Con un passato antifascista, fu tra i fondatori del Partito d'Azione nel 1942 e Ministro dei Trasporti sotto Ferruccio Parri. Eletto nel 1946 all'Assemblea Costituente nelle file della Concentrazione Democratica Repubblicana (minoranza), da lui fondata con lo stesso Parri, portò il partito a confluire nel Partito Repubblicano Italiano nel medesimo anno.
Ininterrottamente deputato dal 1948 fino alla morte, fu Ministro del Commercio con l'Estero nel sesto e settimo governo De Gasperi, Ministro del Bilancio nel quarto governo Fanfani, Ministro del Tesoro nel quarto governo Rumor e vicepresidente del Consiglio dei ministri del quarto governo Moro.
Fu anche segretario del Partito Repubblicano Italiano dal 1965 al 1975 e suo presidente dal 1975 al 1979.
Suoi figli Giorgio La Malfa e Luisa La Malfa Calogero.
Biografia Nacque da Vincenzo La Malfa e Filomena Imbornone.
Il padre era appuntato di Pubblica Sicurezza; la madre, proveniente da famiglia agiata, anche se ormai decaduta, ispirò nei figli (Ugo, Renato e Olga) una tenace esigenza di emergere dal soffocante ambiente della piccola borghesia siciliana e di emanciparsi dalle ristrettezze in mezzo alle quali trascorsero l'infanzia.
Prima del 1945 Diplomatosi in ragioneria, nel 1920 ottenne anche la licenza liceale al "Torquato Tasso" di Roma.
Si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo, poi si trasferì a Venezia per frequentare alla Ca' Foscari il Regio istituto superiore di scienze economiche e commerciali. Fra i suoi docenti ebbe Francesco Carnelutti, Silvio Trentin e Gino Luzzatto.
Influenzato principalmente dal pensiero di Giustino Fortunato, Gaetano Salvemini e Benedetto Croce,Antonio Duva, Ugo La Malfa: l'idea di un'altra Italia, Scheiwiller, 2003, p. 49. fin dagli anni dell'Università ha contatti con il movimento repubblicano di Treviso e con altri gruppi antifascisti. Nel 1924 si trasferisce a Roma con una borsa di studio per frequentare un corso sul commercio italo-americano. Partecipa alla fondazione dell'"Unione goliardica per la libertà" che ebbe vita brevissima ma guadagnò abbastanza autorevolezza da essere citata sia sulle pagine de "La Rivoluzione Liberale" di Piero Gobetti, sia sul foglio "Non Mollare!" di Carlo Rosselli. Il 14 giugno del 1925 interviene al primo congresso dell'Unione nazionale democratica fondata da Giovanni Amendola. Il movimento amendoliano è in seguito dichiarato fuori legge: il giovane La Malfa figura nella "Pentarchia" che ha lo scopo di porre in liquidazione il movimento. Si laurea nel 1926 a Venezia con una tesi in diritto processuale civile, dal titolo: Di alcune caratteristiche giuridiche del contratto della giurisdizione, dell'arbitrato, della conciliazione nei diritti intersindacale, interindividuale ed internazionale. Il suo relatore è Carnelutti. Dopo la laurea frequenta la scuola allievi ufficiali d'artiglieria di Palermo per il servizio militare, ma viene degradato e trasferito in Sardegna per aver diffuso la rivista antifascista Pietre ma pochi mesi dopo congedato per motivi di salute. Nel 1928 viene arrestato nel quadro delle retate seguenti all'attentato alla Fiera di Milano, ma viene presto prosciolto.
A causa dei suoi trascorsi politici, il suo contratto all'Istituto Nazionale per l'Esportazione non è rinnovato. Nel 1930 è chiamato da Giovanni Gentile all'Enciclopedia Treccani, ed è redattore di alcune voci fra cui "Industria": qui lavora sotto la direzione del filosofo fascista di sinistra, teorizzatore della comunistica "corporazione proprietaria", Ugo Spirito, frequentando altri giovani intellettuali fascisti e non fascisti. Alla Treccani Ugo La Malfa conosce anche la siciliana Orsola Corrado, che sposa nel 1934. Quell'anno grazie a Manlio Masi, direttore dell'Istituto Nazionale per l'Esportazione, viene assunto da Raffaele Mattioli a Milano, all'Ufficio studi della Banca Commerciale Italiana del quale diviene direttore nel 1938.
