La Spagna degli Asburgo fu il Regno di Spagna condotto da membri della casata degli Asburgo, tra il Cinquecento e il Seicento. L'imperatore Carlo V (Carlo I di Spagna) ereditò dai suoi antenati un enorme complesso territoriale, senza paragone nella storia, che si estendeva dalle Filippine al Messico e dai Paesi Bassi allo Stretto di Magellano. Oltre all'espansione oceanica e alla conquista di alcuni territori, come il Ducato di Milano, fu il risultato dell'eredità di quattro casate: quella di Borgogna, Austria, Aragona e Castiglia. Dopo la morte di Carlo V, quando l'eredità venne divisa tra il fratello Ferdinando e il figlio Filippo II di Spagna si parla di due rami degli Asburgo, quelli di Spagna e quelli di Austria. Sotto gli Asburgo la Spagna conobbe il suo apogeo politico, militare e culturale, non a caso chiamato poi Siglo de Oro.
Grazie alla sua supremazia marittima la Spagna uscì vincitrice a Lepanto, nel 1571, ma alcuni anni più tardi, per cause anche naturali, lInvincibile Armata uscì decimata dalla spedizione effettuata nelle isole britanniche. Negli anni quaranta del Seicento per la Spagna iniziò un lento declino politico e militare che andò ad aggiungersi a quello economico, già evidente fin dalla fine del secolo precedente. Tale declino fu evidenziato da alcuni gravi rovesci militari, sollevazioni simultanee in Portogallo, in Catalogna e a Napoli e la perdita di alcuni territori (come i Paesi Bassi protestanti e il Portogallo). Nei possedimenti d'oltremare, a partire dagli ultimi decenni del cinquecento, la Spagna iniziò a combattere la guerra di corsa dei pirati inglesi, olandesi e francesi.
La genesi dell'impero (1504-1521)
La Spagna, tanto nella sua configurazione territoriale come nella definizione della sua entità statale, si concretizzò territorialmente, con l'aspetto attuale, solo a seguito della morte di Carlo II, nel momento in cui si estinsero gli Asburgo del ramo spagnolo. Con l'ascesa al trono di Filippo V ebbe inizio la dinastia borbonica, che con le sue riforme (Decreti di Nueva Planta), cambiò radicalmente la struttura amministrativa dei territori. Infatti prima di allora la Spagna era articolata in una specie di confederazione fra diversi regni - Aragona, Castiglia e León, Regno di Valencia, Regno di Maiorca, Galizia e Navarra. Il matrimonio tra Isabella I di Castiglia e Ferdinando II di Aragona avvenuto nel 1469 unì dinasticamente le due maggiori entità statuali della penisola Iberica.
Nel 1504 la regina Isabella morì e sebbene Ferdinando tentasse di mantenere la sua posizione in Castiglia dopo la morte della consorte, Le cortes castigliane scelsero di coronare la figlia Giovanna. Il marito di Giovanna, Filippo di Asburgo, era figlio dell'imperatore Massimiliano e di Maria di Borgogna e simultaneamente divenne il re consorte Filippo I di Castiglia. Poco dopo Giovanna iniziò a presentare gravi problemi di squilibrio mentale. Nel 1506 Filippo assunse la reggenza, ma morì poco dopo in circostanze misteriose, forse a causa di un complotto ordito da suo suocero. Dal momento che il figlio maggiore di Filippo, Carlo, aveva all'epoca solo sei anni, le Cortes castigliane permisero a Ferdinando di governare il paese come reggente al posto di Giovanna e Carlo.
