La stazione di Montecatini Terme-Monsummano è una stazione ferroviaria posta sulla linea ferroviaria Viareggio-Firenze. Rappresenta l'ultima fase dello sviluppo dell'organismo urbano della città termale, realizzato in epoca fascista.
Storia Il progetto curato dall'ingegnere Angiolo Mazzoni, capo ufficio tecnico dell'Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato, venne originariamente elaborato in tre versioni. Del resto Montecatini Terme fin dall'Ottocento venne progressivamente dotandosi di appropriati servizi pubblici per accogliere i sempre più numerosi visitatori delle moderne ed efficienti attrezzature di cura termale, affermate anche in campo internazionale.
La stazione venne attivata il 4 agosto 1937Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 77, 1937. ed inaugurata "in una fulgida festa di sole, in un tripudio di bandiere"Il Nuovo Giornale, 4 agosto 1937. dal ministro Benni insieme al Prefetto di Pistoia e ad altre personalità cittadine e dell'amministrazione ferroviaria.
Dalle cronache dell'epoca si apprende che la summa decorativa si esprimeva nell'ufficio del capostazione, dove "una grande tarsia progettata dal pittore Mazzei ed eseguita dagli artigiani pistoiesi campeggia dietro la scrivania", affiancata dai due busti del Re e del Duce fusi in bronzo dal fiorentino Gronchi con "una severità di concezione ed una robustezza di esecuzione notevolissime".
La consueta, estrema cura dei particolari che caratterizza le opere mazzoniane e il raffinato design degli accessori si rivelano pienamente anche nella stazione di Montecatini Terme: ne sono un esempio gli orologi in ottone agganciati a bandiera sui pilastri rettangolari che sostengono la pensilina del II binario, anch'essa rivestita nell'intradosso in tesserine vetrose color biege, e le fontanelle, le sedute, i porta fiori che, inseriti e quasi dissimulati fra i pilastri, arredano il marciapiede stesso.
Strutture e impianti
Architettura
L’edificio è preceduto da un ampio piazzale, oggi adibito a parcheggio, la cui sistemazione fu progettata dallo stesso Mazzoni. Il progetto prevedeva una fontana disposta trasversalmente rispetto all’edificio e lampioni appositamente disegnati, costituiti da un palo piatto incurvato nella parte superiore e rivestito di tessere di ceramica color pervinca; alcuni resti, ormai in disuso, sono ancora visibili presso l’ex scalo merci.
Di impianto longitudinale, la stazione presenta una volumetria compatta, caratterizzata da una lunga tettoia con testate semicircolari sotto la quale si aprono gli ingressi agli ambienti interni. La torre dell’orologio, a pianta pentagonale e un tempo enfatizzata dalla presenza del fascio littorio, separa il lato arrivi (a sinistra) dal lato partenze (a destra), al quale si collega, arretrata, la palazzina a tre piani destinata ai servizi tecnici. Il rivestimento esterno è realizzato a bugne in travertino di Monsummano, con inserti di porfido violaceo di Predazzo e pietra proveniente dalla grotta Maona.Un marciapiede in travertino corre lungo tutto il perimetro del fabbricato, interamente rivestito con lastre degli stessi materiali pregiati utilizzati per la stazione.
Sul lato arrivi, la parte terminale dell’ampia tettoia, rivestita nell’intradosso con tessere ceramiche color crema, è sostenuta da un grande pilastro circolare. Alla destra della torre dell’orologio si aprono invece gli ingressi al fabbricato viaggiatori, caratterizzati da grandi infissi originali in legno e vetro, incassati tra profondi pilastri rettangolari.
Il salone delle partenze, che ospita la vetrata del bar, la biglietteria sul fondo, l’edicola accanto al passaggio verso i binari (poi collocata all’interno della torre al piano terra) e l’ex sala d’attesa arrivi, conserva il rivestimento parietale in travertino con fasce orizzontali in porfido violaceo. È ancora presente il bancone originale della biglietteria in rovere biondo con inserti in ottone, mentre il mobile centrale è andato perduto.
Accedendo al marciapiede dei binari si incontrano i due ingressi simmetrici al sottopassaggio, che conserva la pavimentazione in lastre di granito e il rivestimento parietale in tessere vetrose azzurro chiaro. Le scale, anch’esse in granito con alzate rivestite in tessere vetrose, sono dotate di corrimano in ottone, mentre l’illuminazione è ancora affidata a lampade al neon.
La zona più vicina alla torre è occupata dall’ex sala reale, successivamente riqualificata e destinata a incontri e conferenze. Qui si conservano i grandi infissi originali in legno e vetro, il rivestimento parietale in lastre di granito rosa del Trentino e la pavimentazione in granito nero. Gli arredi attuali (divanetti in legno e pelle verde e un tavolo con base in ottone) sostituiscono quelli originali disegnati da Mazzoni, descritti come “sedili di porfido addolciti da parziali imbottiture di cuoio” e un tavolo centrale in monzonite di Trento. L’ambiente era completato da un lampadario aderente al soffitto in ottone con elementi in vetro veneziano.
