Biografia Della famiglia dei marchesi della Ferla, nacque a Palermo il 18 luglio 1609 e, in ossequio alla legge del maggiorascato, fu avviato alla carriera ecclesiastica. Allievo di Francesco Balducci, e membro dell'Accademia dei Riaccesi a Palermo, coltivò le lettere e soprattutto la poesia in italiano e in siciliano, Cfr. rassegna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, Studi in onore di Rosario Contarino, N. S. XLVIII, 1-2.

Parroco della Kalsa a Palermo, fu coinvolto nei moti contro la Spagna del 1647-48; recluso nel carcere dello Steri e in quello di , mentre gli altri congiurati furono processati e uccisi, lui fu inviato a Madrid, ufficialmente per discolparsi davanti all'imperatore, in realtà per essere ricompensato di una più che probabile delazione che aveva permesso di scoprire la congiura e conoscere fautori e partecipantiRocco Pirro parla della sua partenza per Madrid senza indicarne la data e accennando vagamente al motivo; aggiunge tuttavia che alla corte del re Filippo venne alla luce la sua limpida innocenza e la fama della sua dottrina: ; Sciascia invece gli attribuisce esplicitamente la delazione e si chiede come mai gli altri congiurati siano stati tutti giustiziati e risparmiato solo il Rau ; Giuseppe Pitrè ritiene autobiografica l’ottava in siciliano n. 137 e l’accosta ad altre due da lui scoperte tra i graffiti del carcere dove Rau fu imprigionato prima di essere inviato a Madrid, ufficialmente per discolparsi davanti al Re, in realtà per essere da lui ricompensato .

Simone Rau si fermò a Madrid come cappellano regio per dieci anni circaNella documentazione di presentazione si ricordano esplicitamente i servigi resi dal Rau alla Corona e , ebbe un appannaggio annuo di 500 ducati come priore di S. Croce in Messina e rientrò in Sicilia nell'estate del 1658 col doppio incarico di Nunzio apostolico di Alessandro VII e vescovo di Patti città in cui, dopo alcuni mesi di sosta nella città dello Stretto, fece il suo ingresso il 31 gennaio 1659Cfr. e ; malaticcio e naturalmente incline alla melanconiaM. Caracoci, che ha curato la pubblicazione del 1672, giustifica le imperfezioni dei testi e dei frammenti per il fatto che il poeta non «poté dar l’ultima mano … per la sua puoca salute travagliato sempre da dolori ipocondriaci», per gli impegni di governo e per la morte che lo raggiunse precocemente (cfr. , visse pochi mesi tra Patti e Tindari, tormentato da angoscia e rimorsi che riversava nelle sue poesie; morì a Patti il 19 settembre 1659 e fu seppellito in cattedrale Cfr. .

Opere Oltre alle Rime, il Mongitore elenca Canzoni Siciliane Sacre, Poemetti Varij, una Tragedia di Christo N. S.Frammenti della Passione troviamo nelle Rime (cfr. ; oggi anche in e Lettioni Filosofiche sopra varie materie, particolarmente sopra Galileo Galilei Cfr. anche (rist. anast., Bologna 1973). Si trovano inseriti nella raccolta anche I treni di Geremia, che furono pubblicati autonomamente raggiungendo la terza edizione nel 1818 ; cfr. .

Una raccolta di poesie in italiano e siciliano fu pubblicata postuma a Venezia nel 1672 e, in seguito, nel 1690 e nel 1782 a Napoli.

Le Rime sono raggruppate in toscane e siciliane. La metrica è varia per le prime (canzoni, sonetti, canzonette, ballate), standard per le altre (ottava); le rime toscane sono distinte in amorose, eroiche, lugubri, morali, varie, sacre, cui si aggiungono i frammenti; senza distinzione di genere le 168 ottave di endecasillabi a rima alternata in dialetto.

Venata di profonda mestizia, di nostalgie e rimorsi, la poesia del Rau trova la sua espressione migliore quando dimentica gli altri e gli applausi di corte, per cantare la sua angoscia e i suoi ricordiSi vedano le garbate e acute osservazioni di M. Sacco Messineo ; ma è soprattutto nell'ottava siciliana che, libero dagli impacci delle composizioni di corte, egli ritrova se stesso e dà sfogo con sincerità alla sua meditazione sulla condizione umana segnata dal dolore, dalla vanità dei sentimenti e delle passioni, dall'ineluttabilità della morte. Il tema prevalente, amoroso, potrebbe suscitare meraviglia nella produzione poetica di un vescovo, ma è un tema obbligato in una raccolta di rime; nella poesia del Rau tuttavia non sembra che si possa ridurre il tema al solo topos letterario; a parte la quantità delle composizioni (oltre cento ottave delle siciliane oltre le amorose delle toscane) troviamo soprattutto nelle epigrafi indicazioni specifiche che ci autorizzano a pensare ad esperienze reali seppur controllate del poetaIl tema amoroso suscitava meraviglia in Giardina che giustificava la cosa richiamandosi all’Arcadia () Cfr. e .

Con le ultime sette ottave siciliane, che possiamo chiamare sacre, il poeta manifesta apertamente i suoi rimorsi e, dopo aver cantato l’amore profano con i suoi crucci e le delusioni, canta quello sacro che gli offre un po’ di luce e di conforto, placando forse il tormento di un uomo – dice Sciascia – mondano, galante, malinconico e drammaticamente intricato alle cose politiche, che visse sempre e dovunque, a Palermo e a Madrid, a Messina e a Patti, tra i fasti della corte e nella solitudine della sua residenza o in carcere, come in esilio, coltivando tuttavia l’esigenza di affidare alla carta la sua angoscia e il suo cantoCfr. ; .

Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Guillaume d'Estouteville, O.S.B.Clun. Papa Sisto IV Papa Giulio II Cardinale Raffaele Riario Papa Leone X Papa Clemente VII Cardinale Antonio Sanseverino, O.S.Io.Hieros. Cardinale Giovanni Michele Saraceni Papa Pio V Cardinale Innico d'Avalos d'Aragona, O.S.Iacobi Cardinale Scipione Gonzaga Patriarca Fabio Biondi Papa Urbano VIII Cardinale Cosimo de Torres Cardinale Pier Luigi Carafa Cardinale Federico Sforza Vescovo Simone Rau e Requesens

Note

Bibliografia Fonti (Mdclxxii. Con Licenza de’ Superiori) (per il Monaco) (nuova edizione riveduta e corretta)

Studi (rist. anast. Patti 1985) (rist. anast. Bologna 1977) (Mdccviii) (2 volumi)

(graffiti e disegni dei prigionieri dell’Inquisizione) (rist. anast.)

(rassegna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, Studi in onore di Rosario Contarino, N. S.)

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