Biografia
Infanzia e formazione Nato verso il 1165 nella regione di Reims, in un luogo identificabile con Vitry-en-PerthoisSebbene siano state fatte varie ipotesi su quale dei tanti “Vitry” sia da identificare col paese natale di Jacques, la vicinanza tra Vitry-en-Perthois e Vanault-le-Chatel, possedimento dei Pierrepont, sembra poter meglio spiegare l’origine dei numerosi contatti che Jacque de Vitry avrà con Hugues de Pierrepont, vescovo di Liegi (1200-1229). Inoltre, una carta concessa da Maria di Champagne nel 1193 potrebbe riferirsi proprio alla famiglia di Jacques de Vitry. Infine, nei Sermones feriales dell’autore, troviamo diversi riferimenti a Reims, e alla zona della Champagne in cui sorge, per l’appunto, il paese sopra citato (Cfr. Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus VII)., da una famiglia agiata, inizialmente studia e insegna all'Università di Parigi. Nel 1208 arriva a San Nicola d'Oignies, nella diocesi di Liegi, dove sceglie di seguire la regola di sant’Agostino, senza associarsi ad una particolare congregazione.
Qui Jacques de Vitry conosce la beata Maria d’Oignies, una beghina che si era stabilità in prossimità del priorato d’Oignies già nel 1207. Egli diventerà suo confessore, direttore spirituale, nonché suo biografo.
Sempre in questi anni, Jacques viene ordinato sacerdote a Parigi, sebbene non ci sia un parere univoco sulla data esattaDifatti, se da una parte Vincenzo di Beauvais afferma che Jacques de Vitry ottiene l’incarico pastorale presso la parrocchia di Argenteuil prima di trasferirsi ad Oignies (Cfr. Vincentius Bellovacensis, Speculum historiale (Excerpta), ed. O. Holder-Egger, Scriptorum tomus 24, Hannover, 1879, p. 164-167, 837), dall’altra, secondo Tommaso di Cantimpré, Jacques sarebbe ritornato a Parigi per ricevere gli ordini sacri verso il 1210 (Cfr. Vie de Marie d'Oignies par Jacques de Vitry, Supplément par Thomas de Cantimpré. Traduction et préface par André Wankenne, Namur, Presses universitaires de Namur, 1989, p. 76.). Tuttavia, visti gli importanti incarichi di predicazione che gli saranno affidati dal 1211, sembra più ragionevole propendere per un’ordinazione meno recente, come ci riporta Vincenzo di Beauvais..
Diventa inoltre un membro dellentourage di Hugues de Pierrepont, vescovo di Liegi (1200-1229), insieme con Jean de Liro e Jean de Nivelles.
Primi anni di ministero e predicazione Nel 1211, grazie alle sue doti oratorie, riceve dal nunzio papale Raymond d’Uzès il compito di predicare contro gli Albigesi.
Nel 1212 o nel 1213, incontrerà anche Folchetto di Marsiglia, che stava conducendo nel nord della Francia e nel principato di Liegi diverse campagne in favore della crociata anti-albigese. Secondo Jacques de Vitry fu la fama di Maria d’Oignies ad attirarlo in quelle terreCfr. Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus X., tanto che sarà proprio il vescovo di Tolosa a chiedergli di scrivere la biografia della donna come esempio da portare contro gli eretici della sua diocesiCfr. Ivi..
L’abilità nella predicazione di Jacques de Vitry verrà elogiata da diversi autori dell’epoca: Tommaso di CantimpréCfr. A. Wankenne (Traduction et preface), Vie de Marie d'Oignies par Jacques de Vitry, Supplément par Thomas de Cantimpré, Presses universitaires de Namur, 1989, p. 96-97., Vincenzo di BeauvaisCfr. Vincentius Bellovacensis, Speculum historiale (Excerpta), ed. O. Holder-Egger, Scriptorum tomus 24, Hannover, 1879, p. 164-167, 837., Renier de Saint JacquesCfr. Reinerus Sancti Iacobi Leodiensis monachus, Annales Sancti Iacobi Leodiensis (1066-1230), Monumenta Germaniae Historica, p. 673. e Umberto di RomansCfr. Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus XI..
Nel maggio 1216 visitò Milano: qui conobbe gli Umiliati elogiandoli per la loro attività antiereticaleLettera scritta nell’ottobre 1216, da Genova, in: http://www.ofsliguria.it/wp-content/uploads/2017/09/Cronache-e-altre-testimonianze-non-francescane-1.pdf.
