È noto soprattutto come autore di Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò e del poema nonsense La caccia allo Snark.

Le opere di Alice, illustrate da sir John Tenniel, sono tra i testi più tradotti, commentati e adattati della letteratura inglese. La loro combinazione di racconto fantastico, parodia, logica, giochi linguistici, poesia nonsense, satira dell'educazione e delle convenzioni vittoriane esercitò un'influenza duratura sulla letteratura per l'infanzia, sul modernismo, sul surrealismo, sulla filosofia del linguaggio e sulla cultura popolare.

Sotto il proprio nome Dodgson pubblicò anche manuali di geometria, algebra, logica simbolica e sistemi elettorali.

Fu inoltre uno dei più importanti fotografi amatoriali dell'età vittoriana. I suoi ritratti di bambini, famiglie, artisti, attori, scrittori e personalità di Oxford sono oggi conservati in importanti raccolte pubbliche. Una parte rilevante della sua produzione e della sua corrispondenza riguarda bambine e giovani modelle. Anche per questo, insieme all'esistenza di alcune fotografie di nudo infantile, la natura dei suoi rapporti con l'infanzia è diventata uno dei temi più discussi della critica biografica moderna.

Biografia Famiglia e infanzia

Charles Lutwidge Dodgson nacque il 27 gennaio 1832 nella canonica di All Saints a Daresbury, nel Cheshire. Era il terzo degli undici figli — sette femmine e quattro maschi — del reverendo Charles Dodgson e di Frances Jane Lutwidge, e il maggiore dei figli maschi. La famiglia paterna comprendeva numerosi ecclesiastici e militari. Il padre, matematicamente molto dotato e laureato a Christ Church, rinunciò alla carriera accademica dopo il matrimonio, divenne parroco e in seguito canonico di Ripon e arcidiacono di Richmond.

L'infanzia di Dodgson si svolse inizialmente in un ambiente rurale, familiare e intensamente religioso. Fu educato in casa dai genitori, le liste di letture superstiti testimoniano una precocissima familiarità con testi devozionali, classici e letterari. Fin da bambino inventò giochi, enigmi, spettacoli di marionette, disegni e racconti per fratelli e sorelle e fra i suoi lavori giovanili figurano il giornale familiare The Rectory Magazine, il manoscritto illustrato The Rectory Umbrella, la miscellanea Mischmasch e la ballad opera per marionette La Guida di Bragia.

Nel 1843 il padre ottenne la parrocchia di Croft-on-Tees, nello Yorkshire e l'intera famiglia si trasferì lì. Questo rimase il suo centro familiare fino alla morte del padre nel 1868. La vita domestica, l'abitudine a intrattenere un pubblico di fratelli e sorelle e l'intreccio fra gioco, parola, immagine e performance costituiscono un antecedente importante della sua successiva produzione letteraria.

Richmond e Rugby

Nell'agosto 1844 Dodgson entrò alla Richmond Grammar School, dove si distinse soprattutto in matematica. Il 27 gennaio 1846, giorno del suo quattordicesimo compleanno, fu ammesso alla Rugby School. I risultati scolastici furono buoni e ricevette diversi premi, ma nelle lettere e nei ricordi successivi descrisse l'esperienza di Rugby come profondamente infelice. Non si trovò bene in collegio: diceva che la disciplina era molto rigida e che subì più volte il bullismo di ragazzi più grandi. In un passaggio poco chiaro dei suoi scritti accennò anche a «molestie notturne» ma la documentazione rimasta fino a oggi non permette di stabilire con precisione la natura di questi episodi.

Nel 1848 contrasse la pertosse, che gli lasciò una tosse ricorrente, e gli orecchioni, dopo i quali rimase parzialmente sordo dall'orecchio destro.

Lasciò Rugby nel dicembre 1849. Nel maggio 1850 si immatricolò a Christ Church, uno dei college costitutivi dell'Università di Oxford, ma per mancanza di alloggi iniziò a risiedervi stabilmente soltanto nel gennaio 1851. Due giorni dopo il suo arrivo morì improvvisamente la madre Frances, a quarantasette anni. La perdita segnò profondamente la famiglia, della quale Charles, come figlio maschio maggiore, assunse crescenti responsabilità pratiche ed economiche.

