Il mācuāhuitl (lingua nahuatl classica māccuahuitl [maːkˈkʷawit͡ɬ], plurale māccuahuimeh; lett. "mano [di] legno") è un'arma bianca mesoamericana costituita da una spada-mazza di legno con diverse lame prismatiche d'ossidiana incastonate sui lati. Il suo uso è attestato dal I millennio, sebbene si possano trovare esempi in opere d'arte risalenti almeno al c.d. "Periodo preclassico mesoamericano" (2500 a.C.-200).. Al tempo della colonizzazione spagnola delle Americhe, il mācuāhuitl era ampiamente diffuso tra le civiltà dell'America centrale: Aztechi (Mexica), Olmechi, Maya, Mixtechi, Toltechi e Taraschi.
Almeno due esemplari di quest'arma, presumibilmente tre, sopravvissero alla conquista dell'Impero azteco e sono documentati nella letteratura moderna: uno figurava nel catalogo dell'Armeria reale di Madrid fino alla sua distruzione in un incendio nel 1884. Altri due furono rinvenuti a Città del Messico nel XX secolo, sebbene solo uno sia stato successivamente esposto al pubblico ed è ben documentato. La riproduzione più antica è il disegno dell'esemplare di Madrid realizzato dal medievalista francese Achille Jubinal nel XIX secolo. A causa della scarsità di esemplari museali, la maggior parte di ciò che si sa sul mācuāhuitl deriva dai resoconti e dalle illustrazioni del XVI secolo, sia per opera dei conquistadores sia nei c.d. "codici aztechi", o antecedenti.
Il mācuāhuitl presenta marcate similitudini con la spada-mazza dei Taíno caraibici, la macana – ed il lingua spagnola i due vocabili, mācuāhuitl e macana, sono spesso utilizzati come sinonimi – oltreché con armi nordamericane probabilmente derivate dalla stessa.
Storia Origini Il mācuāhuitl ha legato le sue fortune agli Aztechi... ma la sua origine precedette tale cultura.
Strumenti ricavati da frammenti d'ossidiana furono utilizzati dagli albori della civiltà nella Mesoamerica: coltelli da taglio, falcetti, raschietti, trapani, rasoi e punte di freccia, oltre ad inserti decorativi entro le ceramiche ecc.. Diverse miniere di ossidiana si trovavano nella Valle del Messico e nelle montagne a nord della stessa,. come la Sierra de las Navajas (lett. "Montagne del Rasoio"), al tempo dell'Impero azteco (1375-1521).
L'uso del mācuāhuitl come arma è attestato dal I millennio, durante il c.d. "Periodo classico mesoamericano" (200-900). precedente alla fondazione dell'Impero azteco... Un'incisione nel complesso monumentale maya di Chichén Itzá (Yucatán), per esempio, mostra un guerriero che impugna un mācuāhuitl, qui raffigurato come una clava con lame separate che sporgono da ciascun lato. In un murale, un guerriero impugna una clava con molte lame da un lato e una punta affilata dall'altro, anch'essa una possibile variante del mācuāhuitl...
L'origine dell'arma potrebbe però essere molto più antica, trovandosene esempi in opere d'arte del tardo Periodo preclassico mesoamericano (2500 a.C.-200),. per esempio nella produzione degli Olmechi (1200-200 a.C.),.. la prima grande civiltà messicana..
Una "spada amerinda"? All'avvio della colonizzazione spagnola delle Americhe, il mācuāhuitl era ampiamente diffuso tra le Civiltà precolombiane mesoamericane: Aztechi, Mixtechi, Taraschi, Toltechi e altri.. Presso gli Aztechi, popolo di spiccata vocazione guerriera,. l'arma era utilizzata, spesso dai membri delle confraternite guerriere d'élite, le cuāuhocēlōtl (come i celebri Guerrieri aquila o i Guerrieri giaguaro), per i più svariati scopi: guerra (sia conflitti su vasta scala sia guerra dei fiori),. incursioni schiaviste, gladiatura, ecc. Seppur ormai iconica degli Aztechi, il mācuāhuitl non era però l'unica arma da mischia utilizzata dai loro guerrieri che le affiancavano l'uso di altre mazze da guerra. e della lancia tepoztopilli..
