Biografia L'adolescenza e le prime esperienze musicali Piero Ciampi nacque a Livorno, in via Roma 1, di fronte alla casa natale di Amedeo Modigliani, dal secondo matrimonio del padre, un commerciante di pellame. Durante la seconda guerra mondiale, a seguito dei bombardamenti sulla città, la famiglia Ciampi sfollò nelle campagne pisane per tornare a Livorno solo diversi anni dopo la fine del conflitto. Quel primo tragico bombardamento della città, infatti, devastò completamente la zona del porto, causando quasi seimila vittime. Livorno rimase comunque la sua città di riferimento, nonostante Piero avesse dovuto abbandonarla per la prima volta già nel 1943.
Nel 1948 si iscrisse al Liceo Scientifico “Vittorio Veneto” di Milano, ospite della zia paterna. Arrivato al quinto anno, dopo vari tentativi tra scuole pubbliche e private, non riuscì a conseguire la maturità. Tornato a Livorno formò, con i fratelli Roberto e Paolo, un trio musicale in cui si cimentò come cantante. In quel periodo si sostentò lavorando in una ditta di oli lubrificanti del porto fino a quando non ricevette la chiamata al servizio militare.
Svolse il CAR a Pesaro, dove, nelle serate di libera uscita, suonava nei locali della zona insieme a tre commilitoni, tra i quali Gian Franco Reverberi. Già durante questo periodo, come raccontò Reverberi, cominciò a manifestarsi il suo carattere rissoso; “uomo e poeta affascinante, poteva suscitare sia odio che amore. Di lui si innamorò in quel periodo la figlia del comandante, a cui Ciampi scriveva lettere ogni giorno”. Sempre secondo Reverberi, “neanche Cyrano de Bergerac avrebbe saputo fare di meglio”.
Il periodo parigino Tornato a Livorno, inizia a suonare il contrabbasso (strumento studiato da autodidatta) in piccoli complessi della zona. Ma, mosso dall'inquietudine e dalla necessità economica, nel 1957 si reca a Genova, dove ritrova Reverberi e dove coltiva un’amicizia con il pittore Federico Sirigu. In seguito si trasferisce a Parigi dove comincia a modulare un suo personale stile musicale, caratterizzato da “atmosfere crepuscolari, versi scarni, pathos” e interpretato con voce roca e cavernosa; si tratta di canzoni riconsiderate in seguito, nel contesto della brillante stagione cantautorale dell’epoca. Nonostante il felice periodo creativo, vive in indigenza, cantando le sue poesie, spesso scritte poche ore prima dell’esibizione, in cambio di compensi appena sufficienti al sostentamento; si fa comunque conoscere in alcuni ambienti culturali parigini dove cominciano a chiamarlo "l'italianó"; in questo contesto conosce Louis-Ferdinand Céline e diviene estimatore di Georges Brassens. Durante il soggiorno parigino ha modo di conoscere e fare amicizia anche con Leonard Cohen, che anni dopo reincontrerà a Roma.
Gli anni '60: le prime incisioni e i primi insuccessi Nel 1958 si reca in Svezia come chitarrista, insieme a Luigi Tenco e Giulio Frezza. L'anno seguente torna a Livorno. Reverberi, che nel frattempo si è inserito nell'ambiente musicale, lo convince a trasferirsi a Milano, dove lavora con Franco Crepax, alla Ricordi. Nel 1961 Ciampi pubblica, per la Bluebell di Antonio Casetta, il suo primo disco (Conphiteor/La grotta dell'amore). Il nome che compare in copertina è quello di Piero Litaliano (riprendendo quindi, senza l'apostrofo e senza l'accento, il suo nomignolo parigino).
Crepax passa alla CGD e Ciampi lo segue. Per questa etichetta incide altri singoli e, nel 1963, il suo primo album: Piero Litaliano (ristampato in cd nel 1990 con lo stesso titolo ma con il vero nome del cantante). L'album però non ha successo di pubblico né di critica. Solo Natalia Aspesi scrive, recensendolo, «nei suoi versi si trova qualcosa di abbastanza poetico per riuscire incomprensibile all'amatore abituale di canzonette».
