La guerra civile in Laos (detta anche guerra segreta) fu un conflitto combattuto nel Paese asiatico tra il 1953 ed il 1975.

La guerra coinvolse, a partire dal 1953, le diverse fazioni dell'aristocrazia del Laos, che già dalla fine del XVII secolo si contendevano il controllo del potere e vide l'intervento non ufficiale degli Stati Uniti, dopo che la conferenza di Ginevra del 1954 ne sancì l'indipendenza e ne dichiarò la neutralità nella guerra del Vietnam. La crisi laotiana si intrecciò con quella vietnamita e sfociò nel coinvolgimento del paese nella guerra in Vietnam, di cui rappresentò il fronte laotiano. La guerra segreta è generalmente considerata una delle parti più importanti e complesse del conflitto vietnamita, che vide Stati Uniti e Vietnam del Nord contendersi la supremazia militare e politica in Laos, che era considerato un territorio strategicamente importante per l'esito della guerra del Vietnam e per il futuro dell'intero sud-est asiatico.

Nel 1950, il declino francese e la crescente influenza dei comunisti di Hanoi avevano provocato la divisione, per volontà francese, del Vietnam in due parti, a nord la coalizione comunista Viet Minh, guidata da Ho Chi Minh contro la vacillante Unione francese, e a sud i filo-occidentali governati prima dall'Imperatore vietnamita Bảo Đại e poi dal cattolico Ngô Đình Diệm. La guerra civile laotiana iniziò dopo l'ottenimento dell'indipendenza del paese quando, nel 1953, stava dissolvendosi l'impero coloniale francese nel sud-est asiatico. La fazione laotiana comunista si alleò con i nord-vietnamiti di Ho Chi Minh nella guerra d'Indocina contro i colonialisti francesi, che si videro costretti a chiedere aiuto agli Stati Uniti. Ebbe così inizio l'ingerenza americana nella regione.

I protagonisti laotiani nel conflitto erano rappresentanti delle case reali del paese. Tra i più importanti vi fu il Principe Souvanna Phouma di Luang Prabang, che ricoprì diverse volte la carica di Primo Ministro e cercò spesso di riappacificare il paese. Suo fratello, il Principe Phetsarath Rattanavongsa, molto amato dai laotiani, sparì dal panorama politico dopo essere stato Primo Ministro tra il 1945 ed il 1946. Il loro fratellastro, Principe Souphanouvong, fu uno dei fondatori con Kaysone Phomvihane del movimento comunista Pathet Lao alleato dei nord-vietnamiti. L'ala conservatrice e filo-francese fu rappresentata dal Principe Boun Oum della Casa Reale di Champasak, capo della resistenza antigiapponese e molto influente nel sud del paese, Ispettore Generale e due volte Primo Ministro.

Nonostante il conflitto fosse di tanto in tanto riportato sui media di massa statunitensi, i dettagli sugli avvenimenti erano scarsi a causa delle ufficiali smentite del governo sul coinvolgimento degli USA nella guerra. Le operazioni militari statunitensi furono la risposta all'avanzata comunista nel paese, che aveva conquistato una grande parte del territorio e stava relegando gli USA ad un ruolo di secondo piano. Il conflitto in Laos fu in realtà la più grande operazione clandestina statunitense prima di quella che Washington avrebbe in seguito intrapreso durante la guerra in Afghanistan. Le aree del Laos controllate dai nord-vietnamiti vennero sottoposte ad anni di intensi bombardamenti aerei, e la Guerra Segreta fu la più grande campagna di bombardamenti statunitense dai tempi della seconda guerra mondiale.

Antefatti Alla fine della seconda guerra mondiale, nell'ottobre del 1945 il Laos dichiarò la propria indipendenza dopo la sconfitta dell'Impero giapponese, che aveva rilevato il controllo del paese sottomettendo le truppe coloniali dell'Indocina francese pochi mesi prima. Il nuovo governo era retto dal movimento nazionalista Lao Issara, che si opponeva alle rivendicazioni dei francesi, intenzionati a riprendere il controllo del paese. Il filo-francese Re Sisavang Vong venne deposto ed a capo del governo fu posto il Principe Phetsarath Rattanavongsa, della Casa Reale di Luang Prabang.

