La storia degli ebrei a Salonicco ha origine fino dal primo secolo dell'era volgare. La città di Salonicco ospitava, fino alla seconda guerra mondiale, un'importante comunità ebraica di origine sefardita. È l'unico esempio conosciuto nella diaspora ebraica dove una città di tale grandezza ha conservato una maggioranza di popolazione ebraica per più secoli. Arrivati principalmente a seguito dell'espulsione dalla Spagna nel 1492 (Decreto dell'Alhambra), gli ebrei sono indissolubilmente legati alla storia di Salonicco e l'influsso di questa comunità tanto sul piano culturale quanto su quello economico si è fatto sentire in tutto il mondo sefardita. La comunità ha conosciuto un'età dell'oro nel XVI secolo, seguita da un declino relativo fino alla metà del XIX secolo, epoca in cui ha iniziato un'importante modernizzazione, sia economica che culturale. Essa ha preso un corso tragico in seguito all'applicazione della soluzione finale del regime nazista, che si è tradotto nella eliminazione fisica della stragrande maggioranza dei membri della comunità.
Storia I primi ebrei Si sa che vi è stata una presenza ebraica a Salonicco fin dall'antichità, come attestato dalla Prima lettera ai Tessalonicesi di Paolo di Tarso destinata agli ebrei ellenizzati di quella città. Nel 1170 Beniamino di Tudela censì 500 ebrei a Salonicco. Nei secoli successivi si aggiunsero a questa comunità romaniota (cioè di lingua greca) alcuni ebrei dalle comunità italiane e askhenaziti. Vi è stata dunque una presenza durante il periodo bizantino, ma è rimasta minima e non ha lasciato alcuna tracciaGilles Veinstein, Salonique 1850-1918, la "ville des Juifs" et le réveil des Balkans, p. 42.. Il luogo d'insediamento dei primi ebrei nella città non è conosciuto con certezzaA. Vacalopoulos, A History of Thessaloniki, p.9.
All'inizio della dominazione ottomana su Salonicco, a partire dal 1430, gli ebrei erano rimasti poco numerosi. Gli ottomani avevano l'uso di trasferire popolazioni all'interno dell'impero al seguito delle conquiste militari secondo il metodo detto di Sürgün (traducibile approssimativamente con "esilio"). Dopo la conquista di Costantinopoli nel 1453, il potere ottomano obbligò gli ebrei delle comunità dei Balcani e d'Anatolia a ripopolare la nuova capitale dell'Impero, ribattezzata IstanbulBernard Lewis, Islam, Parigi, Gallimard, 2005, pp. 563-566.. In conseguenza di tali misure, il censimento ottomano del 1478 non contò più alcun ebreo a Salonicco.
Arrivo degli ebrei sefarditi
È solamente dopo l'espulsione degli ebrei dalla Spagna nel 1492, in seguito al decreto dell'Alhambra, che Salonicco divenne progressivamente un luogo d'accoglienza per i numerosi ebrei sefarditi, sia direttamente, sia attraverso il transito dal Portogallo o dall'Italia del sud, paesi che adottarono ulteriori provvedimenti di espulsione. In effetti l'Impero ottomano, seguendo la legislazione musulmana sulle "Genti del Libro" (in arabo Ahl al-Kitab) concedeva protezione ai cristiani e agli ebrei sottomessi allo status di dhimmi, quindi accettava ed incoraggiava l'installazione sul proprio territorio degli ebrei coinvolti nei decreti di espulsione.
I primi sefarditi arrivarono nel 1492, provenienti da Maiorca. Erano dei «pentiti» ritornati alla religione ebraica dopo la conversione forzata al Cattolicesimo. Nel 1493 si unirono castigliani e siciliani e negli anni seguenti arrivarono altri ebrei usciti dai propri paesi ed anche aragonesi, valenziani, calabresi, veneziani, pugliesi, provenzali e napoletani. Poi, tra il 1540 ed il 1560, fu il turno dei portoghesi a cercare rifugio a Salonicco, in seguito alla politica di persecuzione dei marrani in quel paese. Oltre a questi sefarditi giunsero alcuni ashkenaziti originari dell'Austria, del Principato della Transilvania e dell'Ungheria, a volte trasferiti forzatamente, nella consuetudine del Sürgün, a seguito della conquista di queste terre da parte di Solimano il Magnifico a partire dal 1526. Inoltre i registri di Salonicco indicano la presenza di «ebrei di Buda» dopo la conquista di questa città ad opera dei Turchi nel 1541Gilles Veinstein, Salonique 1850-1918, la "ville des Juifs" et le réveil des Balkans, p. 44..
