La pieve di San Giovanni Battista è un edificio sacro che si trova in piazza Umberto I 4, a Cavriglia, in provincia di Arezzo e diocesi di Fiesole.

Storia Fondata su un insediamento romano, è ricordata dall'XI secolo. Le trasformazioni subite soprattutto nel XVIII secolo ne hanno poi modificato notevolmente l'aspetto originario.

Descrizione Tracce del primitivo edificio romanico restano solo nell'abside e nelle strutture perimetrali. Recentemente ripristinata, presenta un moderno prospetto a doppio spiovente con portale coronato da una lunetta in terracotta policroma, riferita a Benedetto Buglioni e raffigurante San Giovannino nel deserto (1500 circa).

L'interno, che si articola in tre navate concluse da abside centrale e coperte da volte a crociera, è caratterizzato da un diffuso decorativismo di gusto tardobarocco con stucchi e finti marmi, riferibili alla fine del Settecento, quando l'edificio fu ristrutturato da Francesco Burzagli da Moncioni, pievano dal 1749 al 1815.

Sull'altare maggiore si trova una copia antica della Decollazione del Battista di Giovanni da San Giovanni (l'originale è a San Giovanni Valdarno), eseguita da Jacopo Ciacci, artista attivo in Valdarno nel XVII secolo. Lungo le navate si trovano degli ovali con Storie di san Giovanni Battista, del pittore aretino Angelo Ricci.

Museo

Nell'oratorio settecentesco adiacente, già appartenuto alla Compagnia del Nome di Gesù, è stato allestito un piccolo museo nel 1996. Le opere più importanti sono: Quattro sculture in terracotta invetriata di Benedetto Buglioni che rappresentano: Busto di san Giovannino, Busto di santo Stefano protomartire, un Busto di un santo vescovo e un Angelo reggicero a figura intera. Croce astile del XIII secolo in rame inciso e dorato e bronzo sbalzato, cesellato e inciso; il Cristo a tutto tondo risulta addirittura anteriore (XII secolo). Due ostensori in argento datati 1785 commissionati dal pievano Francesco Burzagli. Alcuni calici del XVII e XVIII secolo dei quali uno dell'argentiere Lorenzo Schepers. Turibolo con navicella a forma di galeone in argento sbalzato, inciso e cesellato, con decori a foglie lanceolate e sul coperchio della navicella le cifre “FB” (Francesco Burzagli) e lo stemma di casa Burzagli (XVIII secolo). Una cornice in argento smaltato con placchetta smaltata di Limoges raffigurante la Natività (XVI secolo). Due reliquiari a vaso in cristallo di rocca donati dalla famiglia Ricasoli (XVIII-XIX secolo). Due Angeli reggicero in legno intagliato e dorato (XVIII secolo). Un leggio da terra in legno intagliato (1786). La Circoncisione di Gesù tela del pittore fiorentino Benedetto Veli (1599). Santa Maria Maddalena de’ Pazzi e Sant’Antonio Abate, tele di scuola toscana del XVIII secolo. Santi Antonio da Padova e Matteo evangelista, tela di un artista provinciale toscano del 1600-1650 circa. Visitazione, siglato col monogramma M.G., di scuola toscana del XVII secolo.

Bibliografia

Laura Speranza, Il Museo della Pieve di Cavriglia: opere d'arte sacra dal XII al XIX secolo, Arezzo, 1996.

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