Biografia Attilio Mordini, barone di Selva, figlio del tenente colonnello di MVSN Gino Mordini di nobile famiglia fiorentina, venne inizialmente educato dagli Scolopi e in seguito dai Salesiani; a 15 anni subì un incidente stradale che gli intaccò la deambulazione. Agli inizi della Seconda guerra mondiale si arruolò volontario nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e, dopo l'8 settembre 1943, prestò servizio nel reparto genieri della IV Panzer Division impegnata in Russia, sul fronte ucraino, venendo poi l'anno dopo ricoverato a Monaco di Baviera per il congelamento di un piede. Tornato in Italia, aderì alla Repubblica Sociale Italiana arruolandosi nella Guardia Nazionale Repubblicana dove gli fu assegnato il grado di capitano, ma svolse solo il ruolo di addetto stampa; ebbe contatti con la cosiddetta "Banda Carità" , che seguirà fino a Padova. Sempre nel 1944, si sposò con Margherita Mancuso (con cui entrò nella banda), da cui poi si separerà legalmente nel 1945. Dopo la resa tedesca in Italia, venne catturato dagli americani e incarcerato a Belluno fino al 23 luglio 1945; liberato per l'intercessione di un vescovo cappuccino, si rese latitante poiché ricercato dalla polizia partigiana; vagando per Mestre, Napoli e Pompei, venendo infine ospitato a Roma dai gesuiti, diventò collaboratore di padre Alighiero Tondi. Riprese gli studi universitari seguendo i corsi della Pontificia Università Gregoriana, divenendo terziario francescano col nome di Fra' Alighiero. Tornato a Firenze, nell'ottobre 1946, fu denunciato da un delatore e sottoposto per un anno a carcerazione alle Murate: a causa delle dure condizioni del regime carcerario, contrasse la tubercolosi, i cui strascichi si portò dietro per il resto della vita. Dopo un periodo in sanatorio, si iscrisse alla Facoltà di Magistero dell'Università degli studi di Firenze, per laurearsi a pieni voti con una tesi sul poeta tedesco Stefan George, sotto la guida del germanista Vittorio Santoli. Nel 1955, fu apprezzato lettore d'italiano all'Università di Kiel, tenendo un corso su Dante Alighieri. Successivamente ad un breve periodo d'insegnamento all'Istituto Orientale di Venezia, tornò nella sua città natale (divenendo anche assistente universitario), formando un luogo di ritrovo per intellettuali presso la cappella di san Tommasino, fornita dal conte Ranieri "Neri" Capponi, in via della Pergola (oggi sede fiorentina della Comunità di Sant'Egidio) e nel suo studio nella casa di famiglia in via San Gallo. Nel 1963, accettò di candidarsi alle elezioni nazionali nelle file del Movimento Sociale Italiano. In costante polemica con il sindaco di Firenze Giorgio la Pira, esponente del Cristianesimo sociale, il 1º agosto 1964 lo tacciò pubblicamente d'eresia sul Secolo d'Italia. Nel 1965, venne ospitato nel circolo mordiniano il politico belga Jean Thiriart, fondatore del movimento Jeune Europe. Dopo una vita di sofferenze e di dolori, circondato da un cenacolo culturale e spirituale di giovani allievi (tra cui Franco Cardini), si spense all'età di quarantatré anni a Firenze il 4 ottobre 1966, giorno di San Francesco, un mese esatto prima dell'alluvione della sua città natale.