L'instabiltà causata dal secolare conflitto tra le diverse municipalità laotiane si aggravò con l'infiltrazione nel paese di truppe straniere. Fra queste, vi erano i comunisti nord-vietnamiti della coalizione Viet Minh, che da anni avevano fondato in Laos cellule rivoluzionarie in funzione anti-francese, i nazionalisti cinesi legati al Kuomintang, che occuparono una parte del nord, e truppe francesi che occuparono il sud, col supporto del Principe di Champasak Boun Oum.

Ebbero la meglio i francesi del presidente Charles de Gaulle, che nel maggio del 1946 portarono a termine l'occupazione dell'intero paese ad eccezione delle zone montuose del nord-est, roccaforte dei nord-vietnamiti Viet Minh. Venne rimesso sul trono Sisavang Vong, già sovrano dal 1904. I rappresentanti del Lao Issara si rifugiarono in Thailandia, dove costituirono un governo in esilio, ed il nuovo Regno del Laos fu inserito in ottobre nella nuova colonia chiamata Unione francese, che prese il posto dell'Indocina francese. Nel 1947 vennero indette le prime elezioni del paese. I francesi, duramente impegnati in Vietnam nella guerra d'Indocina, diminuirono il controllo del Laos, distribuendo i poteri tra i nuovi ministri del regno, mantenendo però i Ministeri chiave degli Esteri, della Difesa e delle Finanze.

L'indipendenza fu formalmente concessa nel 1950, ma de facto il paese era ancora sotto il controllo dei francesi, che continuarono a mantenere il controllo dell'esercito. Intanto il nuovo governo nazionalista thailandese di Plaek Phibunsongkhram tolse l'appoggio al Lao Issara che si spaccò. La parte capeggiata dal Principe Souphanouvong e dal suo alleato Kaysone Phomvihane si unì ai Viet Minh, a cui erano uniti dall'odio per i francesi, e confluì nel movimento comunista Pathet Lao (letteralmente: patria dei lao); alcune migliaia di Lao Vietminh furono addestrate ed equipaggiate dai comunisti nordvietnamiti, andando a costituire il primo nucleo delle formazioni armate del Pathet Lao. L'altro esponente di punta del Lao Issara, il principe Souvanna Phouma, nipote del re, chiese ed ottenne il perdono e rientrò in Laos. Il Principe Phetsarath Rattanavongsa, ex Primo Ministro, prese le distanze dalla scena politica e rimase in Thailandia.

Inizio delle ostilità (1953-1954) Tra il 1951 ed il 1952, sia il Pathet Lao, con l'aiuto dei Viet Minh, che il Regno del Laos, con l'aiuto francese, formarono ed addestrarono un proprio esercito. The Pathet Lao, su lcweb2.loc.gov Nell'aprile del 1953, un esercito di Viet Minh, comandati dal generale Võ Nguyên Giáp e supportati da militanti del Pathet Lao agli ordini di Souphanouvong, invasero il nord-est del paese con lo scopo di prendere Luang Prabang e la Piana delle Giare. Furono fronteggiati da truppe reali affiancate da regolari francesi. I ribelli occuparono buona parte delle province di nord-est e si insediarono a Xam Neua.

Nel 1954, truppe nord-vietnamite furono respinte a nord a Luang Prabang e nel Laos centrale a Thakhek. Furono questi probabilmente tentativi di distrarre l'esercito francese dal vero obiettivo dei Viet Minh, l'assalto alle unità francesi dislocate nel nord-ovest del Vietnam.Conboy, Kenneth J., pag. 5 La successiva battaglia di Dien Bien Phu, combattuta tra il marzo ed il maggio del 1954, vide la distruzione di tali forze e la fine del dominio francese in Indocina. Alcuni reparti nord-vietnamiti penetrarono nella zona nemica partendo dal territorio laotiano, il cui confine è a pochi chilometri da Dien Bien Phu. Dopo la vittoria, i nord-vietnamiti distaccarono un gruppo a supporto del Pathet Lao che si insediò a Ban Nameo, nelle montagne del Laos nord-orientale.

Dopo che la conferenza di Ginevra del 1954 sancì l'indipendenza laotiana e la suddivisione del Vietnam, le forze nord-vietnamite continuarono a operare nel Laos nord-orientale e sud-orientale. Ci furono ripetuti tentativi dal 1954 in avanti di portare i nord-vietnamiti fuori dal Laos ma, in sprezzo a ogni accordo, Hanoi non abbandonò il paese ed i suoi alleati. Al di là dell'immediata necessità militare, l'alleanza tra la Repubblica Democratica del Vietnam ed il Pathet Lao si fondava sui princìpi di solidarietà suggeriti dall'Internazionalismo proletario.

