Il Museo civico "Umberto Mastroianni" è un museo della città di Marino. La raccolta archeologica di oggetti artistici provenienti dal territorio comunale è stata costituita a partire dal 1904; l'attuale museo è stato inaugurato nel 2000 nei locali della ex-chiesa di Santa Lucia.

Storia

Il territorio comunale di Marino durante l'età repubblicana ed imperiale ospitò una elevata concentrazione di ville suburbane, data la sua vicinanza con Tusculum, ambita meta di villeggiatura. Questi edifici hanno restituito importanti reperti, i quali in passato andarono ad arricchire le collezioni d'arte antica in altri luoghi d'Italia ed all'estero (come ad esempio l'"Apoteosi di Omero" attribuita ad Archelao da Priene, rinvenuta nel 1645 in località Torre Messer Paolo e venduta nel 1819 al British Museum di Londra).Enrico Di Lernia, I reperti archeologici di Marino e del suo territorio dagli Inventari di Casa Colonna, Roma 2017, p. 37. Sono stati localizzati nel territorio marinese i centri abitati antichi di Bovillae, Castrimoenium e Mugillae. Il sito archeologico più significativo del territorio è il mitreo di Marino, rinvenuto nel 1962 in Via Borgo Stazione. Si tratta di un mitreo (luogo di culto del dio Mitra) affrescato databile al II secolo d.C.,Ugo Onorati, Il mitreo di Marino, Marino 2014, p. 12. in eccezionale stato di conservazione.

La prima raccolta archeologica comunale venne inaugurata il 28 febbraio 1904, per iniziativa di Pasquale Seccia Cortes, dipendente comunale. Si adoperò in favore della costituzione del museo l'archeologo Felice Barnabei, in quel periodo deputato, che fu presente all'inaugurazione. La prima sede dell'Antiquarium comunale, come venne chiamato, fu al piano terra del Palazzo Comunale, all'interno del torrione d'angolo.

Nel 1915 la raccolta archeologica fu trasferita a Palazzo Colonna, divenuto residenza municipale l'anno precedente, e venne denominata "Museo civico". L'edificio fu quasi completamente distrutto dal bombardamento aereo alleato del 2 febbraio 1944, e la raccolta archeologica dispersa, insieme a gran parte dell'archivio storico comunale e degli oggetti d'arte presenti nel palazzo. I pezzi recuperati dalle macerie furono sistemati in alcune casse di legno e depositati presso l'Istituto statale d'arte Paolo Mercuri.

Nel maggio 2000 il museo è stato aperto nei locali della ex-chiesa di Santa Lucia, sottoposti ad importanti lavori di ristrutturazione negli anni Ottanta e Novanta del Novecento. Il museo è stato inaugurato formalmente durante i festeggiamenti della settantaseiesima edizione della Sagra dell'uva. La chiesa sconsacrata di Santa Lucia ha offerto una dando degna collocazione ai reperti del museo distrutto nel 1944 ed a nuovi ritrovamenti. Il museo fu intitolato alla memoria dello scultore ciociaro Umberto Mastroianni, che visse a Marino, presso l'ex-Casino Colonna, dal 1968 fino alla sua morte, avvenuta nel 1998.

Descrizione Tra i reperti di epoca romana conservati nel museo, provenienti dal territorio, sono esposti: Statua muliebre del I o II secolo d.C., identificata con una "Pudicizia"; Frammento di statua virile in marmo bianco di Carrara a grana grossa (prima età imperiale, I-II secolo d.C.), rinvenuto presso il Casale Licia in località Campofattore nel 1906; è stato identificato con il dio Esculapio. Fu ritrovato in tre blocchi, la parte inferiore è l'unica recuperata dalla distruzione dell'antiquarium comunale nel 1944. Frammento di scultura rappresentante un satiro ebbro in marmo bianco a grana fine (fine del II-inizio del III secolo d.C.), luogo di rinvenimento ignoto; si è supposto facesse parte di una fontana. Figura femminile seduta in marmo bianco a grana fine (I secolo d.C.), luogo di rinvenimento ignoto; statuetta di una divinità femminile acefala, confrontabile con una scultura di Iside Fortuna rinvenuta nell'area di Bovillae. Sostegni di trapeza in marmo bianco a grana grossa (I-II secolo d.C.), rinvenuti in località San Rocco; le sculture rappresentano due grifoni accovacciati. Frammento di statua muliebre panneggiata in marmo bianco a grana fine (I secolo d.C.), rinvenuta in località Pantanelle, identificata con una Musa oppure con la dea Atena. Blocco di fregio e architrave in marmo bianco a grana fine (II secolo d.C.), luogo di rinvenimento ignoto, decorato a girali d’acanto. Figura maschile su quadrupede in marmo bianco a grana fine (III secolo d.C.), identificabile come Frisso a cavallo dell’ariete, personaggio del mito degli Argonauti; luogo di rinvenimento ignoto. Frammento di capitello di ordine corinzio di tipo asiatico in marmo bianco a grana grossa (IV secolo d.C.), rinvenuto forse in località Colle Oliva. Frammento di trabeazione in marmo bianco a grana grossa (III secolo d.C.), rinvenuto in località Mura dei Francesi. Capitello di ordine corinzio in marmo bianco a grana grossa (II secolo d.C.), luogo di rinvenimento ignoto. Rilievo con volto di Medusa, in marmo bianco, rinvenuto in località Mura dei Francesi (III secolo d.C.); la scultura è stata scelta come logo del museo. Sarcofago con mostri marini e delfini in marmo bianco (III secolo d.C.), luogo di rinvenimento ignoto. Ara funeraria in marmo bianco a grana fine (II secolo d.C., rinvenuta presso l'XI miglio della via Appia antica: l'ara fu dedicata da Vibia Tyche, forse una liberta, al marito Lucio Vibio Zosimo. Ara funeraria in marmo bianco a grana fine (II secolo d.C.), rinvenuta in località Casa Rossa, presso il XIII miglio della via Appia antica: l'ara fu dedicata da Publius Rapillius Iustus al fratello Titus Seius Felix. Frammento di sarcofago in marmo bianco a grana grossa (III secolo d.C.) rinvenuto in località Selve Nuove, raffigurante forse il mito di Fedra. Blocco di trabeazione in marmo bianco a grana grossa (326-333 d.C.), rinvenuto in località Costa Rotonda, contenente una dedica all'imperatore Costantino ed ai figli Costantino e Costante. Testa femminile in marmo bianco a grana fine (fine II secolo d.C.), rinvenuta in località Colle Oliva, attribuita alla dea Artemide e derivante da un tipo argiva del III secolo a.C. Frammento di statua in marmo bianco a grana grossa (fine II-inizio III secolo d.C.), luogo di rinvenimento ignoto. Grande blocco di trabeazione con epigrafe, in mare bianco e grigio a grana grossa (primo quarto del II secolo d.C.), rinvenuto in località Pantanelle; la trabeazione era posta su un edificio fatto costruire a proprie spese da un cavaliere chiamato Marcellus Claudius Sollers, ritenuto figlio di Lucius Bellicius Sollers, console del 106 d.C.

Nel museo sono conservati anche frammenti della decorazione della chiesa di Santa Lucia, tra cui frammenti di una lastra marmorea dell'XI secolo, frammenti di lastre marmoree pavimentali e componenti ornamentali di una finestra ogivale e di un rosone.

Note

Bibliografia

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