Balbuzie Dodgson soffriva di balbuzie e, con una certa tenerezza, la definiva «quella mia esitazione» («that hesitation»). Lo stesso problema era presente anche in quasi tutte le sue sorelle, che lui stesso accompagnò più volte da Henry Rivers e James Hunt, specialisti dei disturbi della voce: in una lettera del 2 febbraio 1874 Dodgson infatti parlò dei «diversi gradi di balbuzie» delle sorelle e chiese diversi consigli.

La balbuzie non gli impedì però di insegnare, predicare occasionalmente, raccontare storie, recitare o avere una vita sociale intensa ma contribuì probabilmente alle sue esitazioni riguardo al sacerdozio e ad alcune apparizioni pubbliche.

È stata spesso ripetuta la diceria che non balbettasse quando parlava con i bambini, ma la testimonianza di Isa Bowman, una delle bambine che lo conobbero più da vicino, non la conferma. Bowman scrisse che con i bambini Carroll era di gran lunga meno riservato, ma anche che gli era impossibile evitare di balbettare e che, durante una conversazione animata, poteva parlare speditamente per alcuni minuti per poi cominciare improvvisamente a incespicare nelle parole.

La stessa Bowman raccontò inoltre una passeggiata nei prati di Christ Church durante la quale Carroll, tenendola per mano, le spiegava con disinvoltura che il Cherwell era un affluente del Tamigi. Quando incontrarono un altro docente del college che li salutò, Carroll ricambiò il gesto ma cambiò immediatamente anche atteggiamento. Per il resto della passeggiata parlò in modo nervoso e preoccupato e da lì in poi divenne difficile per la bambina comprenderlo.

Christ Church e carriera accademica

A Oxford Dodgson ottenne nel 1852 una prima classe in matematica e una seconda in studi classici nelle Moderations. Nel 1854 concluse il Bachelor of Arts risultando primo nell'elenco della prima classe di matematica e conseguendo una terza classe nei classici. Divenne Student di Christ Church, posizione assimilabile a una borsa di studio, che gli garantiva residenza e rendita a condizione di rimanere celibe e prendere gli ordini sacri.

Nel febbraio 1855 fu nominato sottobibliotecario di Christ Church e nell'ottobre dello stesso anno ottenne il lettorato di matematica. Conseguì il Master of Arts nel 1857 e mantenne il lettorato fino alle dimissioni del 1881. Insegnò algebra e altre materie previste dagli esami universitari, preparando inoltre manuali e fogli di esercizi per gli studenti.

Sul suo modo di insegnare le opinioni sono divise: c'è chi lo ricorda come un professore asciutto e noioso, e chi invece ne apprezzava la precisione e il modo in cui trasformava la logica in un gioco. Non fece però mai ricerca accademica nel senso moderno, i suoi scritti nascevano quasi sempre da problemi pratici legati alle lezioni o alla gestione dell'università.

Dodgson trascorse quasi tutta la vita adulta a Christ Church, occupando successivamente diverse stanze del college e mantenendo un'intensa partecipazione alla sua vita amministrativa. Dal 1877 trascorse regolarmente parte dell'estate a Eastbourne, nel Sussex. Visitava inoltre molto spesso le sorelle e i nipoti nella casa di Guildford.

Ordinazione e vita religiosa La borsa di studio di Christ Church comportava tradizionalmente l'ordinazione. Dodgson fu ordinato diacono della Chiesa d'Inghilterra il 22 dicembre 1861 dal vescovo di Oxford Samuel Wilberforce, ma non procedette mai al sacerdozio. Ottenne però dal decano Henry Liddell una dispensa che gli consentì di conservare la posizione accademica.

Non è del tutto chiaro il motivo per cui non ricevette l'ordinazione sacerdotale. Tra le varie ipotesi formulate dagli studiosi si inseriscono la balbuzie, che gli rendeva molto difficile predicare, e un profondo senso di inadeguatezza religiosa. Contribuirono probabilmente anche il suo interesse per il teatro, all'epoca guardato con sospetto da alcuni ambienti ecclesiastici, e alcuni dubbi dottrinali, come il rifiuto dell'idea che i non cristiani fossero condannati.

