Biografia Nel corso della carriera accademica Pagnini insegnò letteratura inglese e americana nelle università di Pisa, Bologna e Firenze; nel 1961 fu per alcuni mesi docente anche all'Università di Padova. La parte principale del suo magistero si svolse a Firenze, dove negli anni sessanta e settanta si formò intorno al suo insegnamento una scuola di studiosi, che attirò anche giovani ricercatori provenienti da altre sedi italiane.
Accanto alla letteratura inglese si occupò fin dagli anni cinquanta di letteratura nordamericana. Nell'ambito della Facoltà di Magistero di Firenze tenne anche l'insegnamento di Letteratura nordamericana; nel 1964 la donazione all'Università della raccolta libraria dello United States Information Service di Firenze costituì il nucleo originario della Biblioteca Americana, oggi sezione Nordamericana della Biblioteca Umanistica dell'ateneo.
Divenuto professore emerito dell'Università di Firenze, fu eletto socio corrispondente della classe di Scienze morali dell'Accademia Nazionale dei Lincei nel 2000 e socio nazionale nel 2009. Fu inoltre membro dell'Accademia toscana di scienze e lettere La Colombaria.
Attività critica
Strutturalismo, semiotica ed ermeneutica Pagnini fu tra gli studiosi che contribuirono al rinnovamento della critica letteraria italiana negli anni sessanta attraverso l'introduzione di strumenti provenienti dallo strutturalismo, dalla linguistica e dalla semiotica. Tale apertura metodologica non comportava per Pagnini l'abbandono della dimensione storica e del rapporto diretto con il testo letterario, che rimase al centro della sua pratica critica.
Franco Marucci colloca la sua ricerca nel formo-strutturalismo italiano degli anni sessanta e dei primi anni settanta. Il metodo elaborato da Pagnini combinava suggestioni provenienti da Ferdinand de Saussure, Roman Jakobson e dai formalisti russi, dalla critica di I. A. Richards e del New Criticism statunitense e dalla nouvelle critique francese, in particolare da Roland Barthes e Algirdas Julien Greimas. In Struttura letteraria e metodo critico (1967) il testo veniva concepito come un sistema nel quale i diversi livelli, da quello fonico e morfologico fino a quelli semantici e simbolici, cooperano alla costruzione di un'unità complessiva.
Nella pratica critica Pagnini privilegiò spesso il saggio breve e il close reading di singoli testi poetici. L'analisi metteva in relazione suono, stile, figure retoriche e simboli con il contenuto dell'opera e con i codici culturali dell'epoca alla quale essa apparteneva. Divennero particolarmente note le sue letture di Emily Dickinson e John Donne, alcune delle quali confluirono in Critica della funzionalità (1970); nel 1974 applicò gli stessi strumenti interpretativi anche al sonetto A Zacinto di Ugo Foscolo.
A partire dagli anni settanta il suo modello si ampliò progressivamente dalla struttura interna del testo alla considerazione dei sistemi storici e culturali entro i quali esso opera. Questo percorso, che conduce da Struttura letteraria e metodo critico a Pragmatica della letteratura (1980), comportò un crescente interesse per la semiotica della cultura, per Lucien Goldmann, Jurij Lotman e la scuola di Tartu. Pagnini accolse così nella propria analisi la dimensione temporale e socio-storica che il formalismo aveva tendenzialmente posto fra parentesi, senza tuttavia aderire al successivo post-strutturalismo, del quale contestava in particolare la dissoluzione dell'intenzionalità e della consapevolezza dell'autore.
La diffusione internazionale delle sue ricerche cominciò negli anni settanta: Struttura letteraria e metodo critico fu tradotto in spagnolo nel 1975, mentre alcuni saggi apparvero in pubblicazioni tedesche e polacche. Nel 1987 la Indiana University Press pubblicò la traduzione inglese di Pragmatica della letteratura, The Pragmatics of Literature, nella traduzione di Nancy Jones-Henry. Recensendo il volume su Library Journal, Alexander Gelley rilevò l'ampiezza del confronto di Pagnini con formalismo slavo, semiotica italiana e strutturalismo francese e giudicò il libro una guida utile a un settore complesso della teoria letteraria, pur osservando che alcune parti tendevano a essere più tassonomiche che analitiche.
