Chi ha ucciso l'auto elettrica? (Who Killed the Electric Car?) è un film documentario del 2006 diretto da Chris Paine.
Il documentario esplora la nascita, la limitata commercializzazione e la successiva morte dell'automobile elettrica a batterie negli Stati Uniti, e nello specifico della General Motors EV1 degli anni novanta. Il film esplora il ruolo delle case produttrici di automobili, dell'industria petrolifera, del Governo degli USA, dei limiti tecnologici e dei consumatori nel limitare lo sviluppo e l'adozione di questa tecnologia.
Trama Il documentario ripercorre la storia dell'automobile elettrica, il suo sviluppo moderno e i tentativi di commercializzazione, concentrandosi in particolare sulla General Motors EV1, resa disponibile principalmente in leasing nella California meridionale dopo l'introduzione, nel 1990, del mandato sui veicoli a emissioni zero (ZEV) da parte del California Air Resources Board. Tale normativa imponeva ai principali produttori automobilistici statunitensi di offrire veicoli elettrici per poter continuare a vendere modelli a combustione nello Stato. Complessivamente, circa 5.000 auto elettriche furono progettate e prodotte da aziende come General Motors, Ford Motor Company, Chrysler, Honda, Nissan e Toyota, per poi essere in gran parte distrutte o destinate a musei e istituzioni educative. Il film affronta inoltre le implicazioni di tali eventi su inquinamento atmosferico, dipendenza dal petrolio, equilibri geopolitici in Medio Oriente e cambiamento climatico.
Viene analizzata la decisione del California Air Resources Board di revocare il mandato ZEV, attribuita alle pressioni legali e politiche esercitate dalle case automobilistiche, all'influenza dell'industria petrolifera, alla promozione di tecnologie alternative come l'auto a idrogeno e all'azione dell'amministrazione di George W. Bush. Una parte significativa del documentario è dedicata alle strategie di General Motors, accusata di aver cercato di dimostrare l'assenza di domanda da parte dei consumatori e di aver successivamente ritirato e distrutto quasi tutti i veicoli EV1. Nonostante le offerte degli utenti di acquistare le vetture al valore residuo dei contratti di leasing (tra cui una proposta complessiva di 1,9 milioni di dollari per 78 veicoli a Burbank) la maggior parte delle auto fu demolita. Le proteste di attivisti, tra cui Alexandra Paul e Colette Divine, portarono anche ad arresti nel tentativo di impedire la rimozione dei veicoli destinati alla distruzione.
Il documentario esplora le possibili motivazioni alla base dell'abbandono dell'auto elettrica: da un lato il timore delle compagnie petrolifere di perdere il monopolio sui carburanti, dall'altro le preoccupazioni delle case automobilistiche per i costi di sviluppo e per la riduzione dei ricavi legata alla minore manutenzione richiesta dai veicoli elettrici. Viene riportata anche la posizione ufficiale di General Motors, secondo cui il fallimento sarebbe dovuto allo scarso interesse del pubblico, legato all'autonomia limitata (80–100 miglia per ricarica) e ai costi elevati. Il film documenta inoltre i tentativi degli appassionati di salvare i veicoli rimasti e si conclude con il ritrovamento di un esemplare disattivato, l'EV1 n. 99, presso il Petersen Automotive Museum, visitato dall'ex responsabile vendite Chelsea Sexton. Infine, vengono analizzate le prospettive future delle tecnologie automobilistiche, con uno sguardo critico verso i veicoli a idrogeno e una valutazione più positiva delle ibride plug-in e delle nuove generazioni di auto elettriche, tra cui la Tesla Roadster (2008), introdotta sul mercato poco dopo l'uscita del documentario.
Distribuzione È stato pubblicato in DVD nel mercato dell'home video il 14 novembre 2006 dalla Sony Pictures Home Entertainment.
Collegamenti esterni
EV1 website – La storia della EV1 Sottotitoli Italiani del Film WHO KILLED THE ELECTRIC CAR – I sottotitoli italiani del film-documentario
Categoria:Film documentari statunitensi Categoria:Film documentari sulle questioni ambientali