Vescovo di San Giovanni d'Acri
Probabilmente grazie ai suoi successi oratori, Jacques viene eletto vescovo di San Giovanni d'Acri. Il 17 luglio 1216 si reca perciò a Perugia e il 31 dello stesso meseC. Eubel, Hierarchia catholica medii aevi... ab anno 1198, 8 voll., Münster, 1913- 1978, vol. I, p. 68. è consacrato vescovo per le mani di Papa Onorio III. Recatosi poi in Palestina Jacques de Vitry svolgerà una fervente attività durante la quinta crociata, partecipando all'assedio di Damietta, dal 1218 al 1221; qui, in particolare, nel 1219 ebbe modo di conoscere san Francesco d’Assisi, recatosi in Egitto per predicare davanti al Sultano al-Malik al-Kāmil.
Dopo il fallimento della Quinta Crociata, prima dal 1222 al 1223, e poi dal 1225, ritorna a più riprese in Occidente specialmente nella diocesi di Liegi: per alcuni anni la sua presenza qui fu così frequente che lo si potrebbe considerare come un vescovo ausiliare. In aggiunta, sempre durante il secondo viaggio sopra ricordato, sceglierà di consegnare al Papa nel 1228 le sue dimissioni dalla diocesi di Acri.
Dal 1226 al 1229 svolge alcune missioni pastorali per conto del vescovo di Liegi, Hugues de Pierrepont, che lo nominerà suo esecutore testamentario. Sarà proprio Jacques ad assistere il vescovo gravemente malato negli ultimi giorni prima della sua morte, avvenuta a Huy il 12 aprile 1229.
Cardinale-vescovo di Frascati Nelle settimane successive alla morte di Hugues, Papa Gregorio IX chiama Jacques de Vitry a Roma e lo nomina cardinale-vescovo di Frascati, una delle diocesi suburbicarie della città; la prima menzione di questo suo titolo cardinalizio è databile al 29 luglio 1229.
Tra il 1229 e il settembre 1239 spenderà i suoi ultimi anni lavorando alla corte papale.
Alcune fontiCfr. C. Eubel, Hierarchia catholica medii aevi... ab anno 1198, 8 voll., Münster, 1913- 1978, vol. I, p. 275. indicano nel 1239 la sua elezione come patriarca di GerusalemmeProbabilmente, dopo la morte del patriarca Geroldo di Losanna, i canonici di Gerusalemme elessero Jacques de Vitry come loro vescovo, tuttavia la sua presenza a Roma fu ritenuta ancora necessaria da papa Gregorio IX che il 14 maggio 1240 inviò come patriarca Roberto di Nantes (cfr. M. Sandor, The popular preaching of Jacques de Vitry, University of Toronto, Canada, 1993, p. 52, nota 93.)., tuttavia studi più recenti smentiscono questo datoCfr. Marcel Viller - F. Cavallera - J. de Guibert - A. Rayez et al. (a cura di), Dictionnaire de spiritualité ascétique et mystique, doctrine et histoire, Paris 1937-1995, vol. VIII col. 62 ; M. Sandor, The popular preaching of Jacques de Vitry, University of Toronto, Canada, 1993, p. 52 e nota 93..
Morì il 1º maggio 1240 e fu sepolto a Oignies.
Studi sui resti di Jacques de VitryPer un ulteriore approfondimento su quanto indicato in questa sezione della biografia è possibile visitare la seguente pagina web: An interdisciplinary study around the reliquary of the late cardinal Jacques de Vitry Nel 2015 il progetto CROMIOSS, condotto dalla Società Archeologica di Namur (SAN) in collaborazione con diverse università belghe ed istituti di ricerca, ha intrapreso uno studio scientifico interdisciplinare sui presunti resti di Jacques de Vitry, collocati nella chiesa di Santa Maria d’Oignies in Belgio, riuscendo ad accertarne l’autenticità grazie ad analisi antropologiche, isotopiche e genetiche.
All’interno dello stesso progetto è stata anche analizzata una mitra di particolare raffinatezza appartenuta a lui stesso.
Inoltre, grazie ad un lavoro di antropologia forense sul cranio, comprovato dalle analisi del DNA, è stato possibile creare una ricostruzione digitale del volto del cardinale.
I resti sono stati poi reinumati ad Oignies nel 2019.
