La Nazionale argentina di rugby a 15 (in spagnolo: Selección de rugby de Argentina, i cui giocatori sono soprannominati Los Pumas, i Puma) è la rappresentante ufficiale dell'Argentina nelle competizioni e nei test-match di Rugby Union ed è sotto la giurisdizione della Unión Argentina de Rugby (sino al 1951 Union de Rugby de Rio de la Plata). È tra le migliori nazionali di rugby a 15 del mondo () e la migliore in assoluto del continente americano. Classificatasi terza alla Coppa del Mondo 2007 alle spalle di e e davanti alla , dal 2012 prende parte al The Rugby Championship.
Dal 2012 partecipa al Rugby Championship, torneo che la vede contrapposta ad , e . È stata negli anni relegata a tornei minori come il Campionato sudamericano di rugby, nel quale non ha mai perso in oltre 50 anni neppure un incontro e il Campionato panamericano di rugby, disputato tra il 1995 e il 2004 contro , e .
Nel 1995-97 venne creata la Coppa Latina con , e , ma il torneo non ha avuto seguito dopo l'ammissione dell'Italia nel "Sei Nazioni".
Storia Le origini
La prima partita nota di rugby fu disputata nel 1873. Il gioco venne diffuso in Argentina, nella zona di Buenos Aires, porto principale del paese e aperta ai commerci con i paesi britannici. Nel 1899 quattro club di Buiones Aires fondarono la River Plate Rugby Football Union. Nel 1910 vi fu un primo contatto internazionale. Una selezione della Università di Oxford si recò in Argentina in tour. Schierando anche alcuni giocatori scozzesi, venne presentata come “Combinado Britannico” o “Gran Bretagna XV”. Gli argentini furono sconfitti per 3-28.
Un'altra selezione britannica ufficiosa visitò l'Argentina nel 1927 per un lungo tour cogliendo 4 vittorie assai nette contro la selezione argentina (formata solo di giocatori della Capitale). Altri cinque anni trascorsero prima della visita degli “Junior Springboks” che nel 1932 colsero due successi facili. Nel 1936 per la prima volta una selezione argentina si recò all'estero in un tour in Cile, dove colse facili vittorie. Un mese prima vi era stata la terza visita di una selezione delle Isole britanniche (10 vittorie in 10 partite per i britannici).
Il dopoguerra L'attività internazionale conobbe uno stop con la seconda guerra mondiale, che pure risparmiò l'Argentina. Nel 1948 vi fu la visita di una selezione di studenti di Oxford e Cambridge. Colsero due vittorie contro la selezione nazionale, che all'epoca giocava allo stadio “Maldonado” del “Club de Gimnasia y Esgrima de Buenos Aires” (GEBA). Sempre nello stesso stadio, l'Argentina affrontò due volte la nel 1949 con altrettante sconfitte.
Nel 1951 furono organizzati a Buenos Aires i primi Giochi panamericani e la River Plate Rugby Football Union propose di organizzare un torneo. Il comitato olimpico Argentino accettò ma a condizione che diventasse una vera federazione nazionale. Fu così che nacque la Union Argentina de Rugby (UAR), mentre la precedente divenne successivamente la Unión de Rugby de Buenos Aires (URBA). La nazionale argentina, formata sempre da giocatori della capitale, si aggiudicò facilmente il torneo, considerato come la prima edizione del Campionato Sudamericano.
Il primo risultato di prestigio arrivò nel 1952 quando fu l'Irlanda ad inviare una selezione (non ufficiale): nel primo dei due match con il “combinado Argentino”, giunse per quest'ultimo uno storico pareggio. Seguì nel 1954 una visita della . Per l'occasione la nazionale cambiò casa, giocando al più capiente stadio del Ferro Carril Oeste. Dopo un tour ancora di un “combinado” delle università di Oxford e Cambridge nel 1956 e la vittoria nel campionato sudamericano del 1958, nel 1959 la selezione argentina subì due onorevolissime sconfitte con gli Junior Springboks (6-14) (6-20). Iniziò un privilegiato rapporto rugbistico tra i due paesi.