Le fonti mostrano tuttavia che la sua fede non fu soltanto formale. Dodgson pregava, partecipava alla comunione, leggeva le lezioni in cappella, predicò in diverse occasioni e interpretò ripetutamente il proprio lavoro in termini di responsabilità morale e servizio.

La sua religiosità si sviluppò in una direzione meno confessionale e ritualistica rispetto a quella del padre. Pur provenendo da un ambiente altamente High Church, Dodgson mostrò una certa insofferenza verso i formalismi liturgici, arrivando a considerare artificiali le divisioni tra le varie denominazioni cristiane. In testi come An Easter Greeting to Every Child Who Loves "Alice", riuscì a legare apertamente il piacere della letteratura e l'innocenza infantile ai temi della morte e della speranza cristiana nella resurrezione.

La storiografia recente ha anche dato maggiore attenzione al peso della fede in Dodgson. Charlie Lovett - due volte presidente della Lewis Carroll Society of North America - in Lewis Carroll: Formed by Faith, la considera un elemento centrale della sua vita interiore e collega ad essa la formazione religiosa, la scrittura, la logica, la fotografia, il teatro, la sessualità e i rapporti personali. Altri biografi invece la trattano come una componente importante, senza farne necessariamente la chiave unificante dell'intera attività di Dodgson.

Viaggio in Russia e altri spostamenti Nel 1867 Dodgson compì il suo unico viaggio conosciuto fuori dalle isole britanniche, accompagnando l'ecclesiastico e teologo Henry Parry Liddon. Partirono il 13 luglio, attraversarono Belgio e Germania e raggiunsero San Pietroburgo e Mosca. Durante il ritorno passarono per varie città dell'Europa centrale. Nel diario Dodgson annotò l'arrivo con una frase molto breve, scrivendo di essere partito da Bingen per «l'ultima tappa, cioè Parigi».

Il soggiorno parigino mostra Dodgson lontano dalla sua vita abituale a Oxford. Dopo settimane di appunti minuziosi, il diario diventa più selettivo: registra chiese, passeggiate, quadri, teatri, fotografie acquistate e incontri occasionali. Il giorno dopo l'arrivo attraversò le Tuileries, gli Champs-Élysées e il Bois de Boulogne. Di Parigi notò soprattutto la quantità di bellezza naturale raccolta dentro la città, aggiungendo che non lo stupiva più che i parigini chiamassero Londra «una città triste».

Dodgson e Liddon condivisero alcuni momenti, ma seguirono spesso interessi diversi. All'Esposizione Universale si separarono quasi subito: Dodgson si concentrò sui quadri e sulle statue, mentre Liddon annotò soprattutto padiglioni e funzioni religiose. La sera Dodgson andò al Théâtre du Vaudeville, lodò la recitazione di una commedia e notò in particolare la bravura di una bambina attrice che, secondo lui, «non poteva avere più di sei anni».

Il confronto tra il diario di Dodgson e quello di Liddon mostra due modi diversi di vivere lo stesso viaggio. Liddon rimase più vicino agli interessi ecclesiastici e alla visita ordinata dell'Esposizione, mentre Dodgson cercò invece luoghi meno ritualistici, teatro, immagini, passeggiate e conversazioni con conoscenti di Oxford. Non tornò più sul continente, ma continuò a viaggiare in Inghilterra per visite familiari, fotografia, teatro e soggiorni estivi a Eastbourne.

Ultimi anni e morte Dopo le dimissioni dal lettorato nel 1881 Dodgson concentrò il lavoro sulla logica, sulla letteratura e sulla gestione delle proprie pubblicazioni. Continuò a vivere a Christ Church, mantenendo una vastissima corrispondenza e frequenti rapporti con familiari, attrici, artisti, editori e amici più giovani. Pubblicò Sylvie e Bruno nel 1889, Sylvie and Bruno Concluded nel 1893, Curiosa Mathematica: Pillow Problems nello stesso anno e Symbolic Logic, Part I nel 1896.