L'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna (già Università degli Studi di Bologna; acronimo: UniBo) è un'università italiana statale. Attiva dall'XI secolo, è considerata da molteplici fonti la più antica università del mondo tuttora in attività.Per una descrizione sintetica dei professori e degli eruditi che hanno insegnato all'università di Bologna dalla sua nascita fino alla vigilia della Rivoluzione Industriale (1800), si veda David de la Croix e Mara Vitale. (2021). Literati at the University of Bologna (1088-1800). Repertorium Eruditorum Totius Europae/RETE, 1:1-10.

Storia

Origini

Considerata la più antica università propriamente detta del mondo, la fondazione dello Studium tradizionalmente viene fatta risalire al 1088. La data fu stabilita nel 1888 da una commissione presieduta da Giosuè Carducci. Sebbene convenzionale, la data scelta da Carducci non pare essere distante dalla realtà storica, dato che si hanno notizie della città felsinea come importante centro di studi nella prima metà del XII secolo: già nel 1118 è attestato per Bologna l'appellativo di docta...

La fioritura degli studi di diritto a Bologna si colloca tra la seconda metà dell'XI secolo e l'inizio del XII secolo e va rapportata all'ambiente giuridico formatosi alla corte di Matilde di Canossa. La contessa infatti aspirava a unificare gli eterogenei domini canossiani tramite lo strumento del diritto, determinando uno sviluppo delle attività giurisdizionali nei tribunali tosco-emiliani. La curia di funzionari itineranti e giurisperiti (astantes, causidici, iudices, legis doctores) al servizio di Matilde poteva contare su una nutrita schiera di giuristi bolognesi, evidenza di una tradizione cittadina consolidata. In .

Tra i partecipanti ai placiti canossiani troviamo due figure tradizionalmente associate alla nascita dello Studium: Pepo e Irnerio. Il primo è attestato più volte tra il 1072 e il 1079, tra cui al famoso Placito di Marturi, che contiene la prima citazione del Digesto dal 603. Il secondo è presente in quattro occasioni nel 1103 e nel 1113 assieme ad altri "causidici" bolognesi, e farà carriera fino a diventare iudex per l'imperatore Enrico V. La prevalenza degli esperti felsinei va attribuita alla forza della nuova scienza romanistica che avevano iniziato a studiare, dato che Bologna non fu mai sotto il dominio canossiano e i contenziosi non riguardavano la città. In ..

Anche le prime menzioni sulle origini dello Studium da parte dei suoi professori medievali riguardano i due protomaestri Pepo e Irnerio. Il giurista Odofredo Denari a metà del Duecento, nelle sue glosse al Digesto, dice che i Libri legales furono trasferiti da Roma a Ravenna e di qui a Bologna, applicando un meccanismo di translatio imperii. A Bologna i libri legales vengono insegnati nella locale scuola di arti liberali (di cui però non ci sono arrivate tracce.), prima da Pepo e poi da Irnerio. Il ruolo di Pepo però è screditato da Odofredo, che definisce il suo magistero "di nessuna fama" (nullius nominis fuit), condizionando così l'opinione dei posteri. Il secondo invece viene ricordato come "lume del diritto" (lucerna iuris) dalla "grandissima rinomanza", trasmettendo così l'immagine di Irnerio come fondatore dell'Università.. In .

Una diversa interpretazione della figura di Pepo ci è giunta invece dal maestro inglese Rodolfo il Nero, il quale nei suoi Moralia regum, scritti attorno al 1180, narra di uno specifico episodio, attribuendogli la rinascita dello studio del diritto romano: ad un'assise giudiziaria presieduta dallo stesso imperatore Enrico IV (il cosiddetto placito lombardo), Pepo si sarebbe schierato esplicitamente contro l'opinione degli altri giudici che volevano seguire il diritto consuetudinario longobardo, riuscendo infine a far applicare le constitutiones imperatorum. In ..

XII secolo

Non fu solo il rinnovato studio del Corpus iuris civilis che permise di distinguere le scuole bolognesi dai precedenti insegnamenti di arti liberali che si tenevano presso scuole cattedrali e ordinamenti simili. Nel corso del XII secolo infatti si svilupparono il diritto canonico e l'arte notarile: il primo principalmente ad opera di Graziano, che nel corso della prima metà del secolo elaborò il monumentale Decretum, opera fondamentale in cui sistemò organicamente il complesso di norme e tradizioni giuridiche ecclesiastiche, separandolo dalla teologia. Per quanto riguarda il notariato, va ricordato che a Bologna tra il 1060 e il 1130 vengono elaborati i primi atti notarili, e la stessa scienza giuridica vede l'affermarsi della glossa quale principale metodo di studio. In ..

Attorno a queste scuole dunque si formò l'embrione dello Studium, sorto spontaneamente e dovuto principalmente all'interesse degli studenti, che riuniti in rudimentali forme associative (consortia o societas) cercavano di assumere degli insegnanti per garantirsi un'istruzione superiore.. La fioritura di queste scuole, tra cui primeggiava quella di diritto romano, ebbe un rapido sviluppo, in maniera del tutto autonoma e slegata dalle istituzioni pubbliche del tempo. Per i primi decenni non ebbero una forma istituzionale unitaria né sedi proprie.

La scuola più importante fu sicuramente quella derivata dal magistero di Irnerio, sebbene sia più corretto parlare di più scuole, tante quante i suoi successori. La tradizione infatti identifica quattro illustri suoi allievi: Bulgaro, Martino, Ugo e Jacopo, dove quest'ultimo viene indicato come proprio successore in letto di morte, ma ognuno prenderà strade specifiche (Martino ad esempio si avvicinerà al diritto canonico). A questo circolo di studiosi e giuristi sorto attorno ai discepoli di Irnerio verrà poi dato il nome di scuola bolognese dei glossatori..

