Addis Abeba (pronuncia italiana: ) o Addis Abebà (; , con significato di "nuovo fiore"; , un'onomatopea che indica le sorgenti presenti nel luogo; ), chiamata spesso dai suoi residenti anche con il nome di Sheger, è la capitale dell'Etiopia e la sede centrale dell'Unione Africana con abitanti stimati a ottobre 2025.
Geografia fisica
Territorio Addis Abeba si trova ad un'altitudine di metri su un altopiano dominato da lande ai piedi delle montagne di Entoto, poste sullo spartiacque del bacino dell'Auasc. La città presenta una notevole escursione altimetrica: nel punto più basso, ove è situato l'aeroporto internazionale di Bole, l'altitudine è di metri sul livello del mare; nel punto più alto, nella periferia a nord della città, situato a oltre metri di quota, sorge il sistema montuoso di Entoto.
Clima
Addis Abeba ha un clima temperato e umido, caratterizzato da precipitazioni abbondanti, anche nei mesi più secchi (Classificazione di Köppen, Cwb). La temperatura media annua è di 16,3 °C e la piovosità media è di 1143 mm. Data la notevole escursione altimetrica, la città presenta in alcune zone un clima alpino (Classificazione di Köppen, E), che hanno tra di loro un'escursione termica anche di 10 °C. L'elevata altitudine mitiga le temperature, che rimangono pressoché costanti durante tutto l'anno, data la vicinanza all'Equatore.
Il periodo secco va dalla metà di novembre a gennaio. Durante questa stagione la temperatura massima giornaliera solitamente non supera i 23 °C, mentre la temperatura minima notturna non supera i 10 °C. Da febbraio a maggio si verifica un aumento delle precipitazioni, che si attesta tra i 40 mm di febbraio e gli 80 mm di maggio; le temperature massime giornaliere non superano i 25 °C, mentre le minime notturne si attestano tra i 10 e i 15 °C, con una significativa diminuzione dell'escursione termica tra giorno e notte rispetto al periodo secco.
La stagione delle piogge va da giugno a settembre. Sebbene il periodo coincida con l'estate, l'abbondanza di precipitazioni mitiga la temperatura massima giornaliera, che di rado supera i 23 °C, mentre la minima notturna non subisce significative variazioni rispetto al periodo febbraio-maggio. Il periodo autunnale che va da ottobre alla prima metà di novembre è un periodo di transizione dalla stagione piovosa a quella secca.
Storia Menelik II e la fondazione di Addis Abeba
Addis Abeba venne fondata dall'imperatore Menelik II, come sua nuova capitale. Prima della fondazione di Addis Abeba, numerosi siti nelle vicinanze funsero da capitali temporanee del regno di Scioa: Wechecha, Yerrer, Entoto e soprattutto Ankober; quest'ultima, posta 160 km a nord di Addis Abeba e capitale durante la seconda metà del XVIII secolo, presenta ancora le rovine del palazzo reale, poste sul ciglio di una grande scarpata famosa per il suo panorama. Menelik, Negus dello Scioa, riteneva il monte Entoto un'importante base strategica per condurre operazioni militari nella parte meridionale del suo regno e, nel 1879, visitò le rovine di una città medievale e di una chiesa rupestre incompiuta, testimonianze di attività precedenti alle campagne di Ahmad Gragn.
L'interesse dell'imperatore crebbe quando sua moglie Taitù avviò il restauro di una chiesa sul monte Entoto e Menelik stesso decretò la costruzione di un'altra chiesa nella zona. L'area tuttavia non incoraggiava la fondazione di una città, a causa della scarsità di legna e acqua; infatti uno stanziamento effettivo cominciò nella vallata a sud della montagna solo nel 1886. Inizialmente Taitù fece costruire una casa vicino alle sorgenti termali di Filwoha, conosciute dagli oromo, una popolazione immigrata originaria della provincia di Bale, come Finfinne, dove i membri della corte reale trascorrevano le vacanze; il resto della nobiltà e il personale di servizio si stabilirono nelle vicinanze. Menelik ampliò la casa della moglie, trasformandola nel Palazzo imperiale, ancora oggi sede del governo nella città.