In questi anni lavora intensamente, soprattutto con funzioni di raccordo fra i vari gruppi dell'antifascismo, per costituire una rete che confluisce nel Partito d'Azione, di cui egli sarà uno dei fondatori. Il 1º gennaio 1943 La Malfa e l'avvocato Adolfo Tino riescono a pubblicare il primo numero clandestino de L'Italia libera; nello stesso anno La Malfa deve lasciare l'Italia per sfuggire a un arresto della polizia fascista. Trasferitosi a Roma, prende parte alla Resistenza e rappresenta il PdA in seno al CLN, insieme con Sergio Fenoaltea. Esprime una linea di intransigenza sulla questione istituzionale che costituisce un'alternativa alla linea che Palmiro Togliatti imprime al suo rientro in Italia con la svolta di Salerno.
Dal dopoguerra agli anni sessanta
Finito il conflitto, è chiamato per il suo partito nella Consulta nazionale. Nel giugno 1945 assume la guida del Ministero dei trasporti nel governo guidato da Ferruccio Parri. Nel dicembre, primo governo di Alcide De Gasperi, è nominato brevemente ministro per la ricostruzione e in seguito ministro del commercio con l'estero. Nel febbraio del 1946 si tiene il primo congresso del Partito d'Azione, nel quale prevale la corrente filosocialista facente capo a Emilio Lussu: La Malfa e Parri lasciano il partito, il primo dimettendosi anche dal governo. A marzo, La Malfa partecipa alla costituzione della Concentrazione Democratica Repubblicana che si presenta alle elezioni per l'Assemblea Costituente del giugno 1946: La Malfa risulta eletto insieme a Parri.Sul contributo di La Malfa ai lavori dell'Assemblea Costituente, si veda Fondazione Lelio e Lisli Basso. La via alla politica. Lelio Basso, Ugo La Malfa, Meuccio Ruini protagonisti della Costituente, a cura di Giancarlo Monina, Milano, Franco Angeli, 1999. Nel settembre dello stesso anno, incoraggiato da Pacciardi, La Malfa aderisce al Partito Repubblicano Italiano (PRI); si scontra, intorno agli indirizzi politico-economici della storica formazione, con l'ostilità della vecchia guardia, rappresentata soprattutto da Giovanni Conti.
Nell'aprile del 1947 La Malfa viene designato a rappresentare l'Italia al Fondo Monetario Internazionale. L'anno seguente è nominato vicepresidente dell'Istituto. Ma non lascia la politica attiva. Nello stesso anno infatti assume, insieme con Belloni e Reale, la segreteria provvisoria del partito. Eletto nella I legislatura deputato alla Camera nel 1948 nella circoscrizione Emilia-Romagna (confermato fino alla VII legislatura).
Nel 1950 assume l'incarico di ministro senza portafoglio con il compito di procedere alla riorganizzazione dell'IRI. Fondamentale per i destini dell'economia italiana, l'opera da lui portata a termine, nel 1951, divenuto ministro del commercio estero (fino al 1953), per la liberalizzazione degli scambiItalo-German Trade Agreement. FROM OUR CORRESPONDENT. The Times (London, England), Monday, Apr 21, 1952; pg. 5; Issue 52291. e per la soppressione dei contingentamenti alle importazioni.Italian Trade With Russia. FROM OUR OWN CORRESPONDENT. The Times (London, England), Thursday, May 01, 1952; pg. 5; Issue 52300. Il decreto sulla liberalizzazione apre la strada al "boom" economico italiano. Nel 1952 propone, senza successo, una "Costituente programmatica" tra i partiti laici; dal 1956, radicando la cultura repubblicana nella tradizione democratica e in particolare nel New Deal di Franklin Delano Roosevelt, elabora la strategia del centrosinistra e dell'incontro con il Partito Socialista Italiano (PSI), con il duplice obiettivo di allargare le basi democratiche dello Stato e di avviare una politica di riforme. Dal 1953 al 1958 è presidente della Giunta per i trattati di commercio e la legislazione doganale della Camera.Ugo La Malfa. Italy and the European Common Market. The Financial Times (London, England), Tuesday, April 23, 1957; pg. 9; Edition 21,144.
