Meduna di Livenza (Meduna in veneto e in friulano occidentale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Treviso in Veneto. A livello storico e geografico è parte del Friuli, di cui faceva parte anche politicamente fino all'epoca napoleonica.

Geografia fisica Il comune è l'unico della provincia di Treviso a collocarsi completamente alla sinistra della Livenza (Portobuffolé e Motta di Livenza si estendono invece su entrambe le rive). La zona è ricchissima di corsi d'acqua, il fiume Livenza, e la parte finale dei due fiumi Fiume e Sile che confluivano nel Livenza, (dagli anni '30 il vecchio alveo è chiamato Fossa Morta San Bellino) a breve distanza dal centro abitato. Alcuni, sono di origine artificiale: il canale Postumia, (già chiamato Canale dei Molini) che riceve il Fiume, e il Sile, il Nuovo Canale Corella, realizzato a scopo bonifica.

Storia Diversi reperti individuati in varie località del territorio dimostrano una presenza umana di epoca romana, sicuramente legata al passaggio della via Postumia. Laterizi, resti marmorei e fibule sono stati rinvenuti a Mure e a Cortabbà. In quest'ultima è stata ritrovata anche una testa in marmo di 27 cm (oggi esposta al museo archeologico di Oderzo), mentre a Brische è riemersa una moneta di Marco Aurelio.

L'odierno centro abitato è però di origine più recente, probabilmente successivo alla calata di Goti e Longobardi.

Dopo l'anno Mille Meduna fu inclusa nello Stato Patriarcale di Aquileia, istituito ufficialmente nell'XI secolo. Trovandosi ai suoi confini, che si sviluppavano lungo la riva sinistra del Livenza, divenne in quell'occasione sede di un fortilizio.

Castello e villaggio vennero citati per la prima volta solo nel 1223, in occasione di una vertenza tra il patriarca e l'abate di Sesto al Reghena circa la giurisdizione dell'avvocazia di Meduna, comprendente anche Azzanello, Mure e Mergraro (attuale Malgher). La sentenza fu favorevole al patriarca che impose agli abitanti di provvedere alla difesa del territorio e del castello, concedendo loro, d'altro canto, di vendere vino e pane nella taverna all'interno delle mura.

Negli anni successivi al territorio medunese furono sottoposti altri villaggi, arrivando a includere anche località negli odierni comuni di Pasiano di Pordenone, Cinto Caomaggiore, Annone Veneto, Pramaggiore e Portogruaro e più tardi altre ancora fino al fiume Reghena. Questi confini, tuttavia, non furono mai ben definiti e gli studiosi hanno ancora una certa difficoltà a stabilire l'esatta estensione della giurisdizione.

Trattandosi di un feudo di abitanza, i suoi amministratori erano obbligati a risiedere stabilmente al castello. La prima famiglia a ricoprire questa carica si chiamò, non a caso, Meduna; di essa si sa ben poco, anche se è più volte attestata la sua presenza nel Parlamento del Friuli.

L'arrivo della Serenissima, nella prima metà del Quattrocento, pose fine al potere temporale del Patriarca di Aquileia, ma furono conservate le forme di governo locale. Il feudo fu assegnato a un ramo della famiglia patrizia Michiel che fu per questo soprannominato "dalla Meduna". Al patriarca (dal 1751 arcivescovo di Udine) rimaneva l'amministrazione ecclesiastica, che solo nel 1923 fu trasferita al vescovo di Concordia.

La Meduna del periodo veneziano non era più dotata di fortificazioni, rese ormai inutili dalla stabilità politica. Fulcro del paese era il palazzo Michiel (l'odierno municipio), residenza del feudatario ma anche sede della cancelleria, del tribunale e delle milizie. Ciò che restava del castello era stato convertito a locali di servizio.

I Michiel rinunciarono a Meduna agli inizi del XVIII secolo, lasciando il posto prima ai Duodo e poi ai Loredan.

Dopo la caduta della Repubblica di Venezia seguirono gli anni in cui si avvicendarono Austriaci e Francesi. In questo periodo Meduna fu dichiarata semplice sede comunale, perdendo ogni giurisdizione sul territorio circostante. Venne inoltre meno l'antico legame con il Friuli, passando all'odierna provincia di Treviso. Nel 1866, dopo la terza guerra d'indipendenza, entrò a far parte del Regno d'Italia.

Nel 1881 si propose di sopprimere il comune per aggregarlo a quello di Motta di Livenza. Il tentativo fu fermato da una vivace protesta popolare organizzata dal cav. Giorgio Prosdocimo e in ricordo di quegli eventi si tenne per diversi anni una festa paesana. Forse in questa occasione fu coniato il blasone Meduna la boje ("Meduna ribolle"), ad indicare il temperamento dei suoi abitanti.

