LAngelus (o Angelus Domini) è una preghiera cattolica in onore di Maria che i devoti recitano in ringraziamento per il mistero dell'Incarnazione,Cfr. Gaetano Moroni Romano, , Vol. 2, Tipografia Emiliana, Venezia,1740, l'«evento salvifico per cui, secondo il disegno del Padre, il Verbo, per opera dello Spirito Santo, si fece uomo nel grembo di Maria Vergine».Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, , , Città del Vaticano, 2002, su .

Il testo trae ispirazione dal racconto dell'Annunciazione narrato nel Vangelo di Luca (). Consiste essenzialmente di tre brevi testi che raccontano tale episodio, recitati come versetti e responsorio:

℣. Angelus Domini nuntiavit Mariae.

℟. Et concepit de Spiritu Sancto.

℣. Ecce ancilla Domini.

℟. Fiat mihi secundum verbum tuum.

℣. Et Verbum caro factum est.

℟. Et habitavit in nobis.

I tre testi sono alternati con la preghiera dell'Ave Maria, cui fa seguito un altro versetto con il relativo responsorio e un'orazione in cui si prega Dio che per il merito della passione e croce del suo eterno Figlio ci renda degni della sua gloria.

Il nome della preghiera deriva dalla parola iniziale o dalle due parole iniziali del testo in latino.

Questa preghiera mariana viene recitata dai devoti tre volte al giorno: «all'aurora, a mezzogiorno e al tramonto».Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, In tali orari viene suonata una campana, talvolta detta "campana dell'Angelus" o "campana dell'Ave Maria".Cfr. Gaetano Moroni Romano, , Vol. 31, Tipografia Emiliana, Venezia, 1745, ,

Storia

Origini L'origine di questa pratica devozionale è da collocarsi, probabilmente, nei monasteri medievali. Mentre i monaci coristi cantavano le ore liturgiche, composte essenzialmente di salmi (conosciuti a memoria) e di antifone (lette dai codici esposti sui plutei), i conversi, spesso illetterati, interrompevano le loro occupazioni manuali e si univano alla preghiera. Le antifone variabili dell'ufficiatura erano sostituite da quelle fisse che commemoravano l'Incarnazione, mentre i tre salmi delle ore minori erano sostituite dall'Ave Maria. Un versetto e un'orazione concludevano la breve ufficiatura.Cfr. Pio Paschini, voce Angelus Domini, in Pio Paschini (a cura di), «Enciclopedia Cattolica», Ente per l'Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, Città del Vaticano, Vol. I, 1948, coll. 1260-1261.

L'istituzione ufficiale dellAngelus con la recita al mattino e alla sera si deve a papa Urbano II che la pubblicò nel concilio di Clermont in Francia (1095) per il felice esito della crociata contro le armate turche. Era comune fin dal XIII secolo l'invito alla preghiera con il Padre Nostro e lAve Maria al suono della campana nel momento della Compieta e del coprifuoco: in particolare, san Bonaventura, nel Capitolo Generale dei Frati Minori tenutosi a Pisa nel 1263, prescrisse ai religiosi di esortare i fedeli con il suono della campana a salutare la Madonna ogni sera con la recita di qualche Ave Maria, ricordando il mistero dell'Incarnazione del Signore che si riteneva fosse avvenuto di sera; Fra' Bonvesin de la Riva (1240/50-1313), appartenente all'Ordine degli Umiliati, fece sua la disposizione dei frati francescani ordinando alla città di Milano e dintorni di suonare ogni sera la campana per la recita dell'Ave Maria. Da Milano la pia usanza si estese altrove. Prima di quest'epoca in Francia la devozione era già praticata nella chiesa di Saintes.

