Questa voce riguarda la storia della Calabria. Il suo territorio è stato abitato da una serie vastissima di popoli antichi, quali Aschenazi, Ausoni, Enotri (Itali, Tauriani, Morgeti, Siculi), Lucani, Bruzi, Greci e Romani; nel Medioevo da Bizantini e Normanni; poi, seguendo le sorti del Regno di Napoli, da Angioini e Aragonesi; infine ha trovato la sua collocazione odierna prima nel Regno d'Italia, poi nella Repubblica Italiana.

Preistoria All'inizio del Mesozoico la Calabria faceva parte di un vasto continente chiamato "Tirrenide", che a metà del Terziario sprofondò nel mare, mentre l'Italia andava assumendo la sua attuale sistemazione geologica. Le alte cime riemerse costituivano importanti isole, quali l'Aspromonte, le Serre, la Sicilia, la Sardegna e tante altre. Durante il Pliocene i mari interni, in seguito a prolungate alluvioni, si colmarono di quei sedimenti che formano le attuali pianure.

Nel Quaternario, era delle grandi glaciazioni, circa un milione e mezzo di anni fa, all'opera di riempimento si aggiunse il fenomeno dei terrazzi, un lento processo di sollevamento delle coste marine. Quando il clima divenne più mite, in quei luoghi ricchi di boschi e di acque apparve una fauna eccezionale (come l'Elephas Antiquus, l'Equus Caballus e vari tipi di rinoceronti), preziosa riserva di carne per l'uomo nelle sue forme primitive.

Paleolitico In Calabria, durante il Paleolitico inferiore, l'Homo heidelbergensis è testimoniato dai rinvenimenti di artefatti litici del Lago Arvo della Sila, di Casella di Maida e di Rosaneto di Tortora, databili tra il 500 000 ed il 250 000 anni or sono. Detto uomo si nutriva di caccia, di bacche, di frutti e radici; gli utensili che usava erano di legno e di pietra, come dimostrano i ciottoli tagliati su una o su entrambe le facce della prima località e le famose "amigdale" della seconda. Mentre le fasi del Paleolitico inferiore e medio ("era dei Neanderthal") evidenziano un lento progresso tecnico e biologico, quelle del "superiore" rivelano una grande accelerazione.

Mesolitico La prima testimonianza di presenza umana in Calabria è il famoso bos primigenius della Grotta del Romito di Papasidero, rinvenuto nel 1961 e datato dagli esperti a oltre 9 000 anni prima di Cristo, di cui oggi si conserva una riproduzione al Museo Nazionale di Reggio Calabria. In varie località calabresi sono stati rinvenuti segni di presenza umana in età paleolitica e mesolitica: a Casella di Maida (CZ), a Tortora, a Praia a Mare, a Scalea, a San Nicola Arcella, a Sant'Eufemia, a Briatico, sul Monte Poro, a Rosarno, Palmi (Taureana), ad Archi di Reggio Calabria.

Neolitico All'età neolitica risalgono invece gli insediamenti di Favella della Corte, Cassano all'Ionio, Amendolara, Curinga, Girifalco, Cardinale e Acri. Inoltre due importanti necropoli neolitiche sono state rinvenute a Torre Galli nei pressi di Drapia, e Torre Mordillo.

Età dei metalli All'età del bronzo risale la frequentazione delle Grotte di Coreca nel territorio di Amantea in provincia di Cosenza, dove sono stati rinvenuti diversi manufatti litici, che ne attestano l'uso a fini abitativi e di sepoltura, come anche quella della Grotta della Pietrosa a Palmi nella Città metropolitana di Reggio Calabria, dove sono state rinvenute ceramiche preistoriche di uso quotidiano.

Interessanti reperti archeologici sono stati rinvenuti a Roccella Jonica, in località Sant'Onofrio. Qui nel 1961 è stata scoperta una necropoli risalente all'età del bronzo (tra il IX e l'VIII sec. a.C.) con 34 sepolture con corredi funerari (armi, rasoi, coltelli, anelli, armille, vasi di terracotta, ecc.) che adesso sono esposti al Museo Nazionale di Reggio Calabria.