Armi similari erano oltretutto diffuse anche altrove, nel continente americano. I conquistadores spagnoli avevano già combattuto indigeni armati di spade-mazze di legno (seppur prive di lame, d'ossidiana o altro materiale), le macana, durante la conquista dei Caraibi ai danni dei Taíno al principio del XVI secolo.. L'uso di spade-mazze è testimoniato anche presso i Nativi americani degli Stati Uniti d'America, in taluni casi anche con il ricorso a specifici inserti taglienti nel bordo sulla falsariga delle lame prismatiche d'ossidiana mesoamericane (ad esempio denti di squalo). Il fenomeno riguarda soprattutto il gruppo linguistico muskogean dei popoli affacciati sul Golfo del Messico, come i Creek o i Seminole, giungendo a nord sino ai Powhatan della Virginia ed ai gruppi più meridionali degli Irochesi della Nuova Inghilterra.. Anche in questo caso si tratta di resoconti cronologicamente molto vicini alla Conquista dell'impero azteco (1519-1521) da parte di Hernán Cortés (1485-1547), ai cui cronisti si deve la maggior parte delle informazioni spagnole sul mācuāhuitl. Nello specifico, le spade-mazze degli indigeni della Virginia furono descritte da Thomas Harriot (1560-1621), matematico di Walter Raleigh (1552/1554-1618), nel resoconto del suo viaggio del 1585 Cit. in . e successivamente da John Smith (1580-1631) durante la fondazione ivi della prima colonia britannica per opera della Virginia Company nel 1607-1608. Cit. in . Va inoltre osservato che il materiale iconografico fornitoci dai Codici aztechi spesso presenta guerrieri armati di mācuāhuitl affiancati o impegnati a scontrarsi con guerrieri armati di spade-mazza prive di lame, del tipo macana, come per esempio nel frontespizio del celebre Codice Mendoza (1540).
Presso gli oplologi, è oggi opinione diffusa che la spada-mazza, promanò come tipologia di arma partendo appunto dalla Mesoamerica, veicolata da tribù come i Creek o i Cherokee spinte sistematicamente a nord dall'arrivo degli europei..Il mācuāhuitl restò in uso agli indigeni che servirono come truppe ausiliarie dell'esercito imperiale spagnolo, i c.d. "Indios amigos",. sebbene questi preferissero le spade spagnole. Poiché i mesoamericani al servizio della Spagna necessitavano di un permesso speciale per portare armi europee, le spade di metallo conferivano agli ausiliari indiani maggiore prestigio rispetto al mācuāhuitl agli occhi sia degli europei sia degli altri nativi.. Le illustrazioni nella cronaca della Conquista spagnola del Guatemala (1524-1667), la di Diego Muñoz Camargo, raffigurano così sia gli Indios amigos sia i Maya armati di mācuāhuitl.
Descrizione Secondo l'archeologo messicano Marco Cervera Obregón della Escuela Nacional de Antropología e Historia (ENAH), esistevano due versioni di quest'arma: il mācuāhuitl vero e proprio, lungo circa 70-80 cm con 6-8 lame d'ossidiana su ciascun lato, ed il più piccolo mācuāhuitzōctli, lungo 50 cm e con solo quattro lame per lato..La presenza sul mācuāhuitl delle lame prismatiche d'ossidiana (in grado di produrre un filo più affilato delle lamette da rasoio in acciaio di alta qualità) non fu precipua della sola spada-mazza mesoamericana. La medesima tipologia di "lama" fu impiegato dagli Aztechi anche per la lancia tepoztopilli. I pugnali aztechi, lavorati da un unico pezzo di ossidiana, presentano inoltre filo seghettato – v.si ; ; et al. La descrizione fornitane da Bernal Díaz del Castillo (1492-1584), uno dei conquistador di Hernán Cortés (1485-1547) coinvolto nella Conquista dell'impero azteco (1519-1521), nella sua Historia verdadera de la conquista de la Nueva España, l'arma sarebbe invece stata lunga 91-122 cm, con una larghezza di 7,5 cm. Basandosi su questa testimonianza, lo storico statunitense John Pohl fissa a circa un metro la lunghezza dell'arma con possibilità di esemplari più grandi da impugnarsi a due mani..