Sul retro del fabbricato viaggiatori si sviluppa la palazzina destinata a uffici, servizi tecnici e alloggi. I prospetti presentano due differenti rivestimenti: verso i binari in travertino con fasce di porfido violaceo, verso il piazzale in bugne di pietra grigia della grotta della Maona, con finestre quadrate incorniciate in massello di marmo bianco. Secondo un giudizio coevo, “tale fabbricato è forse la parte più geniale della nuova stazione di Montecatini”, dove il razionalismo tecnico lascia maggiore spazio all’ispirazione, con il passaggio dal colore caldo del travertino alla tonalità più fresca della pietra di grotta.
Lo stesso rivestimento in piccole bugne di pietra grigia caratterizza anche il corpo isolato situato a sinistra del lato arrivi, distaccato dalla stazione e destinato a magazzino merci.
Lungo il marciapiede del primo binario, pavimentato in lastre di travertino, si susseguono i principali servizi di stazione. L’ex sala d’attesa di prima classe è caratterizzata dalla parete di fondo semicircolare raccordata al soffitto, che curva sopra il visitatore come metà di una volta. La sala conserva la pavimentazione in tessere ceramiche rosso scuro, il muretto centrale utilizzato come poggia-bagagli e le sedute continue in legno lungo le pareti, ed è stato recentemente riposizionato il rivestimento parietale in mosaico rosso con inserti luminosi, che la rendeva un “piccolo capolavoro di bizzarria”.
Seguono l’ex sala d’attesa di seconda classe, dove restano la pavimentazione in mosaico beige e un lungo tavolo rettangolare in legno con supporti in ottone, e il salone del bar-ristoratore, caratterizzato dalla parete vetrata verso il marciapiede e da un davanzale in massello di porfido. Il bar ha perso completamente le finiture e gli arredi originari, progettati per consentire l’accesso sia ai viaggiatori in partenza sia a quelli in arrivo.
Dopo il bar si trova l’avancorpo semicircolare vetrato della cabina di controllo, che conserva al suo interno pavimentazione e rivestimenti in tessere ceramiche verdi. Questo elemento separa il fabbricato viaggiatori dalla palazzina dei servizi tecnici, i cui uffici, affacciati sul marciapiede, conservano in alcuni casi pavimentazioni originali e arredi disegnati da Mazzoni, seppur probabilmente riorganizzati nel tempo.
Movimento La stazione è servita dal 2004 dalle relazioni regionali Trenitalia svolte nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Toscana denominato anche "Memorario".
Al 2007, la stazione risultava frequentata da un traffico giornaliero di più di 1.200 persone.
Servizi La stazione dispone di: Biglietteria a sportello Biglietteria automatica Sala d'attesa Servizi igienici Bar
Interscambi La stazione offre i seguenti interscambi: Fermata autobus
Note
Bibliografia Il Brivido, 1937. La nuova stazione di Montecatini, La Nazione, 1-2 agosto 1937. N. Vitali, La nuova stazione di Montecatini Terme nei suoi aspetti architettonici e funzionali, Il Nuovo Giornale, 2 agosto 1937. La nuova stazione di Montecatini terme inaugurata da S.E. Benni, "Il Nuovo Giornale", 4 agosto 1937. La nuova stazione di Montecatini inizia la sua dinamica vita, "La Nazione", 5 agosto 1937. Il Popolo di Valdinievole, 7 agosto 1937. Il Centenario delle Ferrovie italiane 1839-1939, 1939, p. 80. Neue italienische Bahnhofsgebaude, "Deutsche Bauzeitung", 1940, nº 44, pp. 178–180. La stazione ferroviaria di Montecatini, "Opere Pubbliche", 1941, nº 8/10. C. Severati, l caso Mazzoni e le poetiche del '900, "L'architettura. Cronache e storia", a. XX, nº 231, gennaio 1975. A. Forti, Angiolo Mazzoni architetto fra fascismo e libertà, p. 46 e figg. 69, 70, 71, 72, 1978. A. Forti, La Stazione di Montecatini Terme-Monsumman, in Angiolo Mazzoni (1894-1979) Architetto nell'Italia tra le due guerre, Catalogo della Mostra, 1984. C. Cresti, Montecatini. 1771 - 1940: nascita e sviluppo di una città termale, 1984. Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani, L'architettura dei fabbricati viaggiatori negli anni del razionalismo, "Ingegneria Ferroviaria", aprile 1985, pp. 138–175. A. Suppressa, Itinerari di architettura moderna. Pistoia, Pescia, Montecatini, 1990. R. Petti, 1990, Angiolo Mazzoni, tra modernità e tradizione: tre stazioni toscane, Tesi di Laurea, Università Di Siena, Fac. di Lettere e Filosofia, A.A. 1989/90. S. Polano, Guida all'architettura italiana del Novecento, Milano 1991. G. Isola, M. Cozzi, F. Nuti, G. Carapelli, Edilizia in Toscana fra le due guerre, Firenze 1994.
Voci correlate Montecatini Terme Stazione di Montecatini Centro Ferrovia Maria Antonia
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