Collepasso (Culupazzu in dialetto salentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nell'entroterra della penisola salentina sulle alture delle Serre Salentine; ha ottenuto l'autonomia amministrativa nel 1907 distaccandosi dal comune di Cutrofiano.

Geografia fisica Territorio L'abitato di Collepasso sorge sulle pendici della Serra di Sant'Eleuterio ed è situato a valle del territorio denominato Macche, che costituisce uno dei punti più elevati della provincia di Lecce. Il territorio comunale, che occupa una superficie di nella parte centro-occidentale del Salento, è compreso fra i 102 e i 180 m s.l.m., con un'escursione altimetrica di 78 metri. Nelle campagne di Collepasso nasce il canale dell'Asso, un breve corso idrico che si sviluppa nell'area a nord del paese fino a confluire in un inghiottitoio carsico a nord di Nardò. Il reticolo idrografico dell'Asso si sviluppa sui sedimenti sabbioso limosi del Pleistocene medio, inizialmente con numerosi solchi erosivi ben incisi dalle scarpate alte fino a 10 metri e poi con due canali separati. Questi confluiscono in un unico solco, con scarpate fluviali alte fino a 6-7 metri incise tra i sedimenti del Pleistocene medio e le calcareniti del Pleistocene inferiore. L'ultimo tratto dell'Asso, che prende il nome di Canale Paduli, scorre infine nell'area di Nardò, verso un bacino idrografico e verso i punti assorbenti perimetrali, nei quali defluisce.

Il territorio comunale confina a nord con il comune di Neviano, a nord e a est con il comune di Cutrofiano, a sud con i comuni di Supersano, Casarano e Matino, a ovest con il comune di Parabita.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Clima

Dal punto di vista meteorologico Collepasso rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai , presentano un minimo in primavera-estate e un picco in autunno-inverno.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola.

Classificazione climatica di Collepasso: Zona climatica: C Gradi giorno: 1290

Origini del nome Il toponimo compare per la prima volta in un documento greco del XII secolo (Koulopatze). In altri antichi scritti il nome compare nella forma latina volgarizzata di Colopati e Colopaci. Questa etimologia deriverebbe dall'abbreviazione delle parole composte (Ni)colau (I)patius o (Ni)colaus-pagi. La prima significherebbe casale di Nicola Ippazio, la seconda villaggio di Nicola o di San Nicola a testimonianza di un casale bizantino distrutto dai Saraceni prima dell'XI secolo. La versione attuale del toponimo è di derivazione ottocentesca. Si trattò di un voluto mutamento, dovuto a un processo di ingentilimento linguistico della vecchia espressione. Per arrivare all'attuale etimologia si fece riferimento a termini latini settecenteschi (Colyspassi, Collispassi, Collispatium) riferibili all'orografia del territorio in quanto era un transito obbligato per oltrepassare le serre salentine. Da collis passus, che significa "colle del passaggio", derivò Collepasso.

Storia Un primo insediamento abitativo è attestato sin dal XIII secolo ed era denominato Colopati o Colopaci. È possibile che fosse un insediamento normanno a controllo del valico delle serre salentina sulla direttrice Otranto-Gallipoli dove sull'altro versante del valico contemporaneamente nasceva la vicina Parabita.

Fra il 1240 e il 1269 è molto probabile che il piccolo insediamento faccia parte dei possedimenti del barone di Matino Gervasio de Matino e poi di suo figlio Glicerio de Matino e che dal 1269 in poi faccia parte dei territori della Contea di Soleto, confiscata alla famiglia De Persona-De Matino e assegnata dai D'Angio ad Anselino di Toucy insieme ai feudi di Maglie e Giurdignano ottenuti dallo stesso personaggio maritati nomine per aver sposato la figlia del feudatario matinese Sibilla de Matino. Ma si tratta comunque di un territorio, non di un feudo. Quindi se un borgo esisteva era di piccolissime dimensioni.

È molto probabile peraltro, ex silentio chartarum, che il piccolo insediamento scompaia nel corso della crisi economica ed epidemica trecentesca che fece sparire dalle carte geografiche decine di casali in Terra d'Otranto.

Nondimeno i territori di Collepasso continuarono ad appartenere a varie famiglie, l'ultima delle quali fu, dal 1692, la famiglia Leuzzi, ma senza che vi fosse testimoniato un vero insediamento urbano, se non la presenza di un certo numero di masserie nelle quali vivevano famiglie di coloni o lavoratori stagionali, che ovviamente non potevano essere considerati una comunità cittadina organizzata.

La svolta per Collepasso si ebbe solo nel 1805, allorché per iniziativa della baronessa Maria Aurora Leuzzi Contarini (†1865) e del conte Bartolomeo degli Alberti di Enno (†1850), giunti da Napoli, si trasferirono nel palazzo cittadino esistente ammodernando una struttura costruita nel 1576 forse sulle rovine di una struttura ancora precedente e di epoca normanna. Si costituì il villaggio di Collepasso e i feudatari richiamarono sui terreni del feudo contadini provenienti dai paesi limitrofi facendo loro alcune concessioni enfiteutiche per fabbricati, altre per piantagioni e viti. Il borgo di Collepasso si costituì come frazione del Comune di Cutrofiano. Il conte si occupò di tracciare la topografia delle strade limitrofe al castello Baronale dove i due risiedevano. Tale piano regolatore, però, non venne rispettato del tutto, poiché tra il 1813 e il 1816 sorsero delle abitazioni in maniera disordinata. Tale evenienza si dimostrò un fatto positivo per lo sviluppo del piccolo villaggio, poiché si diede il via ad un'attività di lavori campestri e manuali, legati all'agricoltura.