Fondamentale poi fu la promulgazione da parte dell'imperatore Federico Barbarossa della Constitutio Habita, in seguito ad un incontro con le rappresentanze studentesche avvenuto fuori Bologna nel maggio 1155. Con essa venivano attribuiti a studenti e docenti privilegi e protezioni, tra cui quella di poter scegliere da parte degli scolari di essere giudicati dal vescovo o dal proprio professore. Sebbene fosse un testo di carattere universale, viene comunque ritenuto il primo riconoscimento formale dell'Università di Bologna. Inoltre di lì a poco i quattro dottori verranno convocati dallo stesso Barbarossa alla Dieta di Roncaglia in qualità di esperti di diritto, riconoscendo il prestigio dello Studium giuridico bolognese...

XIII secolo

Già nei primi decenni Duecento lo Studium contava all'incirca un migliaio di studenti. Dalle primordiali associazioni (societas) si erano già formate le cosiddette Nationes, ovvero corporazioni che radunavano gli studenti su base etnica. Esse servivano a garantire ai membri aiuto e mutua previdenza, oltre che a organizzare gli studi dato che sceglievano e finanziavano in prima persona i docenti attraverso un sistema di raccolta delle donazioni definito collectio. in ..

Le Nationes successivamente si confederarono in due organizzazioni definite Universitates: la prima era quella dei citramontani, gli studenti italiani (ma non bolognesi), l'altra quella degli ultramontani, ovvero gli stranieri d'oltralpe. Dal termine Universitas, che per tutto il medioevo e l'età moderna definirà le associazioni studentesche, deriva il nome odierno di Università. Entrambe le corporazioni eleggevano al loro interno capi riconosciuti definiti rectores per poi man mano dotarsi di veri e propri statuti ufficiali..

Venne così a delinearsi il cosiddetto modello bolognese, in cui l'organizzazione degli studi era affidata all'associazionismo degli studenti, contrapposto al modello parigino che invece era basato sull'associazionismo dei maestri, i quali si occupavano di regolare gli studi dei propri scolari ponendosi come principali interlocutori presso le istituzioni del periodo. in . Il potere studentesco era tale che le minacce di spostamento verso altre sedi erano usate frequentemente come strumento di lotta. Capitò persino che quando queste intimidazioni si realizzarono concretamente, vennero addirittura fondate nuove università: il caso più famoso è quello di Padova avvenuto nel 1222.

Nel frattempo, gli insegnamenti di medicina e arti liberali già presenti a Bologna dal secolo precedente confluirono nella nuova organizzazione universitaria, fino ad allora riservata agli studi giuridici. I tentativi di formare una propria universitas autonoma però fallirono per l'ostilità dei legisti, e nel 1288 un primo riconoscimento della corporazione naufragò. Soltanto nel 1316 venne ufficializzata la nuova Università degli Artisti, come accordo per il rientro degli studenti in seguito ad una migrazione ad Imola. In . I nuovi studi videro principalmente l'affermazione della retorica e del notariato, oltre che della medicina, all'epoca legata strettamente alla filosofia..

Sebbene mancasse ancora una struttura centrale, con il tempo vennero a crearsi due "zone universitarie". La prima era nel quartiere di Porta Procula e vi si trovavano le scuole di diritto; Gli studenti di giurisprudenza utilizzavano come sede per le loro assemblee la Basilica di San Domenico. Le scuole di arti e medicina invece trovarono posto nel quartiere di Porta Nova, e il punto di riferimento per questi studenti era la Basilica di San Francesco..

Le lezioni erano imperniate sulla lectura, ovvero la lettura e il commento dei testi da parte degli insegnanti, a cui seguivano delle lezioni di approfondimento ogni settimana chiamate repetitiones. Inoltre, fondamentale nel clima culturale medievale erano le quaestiones publicae disputatae, ovvero dibattiti pubblici su temi specifici in cui emergevano professori e studenti dando prova delle loro abilità dialettiche. Le lezioni più importanti si tenevano al mattino, quelle di minor prestigio al pomeriggio. Nel corso del tempo, quando le lezioni principali diventarono privilegio dei cittadini bolognesi, le lezioni pomeridiane furono affidate a illustri docenti stranieri. In . L'anno accademico iniziava a metà ottobre per concludersi tra agosto e settembre. Le universitates degli studenti controllavano lo svolgimento delle lezioni tramite una procedura definita puntactio, la quale suddivideva il programma degli insegnanti e obbligava loro a svolgere le parti fondamentali entro la fine dell'anno scolastico. L'uniformità delle lezioni e dei programmi era garantita da una commissione studentesca..

Dal canto loro i professori si organizzarono nel Collegio dei Dottori, corporazione "speculare" a quelle studentesche, ristretto ai soli docenti bolognesi e fissato in numero chiuso: 16 giuristi civilisti, 12 giuristi canonisti, 15 medici e artisti. Progressivamente il collegio dottorale acquisì sempre più importanza, trattando coi poteri pubblici (il comune e le autorità religiose) e divenne un corpo elitario di controllo dello Studium..

Laurea e titolo dottorale Nei primi secoli il titolo di doctor indicava principalmente quegli studenti che giudicati dai propri maestri fossero ritenuti degni di poter professare l'insegnamento accademico. Non c'era invece bisogno di un attestato che comprovasse la frequentazione delle lezioni per chi sarebbe andato ad esercitare una professione, fossero quelle mediche o giuridiche. Anzi, spesso molti studenti interrompevano gli studi senza ottenere la laurea.