La Serie A 1984-1985 è stata l'83ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio (la 53ª a girone unico), disputata tra il 16 settembre 1984 e il 19 maggio 1985 e conclusa con la vittoria del , al suo primo titolo.

Capocannoniere del torneo è stato, per il terzo anno consecutivo, Michel Platini () con 18 reti.

Stagione Calciomercato

L'estate 1984 si rivelò molto movimentata in fatto di trasferimenti. Stante la decisione della Federcalcio, risalente al precedente gennaio, di imporre alle squadre italiane un temporaneo blocco – salvo le neopromosse, e della durata di tre stagioni – agli ingaggi di calciatori stranieri provenienti dai campionati esteri, tutti i dirigenti si affrettarono nella ricerca dei maggiori campioni dell'epoca prima dell'ultima scadenza utile a tesserarli, fissata per il 30 giugno.

La scena fu tutta per Maradona: il investì molto per acquistare il talentuoso argentino, con una tribolata trattativa andata avanti per oltre un mese e conclusasi con il trasferimento del giocatore in Italia in cambio di oltre 13 miliardi di lire al ; il 5 luglio furono oltre i tifosi azzurri che gremirono il San Paolo per assistere alla sua presentazione. Anche tra gli altri club, come detto, ci si concentrò soprattutto su calciatori stranieri: il tedesco Rummenigge passò all', i brasiliani Sócrates e Júnior rispettivamente alla e al , lo scozzese Souness alla , lo svedese Strömberg all' e gli inglesi Hateley e Wilkins al ; spiccò il , ambiziosa provinciale che da un paio d'anni stazionava ai piani alti del campionato, rinforzatosi con il tedesco Briegel e il danese Elkjær.

Anche sul fronte interno ci fu spazio per importanti movimenti. Di Bartolomei, dopo oltre un decennio nella , seguì il maestro Nils Liedholm al Milan. La Sampdoria, oltre al talentuoso ma discontinuo Beccalossi e al succitato Souness, si assicurò dalla Serie B uno dei giovani italiani più promettenti, l'attaccante Vialli che coi suoi gol aveva trascinato la alla promozione, mentre Gentile si accasò alla Fiorentina dopo undici anni di ; i bianconeri, campioni uscenti, lo sostituirono con l'ex avellinese Favero, mentre in avanti optarono per l'avvicendamento tra l'impalpabile Penzo e una delle rivelazioni del precedente torneo, il genoano Briaschi. L'Inter stravolse il suo centrocampo mandando via in un colpo solo Coeck, il succitato Beccalossi e Hansi Müller, prendendo Brady e affidandosi sempre più a Sabato tornato alla casa madre già da qualche stagione.

Sul fronte allenatori, Luigi Radice fece ritorno al Torino, interessante fu la scelta della Roma di affidare la panchina all'emergente zonista svedese Sven-Göran Eriksson, mentre in casa della Fiorentina ci fu apprensione per l'allenatore Giancarlo De Sisti operato alla testa.

Avvenimenti Girone di andata Nel 1985 il Verona, che già dal ritorno in Serie A di tre stagioni prima ambiva a ruoli di prestigio, riportò lo scudetto in provincia a oltre sessant'anni dalle vittorie della , richiamando il successo del 1969-1970 targato . L'Hellas scrisse il suo nome nella storia del campionato italiano assieme all'allenatore Osvaldo Bagnoli, al difensore tedesco Briegel e alla coppia d'attacco Elkjær-Galderisi.

Gli occhi erano puntati sul Bentegodi già dalla prima giornata, il 16 settembre 1984. L'attesa, però, non era tanto per l'esordio degli scaligeri, quanto per quello del Napoli che, nelle proprie file, portava al debutto Diego Maradona: tuttavia, in Veneto vinsero i padroni di casa per 3-1, dando così il via alla corsa gialloblù.

Già la settimana dopo, espugnando Ascoli Piceno, gli scaligeri si ritrovarono soli in testa e, uscendo indenni dai tre big match consecutivi contro Inter, Juventus e Roma, affrontarono serenamente il resto del girone di andata, mantenendo costantemente la vetta della classifica. La prima sconfitta arrivò solo alla quindicesima giornata, il 13 gennaio 1985, quando una squadra rimaneggiata cadde al Partenio su di un campo innevato, a pochi minuti dal triplice fischio, grazie a un gol di Colombo. Ciononostante, le dirette inseguitrici, l'Inter e il Torino, non ne approfittarono, sicché i veneti svoltarono al giro di boa da campioni d'inverno.

