La chiesa Abbaziale dei Santi Pietro e Paolo è il duomo di Castelnuovo di Garfagnana, in provincia di Lucca.
Storia e descrizione Il Duomo venne riedificato nella seconda metà del XV secolo in forme rinascimentali su un precedente nucleo romanico risalente all'XI secolo, di cui ci sono tracce sul fianco sinistro. In età barocca l'interno fu oggetto di profondi cambiamenti, con l'aggiunta di nove altari, con lo sfarzo decorativo tipico dell'epoca. La severa struttura in pietra grigia locale rappresenta una significativa testimonianza della diffusione, anche in territori non fiorentini, del Rinascimento nelle sue forme tardobrunelleschiane. La vasta parte absidale dell'edificio venne completamente ristrutturata nel XIX secolo, mentre il resto dell'edificio è stato restaurato dopo i danni prodotti dall'ultima guerra. Tra 2003 e 2011 si è svolta una nuova, complessa operazione di restauro che ha portato alla realizzazione anche del nuovo arredo liturgico.
La facciata presenta tre portali ed è scompartita da quattro lesene sorreggenti un semplice frontone.
L'interno a tre navate divise da colonne in pietra, conserva diverse opere d'arte: nella navata destra è una tela raffigurante la Madonna col Bambino e santi, che è stata attribuita a Giuseppe Porta detto il Salviatino o, più recentemente, a Giovanni Antonio Sogliani. Il dipinto potrebbe essere invece una copia settecentesca di un originale di Domenico Beceri.Alessandro Nesi, Domenico Beceri. Una pala pratese e altre opere per la riscoperta di un artista del Cinquecento, in "Prato, storia e arte", n. 101, Settembre 2007, pagg. 61 - 63. Nella stessa navata è anche una cornice marmorea della bottega del Civitali (fine del XV secolo), contenente una tela secentesca raffigurante la Pentecoste.
Nella cappella di San Giuseppe, al lato dell'abside, è invece un Crocifisso ligneo del XV secolo, detto il Cristo nero, scampato all'incendio che colpì la sacrestia nel 1977.
Nel presbiterio si trova il nuovo altare maggiore l'ambone e le nuove sedute, realizzati in marmo da Luccastudio inaugurati con il restauro dell'intera struttura il 26 febbraio 2006. Gli arredi, di forme semplificate, presentano uno stile che coniuga essenzialità contemporanea e richiami al romanico luccheseSilvestra Bietoletti, Per u itinerario otto-novecentesco nella valle del Serchio, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 248.. Dietro è l'altare maggiore settecentesco, mentre nell'abside, ai lati di una cornice ora vuota, sono due nicchie contenenti le statue di San Pietro e San Paolo, della fine del Seicento, forse eseguite nella bottega carrarese dei LazzoniClaudio Casini, La scultura dalla seconda metà del Quattrocento al Settecento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 183..
All'altare della cappella a sinistra del presbiterio è una tela secentesca con l'Ultima Cena.
Nella navata sinistra si trova una pala in terracotta invetriata a eccezione degli incarnati, con San Giuseppe tra angeli, opera della bottega di Andrea della Robbia (1510-1520 circa). L'opera, voluta dalla comunità di Castelnuovo come indicano gli stemmi cittadini in basso, mostra caratteristiche stilistiche di Luca della Robbia il giovane e del fratello Girolamo, che nella figura del protagonista riprendono il San Giacomo di Jacopo Sansovino per il Duomo di FirenzeClaudio Casini, La scultura dalla seconda metà del Quattrocento al Settecento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pagg. 179 - 180..
Accanto, vicino all'ingresso, è appesa una tela con l'Apparizione della Madonna alla fanciulla di Caravaggio con i santi Francesco di Sales e Luigi IX dipinta da Giovanni Domenico Lombardi intorno al 1716 per l'oratorio di Sant'Antonio Abate e qui trasferita, dopo la sua soppressione, nel 1770 circa. Il dipinto, nonostante le contenute dimensioni, colpisce per la regale e monumentale figura della Madonna, per lo scultoreo plasticismo delle figure e l'espressività contenuta e controllataPaola Betti, La pittura tra Cinquecento e Settecento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pagg. 236 - 237., ancora memore della lezione, in Lucchesia, di Antonio Franchi.
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Pietro e Paolo Castelnuovo di Garfagnana Pietro e Paolo