La Spagna fu così unita da un singolo governatore, Ferdinando II di Aragona. Come unico monarca Ferdinando adottò una politica più aggressiva, rispetto a quando era reggente insieme a Isabella, con lo scopo di ampliare la sfera d'influenza spagnola in Italia, rafforzandosi per contrastare la Francia. Come governatore d'Aragona, Ferdinando combatté contro la Francia e Venezia per il controllo d'Italia. Tali conflitti divennero il centro della politica estera di Ferdinando, unico monarca, dopo il decesso della consorte. Il primo uso di forze spagnole avvenne nella guerra della Lega di Cambrai contro Venezia, dove i soldati spagnoli si distinsero nel campo di battaglia di Agnadello 1509 al fianco dei loro alleati francesi. Solo un anno dopo Ferdinando si unì alla Lega Santa contro la Francia, intravedendo la possibilità di impossessarsi del Napoli e della Navarra, che rivendicava sotto il profilo dinastico. La guerra contro la Francia fu meno agevole rispetto a quella contro Venezia. Nel 1516 la Francia accettò una tregua nella quale si stabilì che Milano sarebbe rimasta sotto controllo francese, mentre Napoli e la Navarra sarebbero passate sotto l'egemonia spagnola. In quello stesso anno il Re Cattolico si sposò con Germana de Foix, ma morì poco dopo.
La morte di Ferdinando portò Carlo a salire sul trono dei regni spagnoli come Carlo I di Castiglia e Aragona. La sua eredità spagnola incluse tutti i possedimenti nel Nuovo Mondo e nel Mediterraneo. Dopo la morte del padre Filippo il Bello, avvenuta nel 1506, ereditò le Fiandre, dove era nato e cresciuto, e la Franca Contea. Nel 1519, con la morte di suo nonno paterno, Massimiliano I d'Asburgo, ereditò i territori degli Asburgo in Germania e, nello stesso anno fu eletto imperatore col nome di Carlo V. Sua madre rimase regina titolare di Castiglia fino alla sua morte avvenuta nel 1555. A causa della salute mentale della madre, Carlo, re a pieno titolo, esercitò il potere senza contemperamenti. Poco dopo essere salito al trono spagnolo, il suo temperamento autoritario e centralizzatore provocò la sollevazione dei comuneros, soffocata nel 1521. Carlo, in quel momento, era l'uomo più potente di tutta la cristianità.
L'accumulo di tanto potere in un solo uomo e in una sola dinastia, preoccupava il re Francesco I di Francia, che si trovò accerchiato dai territori asburgici. Nel 1521 Francesco invase i territori asburgici in Italia e inaugurò una seconda fase delle guerre franco-spagnole. Le guerre in Italia furono disastrose per la Francia, la quale soffrì una serie di sconfitte, fra cui quella della Bicocca (1522), di Pavia (1525, nella quale Francesco venne catturato) e di Landriano (1529). Francesco I fu pertanto costretto ad abbandonare Milano alla Spagna.
Un imperatore e un re (1521-1556)
La vittoria di Carlo nella Battaglia di Pavia nel 1525, sorprese molti italiani e tedeschi e suscitò preoccupazioni su Carlo poiché si sarebbe ancora rinforzato per guadagnare ulteriore potere. Papa Clemente VII cambiò alleanza e si unì alla Francia e a importanti stati italiani, formando così la Lega di Cognac. Nel 1527 siccome Carlo non fu in grado di pagare sufficientemente il suo esercito nel Italia del nord, i soldati si ammutinarono, scesero fino a Roma e la saccheggiarono, obbligando papa Clemente ad essere considerabilmente più prudente nei trattati con le autorità secolari: nel 1533 si rifiutò di annullare il matrimonio di Enrico VIII d'Inghilterra con la regina Caterina d'Aragona, zia di Carlo, per timore di offendere l'imperatore e subire un secondo sacco della capitale. La pace di Barcellona del 1529, firmata da Carlo e dal papa, sancì una relazione più cordiale: di fatto il papa fece ricorso alla Spagna come protettrice della causa cattolica e riconobbe Carlo come Duca di Milano, in cambio dell'intervento spagnolo per sedare la ribellione della repubblica fiorentina.
Nel 1543 Francesco I di Francia annunciò l'inedita alleanza con il sultano ottomano, Solimano il magnifico, occupando la città sabauda di Nizza, controllata dalla Spagna, con l'aiuto di forze turche. Enrico VIII d'Inghilterra che guardava con maggior rancore la Francia rispetto all'Imperatore per essersi opposto al divorzio, si unì a Carlo per invadere la Francia. Sebbene l'esercito spagnolo fosse sonoramente sconfitto nella Battaglia di Ceresole, nel Ducato di Savoia, a Enrico andò meglio e la Francia fu costretta ad accettare le condizioni. Gli austriaci, comandati da Ferdinando, fratello minore di Carlo, continuarono a combattere gli ottomani in oriente. Con la sconfitta della Francia, Carlo dovette occuparsi di un altro vecchio problema: la Lega di Smalcalda.