Girone di ritorno Quando, all'avvio della tornata conclusiva, il Verona impattò 0-0 al San Paolo, l'Inter la raggiunse in vetta alla classifica. La squadra di Ilario Castagner parve divenire la favorita alla vittoria finale, ma gli scaligeri approfittarono del pareggio dei milanesi contro l' per portarsi nuovamente alla testa solitaria: a Udine, il 10 febbraio, i gialloblù vinsero con un rocambolesco 5-3 una partita che li aveva visti andare in vantaggio di tre reti, farsi raggiungere nella ripresa e poi ottenere la vittoria. La settimana dopo, l'1-1 nello scontro diretto con i nerazzurri diede ulteriore fiducia al Verona per la parte finale del torneo: in poche settimane i veneti si portarono sul più tre, mentre i nerazzurri mollarono la presa per lasciare al Torino il ruolo di principale antagonista dellundici di Bagnoli.

Dopo la vittoria per 3-0 ottenuta contro la Cremonese ultima in classifica, le lunghezze di vantaggio del Verona sulle inseguitrici divennero cinque, per poi salire a sei la domenica successiva. I veneti tornarono con un punto da Marassi mentre, dietro di loro, granata e nerazzurri perdevano, rispettivamente, la stracittadina contro la Juventus e in casa dell'. La sconfitta subita dagli scaligeri nello scontro diretto con i torinesi sembrò riaprire i giochi, ma la vittoria ottenuta dai gialloblù due settimane dopo sulla tolse ogni speranza alle avversarie per il titolo. Il 12 maggio bastò un pareggio a Bergamo (1-1) per consegnare al Verona il suo primo, storico scudetto; quella scaligera divenne nell'occasione l'unica squadra di città, non capoluogo di regione, capace di vincere la Serie A.

In un campionato non all'altezza delle aspettative, la Juventus, sesta classificata e distratta dalla campagna europea che la vide sollevare la sua prima Coppa dei Campioni nella tragica serata dell'Heysel, issò comunque il suo fantasista Platini a capocannoniere per il terzo anno consecutivo, eguagliando un'impresa precedentemente riuscita al solo Nordahl. A fine stagione gli esiti delle varie coppe riportarono inoltre il sul palcoscenico continentale dopo un complicato lustro di assenza.

Non regalò molte emozioni la lotta per la permanenza in Serie A, che coinvolse anche l'Udinese. L' cedette nel finale e ritornò tra i cadetti dopo sette anni; i marchigiani raggiunsero Lazio e Cremonese, coi lombardi che conclusero con l'immediata retrocessione il loro primo campionato in massima categoria da cinquantaquattro anni a quella parte.

Squadre partecipanti

ClubStagioneCittàStadioStagione precedente dettagli Ascoli Piceno Stadio Cino e Lillo Del Duca 10º posto in Serie A dettagli Bergamo Stadio Comunale 1º posto in Serie B, promossa dettagli Avellino Stadio Partenio 11º posto in Serie A dettagli Como Stadio Giuseppe Sinigaglia 2º posto in Serie B, promosso dettagli Cremona Stadio Giovanni Zini 3º posto in Serie B, promossa dettagli Firenze Stadio Comunale 3º posto in Serie A dettagli Milano Stadio Giuseppe Meazza 4º posto in Serie A dettagli Torino Stadio Comunale di Torino 1º posto in Serie A dettagli Roma Stadio Olimpico 13º posto in Serie A dettagli Milano Stadio Giuseppe Meazza 6º posto in Serie A dettagli Napoli Stadio San Paolo 12º posto in Serie A dettagli Roma Stadio Olimpico 2º posto in Serie A dettagli Genova Stadio Luigi Ferraris 7º posto in Serie A dettagli Torino Stadio Comunale di Torino 5º posto in Serie A dettagli Udine Stadio Friuli 9º posto in Serie A dettagli Verona Stadio Marcantonio Bentegodi 8º posto in Serie A

