Lo slasher (dall'inglese to slash, "ferire profondamente con un'arma affilata") è un sottogenere di film horror in cui l'antagonista principale è un maniaco omicida (spesso mascherato) che dà la caccia a un gruppo di persone (spesso giovani) in uno spazio più o meno delimitato, utilizzando in genere armi da taglio per ucciderli in modo cruento.

Cinema In filmografia, benché il capostipite del genere sia considerato Halloween - La notte delle streghe (1978) di John Carpenter, esistono anche altri film precedenti che incarnano tutte le caratteristiche principali dello slasher e che hanno dato vita al genere, tra i più famosi Un Natale rosso sangue (Black Christmas, 1974) di Bob Clark, Sei donne per l'assassino (1964) e Reazione a catena (1971) di Mario Bava (quest'ultimo però rientra più precisamente nel genere del giallo all'italiana). Prendendo spunto da Scream e da Halloween - La notte delle streghe si può notare come in un film slasher si cerchi sempre di dare più importanza ai momenti di tensione e suspense. Generalmente vengono usate armi da taglio e le vittime sono in genere ragazzi in cerca di divertimento.

Sempre prima del film di Carpenter, possono essere considerati slasher Non aprite quella porta di Tobe Hooper e Le colline hanno gli occhi di Wes Craven sebbene non ufficialmente, in quanto entrambi sono contaminati da altri generi: mentre il primo sfruttando la trovata di basarsi su una vicenda reale (in realtà è solo parzialmente ispirato a un vero fatto di cronaca), propone di conseguenza delle situazioni più verosimili rispetto a quelle di un normale slasher, il secondo si concentra verso un sottofondo e un finale più tipico da revenge movie (ovvero un film di rabbia e di vendetta).

Lo slasher ha per decenni tenuto banco nelle sale cinematografiche di tutto il mondo come uno dei generi più lucrativi del cosiddetto teen movie, ovvero di quei film che si producono appositamente per gli adolescenti (teenager in inglese). Il motivo può essere spiegato dal fatto che la frequente presenza di ragazze attraenti calate in contesti tipici dell'horror sia una formula di semplice riproducibilità per un film di successo, ma anche in altri termini più profondi.

Interpretazioni Nel film slasher la scoperta conflittuale del sesso, caratteristica di molti adolescenti, trovava una perfetta catarsi: i giovani, incuriositi e desiderosi di praticare sesso, sono puniti con la morte da parte del maniaco, che incarna tutti quei tabù e convenzioni sociali puritane che qualificano il sesso come una cosa "sporca e immorale". Nel finale, tuttavia, il mostro/maniaco muore quasi sempre, simboleggiando la vittoria della nuova "way of life" affermatasi negli anni settanta, più libertaria e tollerante. D'altro canto, questo accanimento contro il sesso ha fatto etichettare lo slasher come "genere più puritano dell'horror", con conseguenti sospetti di sessuofobia.

In realtà, come per tutti gli altri generi cinematografici, i registi più talentuosi hanno usato e spesso scardinato le convenzioni dello slasher per dire cose "altre" dall'universo adolescenziale e dai turbamenti del sesso, con risultati talvolta molto interessanti.

Precursori Se adottiamo un punto di vista statunitense e quindi mettiamo a fuoco il genere soprattutto in relazione a tale cinematografia (e per certi versi è anche corretto, essendo statunitense la classificazione e definizione di questo sottogenere) la nascita del genere slasher viene di norma fatta coincidere con l'uscita nelle sale di Halloween - La notte delle streghe di John Carpenter del 1978. Ma se ampliamo il nostro sguardo, anche prima di questo film alcune pellicole potrebbero rientrare nel sottogenere dell'horror "slasher" e potrebbero averne influenzato alcuni caratteri.

