Lo stadio Ettore Giardiniero, noto anche con la vecchia denominazione di stadio Via del Mare, è un impianto sportivo della città di Lecce, intitolato dal 2002 a Ettore Giardiniero.

Ospita le partite casalinghe dell'Unione Sportiva Lecce e prende il nome dalla via dove è situato, la strada provinciale 364 per la località adriatica di San Cataldo. È tra gli stadi più grandi dell'Italia meridionale, avendo una capienza di posti.

Nel 2009-2010 fu sede anche delle partite di Serie B del , per via dell'inagibilità del suo impianto, lo stadio Antonio Bianco.

Storia Il Via del mare sostituì lo stadio Carlo Pranzo, antico impianto da posti intitolato alla memoria di un giovane leccese caduto nel 1942 in Africa all'età di 31 anni durante la seconda guerra mondiale. Nei primi anni della società salentina, dal 1924 al 1943, l'impianto sportivo presso cui la squadra era di scena era il "XXVIII ottobre", situato nel campo polisportivo "Achille Starace", intitolato al gerarca fascista e ubicato nei pressi di Porta Napoli. Quest'ultimo impianto era stato inaugurato il 30 aprile 1924 e dopo il suo abbattimento, avvenuto nel 1985, è divenuto prima un parcheggio per auto e successivamente un parco.

Progetto (1961–1966) La realizzazione del nuovo stadio comunale di Lecce ebbe inizio all'inizio degli anni Sessanta. L'appalto per la costruzione dell'impianto sportivo fu aggiudicato dal Comune di Lecce alla ditta Arturo Catanzaro, come risulta dai verbali ufficiali comunali del 1961.Comune di Lecce, Verbale di aggiudicazione dell'appalto per la costruzione del nuovo stadio comunale, 6 settembre 1961.

I lavori, relativi alla costruzione delle strutture principali dello stadio in ferro e cemento armato, furono affidati per un importo complessivo di circa 170 milioni di lire. La ditta Arturo Catanzaro operò in qualità di appaltatore principale della prima edificazione dell'impianto.

La documentazione storica successiva conferma tale attribuzione: nel volume di Michele Santoro La storia del Lecce la ditta Arturo Catanzaro viene citata esplicitamente come costruttore del nuovo stadio comunale.Michele Santoro, La storia del Lecce, Editore MIESSE, p. 23.

Costruzione e inaugurazione Lo stadio Via del mare, della capienza iniziale di 16 000 posti, fu inaugurato l'11 settembre 1966 in occasione di un'amichevole tra Lecce e , terminata con il punteggio di 1-1 e seguita da spettatori. Il 2 ottobre dello stesso anno lo stadio ospitò la prima partita ufficiale, il derby pugliese tra Lecce e (1-0), valido per la seconda giornata del campionato di Serie C 1966-1967, di fronte a spettatori. La prima rete nel nuovo stadio in partite ufficiali fu segnata dal giallorosso Giancarlo Brutti.

Il 24 giugno 1967 il Via del mare ospitò un'altra prestigiosa amichevole, tra il Lecce e il celebre di Pelé. La partita terminò 5-1 per i brasiliani con tripletta di Pelé, autorete di Melideo e gol di Edu. I salentini erano riusciti a portarsi sul pari con un gol di Mammì.

Inizialmente la capienza collaudata dello stadio Via del mare era di soli spettatori e la conformazione degli spalti era diversa, con la tribuna principale affiancata da due strutture laterali. L'attuale assetto dell'impianto è, infatti, stato raggiunto dopo oltre un trentennio di lavori e ristrutturazioni apportati all'iniziale progetto.

Prime ristrutturazioni

Già nel 1976 lo stadio beneficiò di un primo necessario intervento di ampliamento che portò la capienza dell'impianto a posti, attraverso la ricostruzione di una gradinata al di sopra della tribuna est.