Attività politica e letteraria
Si definì un "fascistello di sacrestia". Collaborò alla rivista L'Ultima, fondata da Giovanni Papini e diretta da Adolfo Oxilia; scrisse per il Secolo d'Italia, giornale del MSI, e per la sua versione fiorentina L'ora d'italia; fece parte della redazione di Pagine Libere di Vito Panunzio, del sindacato di destra CISNAL; scrisse su Antaios, rivista diretta da Mircea Eliade ed Ernst Jünger, pubblicata a Stoccarda; pubblicò articoli su varie pubblicazioni di indirizzo cattolico come: il partenopeo L'Alfiere, il palermitano Il Ghibellino (sulla quale scrissero anche Giovanni Cantoni [fondatore di Alleanza Cattolica], Giulio Attilio Schettini, Giovanni Allegra e Julius Evola), il veronese Carattere (fondata da Primo Siena) e il romano Adveniat Regnum; durante la sua permanenza in Germania, scrissa sulla rivista di teologia e scienza delle religioni Kairós, edita dai Benedettini di Salisburgo.
Fu in rapporto collaborativo ed epistolare con esponenti del mondo culturale, tra cui: Giano Accame, Gianni Baget Bozzo, Fausto Belfiori, Titus Burckhardt, Helmut Gasteiner, Alfredo Cattabiani, Silvano Panunzio, René Pechère, Pietro Porcinai, Adriana Zarri, Sergio Quinzio, Domenico Fisichella e Primo Siena. I carteggi sono conservati a Roma presso la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice. Negli anni '50 frequentò le conferenze dell'associazione fiorentina di dialogo interreligioso Amicizia ebraico-cristiana.
Autore della voce "Il lavoro in luce cristiana" della Enciclopedia moderna del cristianesimo edita da Edizioni Paoline (Torino 1959-60), nei suoi scritti ha analizzato, in una sintesi personalissima, l'iter della civiltà cristiana dall'Incarnazione ad oggi. Da tale interpretazione cristocentrica della Storia, Mordini nelle opere della maturità sosterrà la coerenza delle sue scelte politiche e militari.
Il Tempio del Cristianesimo Secondo Enrico Nistri, una delle sue opere più importanti. Viene descritta dall'autore stesso come un "breve esame sui lineamenti della civiltà cristiana considerata, al tempo stesso, quale costruzione architettonica della civiltà universale e quale espressione dell'uomo". In esso Mordini afferma che "la politica dell'Asse rispondeva, in sostanza, a esigenze che la stessa Chiesa Romana aveva riconosciute come legittime, e in tale legittimità consisteva la vera forza morale di ogni gesto di Mussolini e di Hitler a dare un ordine nuovo al mondo". Infatti, a differenza di altre dottrine politiche come il comunismo, Mordini sostiene che si debba "distinguere, nel nazismo, il movimento dalle ideologie". Infatti, fondando la sua interpretazione politica su una concezione cristiana del perennialismo e dunque rigettando le correnti riconducibili al misticismo nazista e al nazismo esoterico, Mordini scrive che il movimento nazista propriamente politico "sorse per esigenze sacrosante e si affermò per i nobilissimi fini a cui tendeva". A suo modo di vedere, "il nazionalsocialismo si pone subito a riscoprire le urgenze politiche e civili cui sempre aveva risposto, in passato, il cattolicesimo ghibellino", e applaude quindi il ripresentarsi di "un tale anelito all'Imperium quale era quello della Germania nazista, vale a dire orbato della viva presenza dell'Uomo Universale Cristo Gesù". Più timido il suo giudizio sul Ventennio fascista, che individua come un correttivo agli effetti ideologico-sociali del Risorgimento: per quanto l'Italia ebbe "il grande merito di porsi per prima sulla via della reazione", il fascismo "indulse troppo a manifestazioni di massa e, quindi, democratiche". Considerate quindi le differenze tra le due compagini politiche, al termine dell'opera Mordini è categorico nel dichiarare che la Seconda Guerra Mondiale fu "l'ultima guerra santa combattuta in difesa della civiltà contro la follia del progressismo".
Mordini, tra i primi devoti al futuro beato Carlo I d'Austria, lasciò una dedica all'imperatore austriaco dopo il frontespizio dell'opera.
