La Serie A 2003-2004 è stata la 102ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio (la 72ª a girone unico e l'ultima a 18 squadre), disputata tra il 30 agosto 2003 e il 16 maggio 2004 e conclusa con la vittoria del , al suo diciassettesimo titolo.

Capocannoniere del torneo è stato Andrij Ševčenko (Milan) con 24 reti.

Stagione Novità Il campionato registrò l'esordio assoluto del , vincitore del precedente torneo cadetto: ad accompagnare i toscani furono , e tornando a rappresentare le rispettive regioni.

Pur inizialmente esente dagli sviluppi del caso Catania, la massima Serie — alla quale l' chiese invano di venir riammessa in luogo di una le cui irregolarità nelle fideiussioni avevano ritardato l'iscrizione — fu soggetta ad una riforma varata dalla FIGC: per la sola annata in questione vennero disposte 3 retrocessioni a fronte di 5 promozioni dirette, con l'appendice di uno spareggio tra la quartultima del massimo torneo e la sesta classificata nella divisione cadetta.

In ragione di tali accadimenti, dalla stagione successiva il massimo campionato nazionale verrà esteso a 20 squadre anziché 18.

Calciomercato

La di Marcello Lippi, reduce da due scudetti consecutivi, innestò nella propria rosa il difensore Legrottaglie, il centrocampista Appiah e l'attaccante Miccoli. L' confermò Héctor Cúper, pur tra le perplessità dell'ambiente e, una volta salutati Crespo, Di Biagio e Batistuta, intervenne radicalmente nel mercato in entrata acquistando il terzino Helveg, gli esterni Kily González e Van der Meyde, il mediano Karagounis, il centrocampista Luciano e la punta Cruz; a gennaio i nerazzurri acquistarono poi il centrocampista Stanković, in scadenza di contratto con la Lazio, e fecero rientrare dal prestito il giovane attaccante brasiliano Adriano. I concittadini del Milan, dopo la conquista della Champions League, ingaggiarono Cafu dalla Roma, il laterale difensivo Pancaro dalla Lazio, in uno scambio che vide Albertini fare il percorso inverso, e soprattutto il giovane trequartista brasiliano Kaká che divenne in breve tempo un punto fermo dellundici rossonero.

Pur in mezzo ad alcune difficoltà economiche la di Capello riuscì a rinforzare la rosa per riscattare il deludente campionato precedente: alle partenze di Aldair e Cafu fecero da contraltare gli innesti di Chivu, emergente difensore romeno a lungo inseguito anche dalla Juventus, di Amantino Mancini e di Carew. La Lazio, in una delicata transizione societaria dopo l'uscita di Cragnotti, oltre ad Albertini si rinforzò con i ritorni di Conceição e Dabo, ma dovette fare i conti con le partenze di Simeone, Castromán, Dino Baggio e, in gennaio, del succitato Stankovic.

Movimenti di spicco anche in provincia: se la neopromossa si segnalò per gli acquisti di Antonioli, Bazzani, Marazzina, Doni, Diana e Volpi, il accolse l'ex interista Di Biagio; l'esordiente , invece, ingaggiò tra gli altri Cirillo in difesa, Guigou a centrocampo e l'ex viola Enrico Chiesa in attacco. Il , persi Bazzani e Grosso, destò sorpresa con il tesseramento di Saadi Gheddafi, figlio dell'allora raʾīs libico; a gennaio arriveranno in Umbria anche Zalayeta, l'ex capocannoniere Hübner e l'idolo locale Ravanelli, tornato dopo quindici anni a vestire la maglia che l'aveva lanciato.

Infine l'Ancona, nel disperato tentativo di risollevarsi in classifica, rivoluziona la rosa nel mercato invernale ingaggiando su tutti il brasiliano Jardel, acclamato centravanti in cerca di riscatto, che tuttavia metterà insieme solo poche presenze e tante critiche.

Avvenimenti Girone di andata

Durante l'estate tenne banco il caso delle sospette fideiussioni illecite, fatto cui si aggiunse la citata riforma in corso d'opera . Sul campo fu il Milan di Ancelotti a guadagnarsi gradualmente un ruolo di primo piano. Insieme ai rossoneri ottimo anche l'avvio di Juventus e Roma, con Inter e Lazio incapaci invece di seguire il ritmo delle prime tre. Nerazzurri e biancocelesti accantonarono le ambizioni di vittoria sin dall'autunno, complici anche le sconfitte nelle rispettive stracittadine.