Alcuni elementi possono addirittura essere trovati nel "primo vero" film del 1927 di Alfred Hitchcock Il pensionante, in quello del 1931 di Fritz Lang M - Il mostro di Düsseldorf, in Il castello maledetto del 1932 di James Whale e nell'horror spagnolo di Jacques Tourneur L'uomo leopardo del 1943.

Il film definito il primo precursore vero del genere di solito è L'occhio che uccide di Michael Powell, horror britannico del 1960 che narra di un killer che riprende i suoi omicidi. La pellicola fu la prima a mostrare gli omicidi in prima persona dal punto di vista dell'assassino e il primo film inglese con scene di nudo esplicite. Nello stesso anno, pochi mesi dopo, esce il classico Psyco di Hitchcock che influenzerà fortemente il filone slasher con alcuni personaggi riconducibili ad alcuni degli archetipi di esso.

Nel 1974 il genere slasher inizia a prendere forma già grazie al film Non aprite quella porta diretto da Tobe Hooper che aggiunge numerosi elementi tipici dello slasher: Una sorta di avvertimento iniziale ignorato dai protagonisti. I personaggi sono un gruppo di adolescenti/ventenni. L'ambientazione è isolata e il tempo degli eventi è breve. Il killer indossa una maschera e ha un'arma distintiva (Leatherface e la sua motosega). Introduzione della final girl, unica sopravvissuta al folle assassino. Nel corso del tempo, questo film ha generato numerosi sequel, tutti rientranti nel genere slasher (a parte l'ultimo, il prequel Leatherface) ed il killer è divenuto un'icona al pari di Michael Myers o Jason Voorhees.

Lo stesso anno, per la regia di Bob Clark esce Black Christmas (Un Natale rosso sangue). Il film è il primo proto-slasher a essere ambientato in un campus (ambientazione ripresa poi in molte pellicole) e durante una festività, dando via al sottogenere festivo (spesso natalizio) dell'horror. Il film è anche ispirato alla leggenda urbana "della babysitter e dell'assassino al piano di sopra che le telefona", come molti altri film successivi, tra cui lo stesso Halloween.

Mario Bava inventò e praticò quello che si definì il giallo italiano e che, fuori dai maniacali rigori americani di tassonomia dei generi, con i suoi film Sei donne per l'assassino del 1964 e Reazione a catena del 1971, "può essere ricondotto ai proto-slasher avendo uno schema che si discosta dal giallo classico rimuovendo la componente investigativa e dando più spazio agli omicidi. Similmente anche il giallo del 1976 Comunione con delitti (Alice Sweet Alice) di Alfred Sole ha più elementi in comune con lo slasher che con il genere a cui effettivamente appartiene".

Sempre adottando un punto di osservazione nordamericano, altri proto-slasher possono essere L'uccello dalle piume di cristallo e Profondo rosso di Dario Argento del 1970 e 1975 rispettivamente. Anche in questo caso il giallo lascia spazio a una narrazione più orientata verso lo slasher dando più spazio ai brutali omicidi.

Il protoslasher più esplicito dopo Non aprite quella porta, però, è La città che aveva paura, diretto da Charles B. Pierce nel 1976, basato sui veri omicidi del fantasma di Texarkana avvenuti nel 1946. Il killer fu alla base della creazione di Jason Voorhees (specialmente il suo design in L'assassino ti siede accanto) e di Ghostface. Nel primo Scream il film è inoltre citato da Sidney.

Golden Age (1978-1984)

La Golden Age degli slasher inizia nel 1978 e termina nel 1984 contando in questi anni centinaia di film di genere, molti dei quali distribuiti solo nei drive-in essendo film a basso costo realizzati per adolescenti.

In questo periodo sono nate la maggior parte delle icone moderne più famose, Michael Myers, Jason Voorhees e Freddy Krueger.

