Il padrino (The Godfather) è un romanzo scritto da Mario Puzo, pubblicato negli Stati Uniti nel 1969, che narra le vicende di una famiglia mafiosa di origini italiane. Il romanzo ebbe uno straordinario successo editoriale anche in Inghilterra, Germania, Francia e Italia, introducendo terminologie tipiche di quel mondo al pubblico non di lingua italiana come consigliere,riportato come consigliori nel testo originale caporegime e omertà (in italiano nel testo originale inglese); è stato adattato in tre film omonimi che ottennero grande successo, diretti da Francis Ford Coppola; in particolare, i contenuti del romanzo formarono la base per i primi due film, integrati da nuovo materiale, sceneggiato dall'autore stesso e da Coppola, per parte del secondo e del terzo.

Trama

Parte prima New York, 1945. Il potente e rispettato boss siciliano Don Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Connie col fidanzato Carlo Rizzi, riceve nel proprio studio molti italiani emigrati negli Stati Uniti, che, chi per un motivo, chi per un altro, invocano disperatamente il suo aiuto, in virtù dell'usanza siciliana secondo la quale un boss non può negare favori in occasione del matrimonio della figlia. Essi richiedono il suo intervento in situazioni drammatiche, domandando, per esempio, una vendetta contro gli aggressori della propria figlia (che l'ordinaria giustizia statunitense ha lasciato sostanzialmente impuniti), di richiedere, tramite la sua rete di conoscenze politiche, la cittadinanza statunitense a un giovane italiano prigioniero di guerra altrimenti condannato al rimpatrio, lasciando la figlia senza marito, o chiedendo ingenti prestiti per aprire negozi o altre attività commerciali. Don Corleone, formalmente conosciuto come il più grande importatore di olio d'oliva italiano negli Stati Uniti, accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando però che essi sono tutti, da questo momento in poi, suoi debitori a cui lui potrà rivolgersi in qualunque momento.

Dopo il matrimonio, mentre il padrino si reca in ospedale ad assistere il morente di cancro Genco Abbandando (suo consigliere in seno alla cosca e vecchio amico d'infanzia), invia Tom Hagen, il figlio adottatoHagen non è mai stato adottato da Vito e Carmela in quanto il Don considerava una mancanza di rispetto cambiare cognome, ma viene comunque considerato come gli altri figli di origini tedesche e irlandesi, ora legale di famiglia e facente funzioni di consigliere, a Los Angeles perché convinca un potente produttore cinematografico, Jack Woltz, ad affidare la parte principale di un film al giovane cantante italo-americano Johnny Fontane, di cui il vecchio boss è padrino di battesimo. Don Corleone controlla molti uomini importanti del sindacato cinematografico, come per esempio il segretario Billy Goff, e, avendo il produttore diverse bagarre sindacali, spera di riuscire a far leva su questo affinché ceda alle sue richieste. Nonostante ciò, Woltz nega veementemente questo favore, avendo un problema personale con Fontane, ma nella notte, Hagen, dopo essere stato ospitato nella fastosa villa del potente produttore, fa decapitare il suo cavallo preferito, Khartoum, come avvertimento di ciò che Don Corleone potrebbe ordinare in caso di un secondo e ultimo rifiuto. Infuriato e spaventato, Woltz accetta di affidare la parte al divo musicale. Johnny ha un bisogno disperato d'ottenere questa parte nel film di Woltz, poiché la voce gli si sta abbassando (presumibilmente a causa dell'abuso di alcool e altri vizi eccessivi a cui si è abbandonato da dopo il divorzio),In seguito si scoprirà che i problemi di voce sono dovuti a polipi delle corde vocali, non diagnosticati. causando il suo progressivo insuccesso come cantante.