A metà novembre, fu la Juventus a prendere la vetta, ma una doppia sconfitta contro gli stessi nerazzurri e capitolini agevolò lo scatto in testa della Roma, primatista a conclusione dell'anno solare anche grazie all'impegno intercontinentale del Milan (finale persa a Tokyo contro gli argentini del Boca Juniors). In zona UEFA, dietro a Inter e Lazio, s'inserì un Parma a sua volta traballante sul piano finanziario.

La rincorsa alle manifestazioni europee costituì, peraltro, l'obiettivo di Udinese e Sampdoria, nonché il ripiego per un'Inter nel frattempo passata sotto la guida tecnica di Zaccheroni. A fronte di una fase d'andata anonima per Bologna e Chievo, Siena e Modena registrarono — parimenti al Brescia — un sufficiente margine sul gruppo di coda in cui l'Ancona (fin lì mai vittoriosa) apparve già spacciata: a stazionare nei bassifondi erano poi Reggina, Lecce, Empoli e Perugia.

Il 6 gennaio 2004 andò in scena all' Olimpico il match-scudetto Roma-Milan, con gli ospiti vittoriosi 1-2 grazie alla doppietta di Shevchenko intervallata dal momentaneo pareggio di Cassano. I giallorossi riuscirono comunque a chiudere in testa il girone di andata, condividendo a posteriori il "titolo d'inverno" con i rossoneri vittoriosi nel recupero contro il Siena; tuttavia il mezzo passo falso romanista contro l'Udinese nella prima giornata di ritorno e la succitata sfida con i senesi consentirono al Milan di operare il sorpasso.

Girone di ritorno

Approfittando anche del ko giallorosso a Brescia (1-0), la squadra di Ancelotti accumulò un considerevole vantaggio nelle giornate seguenti, vincendo un rocambolesco derby in rimonta (dopo aver chiuso il primo tempo sotto 0-2) ed espugnando il Delle Alpi (1-3) contro la Juventus ormai fuori dalla corsa tricolore. L'inseguimento della Roma subì una brusca frenata con la sconfitta interna dei giallorossi contro il Bologna (1-2), mentre la corsa al quarto posto valevole per la Champions rimase una lotta ristretta a nerazzurri, ducali e biancocelesti. l giallorossi persero un'ultima occasione per accorciare le distanze impattando 1-1 nel replay del derby della capitale (sospeso in precedenza a seguito della notizia — poi rivelatasi infondata — della morte di un bambino travolto da auto della polizia). In fondo alla classifica la matematica forni' un primo verdetto con l'anticipata condanna dorica.

Il trionfo rossonero fu ufficiale alla terzultima giornata, con la vittoria di misura nello scontro diretto del Meazza deciso da una rete di Shevchenko nei primi minuti: con la Roma già sicura del secondo posto davanti alla Juventus, l'Udinese estromise la Sampdoria dalla zona UEFA, mentre Chievo (in calo rispetto alle due stagioni passate) e Lecce archiviarono anzitempo la salvezza. Nel penultimo turno i rossoneri già campioni incassarono la loro unica sconfitta esterna al Granillo contro la Reggina che si guadagnò così la permanenza in Serie A, mentre il successo del Siena sul Modena scongiurò il pericolo di relegazione per i toscani, inguaiando al contempo gli emiliani.

Con l'emergere di un caso-scommesse ad addensare nubi sull'immediato futuro, la retrocessione dei canarini venne sancita dalla sconfitta contro la Lazio: la vittoria nello scontro diretto valse il quarto posto all'Inter a scapito di un Parma che, pur trascinato dai goal di Gilardino, pagò la forzata cessione a gennaio di Adriano ai nerazzurri.

L'ultima giornata di campionato segnò l'addio al calcio giocato di Roberto Baggio che si congedò a San Siro con la maglia del Brescia (salvo grazie a una sua doppietta la domenica precedente) nella passerella tricolore del Milan ricevendo una standing-ovation dal pubblico rossonero, mentre il Chievo di Del Neri rimase fuori dal giro continentale per una manciata di punti.

Il quartetto delle retrocessioni si completò quindi a giugno con l'inedito spareggio interdivisionale tra Perugia e Fiorentina: con la vittoria di misura (0-1) in casa dei Grifoni, ai viola bastò un pareggio al Franchi per guadagnare il ritorno in A dopo due stagioni.