Nel 1519 gli ebrei formavano già il 56% degli abitanti e nel 1613 il 68%Gilles Veinstein, Salonique 1850-1918, la "ville des Juifs" et le réveil des Balkans, p.45..
La Gerusalemme dei Balcani Organizzazione religiosa Ogni gruppo di immigrati fondò la propria comunità (aljama in castiglianoDall'arabo al-jāmiʿa, "collettività".) dove i riti (minhaggim) differivano da quelli delle altre comunità. La sinagoga era il cemento di ogni gruppo ed il nome di solito ricordava la propria origine. Le comunità non erano soggette a scissioni e questo spiega, per esempio, l'esistenza di una Katallan Yashan (vecchia Catalogna) fondata nel 1492, e poi la comparsa di una Katallan Hadach (nuova Catalogna) alla fine del XVI secolo Bernard Lewis, Islam, Parigi, Gallimard, 2005, p. 567. ISBN 978-2-07-077426-5:
Nome della sinagoga Data di costruzione Nome della sinagoga Data di costruzione Nome della sinagoga Data di costruzione Ets ha Haim I secolo a.C. Apulia 1502 Yahia 1560 Achkenaz ou Varnak 1376 Lisbon Yachan 1510 Sicilia Hadach 1562 Mayorka 1391 Talmud Torah Hagadol 1520 Beit Aron 1575 Provincia 1394 Portogallo 1525 Italia Hadach 1582 Italia Yashan 1423 Evora 1535 Mayorka Cheni Fine XVI secolo Gueruch Sfarad 1492 Estrug 1535 Katallan Hadach Fine XVI secolo Kastilla 1492-3 Lisbona Hadach 1536 Italia Cheni 1606 Aragon 1492-3 Otranto 1537 Shalom 1606 Katallan Yachan 1492 Ichmael 1537 Har Gavoa 1663 Kalabria Yachan 1497 Tcina 1545 Mograbis XVII secolo.Lista estratta da: Rena Molho, Salonique 1850-1918, la "ville des Juifs" et le réveil des Balkans, p.67. Sicilia Yachan 1497 Nevei Tsedek 1550
Un'istituzione federale chiamata talmud torah hagadol fu creata nel 1520 per sovrintendere all'insieme delle congregazioni e prendere decisioni (ascamot) da applicarsi a tutte. Era amministrata da sette membri con mandato annuale. Questa istituzione provvedeva all'educazione dei ragazzi e costituiva un corso propedeutico all'entrata nelle yeshivot (centri di studi della Tōrāh e del Talmud). Di grande rinomanza, esse accoglievano centinaia di allievi.Moshe Amar, Le monde sépharade, tome II, Parigi, Le Seuil, 2006, p. 284.. Oltre agli studi ebraici vi si insegnavano lingue e letterature latina, greca e araba, così come medicina, scienze naturali e astronomia Jacob Barnaï, Les Juifs d'Espagne : histoire d'une diaspora, 1492-1992, Liana Levi, 1998, pp. 394-408.. Le yeshivot di Salonicco erano frequentate da ebrei provenienti da tutto l'Impero ottomano e anche da più lontano, per esempio dall'Italia e dall'Europa dell'est. Al termine degli studi alcuni allievi venivano nominati rabbini nelle comunità ebraiche dell'Impero, ma anche ad Amsterdam o a Venezia. Il successo delle istituzioni educative fu tale che non vi erano analfabeti presso gli ebrei di Salonicco.