Pochi giorni dopo, quando ha ormai ultimato di sistemare le promesse fatte ai propri debitori, Don Vito convoca un consiglio a cui partecipano il figlio Santino "Sonny" Corleone, il primogenito e possibile erede al titolo di Don, e il figliastro Tom, ora di fatto consigliere a seguito della morte di Genco Abbandando, per discutere della lucrosa proposta d'affari di Virgil Sollozzo, detto Il Turco, un ricco e influente signore della droga calabrese, desideroso di estendere il suo traffico di eroina e morfina negli Stati Uniti, dove, nella stessa New York, conta già dell'appoggio della famiglia Tattaglia, rivale dei Corleone. L'uomo richiede un finanziamento di due milioni di dollari in contanti, oltre alla protezione di diversi magistrati e politici sul libro-paga dei Corleone, in cambio di un loro guadagno pari al trenta percento sugli introiti del traffico che ne seguirà. Sonny e Hagen sono più che convinti che il narcotraffico possa rappresentare un enorme passo in avanti per la famiglia Corleone, uno strumento per raddoppiare il già grande potere che il boss ha conquistato con il controllo sui sindacati, il gioco d'azzardo e il contrabbando di liquori e sigarette, benché il Don si mostri titubante.

Al successivo incontro con Sollozzo, in presenza inoltre dei capiregime Peter Clemenza e Salvatore Tessio, Don Corleone rifiuta seccamente la richiesta, spiegando che se la sua famiglia s'immettesse, anche solo a livello di protezione e finanziamento, in un traffico del genere, rischierebbe di perdere molti dei suoi agganci e coperture nelle istituzioni. Ma il figlio Sonny si lascia scappare un avventato commento che rivela a Sollozzo la divergenza di opinioni all'interno della famiglia, fornendogli dunque uno spiraglio per erodere l'ostacolo che adesso i Corleone rappresentano per lui.

Essendo poi Don Vito parecchio sospettoso sull'intera faccenda, trovando avventato che una famiglia mafiosa relativamente più debole della sua si butti così a capofitto in un affare del genere, decide d'inviare in avanscoperta il terribile Luca Brasi, il suo temuto e animalesco sicario, nelle file della famiglia Tattaglia, facendo loro credere che sia scontento del trattamento subito negli ultimi tempi dai Corleone e che voglia di conseguenza cambiar gabbana, in modo tale da raccogliere informazioni sui loro piani. Sollozzo intuisce senza troppa difficoltà l'intero trucco e pertanto fa uccidere Brasi, prendendolo di sorpresa durante un breve incontro tra i due. Poco dopo, due sicari sorprendono Don Corleone all'uscita della Genco Puro Oil Company, sparandogli cinque proiettili in corpo. Portato d'urgenza in ospedale, il boss è ridotto in fin di vita e il figlio Sonny assume ad interim la guida della famiglia.

Noto nell'ambiente malavitoso come un individuo spietato e soggetto a frequenti scatti d'ira che ne minano la capacità di giudizio, Sonny scopre un traditore nel regime di Peter Clemenza, il giovane Paulie Gatto, impiegato proprio nel gruppo di guardie del corpo assegnato al Don, che ha avuto frequenti conversazioni telefoniche con Sollozzo, intenzionato a scoprire le abitudini di Don Corleone per poterlo sorprendere alla giusta occasione, e impartisce dunque allo stesso Clemenza l'ordine di ucciderlo, cosa che, tramite il neofita Rocco Lampone, farà alquanto amaramente (lo stesso Clemenza si sente offeso personalmente dal tradimento di Gatto, avendolo addestrato e reclutato nel proprio regime di persona). Il giovane Michael Corleone, terzogenito di Don Vito, eroe di guerra e unico figlio ad aver rifiutato un posto nell'organizzazione criminale paterna, si reca all'ospedale per trovare il padre morente e ivi scopre che gli uomini del luogotenente Tessio sono stati misteriosamente mandati via e che Don Corleone è in pratica esposto a un nuovo attacco di Virgil Sollozzo. Sonny e Clemenza assumono dei detective privati, ma prima che arrivino, Michael è aggredito dal capitano di polizia Mark McCluskey, un uomo corrotto al soldo di Sollozzo, che con un pugno gli spacca la mascella.