Addis Abeba divenne la capitale dell'Etiopia quando Menelik II divenne imperatore d'Etiopia nel 1889. A causa della costante penuria di legna da ardere, cui dovette fare fronte la popolazione di Addis Abeba in rapida espansione, Menelik decise di trasferire la capitale in un'altra città di nuova fondazione; nel 1896 iniziò quindi la costruzione di Addis Alem, circa 40 km a ovest di Addis Abeba. Nel 1903 vennero avviati i lavori per la realizzazione della prima strada pavimentata d'Etiopia tra Addis Abeba e la nuova capitale. Menelik introdusse inoltre l'eucalipto, una pianta a crescita rapida. I numerosi alberi di eucalipto, voluti da Menelik lungo le principali strade della città, sono ancora oggi ben visibili.
Il periodo coloniale italiano (1936-1941)
Il 5 maggio del 1936, all'apparente termine della guerra d'Etiopia, Addis Abeba fu conquistata dalle truppe italiane guidate dal maresciallo Pietro Badoglio e quattro giorni dopo, l'impero d'Etiopia fu aggregato all'Africa Orientale Italiana insieme a Eritrea e Somalia italiana;. nonostante la conquista decisiva non fosse avvenuta e vi fossero ancora vasti territori sotto il controllo dei ras e dei vari feudatari. Il 1º giugno la città, nominata capitale dei possedimenti coloniali italiani nel Corno d'Africa, entrò a fare parte del Governatorato di Addis Abeba, dall'11 novembre del 1938 inglobato nel nuovo Governatorato dello Scioa..
Il 19 febbraio del 1937, nel corso di una cerimonia per celebrare la nascita di Vittorio Emanuele di Savoia, il Piccolo Ghebì imperiale, residenza del viceré d'Etiopia, fu teatro di un attentato ai danni del governatore Rodolfo Graziani, che fu ferito insieme a cinquanta persone, mentre altre sette morirono;. nei tre giorni successivi gli italiani misero in atto una violenta e indiscriminata repressione ai danni degli abitanti della capitale, nota come strage di Addis Abeba, durante la quale furono uccisi migliaia di cittadini..
Nel 1938 il governo italiano predispose un ambizioso piano regolatore per la città, a firma degli architetti Cesare Valle e Ignazio Guidi, prevedendo la realizzazione di nuovi quartieri; i lavori furono avviati con la costruzione di una serie di strade ed edifici che modernizzarono in parte il volto della capitale, raggiunta in cinque anni da oltre coloni italiani..Il 31 ottobre del 1940 risultavano risiedere ad Addis Abeba italiani (cfr. ) Tuttavia, l'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale il 10 giugno del 1940 causò una brusca interruzione dei cantieri, molti dei quali non furono nemmeno avviati..
Il post- Conquista (1941-1974)
Durante la campagna dell'Africa Orientale Italiana, nel marzo del 1941 il fronte sud della Somalia britannica, conquistata dagli italiani l'anno precedente, non resistette alle forze britanniche. che, unitamente ai combattenti etiopi arbegnuoc, raggiunsero alla fine di aprile Addis Abeba;. la città, ormai indifendibile, fu abbandonata per decisione del viceré Amedeo di Savoia, che raggiunse un accordo con le forze inglesi per evitare rappresaglie contro i numerosi civili italiani; Hailé Selassié rientrò quindi trionfalmente ad Addis Abeba il 5 maggio del 1941, esattamente dopo 5 anni di occupazione..
A fine dell'occupazione, Addis Abeba visse un periodo di stagnazione economica e crescita demografica rapida, con un’espansione urbana che seguiva il modello imposto dagli italiani nel centro (Piano Regolatore Italiano del 1938), mentre le periferie si sviluppavano in modo più disordinato. Nel 1946, Haile Selassie invitò il noto urbanista britannico Sir Patrick Abercrombie per progettare un piano di sviluppo per rendere Addis Abeba una capitale africana modello, con quartieri organizzati intorno a parchi e grandi vie radiali per facilitare il traffico.