Popoli mitologici Gli Itali

Secondo i Greci, la regione sarebbe stata abitata, prima della colonizzazione, da più comunità, tra cui gli Ausoni-Enotri (coltivatori della vite), che furono gli Itali, Morgeti, Siculi, i Choni. E proprio dal mitico sovrano Italo, la Calabria fu detta "Italia". La figura di Italo viene collocata nella prima metà del XV secolo a.C. Antioco di Siracusa, considerato il primo storico dell'Occidente ce lo raffigura come "Un Re buono e saggio, capace di sottomettere le popolazioni vicine facendo uso di volta in volta della persuasione e della forza", Italo il Re degli Enotri che mutarono il loro nome in Itali, e dal suo successore, Morgete, furono detti Morgeti.Monografia da Altanum a Polistena, territorio degli Itali-Morgeti, BookSprintEdizioni, 2021.

Popoli dell'età del bronzo Ausoni ed Enotri Le prime colonie greche, stanziatesi nel territorio italiano, incontrarono tre principali popolazioni: Ausoni, Enotri e Japigi.Antonio Floccari storia di Cinquefrondi Gli Ausoni erano una popolazione osca, poche e frammentarie sono le testimonianze che ci sono giunte da alcuni storici greci e latini.

Di origine indoeuropea, gli Ausoni esistevano già intorno al 1600 a.C., cioè all'inizio del Bronzo medio. L'Ausonia era il loro territorio, si estendeva dal basso Lazio fino alla Calabria, abitavano le terre della Campania fino al fiume Sele (in tal caso, il termine potrebbe essere utilizzato come sinonimo per le popolazioni osche); gli Enotri vivevano nel territorio a sud e gli Japigi nell'attuale Puglia (a essi si affiancava un'altra popolazione enotria, quella dei Choni). Fra queste, quelle degli Ausoni e degli Enotri rappresentano, secondo le fonti, le più antiche popolazioni italiche dominanti e avevano nell'VIII secolo a.C. ormai raggiunto una loro stabilità territoriale.

Strabone (VI 225 vg) ne dà conferma e indica gli Ausoni come fondatari della città di Temesa (citata anche da Omero nell'Odissea). Secondo Catone (origini III vg) li pone anche a Tauriana (l'attuale Palmi). E Diodoro Siculo dice che gli Ausoni erano stanziati nel territorio di Reggio Calabria.

La città di Chone (tra Pallagorio e Umbriatico), si trova nel territorio dell'alto Ionico calabrese, ed era abitata dalla popolazione degli Enotri-Choni.

La città di Crotone, era abitata da popolazione enotra.

Gli Enotri sono un'antica popolazione dell'Italia preromana stanziata, attorno al XV secolo a.C., in un territorio di notevoli dimensioni, che da questi prese il nome, Enotria (dal nome di Enotro figlio di Licaone), comprendente le attuali Campania meridionale, parte della Basilicata e la Calabria. Dionigi di Alicarnasso dice che gli Enotri sono i più antichi colonizzatori provenienti dalla Grecia.Dionigi di Alicarnasso, Antichità Romane I 13.2 vg

Si era dunque formato nei secoli anteriori allo sbarco dei Greci un agglomerato più ampio con il nome di Rhegion (Ρηγίων), e prima ancora noto come Erythrà (Ερυθρά), abitato in epoche diverse da popoli appartenenti alle stirpi degli Ausoni, degli Enotri e infine degli Itali-Morgeti.

Dionigi di Alicarnasso e Diodoro Siculo ci dicono che gli Ausoni erano stanziati nella zona di Reggio già intorno al XVI secolo a.C. Mentre gli Itali, secondo molte fonti tra cui Tucidide, Virgilio, e lo stesso Dionigi di Alicarnasso, dicono che questi ultimi erano un ramo degli Enotri, e che i Morgeti non avevano seguito la maggioranza del loro popolo nel passaggio alla vicina Sicilia (dando poi il loro nome all'isola).

Il piccolo nucleo rimasto al di qua dello stretto era stato governato da un re-patriarca che con saggezza e generosità aveva conquistato il cuore dei propri sudditi, entrando nella leggenda popolare e nel mito come Re Italo (suo figlio Morgete fu Re dei Morgeti). Alla sua morte i sudditi avevano deciso di assumere il nome di Itali. E con il tempo il territorio della punta dello stivale prospiciente lo Stretto aveva preso il nome di "Italia".

Secondo altre fonti questo nome era legato a una delle fatiche di Eracle contro Gerione. Certo è però che l'arrivo dei Greci non fece scomparire tale nome, anzi si espanse offrendo un'illuminante testimonianza della straordinaria mescolanza di culture, tradizioni e riti religiosi tra le popolazioni autoctone e i nuovi arrivati che si realizzò con l'arrivo dei Greci. Da una felice combinazione di diverse culture quindi scaturì la civiltà dei Greci d'Occidente, che più tardi si sarebbe guadagnata la definizione di Magna Grecia.

