Egli era curdo di nascita e, come molti uomini ambiziosi che vivevano nell'impero ottomano, si arruolò nell'esercito turco-ottomano fin da giovane. Di sentimenti nazionalistici e favorevole all'affrancamento arabo dal giogo turco, nondimeno egli trascorse i suoi anni più formativi in quello che era essenzialmente un esercito coloniale.

Ṣidqī fu promosso generale dal re Fayṣal quando l'Iraq divenne un Paese indipendente dopo la prima guerra mondiale e trascorse gran parte del suo tempo a reprimere le rivolte tribali assire dell'Eufrate negli anni trenta. Nell'agosto del 1933 Ṣidqī ordinò all'esercito iracheno di marciare verso nord per colpire i militanti separatisti assiri nella cittadina di Sumayl, presso Mosul, che portò all'uccisione di tremila civili assiri. Rapporto sulla pulizia etnica in Iraq, che descrive il massacro di Sumayl nel secondo paragrafo a pagina 17, su Federazione internazionale dei diritti umani.

A ottobre del 1936, durante il regno di Ghāzī, figlio di Fayṣal, Ṣidqī (che all'epoca era comandante dell'esercito iracheno), portò a segno un colpo di Stato militare, probabilmente il primo nel mondo arabo in età contemporanea, mirante a sovvertire l'ordinamento dello Stato. Come capo del gruppo nazionalista specificamente iracheno (in ciò allineato con i sentimenti del suo sovrano), effettuò un attacco a sorpresa dei posti chiave governativi di Baghdad, allontanando dal potere il primo ministro Yasin al-Hashimi per portare alla guida di un nuovo governo il nazionalista turkmeno Hikmet Suleyman.

Ṣidqī guidò di fatto la politica dell'Iraq, fin quando i militari (radunati nel cosiddetto "quadrato d'oro") non gli tolsero il loro appoggio. Fu assassinato all'aeroporto di Mosul da un familiare di Ja'far al-'Askari, ucciso nel corso del colpo di Stato che lo aveva portato al potere. Come risultato di tutto ciò Ḥikmet Suleymān presentò al re Ghazi le proprie dimissioni da primo ministro e gli succedette Jamil al-Midfa'i.

Note

Bibliografia Majid Khadduri, Independent Iraq. A Study in Iraqi Politics since 1932, Oxford, O.U.P., 1951. Claudio Lo Jacono, "Osservazioni sugli interventi delle forze armate nella politica irachena (1936, 1941, 1958)", in: Oriente Moderno, Studi in memoria di Paolo Minganti, LX (1980), pp. 173–180.

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