Nel 1944 Haile Selassie completò i lavori della cattedrale della Santissima Trinità di rito copto, da lui iniziata nel 1931, e la destinò, oltre che a mausoleo della famiglia imperiale, a memoriale e luogo di sepoltura dei patrioti che combatterono contro l'occupazione italiana. Dal punto di vista culturale, sotto il regno di Hailé Selassié vennero fondate la biblioteca pubblica (1944), l'Università (1950), il Teatro nazionale (1955) e il Museo nazionale (1958). Sempre durante il regno di Selassié, Addis Abeba venne dotata di nuove infrastrutture, come il servizio di trasporti pubblici (1945) e l'aeroporto di Bole (1961).
In ambito politico internazionale, l'imperatore incoraggiò la fondazione dell'Organizzazione dell'unità africana nel 1963, invitando il nuovo organismo a mantenere il suo quartier generale nella città. Nel 1965, Addis Abeba era divisa in 10 woredas (distretti amministrativi) e continuava a espandersi urbanisticamente. Nel medesimo anno si tenne ad Addis Abeba il Concilio delle Chiese Ortodosse Orientali.
Parallelamente, nel corso degli anni '60 la città iniziò a conoscere anche movimenti studenteschi contro il governo imperiale, che culminarono nel 1974 con la deposizione di Haile Selassie da parte del Derg, un consiglio militare provvisorio.
L'amministrazione della Derg (1974 - 1991) Dopo l’ascesa al potere della Derg, circa due terzi degli alloggi della città furono trasformati in abitazioni a canone d’affitto. La crescita demografica rallentò dal 6,5% al 3,7%. Nel 1975 la Derg nazionalizzò gli edifici in affitto costruiti privatamente. Secondo il Decreto n. 47/1975, gli edifici più vecchi e di scarsa qualità venivano gestiti dalle unità di quartiere (kebele), mentre le abitazioni di migliore qualità ricadevano sotto l’Agenzia per l’Amministrazione delle Case in Affitto (ARHA). Gli immobili con un valore inferiore a 100 birr (circa 48 dollari USA) erano assegnati alla gestione dei kebele. In questo periodo il numero di woredas (distretti) aumentò a 25, mentre i kebele salirono a 284.
L’architetto ungherese C.K. Polonyi fu il primo a occuparsi del piano regolatore cittadino durante il regime della Derg, con il supporto del Ministero dello Sviluppo Urbano e dell’Edilizia. Il suo progetto prevedeva l’integrazione di Addis Abeba con le aree rurali suburbane e lo sviluppo del centro città. Polonyi ridisegnò anche la Piazza Meskel, ribattezzata Piazza Abiyot, il cui nuovo assetto fu realizzato subito dopo il cambio di nome.
Nel 1986 fu elaborato un piano italo-etiopico con la collaborazione di 45 professionisti etiopi e 75 esperti italiani, con oltre 200 rapporti settoriali. Il piano mirava a un sistema urbano bilanciato e a migliorare i servizi pubblici, come l’approvvigionamento idrico. Fu incorporata l’area di Akaki per i servizi industriali e terminali merci. Tuttavia, il regime burocratico della Derg ritardò l’attuazione del piano di otto anni, fino al 1994, causando problemi nei servizi pubblici di base e uno sviluppo urbano non pianificato
La Repubblica Federale Democratica (1991 - presente) Il 28 maggio 1991, il Fronte Democratico Rivoluzionario Popolare Etiope (EPRDF), coalizione politica che stava rovesciando il regime della Derg, prese il controllo di Addis Abeba. Entrarono lungo Menelik II Avenue e imposero un coprifuoco di 24 ore. Secondo testimoni, i cittadini non furono spaventati dall’evento, poiché l’esercito assicurava che la situazione era sotto controllo. Le truppe presero posizione in punti centrali della città, come l’Hotel Hilton, esponendo striscioni con le parole “Pace, Solidarietà, Amicizia”. Alle 5:30 del mattino riuscirono a controllare il palazzo presidenziale, con l’ingresso di carri armati in città.