Possiede uno degli stili più personali e autoriali dell'industria fumettistica statunitense e le sue opere sono state acclamate da lettori e criticaFran San Rafael, in "Biografie: Sam Kieth", in . Appassionato di fumetti dalla giovane età, decide di volere lavorare in quel campo. Debutta nel 1983 come inchiostratore della serie indipendente Mage di Matt Wagner, ma ottiene la notorietà a fine del decennio collaborando con Neil Gaiman alla creazione del personaggio Sandman di cui ha curato la caratterizzazione grafica. Negli anni novanta si impone come una figura di spicco del fumetto indipendente creando l'iconico personaggio di Maxx, pubblicato dalla Image Comics. Il fumetto ha goduto di un adattamento in serie animata trasmessa dal canale MTV. Crea di verse altre opere creator-owned come autore completo (scrittore e disegnatore), tra cui Friends of Maxx, Zero Girl, Four Women e Ojo e My Inner Bimbo. Si tratta di limited-series che dovevano condividere un unico universo narrativo, raccontando le vite di alcune persone intrecciate tra di loro e, a volte, con una entità sovrannaturale nota come "Mysterious Trout". Kieth aveva annunciato che altri personaggi della serie The Maxx sarebbero apparsi in questo ciclo di storie. Dopo la miniserie "My Inner Bimbo" il progetto rimane però in sospeso. Nell'arco della sua carriera collabora con diverse case editrici indipendenti tra cui la Comico, la Fantagraphics Books, la Eclipse Comics, la Dark Horse Comics per cui si dedica al celebre franchise sci-fi di Alien, la Oni Press, la IDW Publishing per cui realizza alcune opere legate ai franchise 30 Days of Night e Mars Attacks!, e la Aftershock Comics. Nei primi anni duemila le sue opere creator-owned sono pubblicate tramite la Homage Comics, un sub-imprint dei Wildstorm Studios di Jim Lee, acquisiti dalla DC Comics nel 1998. L'autore si riavvicina così alla casa editrice di Superman per la quale firma un contratto in esclusiva dal 2006 al 2010 e per cui realizza alcune limited-series di Batman e Lobo. Tra il 2018 e il 2020 realizza il crossover tra Batman e Maxx, una miniserie di lunga gestazione e che si presenta come la chiusura di un cerchio creativo che ricongiunge due dei personaggi più significativi e iconici della sua decennale carriera.

Carriera Debutto e affermazione (1983-1989) Sam è un avido lettore di fumetti sin da ragazzino e nutre una grande passione per il disegno che gli viene trasmessa dalla sua famiglia, in particolare dal cugino David Feiss un famoso animatore che ha lavorato per diverse compagnie tra le quali la Hanna Barbera Productions. Le influenze dei disegni cartooneschi e stilizzati dell'epoca d'oro di questa casa di produzione (anni sessanta e settanta) fa parte dell'impronte artistica che l'artista darà ai suoi fumetti.

Il debutto avviene come inchiostratore nel 1983 quando rifinisce la matite di Matt Wagner per la limited-series Mage: The Hero Discovered, pubblicata dalla casa editrice indipendente Comico. Si tratta di una delle molte realtà editoriali che cominciano a proliferare nel corso del decennio in seguito all'espansione del Direct Market, ovvero di un sistema di distribuzione dei fumetti tramite la fumetterie (in forte aumento) e librerie. Wagner con Mage si propone di realizzare un'epica che prevede almeno una trilogia di serie o limited-series, una storia che vede protagonista personaggi e situazioni in sintonia con la sua sensibilità di autore, qui nel ruolo di scrittore e disegnatore (per le matite). Kieth ha modo di assistere allo sviluppo di questo progetto indipendente e ne rimane affascinato, situazione che influenzerà la sua carriera di autore/artista nel decennio successivo quando darà una forma definitiva (mitologica e grafica) al suo personaggio più celebre, ovvero Maxx. Ma prima di raggiungere la notorietà necessaria ad imbarcarsi in un progetto indipendente deve trovare una stabilità economica e una certa notorietà presso i lettori. L'obbiettivo è quello di trovare un ingaggio per una delle due majors, ovvero Marvel o DC ma la gavetta è più lunga del previsto. Sam Kieth viene fortunatamente supportato dalla moglie dal punto vista economico visto che lei può contare su uno stipendio fisso. Vedendosi rifiutare da Marvel e DC che non intravedono nel suo tratto uno stile adatto a loro lettori, Sam si propone alle case editrici indipendenti. Nella seconda metà degli anni ottanta vi è un boom di indie-comics in bianco e nero che vorrebbero replicare il successo delle Teenage Mutant Ninja Turtles (create nel 1984 da Kevin Eastman e Peter Laird), il fumetto-fenomeno del decennio capace di rubare spazio ai blasonati e iconici super eroi Marvel e DC. Nel 1987 trova il suo primo lavoro di un certo rilievo come disegnatore per la Eclipse Comics che, come altre sue concorrenti, sta pubblicando una serie che cerca di bissare (almeno in parte) il grande riscontro ottenuto dal fumetto sulle Tartarughe Ninja. Il titolo è Adolescent Radioactive Black Belt Hamsters e Keith ha il compito di realizzare le matite per i nn.6-9, di cui realizza le copertine. Sono soprattutto le cover ad evidenziare un dinamismo ed una drammaticità dell'azione che le pone in evidenza rispetto alle altre pubblicate per la serie. La Eclipse per evidenziarne l'originalità cambia la disposizione del titolo, l'impaginazione e il logo. Nel lustro successivo Sam viene spesso riconosciuto come un eccellente artista di copertina ma inspiegabilmente ritenuto poco adatto ai disegni necessari per la narrazione di una storia, l'artista si sente di conseguenza penalizzato per questa etichetta ma ben presto la sua capacità narrativa come narratore/disegnatore lo aiuta a svincolarsene. Nella seconda metà degli anni ottanta il suo stile si evolve ulteriormente e si distingue maggiormente da altri artisti statunitensi dell'epoca, accentuando e deformando l'anatomia dei corpi, usando le vignette della tavola come mezzo per accentuare espressioni e movimenti dei soggetti raffigurati. Il suo tratto impressiona gli editor di diverse case editrici. A fine del decennio Art Young lo indica a Karen Berger e Dick Giordano come artista che deve essere preso in considerazione nel lancio di una linea editoriale alternativa non legata al fumetto mainstream. Anche lo scrittore britannico Neil Gaiman lo apprezza e accetta di averlo come collaboratore per lanciare la sua serie seminale Sandman a fine del 1988. Keith ne cura lo sviluppo grafico contribuendo a dare al protagonista (Dream o Morfeo) un aspetto alienante e grottesco che ne faranno un archetipo del fumetto adulto degli anni novantaJason Sacks, in "Chapter Four: 1993 - Feeling Vertigo", in .. Sam rimane però come disegnatore solo per i primi 5 albi, abbandonando la serie prima che raggiunga il successo di critica e pubblico e divenga (dal 1993) un landmark dell'imprint Vertigo, l'etichetta supervisionata da Karen Berger e indirizzata a lettori maturi. Keith non vuole sottostare comunque a nessun tipo di restrizione creativa, nonostante una certa libertà concessagli alla DC (pre-Vertigo), ma vuole occuparsi di progetti in cui può controllare direttamente anche la creazione delle storie ricoprendo quindi il ruolo di autore completo (scrittore e disegnatore).

