La tifoseria della Juventus Football Club ha svolto un ruolo decisivo nella costituzione dell'identità societaria dalla fine del XIX secolo. Inizialmente radicata nella regione Piemonte e composta principalmente da membri della classe borghese e industriale, tra cui studenti, intellettuali e imprenditori;. i cui saranno ulteriormente costituiti come «soci patronessi», costituiranno in seguito il primo gruppo di sostegno sportivo a organizzarsi formalmente per seguire la squadra attraverso la penisola italica.Il primo caso di un «treno speciale» organizzato dai tifosi accadde il 12 marzo 1905 in occasione dell'incontro di campionato disputatosi tra la e il in campo di Ponte Carrega a Genova, cfr. Il crescente numero dei soci del club permise la fondazione di altre squadre ispirate dalla società campione d'Italia (1905) in città lontane da Torino quali Roma e Firenze e la pubblicazione del primo periodico sportivo-istituzionale del Paese (1915) come strumento di comunicazione con i soci, calciatori e dirigenti juventini che combatterono nella prima guerra mondiale.

Durante il ventennio interbellico, in seguito alla ristrutturazione societaria condotta dall'avvocato Giuseppe Hess e all'assunzione alla presidenza del club dell'allora vicepresidente della casa automobilistica FIAT Edoardo Agnelli (1920-1923), il bacino di sostenitori della , definiti «juventini», sperimentò un incremento esponenziale in virtù dei crescenti flussi migratori verso il capoluogo piemontese, principalmente provenienti dal Mezzogiorno e composti principalmente da membri della classe lavoratrice. Inoltre, l'allora inedita serie di successi sportivi ottenuti dalla squadra durante la prima metà degli anni 1930 ispirò vari emigrati italiani a fondare numerose società sportive che, di riflesso, adottarono anche il nome e la simbologia della formazione torinese nelle Americhe, in Magreb, nei Balcani, nella Scandinavia e in Australia. La diffusione nel resto d'Italia dei mezzi di comunicazione di massa, principalmente la radio, contribuì a rendere la Juventus il primo club sul territorio nazionale per numero di simpatizzanti – all'epoca più del doppio del totale di simpatizzanti delle altre squadre militanti nella nascente Serie A messi insieme – nonché il primo nello sport italiano a vantare una connotazione nazionale. Contemporaneamente fra i tifosi juventini si affermarono orientamenti anticampanilistici che fecero del club bianconero, secondo alcuni studiosi, un tassello nella formazione di un'identità e un'idea d'unità nazionale. Nel decennio seguente, l'istituzione degli abbonamenti favorì la fidelizzazione dei sostenitori durante la seconda guerra mondiale;Gli abbonamenti furono istituiti durante la presidenza del conte Emilio de la Forest de Divonne nel settembre 1940, sotto la denominazione di «Abbonamento universale Juventus». La sottoscrizione alla totalità degli incontri casalinghi della squadra bianconera era inizialmente scalonata per 40 lire annuali, cfr. il successo dell'operazione fece sì che venisse replicata da altre società sportive del Paese..

La tifoseria bianconera ebbe un secondo incremento esplosivo del proprio bacino di utenza a partire dal secondo dopoguerra (1950-1980), per mezzo per lo più di immigrati meridionali arrivati a Torino in risposta alla notevole domanda di lavoro della FIAT, tale da far ritenere in seguito la Juventus un simbolo d'integrazione sociale. Alla fine degli anni 1960 furono costituite le prime componenti del tifo organizzato, nella sua maggioranza di tendenza ultrà, che occupavano la curva Sud dello stadio Comunale, punto di incontro della popolazione arrivata in città. A partire da questi nuclei furono fondati i primi fan club juventini, si svolsero i primi gemellaggi e sorsero le prime rivalità con altre tifoserie. Gli scontri generati dagli hooligan britannici furono la causa dei violenti incidenti che raggiunsero il loro apice nella strage dell'Heysel (1985). Infine, gli ulteriori periodi di successo sportivo della squadra bianconera, l'evoluzione delle telecomunicazioni che hanno permesso la diffusione degli incontri del club nel resto dei continenti in modo pressoché stabile a partire dai primi anni 1980, il posizionamento del campionato di Serie A al vertice del calcio internazionale dalla metà di quel decennio sino alla fine del II millennio e la ristrutturazione delle competizioni UEFA per club durante la prima metà degli anni 1990, renderanno il tifo per la Juventus uno dei maggiori al mondo, contando, a tutto il 2023, 8 milioni di tifosi sul territorio italiano e, a tutto il 2025, oltre 560 milioni di potenziali simpatizzanti a livello globale, in particolare nelle nazioni a forte emigrazione italiana. che vedono nel club un elemento di connessione con il Paese d'origine.