Esemplari museali Secondo un altro storico statunitense, Ross Hassig, l'ultimo mācuāhuitl autentico fu distrutto nel 1884 in un incendio nell'Armeria reale di Madrid, dov'era custodito accanto all'ultimo tepoztopilli... Marco Cervera Obregón cita due esemplari passati per gli archivi del Museo nazionale di antropologia ed oggi smarriti: anzitutto un mācuāhuitl votivo. raffigurato anche nella tesi di Antonia Morales Monjarás Cit. in . ed impiegato per le ricostruzioni di archeologia sperimentale; e un mācuāhuitzōctli recuperato negli Anni 1960 a Città del Messico, all'angolo tra Tacuba e Allende, durante gli scavi delle linee 1 e 2 della metropolitana.. Un terzo esemplare è stato esposto dal 2021 al marzo 2022 al museo del Templo Mayor di Città del Messico durante la mostra "Tenochtitlan y Tlatelolco. A 500 años de su caída", insieme ad un atlatl. Quest'esemplare, gravemente danneggiato sia dal tempo sia dall'incorretta tecnica di conservazione, fu recuperato negli scavi archeologici in via San Marcos del novembre 1993-marzo 1994 dalla dott.ssa Juana Moreno Hernández.
Efficacia
Nei resoconti dei conquistador che dovettero fronteggiarlo, il mācuāhuitl è descritto come un'arma formidabile, capace, nelle giuste mani, di decapitare un uomo e financo un cavallo.
Il sopracitato Bernal Díaz del Castillo riporta infatti che:
Dello stesso tono anche l'anonima Relazione d'alcune cose della Nuova Spagna e della gran città di Temestitan Messico (XVI secolo), sempre relativa alla conquista ispanica del Messico:
Riportiamo infine il resoconto di un altro conquistador militante tra le fila di Cortes, Francisco de Aguilar (1479-1571), sui fatti de La Noche Triste (1520):
Data l'importanza che il sacrificio umano ricopriva nella cultura nahuatl. (precolombiana in generale),Già aveva osservato l'importanza del ruolo giocato dal sacrificio umano nella cultura del sito monumentale mesoamericano di El Tajín, centro della Cultura classica di Veracruz (100-1000), precedente all'Impero azteco (1375-1521), tanto quanto, , nella fase terminale della vita di Tollan, capitale dei Toltechi (900-1100). la pratica bellica azteca quanto maya privilegiava la cattura dei guerrieri nemici per il loro successivo sacrificio... L'avanzamento nelle società guerriere cuāuhocēlōtl, ad esempio, richiedeva la cattura di prigionieri vivi dal campo di battaglia: almeno quattro per entrare nel novero dei Guerrieri giaguaro.. Il mācuāhuitl presenta quindi diverse caratteristiche studiate per renderlo uno strumento utile alla cattura di prigionieri: le lame distanziate anziché contigue, ad esempio, limitava intenzionalmente la profondità della ferita causata da un singolo colpo, e la pesante struttura in legno permetteva di colpire facilmente gli avversari indeboliti con il lato piatto dell'arma, fino a farli svenire. L'arte di neutralizzare gli avversari usando un mācuāhuitl come mazza era insegnata fin dalla giovane età nelle scuole militari azteche, le Tēlpochcalli..
Il mācuāhuitl presentava numerosi svantaggi in combattimento rispetto alle spade d'acciaio europee. Pur essendo più affilata, l'ossidiana prismatica è anche considerevolmente più fragile dell'acciaio e le lame del mācuāhuitl tendevano a frantumarsi all'impatto con altre lame d'ossidiana ancor prima che contro l'acciaio delle spade o delle corazze spagnole. Le lame d'ossidiana faticano anche a penetrare la maglia di ferro europea (sebbene il mācuāhuitl sia in grado di infliggere traumi da corpo contundente su un bersaglio protetto da un usbergo). Le lame sottili e sostituibili usate sul mācuāhuitl si smussavano o scheggiavano facilmente per i ripetuti impatti su ossa o legno, rendendo fondamentale l'uso sapiente dell'arma. Sollevare e brandire una mazza a due mani richiede più tempo che affondare con una spada. Inoltre, è necessario più spazio, quindi i guerrieri avanzavano in formazioni sciolte e combattevano in combattimento singolo..
Archeologia sperimentale
Repliche del mācuāhuitl sono state prodotte e testate contro quarti di manzo, per documentari trasmessi su History e Discovery. Nel programma Warriors di History, l'operatore delle forze speciali e artista marziale Terry Schappert si è infortunato mentre tirava di scherma con un mācuāhuitl: si è tagliato la parte posteriore della gamba sinistra a causa di un movimento di slancio all'indietro.