Lo sviluppo ebbe un rapido incremento a partire dal 1851, quando fu completata la strada statale che collega Maglie a Gallipoli e che tocca Collepasso. In seguito furono costruite le vie provinciali per Neviano, Tuglie, Casarano, Galatina e Cutrofiano. Nel 1861 venne svolto il primo censimento nel quale Collepasso registrò abitanti"Cenni storici-etnografici attorno al villaggio di Collepasso", Giuseppe Manta. La popolazione cominciò a crescere e ad espandersi, raggiungendo i abitanti nel 1907. In questo anno, con apposita legge proposta dal deputato Antonio Vallone di Galatina, venne proclamata l'autonomia comunale con R.D. n.319 del 6 giugno 1907, firmato dal Re Vittorio Emanuele III. Il 10 dicembre 1911 fu emanato, dopo lunghe diatribe con l'ex capoluogo Cutrofiano, il Regio Decreto che definiva la delimitazione territoriale del nuovo Comune di Collepasso. La prima amministrazione comunale si ebbe con il Commissariato composto da Angelo Marra, Cosimo Marzano e Cosimo Malorgio. Il 18 febbraio 1912 fu eletto il primo Consiglio comunale e il primo sindaco fu Carlo VivaStoria di Collepasso dalle origini all'autonomia, Orazio Antonaci e Salvatore Marra.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 10 gennaio 1951. Stemma

Gonfalone

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa della Natività di Maria Vergine

La chiesa madre della Natività di Maria Vergine fu progettata dall'architetto sponganese Filippo Bacile di Castiglione e fu costruita tra il 1865 e il 1871. Fu commissionata dalla nobildonna Consiglia Pesce che la donò con atto pubblico al popolo di Collepasso. Originariamente era dedicata alla Madonna del Buon Consiglio. La costruzione in carparo e pietra leccese, presenta una semplice facciata arricchita da un portale d'ingresso timpanato con porta bronzea. L'interno possiede una pianta a croce latina con mononavata e senza colonnati. All'intersezione dei bracci si eleva una cupola ribassata. L'altare maggiore e i quattro laterali sono in pietra leccese. All'interno si possono ammirare opere dell'artista salentino Don Michele Rizzo. Nel 1944 le pareti furono affrescate dal pittore Leonida Cortesi con scene di Santi e del Vangelo. Nel 2000, anno Giubilare, l'intera struttura è stata oggetto di restauro conservativo e di consolidamento statico.

Cappella della Santissima Trinità La cappella della Santissima Trinità o dello Spirito Santo fu edificata nel XVII secolo ed è stata la prima chiesa del paese. Fu costruita per i bisogni spirituali dei castellani o degli addetti alla sorveglianza del feudo, oltre che dei pochi contadini che vivevano sui terreni baronali, nel quale si veneravano le immagini della Trinità e della Madonna delle Grazie. La ristrutturazione del 1870 comportò il rifacimento della facciata in stile neoclassico. Possiede una campana del 1857. L'interno è a croce greca con bassa cupola emisferica sostenuta da quattro colonne e quattro arcate. Sono presenti due altari in pietra leccese al di sopra dei quali sono collocate due tele ottocentesche.

Cappella dell'Immacolata È situata accanto a Palazzo Pesce e risale al XVIII secolo. Dopo l'inaugurazione della chiesa madre, fu dapprima usata come falegnameria per poi essere, nel 1945, riconsiderata come luogo di culto.

Chiesa di San Francesco Situata in una posizione periferica, fu voluta fortemente da don Salvatore Miggiano nel 1980. È in stile moderno e sobrio. All'interno vi è l'opera della "Crocifissione" di autore ignoto ma restaurata da Lionello Mandorino.

Chiesa Cristo Re dell'Universo Seconda parrocchia del paese, di recente fattura, è contraddistinta da un'architettura moderna ed è sita sulla strada che collega Collepasso al limitrofo comune di Casarano.

Architetture civili

Palazzo Baronale Il palazzo baronale è il risultato di diversi interventi e lavori di ampliamento, i quali terminarono nel XVIII secolo con il feudatario Oronzo Leuzzi. Ingloba un'antica costruzione edificata nel 1576 da Pietro Massa, sopra ad un'altra già preesistente, ossia una torre di difesa di epoca bizantina. Tale palazzo divenne il centro dell'attività politica e culturale collepassese sotto l'egemonia della Baronessa Aurora Leuzzi. Nel 1992 e nel 2006 si sono avuti dei lavori di restauro. Costituisce un immobile di interesse culturale dal 1987, anno del trasferimento della proprietà al Comune.

Palazzo Nuovo Così detto per distinguerlo dal "Palazzo Vecchio" cioè il palazzo Baronale, fu edificato intorno al 1840 per volontà del Conte Alberti. Presenta una facciata con elementi déco, causa un rifacimento del 1912. Residenza, al suo inizio, di Carlo Viva del Gado e Carlotta Piro, i due figli che la Baronessa Aurora Leuzzi e il Conte Bartolomeo Alberti ebbero nella loro lunga convivenza, attualmente è abitato dalle famiglie eredi. È ubicato a ridosso del centro in Piazzetta Cristoforo Colombo a cui si accede attraverso la via Conte Alberti.

Palazzo Viva Si trova in Piazza Dante. Si tratta di un maestoso edificio risalente alla fine del XIX secolo; la facciata molto elegante è arricchita da un ornato portale d'accesso.

Palmento

Il Palmento risale al 1749 e fu edificato dal Barone Carlo Leuzzi. Situato sulla provinciale per Noha-Galatina, all'ingresso del paese, è un monumento che attesta l'antica vocazione viti-vinicola del sito. Ridotto quasi ad un rudere, recentemente è stato restaurato dalla Provincia di Lecce.

Altro Piazza Martiri Ungheresi