Pérez Jiménez è stato un dittatore venezuelano che è stato presidente de facto del Venezuela dal 2 dicembre 1952 fino al 23 gennaio 1958, quando fu rovesciato da un colpo di stato compiuto da settori delle Forze Armate venezuelane e della popolazione, in seguito a massicce manifestazioni contro le politiche repressive perpetrate durante il suo mandato. Intraprese la carriera militare nel 1931 e raggiunse il grado di generale di divisione dell'esercito venezuelano.

Studiò all'accademia militare, laureandosi con il massimo dei voti nel 1934, e nel 1945 partecipò ad un colpo di Stato che mandò al potere il partito di sinistra Azione Democratica diventando ministro della Difesa del nuovo governo. I timori di tagli di stipendio per i militari e la riduzione degli armamenti (e dei loro costi) portarono l'esercito - guidato da Pérez Jiménez e dal colonnello Carlos Delgado Chalbaud - ad un altro colpo di Stato nel 1948. Delgado Chalbaud venne assassinato nel 1952 e la giunta militare elesse come nuovo presidente del Venezuela lo stesso Pérez Jiménez; l'economia si sviluppò rapidamente durante il suo mandato, ma non tollerò le critiche e il suo governo non esitò a perseguitare spietatamente l'opposizione. Nel novembre del 1957 Pérez Jiménez avrebbe promosso la modificazione della legge elettorale che consentiva il voto anche agli immigrati al plebiscito convocato al 15 dicembre. L'impresario Filippo Gagliardi fu nominato presidente della commissione che coordinava l'adesione degli italiani alle liste elettorali. Dopo il trionfo del presidente Pérez Jiménez al plebiscito il 23 gennaio 1958 una sollevazione generale, con violenti disordini nelle strade, lo costrinse a lasciare il paese. Morì a Madrid, in esilio, all'età di 87 anni.

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