Squadre partecipanti

Club Stagione Città Stadio Stagione Precedente dettagli Ancona Stadio Del Conero 4º posto in Serie B, promossa dettagli Bologna Stadio Renato Dall'Ara 11º posto in Serie A dettagli Brescia Stadio Mario Rigamonti 9º posto in Serie A dettagli Verona Stadio Marcantonio Bentegodi 7º posto in Serie A dettagli Empoli Stadio Carlo Castellani 13º posto in Serie A dettagli Milano Stadio Giuseppe Meazza 2º posto in Serie A dettagli Torino Stadio delle Alpi 1º posto in Serie A dettagli Roma Stadio Olimpico di Roma 4º posto in Serie A dettagli Lecce Stadio Via del mare 3º posto in Serie B, promosso dettagli Milano Stadio Giuseppe Meazza 3º posto in Serie A dettagli Modena Stadio Alberto Braglia 12º posto in Serie A dettagli Parma Stadio Ennio Tardini 5º posto in Serie A dettagli Perugia Stadio Renato Curi 10º posto in Serie A dettagli Reggio Calabria Stadio Oreste Granillo 14º posto in Serie A dettagli Roma Stadio Olimpico di Roma 8º posto in Serie A dettagli Genova Stadio Luigi Ferraris 2º posto in Serie B, promossa dettagli Siena Stadio Artemio Franchi 1º posto in Serie B, promossa dettagli Udine Stadio Friuli 6º posto in Serie A

Allenatori e primatisti Squadra Allenatore Calciatore più presente(tra parentesi il numero delle presenze) Cannoniere(tra parentesi il numero delle reti segnate) Ancona Leonardo Menichini (1ª-4ª) Nedo Sonetti (5ª-18ª) Giovanni Galeone (19ª-34ª) Mauro Milanese (27) Cristian Bucchi (5) Bologna Carlo Mazzone Gianluca Pagliuca (34) Claudio Bellucci (7) Brescia Gianni De Biasi Andrea Caracciolo, Dario Dainelli, Luigi Di Biagio (32) Roberto Baggio, Andrea Caracciolo (12) Chievo Luigi Delneri Salvatore Lanna, Fabio Moro (32) Federico Cossato (6) Empoli Daniele Baldini (1ª-6ª) Attilio Perotti (7ª-34ª) Antonio Di Natale, Tommaso Rocchi (33) Tommaso Rocchi (11) Inter Héctor Cúper (1ª-6ª) Alberto Zaccheroni (7ª-34ª) Javier Zanetti (34) Christian Vieri (13) Juventus Marcello Lippi Gianluigi Buffon (32) David Trezeguet (16) Lazio Roberto Mancini Bernardo Corradi, Stefano Fiore (32) Bernardo Corradi (10) Lecce Delio Rossi Lorenzo Stovini (34) Ernesto Chevantón (19) Milan Carlo Ancelotti Gennaro Gattuso (33) Andrij Ševčenko (24) Modena Alberto Malesani (1ª-26ª) Gianfranco Bellotto (27ª-34ª) Jacopo Balestri (33) Diomansy Kamara (6) Parma Cesare Prandelli Alberto Gilardino (34) Alberto Gilardino (23) Perugia Serse Cosmi Zé Maria (32) Zé Maria (7) Reggina Franco Colomba (1ª-10ª) Sergio Buso (11ª) Giancarlo Camolese (12ª-34ª) Emanuele Belardi (30) Francesco Cozza, David Di Michele (8) Roma Fabio Capello Antonio Cassano, Emerson, Mancini (33) Francesco Totti (20) Sampdoria Walter Novellino Aimo Diana (33) Fabio Bazzani (13) Siena Giuseppe Papadopulo Tore André Flo (33) Enrico Chiesa (10) Udinese Luciano Spalletti Morgan De Sanctis, Martin Jørgensen (34) Dino Fava Passaro (12)

Classifica finale Squadra 1.823425726524+41 2.713421856819+49 3.693421676742+25 4.593417895937+22 5.5834161085746+11 6.5634168105238+14 7.50341311104440+48.46341113104042-29.44341111123637-110.4134118154356-1311.4034913125257-512.3934109154553-813.3434616122945-1614.3434810164154-13 15.3234614144456-12 16.3034612162746-19 17.303479182654-28 18.133427252170-49 Legenda:       Campione d'Italia e ammessa alla fase a gironi della UEFA Champions League 2004-2005.       Ammesse alla fase a gironi della UEFA Champions League 2004-2005.       Ammesse al terzo turno di qualificazione della UEFA Champions League 2004-2005.       Ammesse al primo turno di Coppa UEFA 2004-2005.   Partecipa allo spareggio interdivisionale con la sesta classificata della Serie B 2003-2004.       Retrocesse in Serie B 2004-2005.

Regolamento: Tre punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta.