La cardiologia è la branca della medicina interna che si occupa dello studio, della diagnosi e della cura (farmacologica e/o invasiva) delle malattie cardiovascolari acquisite o congenite. Chi si occupa di tale branca della medicina, come medico specialista, viene chiamato cardiologo.

La cardiologia è una disciplina che nel ventunesimo secolo si è molto evoluta e al suo interno si sono sviluppate specialità come l'emodinamica e l'elettrofisiologia.

Va inoltre segnalato che il miglioramento terapeutico medico e chirurgico delle cardiopatie congenite ha permesso la sopravvivenza di numerosi bambini che, diventati adulti, hanno determinato il crearsi di una nuova branca della cardiologia dedicata ai cardiopatici congeniti adulti.

Oltre che della cura delle malattie cardiovascolari, scompenso cardiaco, anomalie del ritmo, il cardiologo si occupa della prevenzione cardiovascolare e della riabilitazione del paziente sottoposto ad intervento di rivascolarizzazione, sia esso cardiochirurgico che di angioplastica percutanea.

Le malattie cardiovascolari sono ancora la prima causa di morte al mondo (50% del totale dei paesi sviluppati e 25% nei paesi in via di sviluppo)World Health Report 2002:Reducing risks, promoting healty life, Ginevra, 2002Murray CJL, Lopez AD, The Global burden of Disease. Cambridge 1996. Fra le malattie cardiache più diffuse ritroviamo l'angina stabile da sforzo, l'angina instabile e l'infarto del miocardio.

Storia

Periodo greco-romano

Gli esseri umani hanno ritenuto il cuore da molto tempo come un organo particolarmente vulnerabile, fino dai tempi dell'era della pietra. I cinesi, i greci e i romani hanno dedicato molta attenzione all'attività meccanica del cuore ed al suo impulso. Anche i principali filosofi antichi si sono dedicati allo studio della fisiologia cardiaca: Platone affermava che, mentre il fegato forniva le premesse, il cuore ed il cervello erano il presupposto necessario per la vita umana; Aristotele affermava che il cuore era fonte di calore e di vita.. Seneca nelle sue lettere aveva descritto per primo un esempio di angina pectoris, anche se è ancora discusso se invece la sua descrizione potesse essere ricondotta ad un episodio di infarto miocardico. I dolori provenienti dal petto e persino il termine angina si trovano anche nei testi di IppocrateIppocrate, Malattia ii, cap 9, ma probabilmente si trattano di aggiunte fatte in epoche successive.

Erofilo e Erasistrato fecero molte scoperte nel campo della cardiologia anatomica anche grazie alla loro tecnica di dissezione umana: il secondo, ad esempio, scoprì l'esistenza delle valvole cardiache; Diocle fece importanti scoperte per quanto riguarda la pressione del sangue nei ventricoli e Prassagora la differenza fra vene e arterie.

Periodo medievale Nell'epoca medioevale si pensava che il cuore fosse il generatore delle passioni, ma anche che spiriti maligni potessero impossessarsi di tale organo, creando in questo modo le malattie cardiache.. In questa epoca vi erano famosi studiosi, quali Galeno e Avicenna, dove il secondo affermava che il cuore delegasse ad altri organi diversi i propri compiti, ma il primo era contrario alle idee dell'altro..

Periodo moderno L'inizio della moderna cardiologia può essere datato verso il 1628, quando il medico inglese William Harvey ha pubblicato la sua scoperta sull'apparato circolatorio. Nel 1733 l'inglese Stephen Hales aveva utilizzato per primo una terapia invasiva per misurare la pressione sanguigna.

Fisiologia cardiaca

Il cuore di solito è definito come un muscolo involontario perché il suo funzionamento non viene comandato dall'individuo, prova è che durante il sonno il cuore continua il suo lavoro, ma tale definizione non è esatta. Le emozioni ed il controllo su di esse possono aumentare o diminuire il battito cardiaco, e quindi avere in parte un controllo sul muscolo rendendolo sensibile alle sollecitazioni della bilancia simpatico-mimetica (equilibrio tra stimolazione simpatica e vagale).

