Secondo alcune informazioni tuttavia avrebbe abbandonato l'organizzazione perché in disaccordo con la direzione criminale assunta dal Ku Klux Klan.
Sebbene privo di istruzione militare, dimostrò un innato talento tattico e strategico nell'impiego della cavalleria. Creò una nuova filosofia relativa all'impiego della Guerra di movimento. Fu accusato di crimini di guerra perché al termine della battaglia di Fort Pillow permise alle forze da lui guidate il massacro di centinaia di soldati di colore in fuga e successivamente anche dei prigionieri nordisti bianchi.
Gioventù Nathan Bedford Forrest nacque da una povera famiglia di origine scoto-irlandese a Chapel Hill, nella Contea di Bedford (Tennessee). Insieme alla sorella gemella Fanny era il primo di dodici figli di un fabbro, William Forrest. In seguito alla morte del padre, Forrest divenne capo-famiglia all'età di 17 anni e grazie al suo duro lavoro e alla sua determinazione caratteriale, fu in grado di evitare a sé medesimo e alla sua famiglia la povertà. Nel 1841 (all'età di 20 anni) si recò con suo zio a Hernando (Mississippi).
Lo zio fu ucciso durante un'incursione di fuorilegge e Forrest uccise due di questi fuorilegge con la sua pistola e ferì altri due col coltello (uno dei sopravvissuti servì sotto il suo comando durante la guerra di secessione americana).
Divenne uomo d'affari e proprietario di diverse piantagioni e, poco prima dell'inizio delle ostilità, un mercante di schiavi, con residenza ad Adams Street, a Memphis (Tennessee). Nel 1858 fu eletto consigliere comunale a Memphis. Forrest provvide finanziariamente a sua madre, mandò i suoi fratelli più piccoli in collegio e, quando nel 1861 scoppiò la guerra di secessione, era diventato milionario e uno degli uomini più ricchi del Sud degli Stati Uniti.
Carriera militare Dato che Forrest aveva conseguito gran parte della sua fortuna col traffico di schiavi (con guadagni di più di 50.000 dollari annui), egli era assolutamente favorevole al mantenimento della legislazione statale circa la schiavitù e quindi appoggiò gli Stati Confederati d'America in guerra. Dopo che la guerra fu dichiarata a seguito degli avvenimenti di Fort Sumter (12 aprile 1861), Forrest tornò in Tennessee e si arruolò come privato cittadino nell'esercito confederato. Il 14 luglio 1861, si aggregò alla Compagnia "E" del Capitano J.S. White (Tennessee Mounted Rifles).
Dopo aver osservato quanto malamente fosse equipaggiato l'esercito confederato, Forrest si offrì di comperare cavalli ed equipaggiamento per organizzare un reggimento di volontari del Tennessee, impiegando i propri soldi. I suoi ufficiali superiori e il governatore dello stato, sorpresi che un personaggio della caratura e dell'importanza di Forrest si fosse arruolato come soldato semplice, gli attribuirono un brevetto di colonnello, grado necessario per comandare per l'appunto un reggimento. Nell'ottobre 1861 gli fu assegnato il comando del suo reggimento, chiamato "Battaglione di Cavalleria del Tennessee di Forrest". Forrest non aveva avuto in precedenza alcuna esperienza militare né aveva mai ricevuto alcun tipo di addestramento, ma si applicò con diligenza all'opportuno apprendimento. Avendo un innato senso tattico e una forte attitudine al comando, Forrest presto divenne un ufficiale esemplare.
In Tennessee vi era un forte dibattito circa la decisione dello Stato di aderire alla Confederazione e tanto gli eserciti della CSA (Confederated States of America) quanto l'Unione erano impegnati attivamente nell'opera di reclutamento nello Stato. Forrest cercò di reclutare gli uomini più battaglieri, promettendo loro che avrebbero potuto avere «ampia opportunità di uccidere gli Yankees». Forrest era un uomo fisicamente imponente — alto e del peso di — e la sua presenza fisica incuteva rispetto, se non addirittura timore. Sapeva di essere un abile cavaliere e un prode spadaccino (affilava entrambi i lati della lama della sua pesante sciabola), doti che producevano grande effetto in battaglia.