Studi letterari e interdisciplinari Come anglista e americanista Pagnini affrontò autori e periodi molto diversi, dal Seicento al Novecento. Fra gli scrittori ai quali dedicò studi figurano George Chapman, William Shakespeare, John Donne, William Collins, William Wordsworth, Samuel Taylor Coleridge, William Blake, Herman Melville, Emily Dickinson, T. S. Eliot e altri autori della tradizione inglese e americana.
Un settore particolarmente originale della sua ricerca fu quello dei rapporti fra linguaggio verbale e musica. In Lingua e musica. Proposta per un'indagine strutturalistico-semiotica (1974) analizzò comparativamente i sistemi linguistico e musicale e le loro forme di integrazione. Marucci ha indicato questo volume come uno dei risultati più originali della sua attività critica. Nel 2024, a cinquant'anni dalla prima pubblicazione, il libro è stato riproposto da ETS in una nuova edizione a cura di Enrico Reggiani; l'introduzione ne ha sottolineato il carattere anticipatore nel campo degli studi sui rapporti fra letteratura e musica.
Pagnini svolse inoltre un'intensa attività di curatore e traduttore. Curò fra l'altro Lirici carolini e repubblicani (1961), un'edizione con testo a fronte di Jerusalem di William Blake e I poemi demoniaci di Coleridge. Dal 1986 diresse inoltre la serie I contesti culturali della letteratura inglese del Mulino, concepita per affiancare alla storia letteraria l'analisi dei diversi contesti culturali delle epoche considerate.
Opere principali Saggistica La lingua inglese negli Stati Uniti, Firenze, Le Lingue Estere, 1950. La poesia di W. Wordsworth, Milano, Feltrinelli, 1959. La poesia di William Collins, Bari, Adriatica, 1964. Struttura letteraria e metodo critico: con esempi tolti principalmente alle letterature inglese e anglo-americana, Messina-Firenze, D'Anna, 1967. Elementi di ritmo e intonazione della lingua inglese, Napoli, Liguori, 1969. Critica della funzionalità, Torino, Einaudi, 1970. Lingua e musica: proposta per un'indagine strutturalistico-semiotica, Bologna, Il Mulino, 1974; nuova edizione a cura di Enrico Reggiani, Pisa, ETS, 2024, ISBN 978-88-467-6778-3. Rhapsody: tre studi su una lirica di T. S. Eliot, con Alessandro Serpieri e Anthony L. Johnson, Milano, Bompiani, 1974. Estructura literaria y método crítico, traduzione di Carlos Mazo del Castillo, Madrid, Cátedra, 1975. Shakespeare e il paradigma della specularità. Lettura di due campioni: King Lear e A Midsummer-Night's Dream, Pisa, Pacini, 1976. Pragmatica della letteratura, Palermo, Sellerio, 1980; trad. inglese di Nancy Jones-Henry, The Pragmatics of Literature, Bloomington, Indiana University Press, 1987. Semiosi. Teoria ed ermeneutica del testo letterario, Bologna, Il Mulino, 1988. Letteratura e ermeneutica, Firenze, L. S. Olschki, 2002.
Curatele e traduzioni Lirici carolini e repubblicani, a cura di, Napoli, ESI, 1961. Alfred Tennyson, Selected Poems, Milano, Mursia, 1963. William Blake, Jerusalem, 2 voll., Firenze, Giunti, 1994. Il romanticismo, a cura di, Bologna, Il Mulino, 1986, ISBN 88-15-01109-9. Samuel Taylor Coleridge, I poemi demoniaci, Firenze, Giunti, 1996.
Note
Collegamenti esterni
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