Soprannominato Vecio (vecchio) dallo scrittore Giovanni Arpino, detiene il record di panchine da selezionatore della nazionale italiana, avendola guidata in campo per 104 volte, dal 27 settembre 1975 al 17 giugno 1986.
Carriera Giocatore
Dopo aver iniziato a giocare come mediano-difensore nella SPA (Società Polisportiva Aiello) di Aiello del Friuli, suo paese natale, nel 1946 si trasferì alla , in Serie B. Nel 1948, dopo 39 presenze e 2 gol, fu notato e acquistato dall'. Qui in tre stagioni giocò solo 19 partite (fece il suo esordio in maglia nerazzurra il 21 novembre 1948, nella partita di campionato vinta 3-1 contro il ) e nel 1951 passò al . In tre anni coi siciliani collezionò 95 presenze in Serie B e 5 reti.
Nel 1954 fu ingaggiato dal che mirava a ritornare grande dopo la tragedia di Superga del 1949. In due stagioni da titolare giocò 65 incontri, mettendo a segno un solo gol. Nel 1956 tornò all'Inter: in una stagione annoverò 27 presenze, l'ultima delle quali fu una sconfitta per 3-2 a Bologna il 9 giugno 1957.
L'anno dopo tornò al Torino. Qui, dopo 164 presenze e 7 gol, nel 1964 concluse la carriera da giocatore per intraprendere quella da allenatore. In totale Bearzot disputò 251 partite nella massima serie, di cui 46 nell'Inter e 205 nel Torino. Da calciatore ottenne anche una presenza in nazionale contro l', dove marcò il grande Puskás, che riuscì a segnare un gol.
Allenatore Gli inizi Dopo il ritiro dall'attività agonistica, nel 1964 Bearzot iniziò l'apprendistato tecnico sulla panchina del Torino, prima come preparatore dei portieri e poi come assistente di Nereo Rocco e successivamente di Edmondo Fabbri. Nella stagione 1968-1969 divenne allenatore del in Serie C, in sostituzione di Dino Ballacci, da gennaio in poi.
Gli anni in nazionale Gli esordi con Bernardini, Argentina '78 ed Euro '80
In seguito entrò nei quadri federali, inizialmente come selezionatore della nazionale Under-23, ma presto venne promosso assistente di Ferruccio Valcareggi nella nazionale maggiore e quindi vice del suo successore, Fulvio Bernardini. Un anno dopo il in Germania Ovest, nel quale l'Italia era stata eliminata al primo turno, grazie anche all'intervento di Gigi Peronace diventò commissario tecnico, andando inizialmente ad affiancare il confermato Bernardini; in questa fase il tandem Bearzot-Bernardini fallì le qualificazioni al .
Divenuto responsabile unico degli azzurri nel 1977, Bearzot adottò lo schema tattico applicato con successo nella allenata da Giovanni Trapattoni, squadra che aveva vinto cinque degli ultimi sette campionati di Serie A fino a quel momento e i cui giocatori costituivano l'asse portante della nazionale.
I primi risultati positivi della gestione Bearzot iniziarono a vedersi nel in Argentina, che la nazionale terminò al quarto posto, esprimendo il miglior gioco della manifestazione; nel , giocato in Italia, i padroni di casa raggiunsero la medesima posizione seppure in una difficile situazione ambientale, con il calcio italiano reduce dallo scandalo del Totonero, scoppiato poche settimane prima e che aveva privato la nazionale del suo centravanti di riferimento, Paolo Rossi, squalificato per due anni.
La vittoria di Spagna '82 e il repentino declino Il in Spagna iniziò in sordina per la nazionale italiana che, per via di un percorso di avvicinamento alla fase finale non brillante, non era oggetto di grandi aspettative; Bearzot fu fortemente criticato dalla stampa per alcune scelte ritenute controverse, su tutte la convocazione di Rossi che aveva ripreso a giocare solo da poche settimane, dopo la fine della squalifica del Totonero – a tale riguardo, Bearzot riteneva che Rossi, che aveva anche meditato l'addio al calcio,“Al tempo giusto e al momento giusto”: l’Italia all’epoca di Paolo Rossi, Osservatorio Globalizzazione, 14 dicembre 2020 fosse innocente e per questo lo aveva spronato a continuare gli allenamenti durante il periodo di allontanamento forzato dai campiMirko Graziano, Bearzot-Rossi: il Mondiale nacque al Combi, Corriere della Sera, 12 novembre 2011 –, e nonostante ciò era stato preferito a Roberto Pruzzo, appena laureatosi capocannoniere della Serie A 1981-1982.
Nella prima fase del mondiale, i modesti risultati conseguiti nonché la decisione di continuare a schierare come titolare un Rossi decisamente giù di tono, fecero sì che il selezionatore e la squadra fossero contestati in maniera molto pesante, al punto che la rosa, eccezion fatta per il capitano Dino Zoff, si chiuse nel silenzio stampa. Nella seconda fase la nazionale azzurra apparve trasformata dalla forza morale del gruppo e da alcuni cambiamenti tattici e di formazione operati da Bearzot, come l'inserimento di Gabriele Oriali e di un giovane Giuseppe Bergomi tra i titolari, e beneficiò del pieno ritorno in forma di Rossi. L'Italia, sovvertendo i pronostici della vigilia, sconfisse in successione l' di César Menotti e il di Telê Santana, favorite assolute per il titolo, nella seconda fase a gironi, la di Antoni Piechniczek in semifinale e la di Jupp Derwall per 3-1 in finale; la nazionale di Bearzot fu l'unica nella storia del mondiale a battere in sequenza i detentori dei tre precedenti titoli, ovvero gli argentini campioni uscenti (1978), i tedeschi occidentali (1974) e i brasiliani che, nel 1970, si erano aggiudicati definitivamente la Coppa Jules Rimet battendo in finale proprio l'Italia.