Sviluppo e diffusione La pratica di recitare tre Ave Maria all'ora del tramonto divenne generale in tutta Europa nella prima metà del XIV secolo, tant'è che papa Giovanni XXII (1245-1334) con la bolla del 13 ottobre 1318 confermò con indulgenze la devozione di salutare con tre Ave Maria la beata Vergine al tramonto del sole al segno del suono della campana e con bolla del 7 maggio 1327 concesse dieci giorni d'indulgenza a chi genuflesso recitasse tale devozione e diede ordine al suo Vicario Generale per la città di Roma che quivi la comandasse con la medesima indulgenza.Cfr. Gaetano Moroni Romano, , Vol. 31, Tipografia Emiliana, Venezia, 1745, voce In Francia la pratica fu adottata nel Concilio di Parigi del 1346. Con il principio del XIV secolo in molti luoghi si usava un'analoga preghiera quando si suonava la campana al mattino: tale uso entrò nelle consuetudini in quel secolo e nel seguente.

L'aggiunta del suono delle campane dellAngelus anche a mezzogiorno con la recita di tre Ave Maria, secondo alcuni si deve a papa Gregorio IX (1227-1241), secondo altri al re di Francia Luigi IX (1226-1270) oppure a papa Callisto III (1455-1458). Il suono della campana a mezzogiorno per la preghiera era limitato in alcune diocesi solo al venerdì, ma si estese a tutti i giorni quando papa Callisto III nel 1456 eccitò i cristiani a pregare per l'esercito cristiano che in Ungheria stava combattendo per la fede perché vincesse la guerra contro i Turchi.Cfr. Herbert Thurston, voce , in Charles George Herbermann (a cura di), Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company, New York , vol. I, 1907, . La recita tripla venne ratificata anche dal re di Francia Luigi XI, che nel 1472 ordinò per il suo regno il suono delle campane tre volte al giorno invitando i suoi sudditi a ricordarsi della Vergine Madre di Dio, ed egli stesso all'annuncio scendeva da cavallo e s'inginocchiava sulla nuda terra per pregare. Una testimonianza certa della recita tre volte al giorno si trova negli statuti di Francesco de Puteo, priore della Grande Chartreuse, il quale visse all'inizio del XVI secolo. Da quel secolo giunge fino a noi l'usanza della recita tre volte al giorno.

I papi Callisto III (1455-1458), Paolo III (1534-1549), Alessandro VII (1655-1667) e Clemente X (1670-1676) raccomandarono molto la recita dellAngelus che arricchirono anche di indulgenze, accresciute da Benedetto XIII che il 14 settembre 1724 concesse 100 giorni a quelli che l'avessero recitata in ginocchio (eccetto il sabato sera e la domenica) e al suono della campana. Queste indulgenze non vennero comprese nella generale sospensione delle indulgenze che si soleva fare nell'anno santo: così disposero Benedetto XIII nel 1725, Benedetto XIV con la bolla Cum nos nuper del 17 maggio 1749, Clemente XIV con la bolla del 15 maggio 1774, Leone XII con la bolla del 10 giugno 1824. Leone XIII (1878-1903) modificò, rendendole più facili, le condizioni per lucrare l'indulgenza.

Gli Angelus domenicali dei papi La preghiera dellAngelus è rimasta popolare per la sua diffusione attraverso le emittenti radio e televisive.

L'inizio delle trasmissioni avvenne nel 1954 in seguito a un'intuizione del medico italiano Luigi Gedda, che propose a papa Pio XII, nell'udienza a lui concessa il 10 marzo di quell'anno, la recita della preghiera ai microfoni della Radio Vaticana affinché i fedeli potessero unirsi al pontefice nell’invocare l’aiuto dell'Assunta, il cui dogma era stato proclamato dal medesimo papa nel 1950, ricorrendo nel 1954 l'anno mariano. Nonostante il Pontefice non avesse condiviso la proposta, che reputava non efficace, in una successiva udienza privata svoltasi il 26 giugno del medesimo anno il professore rinnovò la medesima domanda di recitare l’Angelus il 15 agosto ai microfoni della Radio Vaticana dalla residenza estiva di Castel Gandolfo, anche perché in quella giornata i papi avevano l’usanza di celebrare la festa dell’Assunta con un pontificale nella vicina Parrocchiale Pontificia di San Tommaso da Villanova percorrendo a piedi il tragitto dal palazzo apostolico alla chiesa e viceversa, percorso che sempre riscuoteva l'entusiastico fervore dei fedeli. Con tale motivazione Pio XII questa volta acconsentì alla richiesta di Gedda, che l'aveva presentata anche a nome dell’Azione Cattolica Italiana, di cui era presidente generale.