Ciclo cardiaco, ovvero il continuo succedersi di contrazioni, definite sistole e i relativi rilasciamenti, chiamati diastole.Sengen Joseph C., Concise Dictionary of Modern Medicine, McGraw-Hill, pagina 144 Il processo è il seguente: il sangue venoso arriva dalle vene cave nell'atrio destro e passa al ventricolo destro; poi viene sospinto attraverso la valvola polmonare, durante la sistole, nei polmoni dove libera l'anidride carbonica attraverso gli scambi gassosi alveolari e si arricchisce di ossigeno, quindi viene convogliato nelle vene polmonari e nell'atrio sinistro e quindi nel ventricolo sinistro, dove viene infine spinto nell'aorta durante la sistole e si diffonde in tutto il corpo, tale processo si ripete sino al termine della vita di ogni individuo.

Malattie cardiovascolari Le patologie cardiologiche vengono genericamente raccolte sotto il termine di cardiopatia e si distinguono a seconda della sede colpita.

Malattie coronariche Aterosclerosi: è una malattia a patogenesi multipla, dove il processo infiammatorio colpisce le arterie di grande e medio calibro; interessa tutti i distretti e a seconda della sede di occlusione acuta avremmo ictus cerebri, infarto miocardico, infarto intestinale, arteriopatia obliterante periferica e così via.

Sindrome coronarica acuta Sotto il nome di sindrome coronarica acuta si ritrovano l'infarto e le forme di angina: Infarto miocardico acuto Angina instabile Angina di Prinzmetal

Malattie del “muscolo” cardiaco Cardiomiopatia: ipertrofica, con ispessimento del muscolo cardiaco, e dilatativa, con aumento dei volumi delle camere ventricolari e l'assottigliamento delle pareti cardiache. Queste cardiomiopatie possono portare all'Insufficienza cardiaca, conosciuta anche come scompenso cardiaco Miocardite: in genere di origine virale

Malattie delle valvole cardiache Tali malattie rientrano sotto il nome generico di valvulopatie, sono per la maggioranza, anomalie congenite o derivate riguardanti insufficienze o restrizioni (stenosi) delle valvole:

Endocardite: gravissima infezione delle valvole native, acquisita in corso di patologie infettive Coartazione aortica: semplice e localizzata, si tratta di restringimenti congeniti dell'arco aortico. Anelli vascolari: costituiscono un insieme di malformazioni dell'arco aortico o dell'arteria polmonare che influiscono anche su trachea ed esofago. Stenosi aortica Stenosi mitralica congenita Stenosi della tricuspide congenita Stenosi polmonare congenita Insufficienza aortica congenita Insufficienza mitralica congenita Insufficienza tricuspidale congenita Insufficienza polmonare congenita

La stenosi e l'insufficienza valvolare possono essere congenite, ma più spesso nella pratica clinica si incontrano le alterazioni degenerative delle cuspidi e le malformazioni legate ai depositi di calcio, che intervengono nelle età più avanzate.

Malattie del pericardio Pericardite: in genere virale. È l'infiammazione dei foglietti pericardici. Tamponamento cardiaco: è legato all'infiammazione del pericardio, che trasuda del siero e si accumula nella cavità pericardica. Viene in genere riassorbito con l'uso dei farmaci, ma se questo non avvenisse, si rimuoverebbe con una procedura chiamata "pericardiocentesi"

Malattie della conduzione cardiaca In tale definizione rientrano tutte le aritmie, dove si riscontra un'alterazione della frequenza cardiaca e i disturbi di conduzione veri e propri. Alcune aritmie possono rientrare nella fisiologia del ritmo cardiaco, altre possono indicare la possibilità di patologie vere e proprie. Il ritmo sinusale normale viene definito tachicardia se supera i 100 battiti al minuto e bradicardia se è inferiore ai 60 battiti al minuto.