Coinvolgimento statunitense Dopo la caduta dei francesi, furono gli statunitensi che si presero in carico di finanziare il Governo Reale Laotiano e l'esercito del regno. Agli inizi del 1955 fu istituita una missione operativa statunitense in Laos che pagò l'80% delle spese governative e la totalità delle spese militari. Ciò creò frizioni tra il governo di Katay Don Sasorith ed il Pathet Lao, che fino ad allora avevano cercato di stabilire accordi di unità nazionale. In risposta, il Pathet Lao boicottò le elezioni di quell'anno.

Il dialogo tra le due fazioni riprese nel 1956, con il ritorno a Primo Ministro di Souvanna Phouma che convinse il fratellastro leader del Pathet Lao, Souphanouvong, ad accettare un cessate il fuoco. I comunisti posero come condizione l'accettazione del governo dell'amministrazione del Pathet Lao sui territori che occupava. Parallelamente, un sostanzioso numero di nuove truppe laotiane comuniste furono inviate in Vietnam del Nord ad addestrarsi. Nel 1957, fece il suo ritorno in Laos dall'esilio Phetsarath Rattanavongsa, acclamato dalla popolazione ed insignito del titolo di viceré. Malgrado ciò, rimase ai margini della vita politica.

Per far naufragare queste operazioni senza un coinvolgimento militare diretto, il servizio segreto statunitense della CIA rispose finanziando nel 1957 una forza di guerriglieri anti-comunisti di etnia hmong che, guidati dal generale Vang Pao, si insediarono sulle colline intorno alla Piana delle Giare, occupata dai comunisti. Laos, The Widening War. Su lcweb2.loc.gov Questi guerriglieri costituirono per anni una spina nel fianco delle truppe nord-vietnamite.

Il Pathet Lao entrò in un governo di unità nazionale e, al termine delle elezioni del maggio 1958, aveva in mano 16 dei 59 seggi dell'Assemblea Nazionale che, combinati ai seggi degli indipendenti furono sufficienti per bloccare la formazione di un nuovo governo. Gli statunitensi subito sospesero gli aiuti e provocarono un tracollo della valuta locale. Il Parlamento fu costretto in agosto a formare un governo di emergenza che fu assegnato alle destre del premier Phuy Xananikôn, nelle cui file militavano membri di associazioni filo-statunitensi. In dicembre furono assegnati a Phuy poteri speciali per governare senza il consenso dell'Assemblea Nazionale. Fu in questo periodo che gli americani ed i francesi firmarono un accordo che prevedeva l'aumento del personale statunitense in Laos e la riduzione delle missioni militari dei francesi, che avevano continuato a presidiare il paese anche dopo l'indipendenza concessa ai laotiani.

Sentiero di Ho Chi Minh Nel 1959, le truppe di Hanoi affidarono al nuovo gruppo 559 la costruzione del sentiero di Ho Chi Minh, buona parte del quale attraversava il territorio montuoso laotiano. Venne costruito per permettere alle truppe nord-vietnamite di infiltrarsi nella Repubblica del Vietnam e di aiutare il Fronte di Liberazione Nazionale. Fu oggetto di una serie devastante di bombardamenti, comparabili all'insieme di tutti quelli che sconvolsero l'Europa nella seconda guerra mondiale.

Nello stesso anno, la prevista integrazione di un contingente di truppe Pathet Lao nell'Esercito Reale Laotiano fu criticata dai consiglieri americani, che minacciarono il taglio dei fondi da parte del Congresso. Il governo laotiano chiese tempo per considerare la situazione. Su ordine del Principe Souphanouvong, il trasferimento delle truppe nell'Esercito Reale venne annullato, il principe venne imprigionato ma riuscì a fuggire assieme a tutti gli effettivi. L'evento segnò l'inizio di una nuova offensiva congiunta nel Laos settentrionale dei nord-vietnamiti e dell'Esercito di Liberazione Laotiano, emanazione del Pathet Lao. Laos, North Vietnamese Invasion. Su lcweb2.loc.gov