Proveniente dalle Marche, divenne abate e responsabile del monastero perugino di San Pietro, restando celebre per il suo valoroso contributo nei riflessi umbri della seconda guerra di indipendenza.

Il popolo perugino aveva offerto a Vittorio Emanuele II l'annessione del territorio volendo slegarsi dal domini pontifici; la risposta di Pio IX fu veemente e soldati svizzeri al suo soldo misero a ferro e fuoco la città, piegando ferocemente la resistenza umbra senza risparmiare civili ed inermi; furono le cosiddette stragi di Perugia.

Placido Acquacotta, pur appartenendo ad un ordine religioso e quindi sottomesso all'autorità papale, favorì la fuga dei civili, con l'ingresso e l'occultamento nei meandri del monastero, salvando numerose vite.

Alcune vie della regione riportano il suo nome, per preservarne il nobile gesto.

Testimonianze

Note

Bibliografia

Categoria:Personalità del Risorgimento