Con la prima promozione del Lecce in Serie A, giunta al termine della stagione 1984-1985, lo stadio fu quasi completamente ricostruito e ammodernato dall'impresa edile di proprietà del costruttore e presidente dell' Costantino Rozzi. In meno di tre mesi la capienza arrivò a ben posti grazie alla realizzazione di un anello superiore per i tre quarti delle tribune. Furono ricostruite le due curve, sedi del tifo organizzato: la nord (oggi sede degli Ultrà Lecce) e la sud (oggi sede della Brigata Borghetti, degli Ovunque Lecce e dei Wolves Group). Furono inoltre riedificate la tribuna centrale e la tribuna laterale furono creati i settori denominati distinti e tribuna est (con il cosiddetto "crescent"), la quale rimase invariata. L'impianto leccese divenne a questo punto il sesto stadio italiano per capienza, dopo quelli di Napoli, Milano, Roma, Torino e Firenze, e sarebbe rimasto il sesto stadio più capiente d'Italia fino al campionato mondiale di calcio 1990.

Negli anni a venire, per far sì che tutti i posti a sedere fossero numerati, la capienza fu ridotta a posti, in ottemperanza al decreto del Ministero dell'Interno che stabilisce di numerare tutti i posti a sedere per gli impianti sportivi in grado di ospitare oltre trentamila spettatori. In ogni caso, in considerazione dei moderati successi della squadra e delle contenute dimensioni della città, lo stadio Via del mare si segnala per il suo aspetto imponente abbinato ad una discreta prospettiva del campo, soltanto in parte penalizzata dalla presenza della pista di atletica. Lo stadio è disposto su due piani, con la sola tribuna principale provvista di copertura ed il resto degli spalti contornati da effetti cromatici giallorossi che richiamano, oltre ai colori sociali della squadra di casa, anche le tinte, il calore e le sfumature del folklore del Salento. Le poltroncine sono di colore rosso e giallo (i colori sociali della squadra) e compongono sulla tribuna est la scritta "U.S. Lecce".

Dopo la sua quasi totale ristrutturazione, lo stadio di Lecce, insieme allo stadio Friuli di Udine, era l'unico stadio pronto per il campionato mondiale di Italia '90. Ciononostante, l'assegnazione delle partite del mondiale nella regione Puglia andò allo stadio San Nicola di Bari, fatto che causò alcune polemiche. Il 25 settembre 1985 il Via del mare ospitò per la prima volta una partita della nazionale maggiore italiana, l'amichevole Italia- (1-2).

Nel 1987 il Via del mare ospitò, con il tutto esaurito, due partite ufficiali del Milan allenato da Arrigo Sacchi: il 30 settembre contro lo per il ritorno dei trentaduesimi di finale di Coppa UEFA (3-0 per i rossoneri) e il 21 ottobre contro l' per l'andata dei sedicesimi di finale dello stesso torneo (2-0 per gli spagnoli). Si giocò a Lecce a causa dell'indisponibilità di San Siro, squalificato dalla UEFA dopo i disordini di Milan-Waregem 1-2, ritorno degli ottavi di finale della Coppa UEFA 1985-1986.

Il 1º marzo 1988 lo stadio leccese ospitò il quarto di finale della Coppa delle Coppe 1987-1988 tra il Rovaniemi e l'Olympique Marsiglia. Questa volta la scelta fatta dalla squadra finlandese fu legata all'impossibilità di giocare nel mese di marzo nel freddo clima del circolo polare artico.

Nel febbraio 1993 lo stadio ospitò due partite del trofeo Squibb, competizione amichevole che vide la partecipazione di Lecce, e . Nel 1994 lo stadio ospitò la messa celebrata da papa Giovanni Paolo II. Nel giugno 1997 lo stadio ospitò alcuni incontri dei XIII Giochi del Mediterraneo, nello specifico tre partite della fase a gironi e la semifinale vinta dall' contro la . Nella stagione 1997-1998 lo stadio leccese ospitò la finale dei play-off per la promozione in Serie C1, vinta dal sul Benevento.

Con delibera del consiglio comunale di Lecce, nel gennaio 2002 lo stadio fu intitolato all'ex sindaco della città salentina Ettore Giardiniero, che diede il via libera alla sua ricostruzione. Durante la prima giornata del campionato di Serie B 2007-2008 la sala stampa dello stadio fu intitolata al giornalista leccese Sergio Vantaggiato, morto a Parigi nell'agosto 2007.