Gli anni novanta (1990-1999)

Kieth si sente pronto come autore completo capace di proporre opere di sua creazione, slegate dal fumetto mainstream e che si ispirino al fumetto underground degli anni settanta e primi anni ottanta, produzioni di cui era rimasto affascinato da ragazzo. Il fumetto indipendente è in forte crescita e può rappresentare uno sbocco per una produzione più autoriale e matura, ma l'opportunità non gli si presenta da subito nel nuovo decennio. Pur essendo uno degli artisti più acclamati e innovativi del panorama fumettistico della Modern Age del fumetto Kieth è molto critico nei confronti del suo lavoro e spesso scettico sulle sue potenzialità. Dopo aver collaborato al lancio della serie Sandman di Neil Gaiman (ma abbandonata dopo 5 albi), crede di non poter più trovare un ingaggio importante presso un editore. Nel 1990 la Marvel lo chiama per realizzare una copertina e una short story per il (previsto) lancio di una serie ispirata al franchise horror A Nightmare on Elm Street ma non vengono pubblicate. Sam teme il peggio per il prosieguo della sua carriera ma gli editor della Marvel hanno presente il potenziale dell'artista e gli offrono di prendere il posto di Todd McFarlane per realizzare uno story-arc su Wolverine pubblicato sulla serie antologica Marvel Comics Presents programmata per seguire l'acclamata Weapon-X di Barry Windsor-Smith (serializzata nei nn-72-84). Nei primissimi anni novanta Kieth accetta quindi di lavorare per la Marvel e la storia Blood Hungry serializzata su Marvel Comics Presents nn.85-92 (scritta da Peter David) ottiene un ottimo riscontro da parte dei lettori. Sam kieth viene quindi ingaggiato per realizzare un altro story-arc sul mutante canadese (ai testi Howard Mackie) dal titolo Claws and Webs (su Marvel Comic Presents nn.117-122). Queste opere contribuiscono a legare il suo nome al personaggio di Wolverine (per quanto riguarda i suoi lavori alla Marvel) e lo stesso artista rimane particolarmente affascinato dal personaggio di cui realizza anche diverse copertine sempre per Marvel Comics Presents e che gli valgono dei riconoscimenti da parte dell'industria fumettistica. L'affinità con il personaggio viene favorita dalle possibilità che ha Kieth di dare al mutante artigliato un'anatomia grottesca e anomala anche secondo gli standard dell'industria fumettistica degli anni novanta. Il "suo" Wolverine è alquanto peloso e selvaggio, ha bicipiti enormi e piedi volutamente sprorzionati rispetto al resto del corpo, caratteristiche poi riprese con Maxx (personaggio creato dall'artista). Kieth sostine che più volte gli viene chiesto di uniformare il suo stile con quello dei top-seller dell'epoca quali Todd McFarlane, Rob Liefeld (il cui tratto non è certo noto per la sobrietà o proporzioni) e Erik Larsen. Sam afferma di aver provato più volte a imitare tali artisti ma questo non ha fatto altro che indebolire o deformare ulteriormente il suo tratto. Infine ha deciso di disegnare seguendo il suo istinto, avendo però la certezza di avere una carriera menomata, timore che non si è però avverato. Da notare infatti che il presidente della Dark Horse Comics Mike Richardson, grande scopritore e sostenitore di autori/artisti innovativi e autoriali, lo contatta già nel 1990 per realizzare una miniserie ispirata al celebre franchise nato dal cult-movie Alien di Ridley Scott. Rientra in un progetto cross mediale che ha contribuito a far divenire la Dark Horse uno dei pochi editori indipendenti sopravvissuti agli anni ottanta. Sam si presta al progetto arrivando a produrre la sua opera più importante (finora) per una casa editrice indipendente. Non si tratta però di prodotti dove può liberamente esprimere le sue idee e creazioni in quanto vincolati da una rigida supervisione editoriale.