Comando di Cavalleria Forrest si distinse in combattimento fin dalla battaglia di Fort Donelson, che ebbe luogo nel febbraio 1862, allorché comandò una carica di cavalleria contro una batteria d'artiglieria unionista, catturandola e rompendo poi l'assedio dell'esercito unionista di Ulysses S. Grant. Tentò di convincere i suoi superiori della fattibilità di un ritiro dal forte attraversando il fiume Cumberland, ma essi rifiutarono di prestargli ascolto. Forrest uscì dall'incontro con loro infuriato e dichiarò che non avrebbe condotto i suoi uomini in una battaglia per poi arrendersi.
Dimostrò la validità del suo punto di vista quando poco tempo dopo riunì circa 4.000 soldati che lo seguirono attraversando il fiume, evitando così di combattere ancora. Pochi giorni più tardi, nell'imminenza della caduta di Nashville (Tennessee), Forrest assunse il comando della cittadina e fece evacuare numerosi funzionari governativi, mettendo in salvo milioni di dollari di attrezzature industriali necessarie per la fabbricazione di armi, qualcosa che la Confederazione non avrebbe potuto permettersi di perdereBrian Steel Wills, A Battle from the Start: The Life of Nathan Bedford Forrest, New York, New York: HarperCollins, 1992, pag. 66.
Un mese dopo Forrest tornò in azione nella battaglia di Shiloh (6–7 aprile 1862). Ancora una volta si trovò al comando della retroguardia confederata al termine d'una battaglia perduta e ancora una volta riuscì a distinguersi. Nello scontro di Falling Timbers, avvenuto all'indomani della battaglia vera e propria, caricò infatti un raggruppamento di tiratori unionisti, passando attraverso le loro linee. Si racconta che, ritrovandosi attorniato dai nemici senza alcuno dei suoi uomini accanto e colpito da un proiettile nel fianco, afferrasse un soldato nordista di piccola taglia e lo issasse dietro sé sul proprio cavallo a guisa di scudo umano, riuscendo così ad uscire dalla mischia senza ricevere ulteriori feriteL'episodio è discusso da Jack Hurst, Nathan Bedford Forrest: A Biography, New York: Vintage Civil War library, 1994, pagg. 92-94.
Venne ricoverato per curarsi della ferita il tempo necessario per poter risalire in sella nella prima parte dell'estate di quell'anno, al comando di una nuova brigata composta da inesperti reggimenti di cavalleria. In luglio li condusse nel Tennessee centrale dopo aver ricevuto un ordine dal suo generale comandante, Braxton Bragg, di effettuare un raid di cavalleria: in quest'occasione conseguì un altro successo stupefacente. Il giorno del suo compleanno, il 13 luglio 1862, i suoi uomini piombarono sulla cittadina in mano agli Unionisti di Murfreesboro (Tennessee), e nel corso della prima battaglia di Murfreesboro, egli sgominò gli avversari e catturò una forza consistente il doppio della sua. Murfreesboro fu la prima di numerose vittorie conseguite da Forrest. Restò imbattuto fino ai giorni finali della guerra, quando fronteggiò numeri esorbitanti di avversari, ma i dissensi fra lui e Bragg non consentirono di conseguire ulteriori successi e gli alti comandi confederati non capirono il grande talento militare di Forrest finché non fu troppo tardi. Nei loro scritti del dopoguerra sia il Presidente confederato Jefferson Davis sia il generale Robert E. Lee lamentarono questo abbaglio.