Il cantautore, quindi, torna dapprima a Livorno e poi a Roma con Gaetano Pulvirenti (uno dei fondatori della Karim) che gli affida la direzione artistica di una piccola etichetta discografica, la Ariel (nata alla fine degli anni cinquanta). In questo periodo Ciampi si dedica a composizioni più orecchiabili e firma canzoni per altri interpreti; tra queste Lungo treno del sud nel 1962 per Tony Del Monaco, Nessuno mai mi ha mandato dei fior, nello stesso anno, per Katyna Ranieri, Nato in settembre e Ballata per un amore perduto nel 1963, entrambe per Georgia Moll, Autunno a Milano nel 1964, per Milly e, soprattutto, Ho bisogno di vederti che, cantata da Gigliola Cinquetti e Connie Francis, raggiunge la finale del Festival di Sanremo 1965. Questa canzone fu poi ripresa, nello stesso anno, anche da Wilma Goich e Memo Remigi; la incide anche Ciampi, ma senza successo. In concomitanza, l’etichetta Ariel chiude i battenti.
Gli anni sessanta sono comunque caratterizzati da numerosi spostamenti di Ciampi, incline a muoversi “senza un motivo preciso, improvvisamente e senza comunicare ad alcuno le sue mete”: Svezia, Spagna, Regno Unito, Irlanda.
La collaborazione con Lucia Rango e la scoperta dell'inedito 50 anni dopo Nel 1967 esce, per la casa discografica Sibilla, Lucia Rango Show, un album della cantante Lucia Rango che contiene alcune canzoni scritte da Ciampi su musiche di Elvio Monti (per la precisione Samba per un amore, Il tuo volto, Stasera resta qui, Primavera a Roma, Ti ho sognato e Sono stanca), e vecchi brani (Non chiedermi più, Fino all'ultimo minuto, Quando il giorno tornerà, Qualcuno tornerà e Hai lasciato a casa il tuo sorriso).
Era nota l'esistenza di un'incisione del 1967 cantata a due voci da Piero Ciampi e Lucia Rango, ma si credeva perduta.
Il brano è stato recuperato, a seguito di un lungo lavoro di ricerca, dalla giornalista Lucilla Chiodi, che lo ha scoperto a distanza di oltre 50 anni. Chiodi ha deciso quindi di promuovere la ristampa del disco della Rango, proponendola a un'etichetta discografica e curandone poi interamente il progetto. La ristampa contiene, oltre a foto e materiali mai pubblicati, un'intervista di Lucilla Chiodi a Lucia Rango la quale - in oltre 50 anni - non era mai stata interpellata sulla sua collaborazione e amicizia con Piero Ciampi. L'intervista costituisce una testimonianza preziosissima del rapporto tra i due artisti e racconta la loro collaborazione per Lucia Rango Show.
La canzone cantata da Piero Ciampi e Lucia Rango - unico duetto mai inciso dal cantautore livornese - viene pubblicata per la prima volta il 28 giugno 2022, nell’album Lucia Rango canta Piero Ciampi, edito dall'etichetta Anni Lucehttps://anniluce.bandcamp.com/, in un'inedita veste grafica, in 300 copie in vinile. Nel gennaio del 2023 Lucia Rango viene insignita del Premio Ciampi a Livorno. Nel maggio 2023 l'album viene ristampato anche in una versione in CD.
Gli anni '70 e la morte A riconoscerne il valore artistico come interprete, oltre che come autore, sono soprattutto alcuni colleghi dei primi anni milanesi, tra cui Gino Paoli che abitualmente interpreta le sue canzoni e che riesce a fargli avere un contratto con la RCA Italiana e un consistente anticipo in denaro che il cantautore livornese dilapida senza incidere un solo pezzo. Inoltre, partecipa spesso ai concerti sotto l’effetto dell’alcool, insultando, in qualche occasione, la platea. Nonostante la scontrosità dovuta all'abuso di alcool, coltiva comunque alcune amicizie, come quella col calciatore friulano Ezio Vendrame che, durante un incontro allo stadio Appiani con la maglia del Padova, ferma il gioco per salutare pubblicamente Ciampi, dopo averlo riconosciuto per caso sugli spalti.
Pur continuando a incidere, non ottiene rilevanti riscontri, mentre maggiori sono i riconoscimenti come autore: nel 1973 Bambino mio (scritta da Ciampi con Pino Pavone, cantautore calabrese conosciuto da Ciampi nel 1960) viene cantata da Carmen Villani a Canzonissima (Villani aveva anche progettato di incidere un intero album con le canzoni di Ciampi, ma la RCA Italiana non approvò il progetto).
Tra il 1970 e il 1971, collabora con Dalida che, in occasione di una celebre puntata di Senza rete, interpreta (per poi inciderla nel 1975) la canzone La colpa è tua (orchestrazione di Gianni Marchetti). Il testo, in realtà, è la rielaborazione, realizzata dallo stesso Ciampi, di un altro suo brano particolarmente significativo, Cara: versi carichi di sottile inquietudine esistenziale, valorizzati dall’interpretazione di Dalida.