Contesto

Il pensiero comune d'inizio XX secolo voleva che il tifo per la fosse appannaggio delle classi borghesi, laddove quello per la sua rivale cittadina, il Torino, traesse linfa dalle classi popolari e proletarie.. Qualche decennio dopo, con l'ingresso degli Agnelli nel capitale societario della Signora (1923), il tifo per la squadra si diffuse anche tra gli operai meccanici dell'industria di proprietà della famiglia, la FIAT. Essendo iniziato un fenomeno migratorio – poi divenuto massiccio nel secondo dopoguerra – verso Torino e gli altri grandi poli industriali del Settentrione da parte dei lavoratori meridionali in cerca di impiego, la Juventus, già dagli anni 1930, divenne il primo club italiano ad avere una tifoseria non più connotata campanilisticamente o, al più, regionalmente, ma a carattere nazionale..

Con il consolidamento dei flussi migratori interni avvenuti tra gli anni 1950 e i primi anni 1970 la Juventus sembrò rappresentare, attraverso i suoi tifosi, lo spirito del nuovo lavoratore immigrato piemontese, mentre la tifoseria del Torino rimase legata all'ambiente culturale di marca prettamente torinese e cittadina. In anni più recenti, comunque, le differenze sociali e culturali fra le due opposte tifoserie si sono sempre più affievolite fino a essere oramai, di fatto, nulle.

Anche per via della vicinanza con l'allora sede sociale del club dal 1948 al 1964,. dal secondo dopoguerra il principale luogo d'incontro spontaneo dei sostenitori juventini a Torino, nonché per i festeggiamenti dei trionfi sportivi della squadra, è la piazza San Carlo sita nel centro storico della città. Sita nel centro di Torino è anche piazza Castello, altro luogo di ritrovo per i festeggiamenti dei trionfi del club bianconero.

Composizione demografica In ambito nazionale, secondo la ricerca multiclient annuale "Sponsor Value", realizzata dal 2001 da StageUp e Ipsos su un campione di riferimento nella popolazione italiana di età compresa tra 16 e 64 anni, al 2023 la Juventus risultava essere la squadra di Serie A più tifata d'Italia, potendo contare su un seguito stimato in circa tifosi; i bianconeri, pur mantenendo nel tempo il primo posto e avendo quasi costantemente il doppio di supporter rispetto al club al secondo posto nei rilevamenti, rispetto al quadrienno precedente dell'indagine "Sponsor Value" risultavano in lieve calo nel numero di tifosi (8 milioni nel 2022, 8,2 milioni nel 2021, 8,8 milioni nel 2020 e 8,7 milioni nel 2019).