Il 1º novembre successivo, dopo un allenamento della squadra giallorossa, il magazziniere del club Antonio De Giorgi fu colpito da un fulmine al collo, che lo uccise all'istante. Al momento dell'incidente erano presenti anche l'allenatore Papadopulo e il direttore sportivo Angelozzi, che ne uscirono illesi. In segno di lutto, la partita con il fu rinviata. Nel 2008 lo stadio fu dotato di illuminazione aggiuntiva, con lampioni posti in cima agli spalti non coperti. Il primo utilizzo di questa illuminazione risale alla partita Italia- (2-1) del 15 ottobre 2008.

Anni duemiladieci Nel campionato di Serie B 2009-2010 lo stadio leccese ospitò le partite interne dell'allora esordiente . In quella stagione il Via del mare fu, dunque, sede di due derby, il 24 ottobre 2009 (Gallipoli-Lecce 0-3) di fronte a spettatoriSerie B 2009/2010» 11. Giornata» Gallipoli - Lecce 0:3, calcio.com, 24 ottobre 2009. e il 27 marzo 2010 (Lecce-Gallipoli 1-0) di fronte a spettatoriSerie B 2009/2010» 32. Giornata» Lecce - Gallipoli 1:0, calcio.com, 27 marzo 2010.. Terminato il campionato, dopo la retrocessione, il fallimento e la conseguente iscrizione in Promozione Pugliese, la squadra gallipolina tornò a disputare le partite casalinghe allo stadio Antonio Bianco della città ionica.

Dal 14 al 17 luglio 2011 lo stadio fu sede dell'edizione 2011 del festival musicale Italia Wave, che vide salire sul palco, tra gli altri, artisti di fama internazionale come Lou Reed, Paolo Nutini e i Kaiser Chiefs.

A causa dell'aumento del numero di casi di violenze negli stadi, per motivi di sicurezza una parte della Curva Sud (quella che confina con il settore ospiti) fu chiusa e il numero dei posti omologati ridotto a . Con la caduta del Lecce in Lega Pro, il 31 gennaio 2013 la Curva Sud fu chiusa per motivi economici e la capienza scese a posti.

Il 26 luglio 2014 l'impianto ospitò un concerto del gruppo salentino dei Negramaro. Durante l'esibizione della band il terreno di gioco fu danneggiato: furono lasciati dei solchi sulla linea di gioco e l'area di rigore di fronte alla Curva Sud subì seri danni. Visto l'incombente impegno in Coppa Italia contro il Foligno, l'amministrazione comunale del capoluogo salentino si assunse l'onere di provvedere alla riparazione del campo, ma il Lecce si presentò alla prima partita ufficiale davanti ai propri tifosi su un terreno ai limiti del praticabile. Prima della compilazione dei calendari il club chiese di poter iniziare la stagione in trasferta, per via della problematica situazione del terreno di gioco dello stadio, ancora irrisolta. Perciò i salentini, come richiesto, cominciarono il proprio campionato ad Aprilia in casa della Lupa Roma il 31 agosto 2014. La società, con una nota ufficiale del 23 agosto, rese noto che per effettuare i lavori di ripristino del terreno di gioco del Via del mare non era stata versata alcuna somma di denaro da parte del comune. Il 25 agosto il presidente Savino Tesoro confermò che la prima gara casalinga di campionato contro il Barletta si sarebbe giocata regolarmente al Via del mare.

Con l'arrivo della nuova proprietà guidata dall'avvocato Saverio Sticchi Damiani e dall'imprenditore Enrico Tundo, lo stadio fu ribattezzato, per la campagna abbonamenti 2015-2016, La Tana dei Lupi.

Per la sola sfida casalinga di Lega Pro del 17 febbraio 2016 contro il Foggia la capienza fu portata da a posti a sedere.Aumentata la capienza dello stadio uslecce.it Il 1º aprile 2016 la capienza fu ulteriormente aumentata e raggiunse i posti in maniera permanente, prima della gara interna contro il Matera.Aumentata la capienza dello stadio uslecce.it

Il 29 aprile 2016 il Comune di Lecce mise in vendita l'impianto sportivo assieme all'edificio sede del tribunale, valutando il primo 18.900.000 euroLecce, all'asta lo stadio Via del Mare repubblica.itAsta per il Via del Mare: base di partenza 18 milioni e 900 mila euro pianetalecce.itPaolo Perrone sul Via del Mare: “Scelta tecnica. Ne faremo uno nuovo” pianetalecce.it.