L'Unione Canottieri Livornesi è una società remiera italiana, con sede a Livorno, attiva nel canottaggio e nella canoa, canadese o kayak. I suoi equipaggi hanno partecipato alle olimpiadi, raccogliendo 2 medaglie d'argento nell'otto a e . Nel 2020 il club è stato insignito dal CONI con il collare d'oro. Gli atleti della società furono noti negli anni d'oro come Scarronzoni.

La storia

L'Unione Canottieri Livornesi venne costituita nel 1919 dalla fusione di tre società sportive di canottaggio: la Alfredo Cappellini fondata nel 1877, il Club Nautico il Remo fondato nel 1885 e il Club Nautico Livorno fondato nel 1908. Sia la Cappellini che Il Remo avevano partecipato più volte ai campionati europei e vinto diversi titoli nazionali. Anche il Club Nautico Livorno si era distinto in gare nazionali.

La sede venne fissata nelle cantine degli Scali D'Azeglio che appartenevano al Club Nautico Livorno. Venne eletto presidente Gino Benini, vice presidente Vincenzo Razzauti e direttore di voga Carlino Mazzanti.

Gli Scarronzoni

Con il nome di Scarronzoni venivano chiamati gli atleti della società remiera dell'Unione Canottieri Livornesi che composero gli equipaggi di canottaggio nella specialità dell'otto maschile ai Giochi olimpici di Los Angeles del 1932 e di Berlino del 1936, in entrambi casi battuti dagli statunitensi, rispettivamente della California University (per 2/10 di secondo) e della Washington University (per 7/10 di secondo).

Il nome deriva dalla prima regata a cui partecipò l'otto dell'Unione Canottieri Livornesi. A Massaciuccoli, per i campionati toscani, i movimenti della ciurma (in gran parte abituata al canottaggio a sedile fisso) erano sgraziati e non eleganti poiché facevano scarrocciare la barca. Chi li vide remare li chiamò "Scarronzoni". Il nome è poi rimasto a tutti gli equipaggi che l'Unione, negli anni, ha presentato fino al 1948.

Nella storia degli Scarronzoni, durata vent'anni (dal 1928 al 1948), sono passati 27 atleti che – oltre a due medaglie d'argento alle due edizioni delle Olimpiadi – hanno conquistato anche due titoli europei (1929 e 1937) e 12 titoli nazionali. L'ultimo degli Scarronzoni è stato Oreste Grossi (1912-2008), il quale ha pubblicato un libro principale fonte di informazioni sulla storia dell'otto livornese.

Il secondo dopoguerra La squadra venne rifondata dopo gli scontri bellici. Nel 1949 vinse il Campionato Italiano del Mare ed il titolo junior con l'equipaggio composto da Cecchi, Savi, Unico Marroncini, Magherini, Fiorini, Balleri, Basoni, Palmerini, Langella (timoniere).

Negli anni cinquanta l'equipaggio composto da Bollati, Raveggi, Giusti, Del Bimbo, Menicagli, Umberto Marconcini, Brondi, Citi, Langella (timoniere) vinse un altro titolo nazionale junior.

Gli anni sessanta e settanta Nel 1963 la società costituisce la sezione dedicata alla disciplina della canoa/kayak. La direzione tecnica della sezione viene affidata agli allenatori Vincenzo Raveggi e Claudio Kaminsky e nei primi 15 anni di attività agonistica vengono vinti 9 titoli italiani. Atleta di spicco fu Alberto Ughi che giunse quarto nel k4 ai Giochi olimpici estivi di .

Nel canottaggio in quel periodo la società vinse 7 titoli vari titoli nazionali nel singolo (1976), nel doppio (1973, 1974, 1976, 1977), e nel quadruplo (1976 e 1977). Gli equipaggi ottennero buoni piazzamenti nelle competizioni internazionali.

Alle Olimpaidi di Montreal 1976, l'unione Canottieri Livornesi fu presente con ben quattro atleti; 2 nel Canottaggio con Ferrini Silvio e Biondi Fabrizio e 2 nel Kayak: Lepori Paolo e Puccetti Pier Duilio.