1965-1970: Nasce la leggenda dei Pumas Nel 1964 vennero allestite due squadre denominate nazionali. La prima, ufficiale, inviata a giocare a San Paolo al Campionato sudamericano; la seconda, ufficiosa ma formata dai giocatori migliori, inviata a Tucuman a disputare come selezione della “capital” il campionato argentino contro selezioni di altre province. Al campionato sudamericano assistettero dei tecnici e il presidente della federazione sudafricana, quindi l'Argentina venne invitata per un tour in Sudafrica: fu la prima spedizione oltremare. Come si usava all'epoca la federazione sudafricana inviò un tecnico (Izaak Van Heerden) a collaborare con i tecnici argentini Alberto Camardón e Ángel Guastella.
Il tour del 1965 fu trionfale anche se non affrontarono gli Springboks (in tour in Australia) ma batterono la seconda squadra (Junior Springboks) in un match che ebbe grande risalto in tutto il mondo. In quell'occasione fu coniato il nome “pumas”: sulla maglia dei giocatori argentini era ed è rappresentato un giaguaro delle Ande (yaguaretè), animale tipicamente americano. In occasione del primo match in Rhodesia, un giornalista presente all'arrivo della squadra, Carl Kohler, non capì che cosa fosse, e lo scambiò per un puma (anch'esso molto presente in Sudamerica), così il giornale "Wackley Farmer of Rhodesia" presentò la squadra come i "Pumas". Dopo due sconfitte con Rhodesia (17-14) e Northern Transvaal, arrivarono le prime vittorie contro Western Transvaal, South West Africa Country Districts e contro la selezione delle Southern Universities. Infine giunse il successo contro gli Junior Springboks per 11-6.
I giocatori vennero accolti all'aeroporto di Ezeiza a Buenos Aires da una folla enorme. Da allora, dopo i grandi risultati di quel tour, il titolo di ”Puma” venne assegnato, anche retroattivamente, a tutti coloro che avevano o avrebbero vestito la maglia della Nazionale.
Al ritorno i Pumas affrontarono in sequenza il "combinado" Oxford-Cambridge e la squadra campione di Francia del Pau. Il match con i francesi è ricordato più per il gioco duro e le zuffe avvenute che per la vittoria argentina (30-6), tanto che il secondo match venne annullato. Con il "combinado universitario", i Pumas ottennero uno storico pareggio (19-19) e una sconfitta onorevole.
L'Argentina divenne così meta di tour di squadre dell'aristocrazia del rugby mondiale. Nel 1966 vi fu la vista delle "Gazelles" (praticamente una giovanile del ). Gli ospiti ottennero due vittorie per 9-3 e 20-15.
Nel 1967 l'Argentina si confermò facilmente campione sudamericano, dopo che nel 1967 una selezione irlandese si era recata in argentina per due test ufficiosi. I "Pumas" trionfarono con due vittorie sudatissime (8-3) (6-3)
Il arrivò a Buenos Aires nel 1968: i Pumas vinsero la serie di match (una vittoria e un pareggio).
Gli anni '60 si chiusero con l'arrivo della . La serie finì con una vittoria per parte, 20-3 per i Pumas e 6-3 per gli scozzesi.
Anni 70: i Pumas alla conquista dell'Europa
Ancora nel 1970 vi fu la visita ufficiosa della nazionale irlandese che venne superata due volte.
Nel 1971 i Pumas, affidati a Ángel Guastella and Eduardo Poggi, pareggiarono una serie in Sudafrica con le Gazelles nel secondo tour d'oltremare della storia.
Seguì la visita del "combinado" di Oxford-Cambridge, sconfitta per la prima volta in entrambi i match. Nella nazionale argentina, ha esordito da poco nel Campionato sudamericano il giocatore che segnerà la storia del rugby argentino per 20 anni: Hugo Porta che arriverà nel 1985 ad essere votato come il miglior giocatore al mondo per la rivista Midi Olympique e nel 1999 il miglior mediano di apertura di tutti i tempi per la rivista Rugby World.
Nel 1973, i Pumas si recano in tour in Europa, dopo che pochi mesi prima il tour in Argentina dell'Inghilterra era stato annullato per paura di attentati terroristici, vista la situazione gravissima nel paese sudamericano conseguente al ritorno di Peron e al Massacro di Ezeiza del 20 giugno 1973. L'Argentina cedette onorevolmente sia all'Irlanda sia alla Scozia.
Anche con la Francia, in tour in Sudamerica nel 1974, vi furono due onorevoli sconfitte. La visita fu ricambiata, con analoghi risultati nel 1975.