La riforma protestante aveva avuto inizio nel 1517 in Germania. Carlo, nella sua qualità di Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico, le sue strategiche possessioni patrimoniali lungo la frontiera tedesca e le sue relazioni con i suoi parenti prossimi, gli Asburgo d'Austria, aveva tutto l'interesse a mantenere la stabilità degli stati di cui era sovrano. La guerra dei contadini tedeschi scoppiata in Germania nel 1524, devastò il paese, finché non fu soffocata nel 1526. Carlo, sebbene fosse lontano dalla Germania, voleva mantenere l'ordine. Prendendo a pretesto la guerra dei contadini, i protestanti si erano organizzati in una Lega difensiva per proteggersi dall'imperatore Carlo. Sotto l'egida della Lega di Smalcalda, gli stati protestanti commisero molte atrocità agli occhi della Chiesa cattolica, fra cui la confisca di alcuni territori ecclesiastici, in aperta sfida contro l'autorità imperiale.
Forse nella prospettiva strategica di contrastare il re spagnolo, la Lega si alleò con i francesi. Tutti gli sforzi dell'imperatore per ridurla all'obbedienza andarono delusi. La sconfitta di Francesco del 1544 portò all'annullamento dell'alleanza con i protestanti e Carlo ne trasse il vantaggio. In primo luogo tentò la pacificazione mediante il concilio di Trento apertosi nel 1545, ma i capi protestanti, sentendosi traditi dall'atteggiamento dei cattolici, scesero nuovamente in guerra, comandati dall'elettore Maurizio di Sassonia. Come risposta Carlo, a capo di un esercito con truppe spagnole e fiamminghe, invase la Germania, sperando di restaurare l'autorità imperiale. L'imperatore in persona inflisse ai protestanti una grave sconfitta militare nella storica Battaglia di Mühlberg (1547). Nel 1555 Carlo firmò con i protestanti la Pace di Augusta, con la quale veniva restaurata la stabilità in Germania nel principio cuius regio, eius religio, cioè veniva riconosciuto ai principi protestanti del nord la libertà religiosa. L'intervento di Carlo in Germania affermò il ruolo della Spagna come protettrice della causa cattolica e asburgica nel Sacro Romano Impero; anche sette decenni dopo la Spagna parteciperà, con lo stesso ruolo, alla Guerra dei Trent'Anni, ma con minore fortuna, perché tale conflitto sancirà il definitivo tramonto della sua supremazia in Europa.
L'Impero spagnolo crebbe sostanzialmente dall'epoca di Ferdinando e Isabella. Gli Imperi Aztechi e inca furono conquistati durante il regno di Carlo, dal 1519 al 1521 e dal 1540 al 1558, rispettivamente. Si stabilirono insediamenti nel Nuovo Mondo: la Florida fu colonizzata attorno alla metà del secolo, Buenos Aires fu fondata nel 1536 e la Nuova Granada (attualmente Colombia) fu colonizzata negli anni 1530. Manila, nelle Filippine, fu fondata nel 1572. L'Impero spagnolo oltremare diventò la fonte della ricchezza e del potere della Spagna in Europa, però contribuì anche all'inflazione. Invece di dare impulso all'economia, l'argento americano fece diventare la Spagna dipendente dalle risorse straniere di materie prime e di manifatture. Le trasformazioni economiche e sociali che orientavano la Francia e l'Inghilterra nella transizione dal feudalesimo al capitalismo non presero lo stesso ritmo in Spagna.
Nel 1526 Carlo si sposò con Isabella, sorella di Giovanni III del Portogallo e trenta anni più tardi (1556) abdicò, trasferendo la Spagna e i suoi domini al suo unico figlio superstite, Filippo II di Spagna, e il Sacro Impero Romano Germanico a suo fratello Ferdinando. Ritiratosi nel monastero di Yuste, nell'Estremadura, si spense per cause naturali nel 1558.
Da San Quintino a Lepanto (1556-1571)