Volendo pagare il debito affettivo e di gratitudine con il gruppo campione del mondo, Bearzot incappò a posteriori nell'errore di non rinnovare radicalmente la rosa dopo la vittoria in Spagna. Il gruppo azzurro, ormai appagato e in fase calante, nel successivo quadriennio dapprima mancò l'accesso alla fase finale del e poi, qualificato d'ufficio quale campione uscente al in Messico, vi si fermò agli ottavi di finale, senza mai brillare nel corso del torneo. Al termine del mondiale messicano, nonostante un contratto in essere fino al 1990, Bearzot lasciò la panchina della nazionale italiana ad Azeglio Vicini.
Dopo il ritiro L'11 luglio 1993 festeggiò nel migliore dei modi l'undicesimo anniversario del titolo mondiale: alla guida della nazionale italiana Over-35 (una rappresentativa di vecchie glorie, fra cui molti campioni del 1982) vinse il titolo mondiale di categoria a Trieste contro i pari età dell'Austria. Ebbe anche una breve esperienza giornalistica, occupandosi di sport per il quotidiano La Voce di Indro Montanelli.
Dal 2002 al 2005 fu presidente del Settore Tecnico della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Nel luglio 2003 un gruppo di deputati de La Casa delle Libertà propose la nomina di Bearzot a senatore a vita con la motivazione: «Ha sempre difeso l'etica dello sport», secondo quanto scritto nella lettera al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
Morì a Milano, all'età di 83 anni, il 21 dicembre 2010, esattamente quarantadue anni dopo la scomparsa di un altro storico commissario tecnico della nazionale azzurra, Vittorio Pozzo (che occupa il secondo posto, dietro a Bearzot stesso, nella classifica dei selezionatori più longevi); venne sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di Paderno d'Adda.
Un anno dopo la morte venne istituito un riconoscimento omonimo in sua memoria, riservato al migliore allenatore italiano dell'anno.
Statistiche Presenze e reti nei club StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotaleCompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiPresReti 1946-1947 B 21 2 - - - - - - - - - 21 2 1947-1948 B 31 0 - - - - - - - - - 31 0Totale Pro Gorizia 52 2 - - - - - - 52 3 1948-1949 A 4 0 - - - - - - - - - 4 0 1949-1950 A 6 0 - - - - - - - - - 6 0 1950-1951 A 9 0 - - - - - - - - - 9 0 1951-1952 B 29 2 - - - - - - - - - 29 2 1952-1953 B 32 1 - - - - - - - - - 32 1 1953-1954 B 34 1 - - - - - - - - - 34 1Totale Catania 95 4 - - - - - - 95 4 1954-1955 A 33 1 - - - - - - - - - 33 1 1955-1956 A 32 0 - - - - - - - - - 32 0 1956-1957 A 27 0 - - - - - - - - - 27 0Totale Inter 46 0 - - - - - - 46 0 1957-1958 A 30 2 CI 6 0 - - - - - - 36 2 1958-1959 A 33 1 CI 4 0 - - - - - - 37 1 1959-1960 B 24 1 CI 3 0 - - - CA 1 0 28 1 1960-1961 A 30 0 CI 2 0 - - - CM 2 0 34 0 1961-1962 A 18 2 CI 1 0 - - - CA 7 0 26 2 1962-1963 A 27 1 CI 5 0 - - - CA 1 0 33 1 1963-1964 A 2 0 CI 2 0 - - - - - - 4 0Totale Torino 229 8 23 0 - - 11 0 263 8Totale carriera 422 14 23 0 - - 11 0 476 14
Cronologia presenze e reti in nazionale
Statistiche da allenatore Club
StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotale% VittoriePiazzamento Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P % gen.-giu. 1969 C 23 8 11 4 - - - - - - - - - - - - - - - Subentrato, 9ºTotale carriera 23 8 11 4 - - - - - - - - - - - -
Nazionale
SquadraNazdall'alRecordGVNPGFGSDR% Vittorie8 ottobre 1977 17 giugno 1986
Nazionale nel dettaglio
StagioneSquadraCompetizionePiazzamentoAndamentoRetiGiocate VittoriePareggiSconfitte % VittorieGFGSDR 1976-1977 Qual. Mondiale 1978 1º nel Gruppo 2, qualificato || 9 || 3 || +6 1978 Mondiale 1978 4º || 9 || 6 || +31980-1981 Europeo 1980 4º || 2 || 1 || +1 Coppa d'Oro dei Campioni del Mondo Eliminato || 1 || 3 || -2 Qual. Mondiale 1982 2º nel Gruppo 5, qualificato || 12 || 5 || +71982-1983 Mondiale 1982 Vincitore || 12 || 6 || +6 Qual. Europeo 1984 Non qualificato || 6 || 12 || -61985 Torneo della Coppa di Città del Messico 2º || 3 || 2 || +1 1986 Mondiale 1986 Ottavi di finale || 5 || 6 || -1 Dal 1977 al 1986 Amichevoli || 56 || 40 || +16Totale Italia || 115 || 84 || +31
Panchine da commissario tecnico della nazionale italiana
Nella commissione tecnica della nazionale italiana in coppia con Bernardini
Palmarès Giocatore Club
Catania: 1953-1954 Torino: 1959-1960
Allenatore Nazionale
Italia:
Individuale Seminatore d'oro: 1 1982
Panchina d'oro alla carriera: 1 1992
Riconoscimento alla memoria - Hall of fame del calcio italiano 2011
Onorificenze
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
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