Nel 1957 i repubblicani ritirano l'appoggio esterno al governo Segni; Randolfo Pacciardi lascia la direzione del partito. Nel 1959 La Malfa assume la direzione de La Voce Repubblicana. Nel 1962 è nominato ministro del bilancio nel governo tripartito Fanfani caratterizzato da un'opera riformatriceLa Malfa—Key Figure in the Economic Programme. By Our Rome Correspondent. The Financial Times (London, England), Thursday, March 22, 1962; pg. 5; Edition 22,654. per preparare l'ingresso del PSI nell'area della legittimazione democratica.Italy Prepares for Planning. From Our Own Correspondent. The Financial Times (London, England), Friday, March 30, 1962; pg. 15; Edition 22,661.
La "Nota aggiuntiva" Nel mese di maggio presenta la Nota aggiuntiva,Ministerial Statement on Italian Economy. From Our Own Correspondent. The Financial Times (London, England), Thursday, May 24, 1962; pg. 17; Edition 22,706. che fornisce una visione generale dell'economia italiana e degli squilibri da cui è caratterizzata, delineando inoltre gli strumenti e gli obiettivi della programmazione democratica attraverso la politica dei redditi. Il quadro diagnostico di La Malfa si concentrava su tre campi di intervento: il settore agricolo; l'industrializzazione nel Mezzogiorno e lungo la dorsale adriatica; i consumi e servizi pubblici, in particolare istruzione, sanità, previdenza sociale e gestione del territorio. Strumenti per raggiungere questi obiettivi vengono identificati negli Enti di sviluppo per le zone agricole; nella programmazione regionale; e nella volontà politica di perseguire un'espansione dei consumi pubblici superiore a quelli privati.
Nel campo dei consumi e dei servizi pubblici, di particolare rilevanza è la discussione sulla scuola, in cui «la crisi è gravissima» con il rischio di innescare «un processo cumulativo, pericolosamente vicino al punto in cui diverrà irreversibile». Tre in particolare le preoccupazioni: modesta spesa in istruzione delle famiglie, struttura delle remunerazioni e del riconoscimento sociale che scoraggia l'investimento in capitale umano; e scarsità dei fondi destinati alla ricerca scientifica e all'istruzione.« La nota del '62 e il paese che non fu », di Andrea Goldstein, Il Sole-24 Ore, 2 giugno 2012.
Segretario del PRI Deve affrontare l'ostilità dei sindacati e di Confindustria.Italian Economic Planning Board Formed. From Our Own Correspondent. The Financial Times (London, England), Wednesday, August 08, 1962; pg. 4; Edition 22,769. Nello stesso anno concorre alla decisione del governo di nazionalizzare l'industria elettrica.Italian Electric Power Problem. The Times (London, England), Thursday, May 24, 1962; pg. 20; Issue 55399. Dal 1963 al 1965 è presidente della Commissione bilancio e partecipazioni statali della Camera.Italian Minister Calls for Political Link Talks. From Our Own Correspondent. The Financial Times (London, England), Monday, January 14, 1963; pg. 7; Edition 22,903; Italy's Planners and the General. By Our Industrial Editor, Who Has Been Touring Italy. The Financial Times (London, England), Thursday, January 24, 1963; pg. 5; Edition 22,912; Overtures. The Economist (London, England), Saturday, March 23, 1963; pg. 1100; Issue 6239; A Lesson For Britain In Italy's Approach To Planning?, The Times (london, England), Saturday, Mar 23, 1963; pg. 13; Issue 55657.
Espulso Randolfo Pacciardi dal Partito Repubblicano Italiano per avere votato contro il primo governo organico di centrosinistra,Battle on Two Fronts. The Economist (London, England), Saturday, January 19, 1963; pg. 196; Issue 6230. nel marzo del 1965 è eletto segretario del PRI. Si avvede immediatamente delle insufficienze della coalizione di centro-sinistra.Uncertain Outlook for the Italian Economy. Ugo La Malfa, Secretary. The Financial Times (London, England), Monday, December 06, 1965; pg. 22; Edition 23,793.