Nonostante sia considerata la golden age, in questi anni molti film vennero banditi e divennero noti come video nasties. 1978 La Golden Age del genere iniziò nel 1978 con l'uscita di Halloween - La notte delle streghe di John Carpenter definito il primo vero e proprio film slasher influenzato dai predecessori degli anni '60 e dei primi anni '70 (come Psycho e Non aprite quella porta). Il film fu un successo ai box office incassando più di 70 milioni di dollari contro gli appena 300.000 spesi per la sua realizzazione. Il film sarebbe stato poi usato come blueprint per il film successivo anche se alcuni elementi erano già stati mostrati da Tobe Hooper nel '74 (la final girl e l'assassino mascherato).

Michael Myers viene usato come metafora delle paure dell'uomo moderno, un boogeyman contemporaneo, ed il film ha toni più realistici degli altri horror dell'epoca. Un film dell'orrore più reale e concreto che affonda le sue basi anche nel cinema thriller avendo alcune sequenze proprio di questo genere e non soffermandosi solo sugli omicidi tentando di mostrare le dinamiche degli eventi da vari punti di vista.

L'attrice principale del film era Jamie Lee Curtis, definita la scream queen classica. Nel cast figurava anche il famoso attore Donald Pleasence presente in gran parte dei film della serie nel ruolo del nemico per eccellenza di Michael, Loomis. I veri scopi del killer invece sono ignoti lasciando supporre solo una follia accompagnata ad una pura cattiveria. Inoltre, pur se più resistente del normale, l'assassino non ha ancora tracce effettive di superpoteri o abilità sovrannaturali, elementi che si aggiungeranno poi al mythos dei killer di questo genere. Ritornando al discorso dei vari punti di vista; nella primissima scena vediamo addirittura gli eventi in prima persona dagli occhi del piccolo Michael durante i suoi primi omicidi con in sottofondo la colonna sonora composta dallo stesso John Carpenter.

Sulla falsariga di Halloween nel 1978 uscì anche il film televisivo Are You in the House Alone? ispirato all'omonimo romanzo del 1976. Anche questo film presenta una babysitter come protagonista e presenta l'elemento ricorrente delle chiamate da parte dell'assassino.

1979 Nel 1979 uscì Horror Puppet (Tourist Trap) diretto da David Schmoeller, un altro slasher che però si differenziò dal capostipite Halloween avendo un killer dotato di poteri soprannaturali (telecinesi) elemento che sarebbe divenuto ricorrente solo anni dopo con l'avvento di Nightmare di Wes Craven.

Nello stesso anno uscì Quando chiama uno sconosciuto (When a Stranger Calls) di Fred Walton, un altro film in cui la protagonista è una babysitter similmente a Laurie Strode di Halloween. Il film divenne famoso grazie alla battuta "Controlla i bambini" detta nella scena d'apertura dal killer via telefono. Il film riprende infatti la nota leggenda urbana del serial killer nascosto che comunica al telefono con una babysitter.

1980 Nel 1980 la scream queen Jamie Lee Curtis tornò nel mondo dell'horror con il film Non entrate in quella casa (Prom Night). Il film gira attorno ad una serie di omicidi durante il ballo di fine anno sei anni dopo la morte di una ragazza. Il budget era di 1.500.000 dollari canadesi, ma il film incassò circa 15 milioni. A seguirlo vi furono 3 film anche se non veramente collegati alla pellicola originale.

Un altro film con chiamate da parte del serial killer uscì a distanza di un anno dall'ultimo, Morte al telefono. di Robert Hammer. Lo stesso anno uscì un film slasher a tema natalizio, Christmas Evil di Lewis Jackson, considerato inizialmente di nicchia e successivamente riconsiderato come un cult.

Sempre nel 1980 uscì il film Maniac di William Lustig, uno dei film slasher più controversi di sempre a causa della sua estrema violenza esplicita . Un'altra caratteristica principale del film è quella di avere un assassino, Frank Zito (Joe Spinell), ben sviluppato psicologicamente e presentato come protagonista del film vedendo gli omicidi dal suo lato e non da quello delle vittime come accade di solito. I sanguinolenti effetti speciali furono fatti dalla star del campo Tom Savini.