Sempre in Italia, in base ai sondaggi condotti dalla società "Demos & Pi" sul tifo calcistico e sportivo degli italiani, pubblicati sul quotidiano la Repubblica e realizzati quasi annualmente nel periodo compreso tra il 2005 e il 2024, la Juventus è risultata in tutte le rilevazione come il club più sostenuto nel Paese, con in media una percentuale di tifoseria di circa il 31% tra coloro che seguono il calcio; la rilevazione del 2024 le attribuisce il 32% di tifosi mentre quella con il valore più alto è stata nel 2015 (35%) e quella con il valore più basso si è avuta nel 2007 (27,70%). Sempre per "Demos & Pi", nel 2023 i sostenitori della Juventus erano distribuiti in maniera pressoché uniforme su tutto il territorio nazionale: infatti, la società bianconera risultava essere anche la squadra con il più alto numero di sostenitori in tre delle cinque regioni geografiche esaminate, avendo riscosso la maggiore percentuale di preferenze nel Nord-Ovest (31%), nel Centro-nord (41%) e nel Sud e isole (28%), piazzandosi al secondo posto nel Nord-Est (23%, dietro al Milan) e al secondo posto nel Centro-sud (18%, dietro a Roma e a parti merito con la Lazio).

Un'inchiesta condotta dalla Lega Nazionale Professionisti (LNP) nel 2013 e pubblicata sul giornale Corriere dello Sport - Stadio tre anni più tardi concluse che la squadra bianconera risultava essere la prima squadra nelle preferenze dei sostenitori di calcio in Italia in 13 regioni su 20, il che costituisce il 33% della quota di mercato del settore a livello nazionale.Dai dati elaborati dall'agenzia Nielsen Sport del 2015, le regioni in cui la Juventus è il club più sostenuto sono, oltre al Piemonte, il Veneto, le Marche, l'Emilia-Romagna, il Trentino-Alto Adige, l'Abruzzo, il Molise, la Puglia, la Basilicata, la Calabria, la Sicilia, l'Umbria e il Valle d'Aosta, cfr.

Il tifo per la Juventus, tradizionalmente eterogeneo dal punto di vista sociologico e geograficamente uniforme in tutto il Paese,. è molto marcato anche nel Mezzogiorno d'Italia e nelle isole, cifra che rappresenta uno su cinque abitanti sul territorio nazionale;. il che garantisce un seguito rilevante alla squadra anche durante gli incontri esterni. Tale caratteristica di diffusione del tifo fa della Juventus, dal punto di vista sociologico, una squadra «nazionale».. Frequente è anche il caso di tifosi organizzati che, anche da luoghi geograficamente lontani del Paese, raggiungono con regolarità Torino per gli incontri interni della squadra:

Nel Piemonte i tifosi bianconeri e i fan club sono distribuiti in modo omogeneo sull'intero territorio, tranne nel Basso Monferrato e nell'Alba Langa, in cui il calcio è un fenomeno limitato, e nell'Alessandrino meridionale, in ragione al maggior influsso culturale ligure.

La squadra bianconera risulta essere la seconda nel Paese in termini di audience.ivi, pp. 29-31

La Juventus, inoltre, è tra le squadre con il maggior numero di sostenitori al mondo, contando oltre 250 milioni di simpatizzanti, di cui, oltre al già citato numero di simpatizzanti in Italia, 44,76 milioni nel resto del territorio europeo, 108,46 milioni nel continente asiatico e 42,46 milioni sparsi in Africa e le Americhe, cfr. anche . in base a un rapporto della società tedesca di indagini sul mercato sportivo Sport+Markt AG del 2012. Una simile analisi pubblicata dall'azienda statunitense The Nielsen Company nel 2025 concluse che il bacino potenziale di sostenitori del club a livello mondiale supera i 560 milioni, di cui oltre 100 milioni residenti in Europa.

Orientamento politico Per quanto riguarda gli orientamenti politici delle tifoserie organizzate, in base a un rapporto della Polizia di Stato del 2003 quello della risultava prevalentemente attestato su posizioni di destra;. tuttavia, fuori dalle frange organizzate, l'orientamento politico della tifoseria, in ragione della sua eterogeneità sociale e territoriale, risulta non discostarsi in misura significativa da quelli più diffusi genericamente a livello di popolazione nazionale: è quanto emerse da un sondaggio condotto da ACNielsen citato nel 2004 dalla rivista Diario, in cui si stabilì che quella della Juventus è una tra le poche tifoserie a esprimersi elettoralmente in maniera pressoché equanime tra destra e sinistra.

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