Allenatori e primatisti Squadra Allenatore Calciatore più presente. Cannoniere Ascoli Carlo Mazzone (1ª-7ª) Mario Colautti e Vujadin Boškov (D.T.) (8ª-30ª) Roberto Corti, Italo Schiavi (29) Aldo Cantarutti, Dirceu, Enrico Nicolini (5) Atalanta Nedo Sonetti Andrea Agostinelli, Carmine Gentile (30) Marino Magrin, Marco Pacione (5) Avellino Antonio Angelillo Angelo Colombo (30) Angelo Colombo (6) Como Ottavio Bianchi Luca Fusi, Giuliano Giuliani, Gianfranco Matteoli (30) Moreno Morbiducci (3) Cremonese Emiliano Mondonico Claudio Bencina, Fausto Borin (28) Giancarlo Finardi (7) Fiorentina Giancarlo De Sisti (1ª-11ª) Luigi Milan e Ferruccio Valcareggi (D.T.) (12ª-30ª) Giovanni Galli, Eraldo Pecci (30) Paolo Monelli (7) Inter Ilario Castagner Alessandro Altobelli, Giuseppe Baresi (30) Alessandro Altobelli (17) Juventus Giovanni Trapattoni Massimo Bonini, Antonio Cabrini, Luciano Favero, Michel Platini, Gaetano Scirea (30) Michel Platini (18) Lazio Paolo Carosi (1ª-2ª) Juan Carlos Lorenzo (3ª-20ª) Giancarlo Oddi e Roberto Lovati (D.T.) (21ª-30ª) Michael Laudrup, Fernando Orsi (30) Bruno Giordano (5) Milan Nils Liedholm Giuliano Terraneo (30) Pietro Paolo Virdis (9) Napoli Rino Marchesi Luigi Caffarelli, Diego Armando Maradona (30) Diego Armando Maradona (14) Roma Roberto Clagluna e Sven-Göran Eriksson (D.T.) Ubaldo Righetti, Franco Tancredi (30) Roberto Pruzzo (8) Sampdoria Eugenio Bersellini Ivano Bordon (30) Trevor Francis, Fausto Salsano (6) Torino Luigi Radice Giuseppe Dossena, Silvano Martina (30) Aldo Serena (9) Udinese Luís Vinício Fabio Brini, Dino Galparoli, Manuel Gerolin (30) Andrea Carnevale (7) Verona Osvaldo Bagnoli Claudio Garella, Roberto Tricella, Domenico Volpati (30) Giuseppe Galderisi (11)

Classifica finale Squadra 1.4330151324219+232.3930141153622+143.3830131254228+14Vincitrice della Coppa Italia.4.3730121353621+155.3630121263125+6 6.3630111454833+15 7.3430101463325+8 8.3330101373429+5 9.293081393331+2 10.283051872032-12 11.2530613111727-10 12.2530105154346-3 13.2530711122733-6 14.2230414122440-16 15.1530211171645-29 16.153047192248-26

Legenda:       Campione d'Italia e qualificata in Coppa dei Campioni 1985-1986.       Qualificata in Coppa dei Campioni 1985-1986 come detentrice della manifestazione.       Qualificata in Coppa delle Coppe 1985-1986.       Qualificate in Coppa UEFA 1985-1986.       Retrocesse in Serie B 1985-1986.

Regolamento: Due punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta. A parità di punti valeva la classifica avulsa, eccetto per l'assegnazione dello scudetto, dove era previsto uno spareggio.

Squadra campione

Formazione tipo Giocatori (presenze) Claudio Garella (30) Domenico Volpati (30) Roberto Tricella (30) Silvano Fontolan (28) Luciano Marangon (29) Pietro Fanna (29) Luciano Bruni (27) Antonio Di Gennaro (29) Hans-Peter Briegel (27) Giuseppe Galderisi (29) Preben Elkjær Larsen (23) Altri giocatori: Mauro Ferroni (20), Franco Turchetta (16), Luigi Sacchetti (15), Dario Donà (12), Fabio Marangon (3), Sergio Spuri (1).

Risultati Tabellone ASCATAAVECOMCREFIOINTJUVLAZMILNAPROMSAMTORUDIVERAscoli––––0-02-21-03-22-11-11-10-00-11-10-02-02-20-11-3Atalanta0-0––––3-31-01-02-21-11-11-01-01-00-00-00-00-11-1Avellino2-01-1––––1-12-00-00-00-01-00-00-10-02-11-34-12-1Como1-00-02-1––––1-00-00-00-01-00-01-10-00-00-02-00-0Cremonese2-00-00-02-0––––1-11-21-31-10-11-10-51-12-12-00-2Fiorentina1-15-01-02-11-1––––1-10-03-00-00-11-00-30-03-11-3Inter5-11-02-11-02-01-0––––4-01-02-22-10-02-01-11-00-0Juventus2-25-12-12-05-11-23-1––––1-01-12-01-11-11-23-21-1Lazio0-01-10-13-22-10-11-13-3––––0-11-11-10-30-01-40-1Milan2-12-22-00-22-11-12-13-22-0––––2-12-10-10-12-20-0Napoli1-11-00-03-01-01-03-10-04-00-0––––1-21-12-14-30-0Roma3-11-11-01-13-22-14-31-10-00-11-1––––1-11-02-10-0Sampdoria2-03-01-01-01-02-01-21-12-22-10-03-0––––2-21-01-1Torino1-00-02-03-11-02-21-10-21-02-03-01-01-1––––1-01-2Udinese1-12-02-04-12-02-22-10-35-01-12-20-21-00-1––––3-5Verona2-01-14-20-03-02-11-12-01-00-03-11-00-01-21-0––––

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