I Procuratori di San Marco erano la più prestigiosa carica vitalizia della Repubblica di Venezia, subito dopo il Doge.

Storia

Nominati sin dal IX secolo per curare la fabbrica e l'amministrazione dei territori della Basilica di San Marco, sparsi per tutto l'Oriente, nella persona di un solo procuratore nominato dal doge, nel 1231 divennero quattro e in seguito il loro numero crebbe sino a noveFrederic C. Lane, Storia di Venezia, Einaudi, Torino, 1978, pag.117: «Il numero dei procuratori salì da uno nel secolo XII a quattro nel XIII; dopo che ebbero cessato di percepire uno stipendio furono portati generosamente a nove».. La nomina spettava al Maggior Consiglio quale supremo premio di una carriera brillante nell'amministrazione dello Stato e comportava essere membri di diritto del Senato o Consiglio dei Pregadi.

Dal 1269 i loro compiti furono ampliati alla tutela degli orfani e dei mentecatti e all'esecuzione dei testamenti, così ripartiti: i due Procuratori de supra (letteralmente di sopra o superiori), che si occupavano dell'amministrazione della basilica marciana; i due Procuratori de citra (letteralmente al di qua, inteso rispetto al Canal Grande), che si occupavano delle incombenze caritatevoli e testamentarie per i sestieri di San Marco, Castello e Cannaregio; i due Procuratori de ultra (letteralmente al di là, sempre del canale considerando di trovarsi a San Marco), che si occupavano invece di quelle per i sestieri di Dorsoduro, Santa Croce e San Polo.

Quale residenza loro e dei loro uffici furono erette in Piazza San Marco le due ali delle Procuratie, i maestosi edifici che racchiudono la piazza.

L'istituto procuratorio è sopravvissuto alla caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 ed esiste ancora a Venezia, continuando a occuparsi dell'amministrazione del Patrimonio di San MarcoA seguito del Regio Decreto del 9 luglio 1931, le competenze di questa magistratura sono limitate alla tutela, alla manutenzione e al restauro della basilica di San Marco, del campanile e delle loro pertinenze (cfr. ) della basilica stessa per conto del Patriarcato di Venezia con il nome di Procuratoria di San Marco, riconosciuto con Regio Decreto del 9 luglio 1931 alla Fabbriceria della basilica cattedrale di San Marco.

Si compone di sette procuratori, il cui presidente ha il titolo di Primo Procuratore di San Marco: a essi spetta la nomina del Proto di San Marco, cioè dell'ingegnere o architetto cui è affidata la direzione tecnica della conservazione degli edifici e delle loro singole parti, in conformità alle esigenze del culto e alle disposizioni dell'autorità ecclesiastica, coadiuvato in questo da un ufficio composto da un ingegnere, due architetti e un geometra. L'attuale Proto è l'architetto Mario Piana. Da esso dipendono: lo Studio di mosaico, responsabile della conservazione e del restauro delle decorazioni musive nell'antica tradizione tipicamente marciana; la Fabbriceria, responsabile dei lavori di restauro e manutenzione degli immobili e dei beni mobili della fabbrica cattedrale. Dalla Procuratoria dipende tutto il personale amministrativo, di custodia e vigilanza della basilica.

Dal 2024 il Primo Procuratore di San Marco è l'Avv. Bruno Barel.

Note

Bibliografia Da Mosto, Andrea: L'Archivio di Stato di Venezia, Biblioteca d'Arte editrice, Roma, 1937.

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