Biografia Convinto sostenitore del regime fascista, diresse il Corriere Padano (quotidiano di Ferrara fondato da Italo Balbo). A seguito dell'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale, diventando direttore, alla fine dell'anno, del Telegrafo di Livorno. Nell'agosto 1944 si trasferì in Lombardia: entrò a far parte del Comitato consultivo per la propaganda creato presso il Minculpop della RSI. In ottobre assunse la direzione del quotidiano milanese La Sera-Il Secolo.

Nel dopoguerra, dimenticato a causa della sua adesione al fascismo, pubblicò il “ciclo dei romanzi riminesi”: Tre giorni di bora, Zebedeo in Aprusa, La femmina pazza, Il mal perverso. Fu comunque uno scrittore amatoriale; per vivere, diresse una piccola industria di maglieria.

Solamente dopo il 1989 ha ricevuto riconoscimenti ufficiali per la sua attività di letterato, testimoniati dalla dedica a suo nome di un parco pubblico nel Comune di Rimini.

Il suo unico figlio, Ferdinando, morì a diciassette anni, il 3 giugno 1944, sul fronte di Anzio e Nettuno combattendo con la Folgore dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana contro gli anglo-americani, nella disperata difesa di Roma: per quell'azione gli fu conferita la medaglia d’oro della R.S.I.

Opere Il segreto della vita, Agnelli, Milano 1933. Olga Oliana, Baldini & Castoldi, Milano 1935. L'Agenzia Felsner, Baldini e Castoldi, Milano 1937. Tre giorni di bora, Ceschina, Milano 1948. Zebedeo in Aprusa, Ceschina, Milano 1950. La femmina pazza, Ceschina, Milano 1954. Il mal perverso, Ceschina, Milano 1955. Il Pastrano e altri elzeviri, (a cura di) R. Ricciotti, Il Cerchio, Rimini 2005.

Note

Bibliografia Edoardo Turci, Ezio Camuncoli, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2009. Romano Ricciotti, Fu il maggiore scrittore riminese del '900. Dimenticato! in «Ariminum», settembre/ottobre 2004, pag. 26 Pietro Castagnoli, "Il pastrano e altri elzeviri" di Ezio Camuncoli in «Ariminum», aprile/maggio 2006, pag. 36