Il 1976 fu l'anno della consacrazione. I grandi All Blacks neozelandesi visitano l'Argentina in un tour e affrontano, vincendo, due volte i Pumas. In autunno, la nazionale Argentina si reca in Galles. A Cardiff il è sopravanzato dai Pumas per quasi tutta la partita e conquista la vittoria solo grazie ad un calcio di punizione in pieno recupero ad opera di Phil Bennett.
Nel 1977 la Francia visita l'Argentina. Dopo una pesante sconfitta nel primo match (3-28) per la prima volta i Pumas conquistano un pareggio storico (18-18) in una sfida che sarà ricordata per la sfida tra i mediani di apertura e piazzatori Hugo Porta e Jean-Michel Aguirre, che realizzano tutti i punti delle due squadre.
La squadra di questi anni è giunta però alla fine di un ciclo. Dissidi tra giocatori e direzione tecnica portano la quasi totalità dei giocatori ad abbandonare la nazionale.
A dirigere la squadra viene richiamato Ángel Guastella, che trova collaborazione con il capitano del 1965, Aitor Otaño, e in José L. Imhoff.
Per il tour del 1978 in Europa, la squadra è completamente rinnovata: il solo Hugo Porta aveva partecipato al tour in Galles di due anni prima e viene richiamato in nazionale anche Hector "Pochola" Silva che aveva smesso di giocare 5 anni prima. Tutti gli altri sono giocatori molto giovani e meno esperti, per lo più sotto i vent'anni, ma che diventeranno la colonna della grande squadra degli anni 80: Marcelo Loffreda, Rafael Madero e Gabriel Travaglini. Malgrado l'inesperienza, a Twickenham i Pumas conquistano un pareggio meritatissimo. Eroe della partita è Marcelo Campo che realizza una meta saltando nel vero senso della parola l'estremo inglese paratosi davanti a lui. Segue una vittoria con il Galles "B" (ma imbottito di giocatori normalmente in nazionale) e con il Leinster. Il tour si chiude con una sconfitta inaspettata con l'Italia.
Nel 1979 i Pumas, ora diretti da Luis Gradín e Aitor Otaño, si recarono in Nuova Zelanda vincendo tutti i 6 match contro le selezioni provinciali e perdendo in modo onorevole i due match contro gli All Blacks (9-18) (6-15).
Il decennio si chiuse con una gloriosa vittoria interna contro l'Australia (17-12) decisa da una stupenda meta di Ricardo Mastai dopo una fuga di 70 metri di Marcelo Loffreda. Anche lo stadio del Ferrocarrill era diventato stretto per il crescente pubblico e la nuova casa dei Pumas per i match più importanti diventò lo stadio calcistico del Velez Sarsfield.
Il Sudamérica XV
Nel 1980 l'Argentina viene invitata in Sudafrica per un tour. Problematiche politiche, legate al regime di apartheid in quel paese, fecero sì che venisse creata una squadra denominata "Sud America XV" (o "Giaguari"), allargata alla presenza più ornamentale che di sostanza di giocatori uruguaiani, cileni, paraguaiani e brasiliani. Se ufficialmente era una squadra ad inviti, stile Barbarians e senza coinvolgimento della U.A.R., in realtà era una nazionale argentina camuffata che si recò tra il 1980 e il 1984 due volte in Sudafrica e ricevette la visita due volte degli Springboks. Nel 1982 a Bloemfontein conquistò un rimarchevole successo per 21-12 (tutti i punti furono realizzati da Hugo Porta).
Gli Anni '80 Oltre al confronto con il Sudafrica, nel 1980, l'Argentina ricevette le visita di (due vittorie) e (un pareggio e una sconfitta). Nel 1981 la guida della nazionale fu affidata a Rodolfo O'Reilly.
Guidata sempre dal suo capitano Hugo Porta (votato nel 1985 miglior giocatore del mondo nel referendum annuale del settimanale francese Midi Olimpique), i "Pumas" avviarono un periodo di rinnovamento che li portò nel 1983 al clamoroso successo di Brisbane quando soverchiarono l' di Mark Ella e David Campese con un netto 18-3. Persero il secondo match caratterizzato dall'arbitraggio del gallese Clive Norling che assegnò una incredibile meta tecnica a favore dell'Australia per un fallo veniale avvenuto a oltre 20 metri dalla linea di meta.