Opere
Vita beatae Mariae Oigniacensis Maria d'Oignies ebbe un influsso decisivo su Jacques de Vitry e sulla sua attività pastorale. Nel 1213, dopo la morte della donna, concordemente alla richiesta di Folchetto di Marsiglia, Jacques avrebbe iniziato a scrivere la sua biografia sia per contrastare gli avversari delle «sante donne»Iacobi de Vitriaco, Sermones vulgares vel ad status, cura et studio Jean Longère, Turnhout, Brepols, 2013, prologus XV., ossia le beghine, della diocesi di Liegi, sia per combattere l’eresia catara, offrendo un modello di vita esemplare.
Nel prologo riporta la richiesta del vescovo di Tolosa appena ricordata; ci fornisce inoltre una testimonianza su Cristina l’Ammirabile, che ebbe modo di incontrare di personaCfr. A. Bartolomei Romagnoli – A. Degl’innocenti – F. Santi, Scrittrici mistiche europee. Secoli XII-XIII, vol. I, Firenze, SISMEL – Edizioni del Galluzzo, 2015 (La mistica cristiana tra Oriente e Occidente, 24), pp. 152 e segg.. Nella prima parte racconta qualche episodio della vita di Maria mettendo in risalto alcuni aspetti della sua spiritualità. Nella seconda narra di come Maria abbia vissuto e fatto fruttificare i doni dello Spirito Santo nel corso della sua esistenza. Infine narra della malattia e della morte della donna.
L’opera fu probabilmente terminata nel 1216, prima della partenza di Jacques per la diocesi di Acri, ed è possibile che ne abbia consegnato una copia anche a Papa Onorio III per perorare la causa delle beghine.
A quest’opera Tommaso di Cantimpré aggiungerà un Supplementum in cui si raccontano i miracoli, le profezie adempiute e le apparizioni di Maria dopo la sua morte.
La cosa più interessante della biografia è il rapporto che si instaura tra la donna e il suo direttore spirituale: Jacques de Vitry ascoltava spesso Maria in confessione, e al tempo stesso restava affascinato dalla santità della donna, potendo così sviluppare una reale comprensione della vita misticaCfr. Marcel Viller - F. Cavallera - J. de Guibert - A. Rayez et al. (a cura di), Dictionnaire de spiritualité ascétique et mystique, doctrine et histoire, Paris 1937-1995, vol. VIII col. 62..
La Vita di Maria d’Oignies ebbe un certo successo, venendo trascritta in più di quindici manoscritti, alcuni dei quali risalenti al XIII secolo, provenienti per la maggior parte da abbazie belghe e del nord della Francia.
Su di essa sono stati compiuti diversi studi inerenti al campo dell’agiografia medievale e dello studio dei movimenti femminili.
Epistulae Dettate per fini privati tra il 1216 e il 1221 al suo scrivano Jean de Cambrai, e mai riunite in un'unica raccolta, le lettere di Jacques de Vitry ci sono state trasmesse da una dozzina di manoscritti. Queste erano spesso spedite contemporaneamente a più persone senza particolari modifiche del testo. I principali destinatari sono: il Papa, Leopoldo VI di Babenberg, professori parigini e congregazioni religiose del Brabante e dell’HainautCfr. P. Bourgain, Jakob v. Vitry, in Lexikon des Mittelalters, Stuttgart, Metzler, -1999, vol. V, coll. 294-295..
Nell’edizione critica di Huygens troviamo sette epistulae:
Databile al 1216, e scritta a Genova, questa lettera racconta quanto vissuto da Jaques in diverse città d’ItaliaCfr. Lettera scritta nell’ottobre 1216, da Genova, in: http://www.ofsliguria.it/wp-content/uploads/2017/09/Cronache-e-altre-testimonianze-non-francescane-1.pdf. Nella prima parte, scritta tra il 4 novembre 1216 e il febbraio del ’17, l’autore narra la traversata verso Acri; nella seconda, databile alla primavera del 1217, si racconta il viaggio verso Tiro, Sidone, e la Siria. Di autenticità discussa, viene inviata a Papa Onorio III dopo la presa della torre difensiva di Damietta il 24 agosto 1218. Databile al 22 settembre 1218, racconta alcune operazioni militari in Egitto. La prima parte racconta dell’assedio di Damietta nella primavera del 1219; la seconda si interrompe dopo la battaglia del 29 agosto, ed è databile perciò al settembre 1219.