Le alterazioni del ritmo o aritmia vera e propria, sono abbastanza frequenti nella popolazione generale. Le più comuni sono:

fibrillazione atriale flutter atriale tachicardia parossistica sopraventricolare ectopie atriali e ventricolari isolate

Malattie dei vasi

Aneurisma Ipertensione arteriosa Trombosi Ischemia miocardica Embolia polmonare Ipertensione polmonare

Malattie congenite

Tetralogia di Fallot Difetti del setto interatriale Trasposizione dei grossi vasi Dotto di Botallo Destrocardia Difetti del setto interatriale Difetti del setto atrioventricolare Difetti del setto interventricolare isolato Atresia della tricuspide Atresia polmonare a setto intatto Atresia polmonare con difetto interventricolare Sindrome del cuore sinistro ipoplasico Anomalia di Ebstein

Brionite

Tumori del cuore Nell'incidenza negli studi autopticiMcAllister HA, Fenoglio JJ, Tumors of the cardiovascular system 1978, pagine 1-3Reynen K: Frequency of primary tumors of the heart am J Cardiol 1996, pagine 77-107, la percentuale di tumori che coinvolgono il cuore è vicina allo zero, mentre più diffuso è lo sviluppo di metastasi da tumori primitivi in altri organi, che possono produrre malfunzionamenti del cuore.

L'ecocardiogramma è di grande ausilio nel riconoscimento e isolamento di queste lesioni secondarie. Fra i tumori primitivi del cuore si annovera il mixoma, che raggiunge da solo il 50% di tutte le forme tumorali. La percentuale estremamente bassa dei tumori cardiaci è relativa all'attività incessante dell'organo, che non permette il facile "attecchimento" e sviluppo delle cellule neoplastiche. Fra i tumori del cuore ritroviamo:

Angiosarcoma Emangioma Fibroelastoma papillare: comuni alle valvole cardiache. Fibroma: tumori benigni del tessuto connettivo, hanno un'incidenza notevole su bambini e giovani. Leiomiosarcoma Linfoma Lipoma e la sua forma maligna liposarcoma. Mesotelioma del nodo AV Mixoma Osteosarcoma Rabdomioma: i più frequenti nei neonati entro il loro primo anno di età. Sarcoma neurogenico Sarcoma sinovale Teratoma: altro tumore tipico nei bambini, anche se di manifestazione rara nel cuore.

Arresto cardiaco L'arresto cardiaco è l'evento più drammatico che possa colpire un individuo e che, se non trattato, può condurre a morte entro pochi minuti. L'arresto avviene quando il cuore smette di battere sia perché il segnapassi naturale si ferma, sia perché le elevatissime frequenze (vedi la fibrillazione ventricolare) non permettono la normale contrazione cardiaca e vi è un arresto nella distribuzione del flusso sanguigno al resto del corpo e per primo al cervello. Da tale momento si hanno pochi minuti per cercare di farlo "ripartire", per recuperare la circolazione cerebrale, con tentativi di rianimazione manuale e lo shock elettrico erogato attraverso la defibrillazione,. Il problema del tempo è correlato non tanto al recupero del muscolo cardiaco ma all'ossigenazione cerebrale in quanto i neuroni hanno una resistenza all'anossia molto limitata. Durante gli interventi di cardiochirurgia si usa la circolazione extracorporea che permette di fermare il cuore, portandolo a temperature molto basse, per un periodo di tempo sufficiente all'esecuzione dell'intervento, assicurando nel contempo la circolazione nel resto dell'organismo.

Sintomi e segni clinici I sintomi sono tutto ciò che viene riferito dalla persona; I segni clinici vengono evidenziati dai medici attraverso la visita cardiologica e la valutazione degli esami.

Principali Dispnea, mancanza di respiro molto fastidiosa, che varia di intensità fino a diventare tanto grave da rendere la normale attività di respirazione molto difficile. Nelle persone affette da scompenso cardiacocronico tale sintomo è espressione di aumentata pressione venosa e capillare polmonare. Dolore toracico, è il sintomo più frequente che porta un soggetto alla valutazione cardiologica. Normalmente viene descritto come un "peso" o un "dolore" retrosternale, a volte irradiato al braccio sinistro o alla gola, che può essere associato anche a forme diverse dall'angina nota, come l'ischemia miocardica in assenza di necrosi, dell'angina "variante" di Prinzmetal