontro fu un successo finanziario per la NZRFU, infatti la NZRFU chiese un ingaggio di 500 sterline per il match, ma la SRU offrì invece una percentuale sull'incasso. Poiché il pubblico fu ben oltre le previsioni, la NZRFU incassò £1700.Ryan (2005), pg 121..
Vi furono inoltre delle polemiche poiché i giocatori neozelandesi ricevevano 3 scellini al giorno di indennità.
Il match venne disputato il 18 novembre su un campo ghiacciato che rischiò di far annullare l'incontro Gli All Blacks dominarono i primi minuti del matchTobin op. cit. pag.86., ma fu la Scozia a portarsi in vantaggio quando conquistata una mischia vicino alla linea di meta, passarono la palla a Ernest Simson, che realizzò un drop-goal portando la Scozia sul 4–0.. Per la prima volta gli AB's erano in svantaggio nel tour. La reazione portò ad una meta non trasformata e una seconda meta di Smith. Gli All Blacks erano dunque in vantaggio per 6-4, ma un meta scozzese riportò il risultato sul 7-6, alla fine del primo tempo.
A dieci minuti dalla fine, il risultato rimaneva sul 7-6 e dunque i neozelandesi stavano per conoscere la prima sconfitta del tour, quando dopo una mischia a metà campo un'azione veloce portò George Smith in metaTobin op. cit. pag.88.. Il risultato fu assicurato da un'altra meta di William Cunningham per il 12-7 finale.
Quattro giorni dopo fu la selezione di West of Scotland ad essere sconfitta a Glasgow.Tobin op. cit. pag.92.. Agli studenti delle scuole superiori venne addirittura concessa mezza giornata di vacanza per assistere al match.. La partita finì 22-0 con sei mete degli All Blacks.
Il team quindi si spostò in Irlanda per il secondo test match.
I match in Irlanda
In Irlanda gli All Blacks furono invece ben accolti dalla Irish Rugby Football Union (IRFU) wRyan, op. cit., p. 124.. Al mattino dell'arrivo a Belfast essi furono accolti di dirigenti della IRFU che li ospitano a colazione. . Arrivo che fu anche un ritorno a casa per il capitano Dave Gallaher, nato nella contea di Donegal ed emigrato a 4 anni.
A Dublino migliaia di persone accolsero i neozelandesi alla stazione ferroviaria e il giovedì prima del test i giocatori delle due squadre si recarono a teatro insieme, mescolandosi e conoscendosi.