Con il passare del tempo il nome Italia si consolidò nell'uso comune cominciando a definire gli abitanti delle città-stato del Mezzogiorno prima come Italioti, poi Italici con l'arrivo dei Romani e, solo molto tempo dopo avrebbe risalito la penisola per definirla "Italia" nella sua interezza con la conquista della Gallia Cisalpina da parte di Giulio Cesare.

Arrivo degli Enotri a Catanzaro Intorno al X secolo a.C., giunsero nell'area catanzarese gli Enotri, che da un secolo circa si stavano stabilendo in Italia. L'integrazione con le popolazioni locali fu pacifica e consentì un ulteriore aumento della popolazione soprattutto sulla costa. Alcuni ritrovamenti di antiche necropoli con iscrizioni riconducibili a questo popolo, sono avvenuti nell'attuale quartiere Germaneto, in un'area adiacente all'antica Scolacium lungo il fiume CoraceMaiuri, "Arte e civiltà nell'Italia antica". In questo periodo l'intero istmo di Catanzaro fu dominato dagli Enotri, capeggiati dal re Enotrio Italo, che si stanziò definitivamente nella terra tra i due golfi, come affermano chiaramente Antioco da Siracusa e Aristotele:

Il reale motivo per cui gli Enotri si stabilirono definitivamente in quest'area fu la sconfitta subita dai Lucani, in Puglia, Basilicata e Calabria settentrionale che spinsero questo popolo a scendere fino a occupare parte della Calabria centro-meridionale fino all'attuale zona della Piana di Gioia Tauro dove presero il nome di Ausoni dal re Siculo Ausone, figlio di Italo, re degli Enotri.

Secondo Strabone, Italo fu il fondatore di Pandosia Bruzia, la capitale del suo regno, probabilmente da identificare con la città odierna di Acri.

Gli insediamenti dei Bruzi e dei Greci

Nell'anno 744 a.C. un gruppo di coloni calcidesi fondò la città di Rhegion (oggi Reggio Calabria) all'estremità meridionale della penisola calabrese. Poco dopo, sempre i calcidesi fonderanno Zancle (oggi Messina) dall'altra parte dello stretto, assicurandosi il dominio su quel braccio di mare. Più tardi i coloni calcidesi di Rhegion e Zancle fonderanno Metauros (Gioia Tauro), divisa la fiume omonimo (oggi Petrace) dalla città italica dei Tauriani.

Nel 710 a.C. coloni ioni fondarono Sybaris nella fertile pianura omonima alla foce del Crati. Da questa colonia avrà origine in seguito la fondazione di Paestum (in Lucania), di Laos (alla foce dell'omonimo fiume) e di Scidros (tra Cetraro e Belvedere Marittimo). Colonie ioniche furono Clampetia (nell'area tra Amantea e San Lucido), Temesa (tra Amantea e Nocera Terinese), Terina (nella piana di Sant'Eufemia), Krimisa (Cirò Marina), Petelia (Strongoli), .

Nel 743 a.C. coloni achei fondarono invece Kroton (oggi Crotone), sulla punta oggi conosciuta come capo Colonna. Crotoniati e sibariti diventeranno col tempo strenui rivali. Ma intanto i crotoniati fondano le colonie di Kaulonia (presso l'odierna Monasterace Marina) e Scillezio (Squillace). Attorno al 700 a.C. coloni crotoniati fonderanno Bristacia, oggi Umbriatico.

Attorno al 680 a.C. coloni giunti dalla Locride greca fondarono Locri Epizhephiroi, presso l'attuale Locri. Colonie dei locresi furono Hipponion (Vibo Valentia) e Medma (Rosarno).

Il popolo dei Bruzi, affine ai confinanti Lucani, si dichiarò indipendente dai "cugini" d'oltre-Pollino attorno al IV secolo a.C., costituendosi in stato confederato. La capitale dei federati era Consentia, l'attuale Cosenza, mentre altre località importanti erano Pandosia Bruzia (città di cui si sono perse le tracce, alcuni riferimenti storici la ubicano fra i comuni di Castrolibero, Marano Principato e Marano Marchesato), altre recenti scoperte archeologiche ubicherebbero la città di Pandosia Bruzia nei pressi dell'attuale città di Acri, Aufugum (Montalto Uffugo), Argentanum (San Marco Argentano), Bergae, Besidiae (Bisignano), Lymphaeum (Luzzi).