Con Don Vito ora finalmente al sicuro in ospedale, Tom e Sonny si rendono conto che Sollozzo è un nemico molto più potente di quello che immaginavano e che, fintanto che potrà godere della protezione di McCluskey, non potrà essere nemmeno sfiorato con un dito. Quando poi questi, con l'intento di far abbassare nuovamente la guardia ai Corleone, richiederà un incontro pacificatore con lo stesso Michael quale portavoce della famiglia - essendo considerato estraneo dagli ambienti malavitosi e dunque neutrale - presso una località segreta, Michael, offeso dall'aggressione subita - ma anche preoccupato per l'incolumità del padre -, convince tutti i familiari e gli agenti al loro servizio offrendosi di uccidere personalmente i due nemici, sfruttando proprio la sua insospettabilità; tutto ciò lo costringerebbe però a divenire un membro attivo e permanente della cosca mafiosa, oltre a porre i Corleone in pericolo, non essendo mai stato assassinato alcun ufficiale di polizia a New York da un qualsiasi membro appartenente alle cosche mafiose.

Sotto la guida esperta di Peter Clemenza, Michael impara a usare una pistola speciale, priva di numero di serie, sulla quale non rimangono impresse le impronte digitali. Tramite un agente di polizia sul libro-paga di Sonny poi, si scopre che l'incontro proposto da Sollozzo con Michael avrà luogo in un locale del Bronx, dove Tessio e Clemenza provvedono a nascondere la pistola prima del loro arrivo. Michael riesce nel suo intento di uccidere Sollozzo e McCluskey, e, come pianificato, fugge a bordo di una nave mercantile alla volta della Sicilia, dove si tratterrà per un periodo di tempo indefinito sotto l'ala protettiva di Don Tommasino, un temuto e rispettato capomafia, amico di vecchia data di Don Vito, finché l'intera faccenda non sarà sistemata.

Parte seconda Nel mentre, Johnny Fontane ha avuto un successo strepitoso con la sua interpretazione nel film di Woltz, prossimo a uscire nelle sale cinematografiche. Il denaro che ha incassato gli consente di acquistare un'enorme villa con tanto di maggiordomi, oltre a intrattenersi con amanti occasionali a volontà. Tuttavia, seguendo il consiglio del suo padrino Don Vito, si riconcilia con Virginia, la sua ex-moglie, soprattutto per le due bambine di cui è padre. Il divo trentacinquenne viene poi visitato da Tom Hagen, il quale lo informa che Don Vito è in grado di fargli vincere il Premio Oscar, garantendogli molte possibilità professionali future, e che si aspetta che diventi un grosso produttore cinematografico, più potente dell'ottuso Jack Woltz, che vanta la sua vicinanza con la Casa Bianca per via della propaganda fatta per gli Alleati durante la guerra. Fontaine si mette subito al lavoro, e ingaggia il vecchio amico cantante Nino Valenti, divenuto un forte bevitore.

Parte terza

La narrazione si sposta poi sulle origini di Don Vito, nato a Corleone, un piccolo e povero paesino della provincia di Palermo, con il nome di Vito Andolini, sul finire dell'Ottocento. Un giorno, suo padre viene convocato al cospetto del locale boss mafioso, Don Ciccio, essendosi rifiutato di pagargli il pizzo, che, in un impeto d'ira, uccide. Una settimana dopo, il suo corpo viene ritrovato fatto a pezzi a colpi di lupara. Vito ha dodici anni e, in mancanza del fratello del padre, selvaggiamente ucciso dagli uomini di Don Ciccio, viene ritenuto abbastanza grande da poter compiere una vendetta e, a causa di ciò, viene braccato dai locali mafiosi affinché venga ucciso. La madre e i parenti lo mandano dunque a New York, dalla famiglia Abbandando, presso la cui drogheria alimentare inizia a lavorare come garzone.

All'arrivo a Ellis Island, dove gli immigrati sostavano per la quarantena, anche grazie a una superficialità di un impiegato doganale, cambia il proprio cognome in Corleone, per conservare qualche legame con il villaggio natio. A diciotto anni si sposa con una giovane siciliana appena giunta a New York e, due anni dopo, nasce il piccolo Santino.