I primi successi di Forrest gli valsero una promozione nel luglio 1862 a brigadier generale e gli fu assegnato il comando di una brigata di cavalleria confederata. In battaglia Forrest era rapido ad assumere l'iniziativa offensiva, dispiegando celermente le sue truppe di cavalleria lì dove esse potessero smontare e combattere. Di norma egli mirava ad aggirare il fianco nemico per tagliar fuori il suo supporto di retroguardia. Queste tattiche anticiparono le manovre delle fanterie meccanizzate nel corso della seconda guerra mondiale e avevano scarse relazioni con le consuete operazioni di esplorazione, schermatura e carica con l'impiego di sciabola della cavalleria.
Guerra di movimento di cavalleria Nel dicembre 1862 le truppe veterane di Forrest furono riassegnate da Bragg ad altro ufficiale malgrado le proteste di Forrest, e ancora una volta egli fu costretto a reclutare una nuova Brigata, stavolta composta di circa reclute senza alcuna esperienza. Di nuovo Bragg ordinò un'incursione, stavolta nel Tennessee occidentale per distruggere le comunicazioni delle forze unioniste del generale Grant, minacciando la città di Vicksburg (Mississippi). Forrest protestò che mandare quelle truppe non addestrate al di là delle linee nemiche equivaleva a un suicidio, ma Bragg insistette e Forrest ubbidì ai suoi ordini. Nel raid che seguì, ancora una volta dimostrò tutta la sua abilità, sospingendo migliaia di soldati unionisti nel Tennessee occidentale in una «gabbia per oche selvatiche», rendendo ardua la localizzazione delle sue forze estremamente mobili. Forrest non si trattenne in alcun luogo abbastanza a lungo da essere individuato, conducendo incursioni molto a settentrione delle rive del fiume Ohio, nel Kentucky sud-occidentale, tornando indietro alle sue basi in Mississippi con più uomini di quanti ne avesse all'inizio delle operazioni, e con molte armi catturate all'Unione. Grant fu obbligato a rivedere i suoi piani e a ritardare significativamente la sua strategia riguardante la campagna di Vicksburg.
Forrest continuò a guidare i suoi uomini in operazioni su scala minore fino all'aprile del 1863, allorché l'esercito confederato lo inviò ai confini dell'Alabama settentrionale e della Georgia occidentale per fronteggiare un attacco di cavalleggeri unionisti al comando del Col. Abel Streight. Streight aveva ricevuto ordini di tagliar le ferrovie confederate a sud di Chattanooga (Tennessee), cosa che avrebbe impedito a Bragg di ricevere rifornimenti e lo avrebbe obbligato a ritirarsi in Georgia. Forrest tallonò gli uomini di Streight per 16 giorni, tormentandolo lungo il suo tragitto, finché l'unico obiettivo di Streight divenne semplicemente quello di sfuggire al suo instancabile nemico. Infine, il 3 maggio, Forrest impegnò Streight a Rome e catturò soldati unionisti.
Forrest operò con l'esercito principale confederato nella battaglia di Chickamauga (18-20 settembre 1863), in cui inseguì l'esercito unionista in ritirata e prese centinaia di prigionieri. Come molti altri ufficiali sotto il comando di Bragg, raccomandò un immediato ulteriore attacco per riconquistare la città, che era caduta poche settimane prima. Bragg rifiutò di seguire questi consigli e non molto tempo dopo Forrest e Bragg ebbero un diverbio (con annesse minacce di morte a Bragg), che ebbe il risultato di fare assegnare Forrest a un comando indipendente in Mississippi.
Battaglia di Fort Pillow Forrest tornò all'opera e subito organizzò una sua forza di uomini con cui tornò nel Tennessee occidentale. Non aveva i mezzi per riprendere l'area e conservarla ma disponeva d'una forza abbastanza consistente per rendere l'area inutilizzabile all'Unione. Effettuò numerose incursioni nella regione, da Paducah in Kentucky (25 marzo 1864) alla controversa battaglia di Fort Pillow del 12 aprile 1864. In quella battaglia Forrest pretese la resa incondizionata, in mancanza della quale avrebbe «passato ogni uomo a fil di spada», linguaggio che frequentemente egli usava per accelerare una resa. I dettagli della battaglia rimangono in discussione e controversi.