Attività economiche
La popolazione sefardita s'installò principalmente nei grandi centri urbani dell'Impero ottomano, Istanbul, Salonicco e, più tardi, Smirne. Contrariamente alle altre grandi città dell'Impero, dove il commercio era principalmente in mano ai cristiani, greci ed armeni, a Salonicco era controllato dagli ebrei e la forza economica degli ebrei diviene talmente grande che il porto ed i mercati non funzionavano il sabato (shabbat), giorno di festa nell'ebraismo. Le attività economiche si sviluppavano in collegamento con tutto il resto dell'Impero ottomano ma anche verso gli stati latini di Venezia e Genova, così come, beninteso, anche verso tutte le comunità ebraiche distribuite nel mondo mediterraneo. Un segno dell'influenza degli ebrei di Salonicco sui commerci in queste zone fu il boicottaggio, nel 1556, del porto di Ancona al tempo nello Stato Pontificio in seguito all'autodafé di 25 marrani deciso dal papa Paolo IV Gilles Veinstein, Salonique 1850-1918, la « ville des Juifs » et le réveil des Balkans, p. 51..
La particolarità degli ebrei a Salonicco era quella di occupare tutte le nicchie economiche, non essendo relegati a qualche settore particolare, come nei casi dove gli ebrei costituivano minoranza. Li si ritrova dunque a tutti i livelli della scala sociale, dai facchini ai grandi commercianti. Cosa eccezionale, Salonicco contava un gran numero di pescatori ebrei, caso praticamente unico e che non si ritrova se non in Heretz Israel Haïm Bentov, Le Monde sépharade, p. 720..
Ma l'attività principale degli ebrei era la filatura della lana. Importarono le tecniche dalla Spagna, dove questo artigianato era molto sviluppato. La lana a Salonicco era differente, più grossolana. La comunità prese presto decisioni (ascamot) applicate a tutte le congregazioni per regolare questa industria, così era proibito sotto pena di scomunica (kherem) esportare lana e indaco a meno di tre giorni di strada dalla città Gilles Veinstein, Salonique 1850-1918, la "ville des Juifs" et le réveil des Balkans, pp. 52-54.. I drappi, le coperte ed i tappeti di Salonicco acquisirono molto velocemente una grande notorietà e furono esportati in tutto l'impero, da Istanbul a Alessandria passando per Smirne e l'attività tessile si diffuse in tutte le località prossime al golfo Termaico. Quest'attività divenne perfino un affare di Stato, a partire dal momento in cui il sultano decise di vestire le truppe di giannizzeri con i tessuti di lana di Salonicco, caldi ed impermeabili. Disposizioni furono prese per proteggere l'approvvigionamento, così un editto ( firman) del 1576 obbligò gli allevatori di montoni a fornire in esclusiva la loro lana agli ebrei fino a che questi non ne avessero acquisito la quantità necessaria alla filatura per gli ordinativi della Sublime Porta. Altre disposizioni regolamentavano strettamente i tipi di lana da produrre, le norme di produzione ed i periodi.. Tonnellate di lana erano trasportate a Istanbul con battelli, sia a dorso di cammello che cavallo, ed erano poi solennemente distribuite ai corpi di giannizzeri in vista dell'inverno. Verso il 1578 si decise dalle due parti di utilizzare l'approvvigionamento di tessuti come canone verso il tesoro di Stato, rimpiazzando i pagamenti in spezie, ma questa scelta si rivelò poi molto nefasta per gli ebrei..
Declino Declino economico
Sclerosi del giudaismo e arrivo di Sabbatai Zevi
L'ebraismo a Salonicco aveva per lungo tempo beneficiato degli apporti successivi di idee e conoscenze grazie alle differenti ondate d'immigrazione sefardita, ma questi apporti umani si erano poco a poco esauriti nel XVII secolo, affossandosi nella routine ed affievolendosi considerevolmente. Gli yéchivot erano ancora molto frequentati ma gli insegnamenti che vi s'impartivano erano molto formali. Le stampe di opere religiose continuavano ma senza alcun rinnovamento.Un testimone esterno racconta:
Dal XV secolo una corrente messianista si era sviluppata nel mondo sefardita, la redenzione indicava la fine del mondo, la guéoulah, in ebraico, appariva imminente. Questa idea alimentata dall'impoverimento economico di Salonicco era sostenuta dallo sviluppo costante degli studi cabalistici fondati sulla zohar, studi in piena espansione negli yechivot di Salonicco. Si annunciò la fine dei tempi successivamente nel 1540 e poi nel 1568, e di nuovo nel 1648 e 1666.