Origini del nome Meduna è anche il nome di un fiume che sfocia nel Livenza poco più a nord, in località Tremeacque è dunque probabile una relazione con il corso d'acqua. In alternativa, potrebbe derivare da *Metuna, ipotetica variante del nome personale Metonius.

Simboli Lo stemma comunale si presenta come uno scudo a cartoccio e si può blasonare troncato di argento e di rosso, alla croce d'oro, attraversante, accantonata nel primo da una lettera S maiuscola di rosso. Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa di San Giovanni Battista, consacrata l’11 febbraio 1545 dal vescovo Egidio Falcetta su delega del patriarca di Aquileia Marino Grimani, sorge nel cuore del centro storico di Meduna di Livenza, nell’area un tempo occupata dal castello medievale. L’edificio, costruito nella prima metà del XVI secolo, presenta una sobria facciata a capanna in laterizio, scandita da robuste lesene e archetti pensili strombati, con al centro un portale architravato sormontato da un rosone. Il campanile, a base quadrata e anch’esso in laterizio, è coronato da una guglia piramidale e conserva bifore su ogni lato della cella campanaria. L’interno, ad aula unica rettangolare, è coperto da capriate lignee e termina con un presbiterio voltato a crociera, chiuso da un’abside semicircolare rialzata. La pavimentazione è in lastre di marmo policromo. All’interno si conservano due opere di grande valore artistico: una pala raffigurante la Madonna con Gesù Bambino, San Giuseppe e San Giovanni, e una tela dell’Ultima Cena, entrambe attribuite a Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, commissionate dalla nobile famiglia veneziana Michiel, che resse il feudo medunese fino al Settecento. La chiesa, che ha mantenuto nei secoli la sua struttura originaria, rappresenta il fulcro della vita religiosa e culturale della comunità medunese, testimone di una storia che affonda le radici nel Medioevo e che si riflette ancora oggi nella devozione popolare e nelle celebrazioni liturgiche che vi si svolgono. Oratorio della Madonna della Salute, situato in località Brische, fu edificato nel corso del XX secolo, probabilmente in seguito a un voto popolare legato alla protezione dalla malattia o da eventi calamitosi. La dedicazione alla Madonna della Salute richiama la tradizione veneziana, dove la figura mariana è invocata come protettrice contro le epidemie, in particolare la peste. L’oratorio è utilizzato per celebrazioni occasionali, in particolare durante il mese di maggio e in occasione della festa della Madonna della Salute, che ricorre il 21 novembre. È anche meta di preghiera individuale da parte dei fedeli della frazione BrischePonte pedonale sul fiume Livenza.

Architetture civili e altri luoghi d'interesse

Piazza Umberto I, il centro nevralgico del paese, situata nel cuore del nucleo urbano storico. Su di essa si affacciano la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e il municipio. Municipio cittadino, costruito in stile sobrio e funzionale, ospita gli uffici comunali e la sala consiliare. Ponte Pedonale sul livenza, struttura di attraversamento realizzata per favorire la mobilità dolce e il collegamento tra le sponde del fiume. Il ponte è utilizzato da pedoni e ciclisti, soprattutto in ambito locale.La struttura, in acciaio e legno, si inserisce armoniosamente nel paesaggio fluviale della Sinistra Piave, offrendo un punto panoramico sul corso del Livenza e sulle aree golenali circostanti. È spesso utilizzata per passeggiate, attività ricreative e percorsi naturalistici. Palazzo e Villa Piva, risalente al XIX secolo, presenta una struttura signorile su tre livelli, con elementi architettonici tipici delle ville venete minori. Circondata da un parco privato, la villa è un esempio che testimonia l’evoluzione dell’edilizia residenziale nel contesto rurale della Sinistra Piave.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2024 gli stranieri residenti nel comune erano , ovvero il % della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Romania India Marocco

Infrastrutture e trasporti Strade Il paese è attraversato dalla Strada statale 53 Postumia.

Amministrazione

Altre informazioni amministrative La denominazione del comune fino al 1884 era MedunaFonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3.

Domenica 30 novembre e lunedì 1º dicembre 2008 si è svolto un referendum per proporre il distacco del comune dal Veneto per essere aggregato al Friuli-Venezia Giulia. La consultazione non è stata validata in quanto è andato a votare solo il 42,1% degli elettori.

Note

Voci correlate Progetti di aggregazione di comuni italiani ad altra regione

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