Lo stesso anno Nicola Di Bari rifiuta Io e te, Maria, brano che poi accetta di incidere l'anno successivo. Ed è proprio nel 1974 che la carriera di Ciampi potrebbe avere una svolta significativa: Ornella Vanoni contatta Gianni Marchetti per incidere un intero album con canzoni scritte da Ciampi, ma lo stesso Ciampi si rende introvabile e, quando ricompare, ormai il progetto è stato realizzato da Nada con l'album Ho scoperto che esisto anch'io. Fonti dell’epoca riferiscono che Ciampi “si trascinasse da un club all'altro, spesso senza concludere i concerti e litigando con organizzatori, baristi e ascoltatori". In questi anni torna spesso a Livorno.
Del 1976 è la sua apparizione al Club Tenco: la serata viene registrata e anni dopo pubblicata anche su CD. Tra la fine del 1976 e gli inizi del 1977 Ciampi prova ad esibirsi in concerto con alcuni amici dell’etichetta RCA Italiana, Paolo Conte, Nada e Renzo Zenobi, ma le serate non riscuotono molto successo; viene anche registrata la trasmissione televisiva Piero Ciampi, no!, che la Rai trasmette il 3 agosto 1978 sulla Rete 2. In essa, canta cinque brani in una ventina di minuti, introducendoli con riflessioni sulla vita, l'amore, la solitudine e altri temi esistenziali presenti nei suoi testi. In questi stessi anni, è particolarmente sostenuto da Radio Capodistria – emittente jugoslava che trasmette in lingua italiana alla Comunità Nazionale Italiana in Istria (CNI) e nelle regioni italiane limitrofe, all'epoca seguita anche in Italia – che trasmette con notevole assiduità le sue canzoni.
Muore a Roma, in solitudine, in un corridoio dell'ospedale Umberto I, il 19 gennaio 1980 all'età di 45 anni per un cancro all'esofago, assistito dal suo medico, anche lui cantautore: Mimmo Locasciulli (che per ricordare l'amico incise, anni dopo, una delle canzoni di Ciampi: Tu no). Le sue spoglie riposano nel cimitero monumentale della Purificazione di Livorno.
Vita privata Piero Ciampi si sposò due volte: nel 1962 con l’irlandese Brigit Mary Fox da cui ebbe un figlio, Steven (1963-2010) e successivamente con Gabriella Fanali, da cui ebbe una figlia, Mira (1965).
È stata avanzata l'ipotesi che soffrisse del disturbo bipolare.
Discografia Album in studio 1963 - Piero Litaliano (come Piero Litaliano) (CGD, FG 5007) 1971 - Piero Ciampi (Amico, ZSLF 55041) 1973 - Io e te abbiamo perso la bussola (Amico, DZSLF 55133) 1976 - Dentro e fuori (RCA Italiana, TCL2 1184)
Album dal vivo 1995 - Live al Tenco '76, inediti e provini (Papiro, PA 0011295) 2010 - E continuo a cantare. Piero Ciampi live (Promo Music/Edel)
Raccolte 1975 - Andare camminare lavorare e altri discorsi (RCA Italiana, TPL1 1109) 1981 - Le carte in regola (RCA Italiana - Lineatre, NL 33178) 1990 - L'album di Piero Ciampi (RCA, NL 74506 (3)) 1995 - Piero Ciampi (CD RCA - All the best, 74321 32947 2) 1997 - Il mondo di Piero Ciampi (CD RCA Italiana - Lineatre, 74321 51245 2) 2000 - Non siamo tutti eroi (On Sale Music 52, OSM 049) 2010 - Le canzoni e le sue storie (CD + DVD) (Sony Music, 88697651802) 2010 - Piero Ciampi (Record Service)
EP 1961 - Fino all'ultimo minuto/Qualcuno tornerà/Autunno a Milano/Hai lasciato a casa il tuo sorriso 1992 - CD omaggio allegato al volume "Tutta l'opera" (Arcana, ARC A3; con cinque brani inediti del periodo RCA)
Singoli
1960 - Conphiteor/La grotta dell'amore (Bluebell, BB 03044; inciso come Piero Litaliano) 1961 - L'ultima volta che la vidi/Quando il vento si leva (Bluebell, BB 03056; inciso come Piero Litaliano) 1961 - Fino all'ultimo minuto/Qualcuno tornerà (CGD, N 9310; inciso come Piero Litaliano)