Gli anni ottanta e novanta

Gli anni duemila e duemiladieci

Palmarès Manifestazione Sede Campionati europei Bydgoszcz 1929 Mario Balleri ("Bàllero")Renato Barbieri ("Attào")Dino BarsottiGuglielmo Del BimboVittorio CioniEugenio NenciEnrico GarzelliRoberto Vestrini ("Lolli")Cesare Milani (tim.) Campionati europei Liegi 1930 Vittorio CioniGuglielmo Del BimboRoberto VestriniRenato BarbieriEnrico GarzelliDino BarsottiMario BalleriEugenio NenciCesare Milani (tim.) Campionati europei Parigi 1931 Vittorio CioniGuglielmo Del BimboRenato BracciRenato BarbieriEnrico GarzelliDino BarsottiMario BalleriEugenio NenciCesare Milani (tim.) Giochi olimpici Mario BalleriRenato BarbieriRenato BracciDino BarsottiGuglielmo Del BimboVittorio CioniEnrico GarzelliRoberto VestriniCesare Milani (tim.) Campionati europei Budapest 1933 Mario BalleriGuglielmo Del BimboRenato BracciRenato BarbieriEnrico GarzelliDino BarsottiDante SecchiOttorino GodiniCesare Milani (tim.) Giochi olimpici Dino BarsottiGuglielmo Del BimboMario CheccacciDante SecchiEnrico GarzelliEnzo BartoliniOttorino QuaglieriniOreste GrossiCesare Milani (tim.) Campionati europei Amsterdam 1937 Alberto BoncianiMario CheccacciGiovanni PersicoDante SecchiEnrico GarzelliEnzo BartoliniOttorino QuaglieriniOreste GrossiCesare Milani (tim.) Campionati europei Milano 1938 Alberto BoncianiMario CheccacciGiovanni PersicoDante SecchiEnrico GarzelliEnzo BartoliniOttorino QuaglieriniOreste GrossiCesare Milani (tim.) Totale 2 5 1

A questi allori internazionali si aggiungono 12 titoli italiani e 3 secondi posti.

Altri componenti Atleti Mario Ghiozzi, Enzo Favilla, Renato Tognaccini, Mario Del Bimbo e Raffaello Cioni: componenti del primo equipaggio. Dario Lavoratori e Antonio Colonnacchi: campioni italiani e partecipanti all'europeo del 1935. Corrado Neri e Pio Manteri: regate internazionali. Mario Magherini: equipaggio del 1947.

Allenatori Carlo Mazzanti, Mario Ghiozzi

Dirigenti Presidenti: Gino Benini e Vincenzo Razzauti. Vice presidenti: Nello e Ugo Razzauti.

Il principale allenatore degli Scarronzoni fu Mario Ghiozzi il quale fu studioso di stili di voga, dopo essere stato il primo timoniere dell'imbarcazione.

Mario Ghiozzi fu anche Commissario Tecnico della Nazionale Italiana dal 1935 al 1952 il cui armo di punta, nel 1936 quando era Commissario Unico, fu lo stesso otto livornese.

Aneddoti Due sono gli episodi principali che danno l'idea della forza d'animo - prima che fisica - degli Scarronzoni. Nel primo caso il protagonista è il timoniere Cesare Milani. Tecnico di voga all'Accademia Navale di Livorno, aveva un buon stipendio che tuttavia non riusciva a "gestire". Fu così che alla presentazione dei giovani rampolli dell'università di Cambridge, avversari degli Scarronzoni in una regata internazionale, Milani sentì che tutti i vogatori inglesi venivano definiti "pari d'Inghilterra", titolo nobiliare nel Regno Unito. Dopo aver sentito l'ennesimo "pari d'Inghilterra", Milani dal basso della sua statura gridò: "Beati voi che siete pari, a Livorno m'avanzan tutti". Ancora più tipicamente livornese è l'altro episodio curioso sugli Scarronzoni che mette in luce il grande orgoglio dell'equipaggio. L'otto labronico, a Pallanza, sul lago Maggiore, avrebbe dovuto completare un allenamento di "defaticamento", ma qualcuno della barca lanciò scherzosamente un livornesissimo "il budello di su' ma' chi molla", non proprio un complimento per una mamma. Per difendere l'onore delle madri, gli otto Scarronzoni partirono alle 16,30 e alle 21,30 un motoscafo fu costretto ad andar loro incontro. Si racconta che si scorgesse già la Svizzera.

Gli Scarronzoni oggi La memoria di questa lunga avventura sportiva è stata tenuta viva a Livorno grazie a Oreste Grossi (con la sua pubblicazione e le interviste che periodicamente gli venivano chieste) e alla vitalità dell'Associazione Alberto Bonciani, gestita dal figlio dello Scarronzone, Paolo, e da sua moglie Patrizia, che organizza mostre fotografiche e dibattiti nell'ambito delle feste cittadine. Grossi venne a mancare il 15 febbraio 2008 a causa di una crisi respiratoria.

Filmografia Un ritratto degli Scarronzoni è presente nel docufilm Campioni livornesi di Rossano Vittori, prodotto dall'Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia in collaborazione con Raiteche, Istituto Luce e Mediateca Regionale toscana

Onorificenze Collare d'oro al merito sportivo (2020)

Note

Bibliografia Oreste Grossi, Canottaggio alla ribalta - Come nacque l'otto più famoso del mondo: gli Scarronzoni. Aldo Guerrieri, Il venticinquennio degli "Scarronzoni", in "Rivista di Livorno", anno III, n.1, pag. 41, 1953. Luca Giovangiacomo, Gli Scarronzoni: La storia di una leggenda non solo livornese ma italiana, youcanprint, 2025.

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