Opere
In vita
Tesi di laurea sul gusto dei primitivi in Stefan George, Firenze 1951-53. Il segno della Carne, scritto sotto lo pseudonimo di Ermanno Landi, La fronda, Firenze 1956. La tradizione e la genesi del tradizionalismo attuale, supplemento alla rivista "L'Alfiere", Convegno tradizionalista italiano, Napoli 1962. Il Tempio del Cristianesimo, CET. Centro Editoriale Torinese-Dell’Albero, Torino 1963; reed. Settecolori, Vibo Valentia 1979; reed. Il Cerchio, Rimini 2006.
Postume
Dal Mito al materialismo: leggende e favole del mito umano in una metamorfosi eterna, Il Campo Editore, Firenze 1966. Giardini d'Occidente e d'Oriente, con Pietro Porcinai, Fabbri Editori, Milano 1966; reed. Settimo Sigillo, Roma 2008. Verità del linguaggio, Volpe, Roma 1974; reed. Idunea, Sesto San Giovanni 2025. Il Mito primordiale del Cristianesimo quale fonte perenne di metafisica, Libri Scheiwiller, Milano 1976; reed. Il Cerchio, Rimini 2019. Il mistero dello Yeti alla luce della tradizione biblica, Il Falco, Milano 1977; reed. Cantagalli, Siena 2012. Pagine monarchiche, Thule, Palermo 1980. Francesco e Maria, Cantagalli, Siena 1986. Il mito antico e la letteratura moderna, estratto de "Dal Mito al materialismo", Edizioni Solfanelli, Chieti 1989; reed. Il segreto cristiano delle fiabe, Il Cerchio, Rimini 2007. Il cattolico ghibellino, raccolta di articoli, Settimo Sigillo, Roma 1989. Verità della Cultura, estratto de "Dal Mito al materialismo", Il Cerchio, Rimini 1995. Omaggio a Drieu La Rochelle, con Tiberio Graziani - Moreno Marchi - Jean Mabire - Claudio Mutti, Edizioni all'insegna del Veltro, Parma 1996. Passi sull'acqua. Dai Quaderni d'appunti (1954-1961), Settimo Sigillo, Roma 2000. Povertà regale: secondi inediti dai Quaderni e altre pagine francescane, Cantagalli, Siena 2001. L'ordine costantiniano di S. Giorgio. La regola di S. Basilio e altri scritti di simbologia e cavalleria (1960-1964), Thule, Palermo 2017. INRI. Il mistero del Regno, Cantagalli, Siena 2021. Il Quaderno di Kiel. Frammenti e note per INRI, La Finestra editrice, Lavis 2023. Il segno della carne, ripubblicato con il vero nome dell'autore, Edizioni Solfanelli, Chieti 2023. Lettere a Maria, Cantagalli, Siena 2025.
Note
Bibliografia Tradizione e restaurazione: saggio introduttivo al pensiero di Attilio Mordini, Centro Studi Mordiniani, Roma 1973. Franco Cardini, Attilio Mordini, "Diorama letterario", n. 98, novembre 1986, pp. 18–22. Mario Bernardi Guardi, Le opere e i giorni di Attilio Mordini, "Abstracta", n. 17, luglio-agosto 1987, pp. 58–64. Alberto Castaldini, Lo spirito del francescanesimo nel pensiero di Attilio Mordini, “Vita Minorum”, 2, 2002, pp. 182–197. M. Camici - G. Rodelli, Attilio Mordini, una vita come milizia, "Viàtor. Rassegna di prospettive tradizionali", VII, 2003, pp. 131–138. Paolo Rizza, Attilio Mordini e il senso della tradizione, Controcorrente, Napoli 2004. Neri Capponi, Spunti sul pensiero di Attilio Mordini, in "Miscellanea in onore dei 60 anni di Luigi G. de Anna", Settentrione. Nuova serie. Rivista di studi italo-finlandesi, n. 18, Turku 2006 . Maria Caterina Camici - Franco Cardini, Attilio Mordini, il maestro dei segni, Il Cerchio, Rimini 2016. Silvano Panunzio, Lettere ad Attilio Mordini: (1954-1960), Solfanelli, Chieti 2023.
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