Il 15 agosto 1954, solennità dell’Assunzione, l'Angelus fu così radiodiffuso dalla Radio Vaticana a cui si era collegata la Radiotelevisione Italiana. Al ritorno del Papa in Vaticano dalla sua vacanza a Castel Gandolfo, onde evitare che egli, sofferente di una malattia gastrica, si affaticasse con una udienza collettiva, Gedda gli suggerì di recitare l’Angelus affacciandosi alla piazza San Pietro dalla finestra del suo studio privato nel Palazzo Apostolico. Il Papa accettò e da allora prosegue la trasmissione dell'Angelus tramite Radio Vaticana: ogni domenica, a mezzogiorno, il papa tiene un breve discorso al termine del quale recita lAngelus che, nel Tempo Pasquale, viene sostituito dal Regina Caeli.

Nel 1977, durante il pontificato di Paolo VI, Gedda pensò di promuovere lAngelus alla televisione con un'emittente televisiva cattolica, Teleradiosole, che trasmise regolarmente gli Angelus domenicali del papa. Successivamente la stessa emittente poté trasmettere via satellite lAngelus in Argentina attraverso la televisione di Stato, Canale 7, che a sua volta lo ritrasmetteva ad altre 28 emittenti locali argentine. Questa trasmissione durò soltanto un anno, ma in seguito molte altre stazioni radio e televisive di tutto il mondo, anche attraverso l'Eurovisione, iniziarono a trasmettere ogni domenica la recita dellAngelus del Papa con il relativo discorso.Cfr. Giulio Alfano, , su Lucio D'Ubaldo (a cura di), , 7 aprile 2019. URL consultato il 14 febbraio 2021.Tra le molteplici emittenti è possibile ascoltare lAngelus a Radio Maria, o anche a delle Suore francescane dell'Immacolata e nelle parrocchie ove vi sono i rispettivi terziari francescani come nella

Indulgenze Papa Benedetto XIII il 14 settembre 1724 annetté alla recita dellAngelus l'indulgenza di 100 giorni al fedele che la recitasse in ginocchio (in piedi al sabato sera e alla domenica) all'aurora, a mezzogiorno e al tramonto, al suono della campana. Leone XIII (1878-1903) modificò, rendendole più facili, le condizioni per ottenere il dono dell'indulgenza. Fino alla riforma delle indulgenze attuata da papa Paolo VI nel 1967Vedi Paolo VI, , su , 1º gennaio 1967. era ancora concessa l'indulgenza di 100 e plenaria una volta al mese, purché l’avesse recitato ogni giorno nei tre tempi della giornata prescritti (aurora, mezzogiorno, tramonto), e si fosse confessato e comunicato.Cfr. Massime Eterne, 80ª edizione, Libreria Editrice “Aquileia”, Udine, 1922, pag. 8.

LEnchiridion Indulgentiarum attualmente include un'indulgenza parziale per i fedeli che recitano l'Angelus nei tre tempi prescritti, come pure per la recita del Regina Caeli che sostituisce lAngelus nel tempo pasquale.Vedi Paenitentiaria Apostolica, , quarto editur, 16 luglio 1999, su , Concessiones 17, § 2. La concessione è data per i testi approvati dalla Santa Sede, quindi per i testi in lingua volgare è necessario che siano approvati dalle Conferenze episcopali e successivamente confermati della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Pertanto le traduzioni difformi non sono indulgenziate e possono essere eventualmente usate per la recita privata. Come per tutte le indulgenze, è necessario essere in stato di grazia; inoltre, l'indulgenza è applicabile a sé stessi o alle anime dei defunti, ma non è applicabile ad altre persone viventi sulla terra.Cfr. Penitenzieria Apostolica, , su , Roma, 29 gennaio 2000, nn. 3.7. URL consultato l'11 febbraio 2021.

Struttura